{"id":95,"date":"2012-06-25T09:10:16","date_gmt":"2012-06-25T07:10:16","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/calabria\/?p=95"},"modified":"2012-06-25T09:10:16","modified_gmt":"2012-06-25T07:10:16","slug":"in-viaggio-storie-and-tales","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/in-viaggio-storie-and-tales\/","title":{"rendered":"In viaggio. Storie and tales"},"content":{"rendered":"<p>Si inaugura martedi 26 giugno alle 11,00, presso l\u2019Aula Magna dell\u2019Unical, la\u00a0personale di fotografia di Osvaldo Pieroni\u00a0\u201cIn viaggio. Stories and tales\u201d. Interverranno Gianni Latorre, Rettore Unical, Pietro Fantozzi, Direttore Dipartimento Sociologia, Attilio Lauria, Delegato Fiaf Regione Calabria.<\/p>\n<p>La mostra rester\u00e0 allestita fino al 5 luglio, con il ricavato della vendita delle foto che sar\u00e0 interamente devoluto all\u2019AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica).<\/p>\n<p><strong>\u201cIn viaggio. Stories and tales\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Un titolo evocativo quanto basta per stimolare quel particolare interesse, quasi identitario, che accomuna quanti considerano il viaggio una metafora, se non la metafora per eccellenza, della vita. Parliamo di \u201cIn viaggio. Stories and tales\u201d, personale di fotografia di Osvaldo Pieroni che si inaugura martedi 26 giugno alle 11,00 presso l\u2019Aula Magna dell\u2019Unical.<\/p>\n<p>In quanto metafora, l\u2019essere o il sentirsi in viaggio cui fa riferimento l\u2019Autore non necessita naturalmente l\u2019intrapresa di viaggi esotici o avventurosi; si tratta piuttosto di uno stato permanente, quasi una predisposizione dell\u2019animo, identificabile con quello che Nietzsche definisce il cammino di chi sulla Terra non pu\u00f2 sentirsi nient\u2019altro che un viandante. E dunque, inteso in questo senso esperienziale, pu\u00f2 bastare anche un semplice \u2018viaggio\u2019 in metropolitana, o su un treno da pendolare, come quelli frequentati da Pieroni. Che in questa selezione di quaranta fotografie coniuga passione e interesse professionale, traducendole in immagini dai molteplici registri espressivi, tutte comunque segnate da un intimismo lirico che instaura un immediato livello di comprensione emotiva fra Autore e osservatori: un treno &#8211; da pendolari \u2013, e una lunga sequenza di volti, la cui intensit\u00e0 non pu\u00f2 non richiamare alla memoria l\u2019haiku di Ezra Pound \u201cA una fermata del metr\u00f2\u201d: \u201cL\u2019apparizione di questi volti nella folla; Petali sopra un umido ramo nero\u201d. E se il tema dell\u2019uomo ritratto in metro o in treno non \u00e8 certo nuovo, al punto da potersi considerare un vero e proprio topos sia in letteratura che nelle arti visive, la sfida in questo caso \u00e8 duplice, cogliere cio\u00e8 l\u2019inesplorato, schivando al tempo stesso le insidie del d\u00e9j\u00e0 vu. Pieroni ci riesce costruendo il suo portfolio sul rapporto tra le espressioni visuali di questa umanit\u00e0 in viaggio e il finestrino, sorta di schermo ipnotico al quale abbandonarsi come antidoto al senso di alienazione che talvolta assale il pendolare. Con l\u2019andare, paesaggio reale e immaginario finiscono per fondersi in un vortice, che nella rappresentazione di Pieroni assume a tratti &#8211; complice un misurato utilizzo espressivo dell\u2019editing &#8211; una vena di surrealt\u00e0, sottolineatura visuale di quella dimensione intima del pensiero nel quale ciascuno sembra essere assorto. Cieli e paesaggi veloci attraversati da occhi assenti che, paradossalmente, sembrano farci letteralmente \u2018vedere\u2019 quei pensieri, covati al riparo delle chiacchiere sui politici tutti uguali, la vita che costa sempre di pi\u00f9, il figlio lontano, e il mondo che va a rotoli\u2026 Gi\u00e0, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 interazione tra le persone che abitano le immagini dell\u2019Autore, al pi\u00f9 immersi nella lettura di un libro o di un giornale, scelta rappresentativa che gli consente di fissarne con maggiore forza la dimensione riflessiva; e se una fotografia \u2013 come scrive Wim Wenders &#8211; \u00e8 un\u2019immagine duplice, che insieme al suo oggetto ci parla sempre di colui che \u00e8 dietro al mirino, ecco allora che la scelta di Pieroni ci rivela al tempo stesso qualcosa sul suo modo di intendere la fotografia, o comunque sulla poetica di questo lavoro. Insieme al racconto, queste immagini ci restituiscono infatti lo sguardo introspettivo di chi, nell\u2019osservare i propri compagni di viaggio attraverso la fotografia, riflette su questa condizione che accomuna, riconoscendosi in qualcosa di ognuno di loro. Interesse per l\u2019altro dunque, rispetto, comprensione, empatia, ci\u00f2 che traspare dalle immagini di questo \u201ctreno dei miei pensieri\u201d, lo stesso bagaglio umano necessario per quel viaggio di cui si fa metafora. Ma in questa osservazione partecipante c\u2019\u00e8 anche, e non potrebbe essere diversamente, l\u2019occhio del sociologo, sebbene contaminato dalla lezione di Walker Evans, piuttosto che vicino all\u2019osservazione etnografica demartiniana. Da un non-luogo come la stazione, allo stesso viaggio, il sociologo offre al nostro sguardo il riconoscimento dei suoi riferimenti analitici, pur trascendendo la semplice documentazione dell\u2019antropologia visiva. In ogni scatto \u00e8 cos\u00ec possibile riconoscere quel particolare talento di Pieroni di sublimare un\u2019intera storia, lasciando a noi la possibilit\u00e0 di andare anche oltre quell\u2019immagine, farne il punto di partenza del nostro personalissimo viaggio da osservatori. Al tempo stesso, scorrendo queste foto si compone lentamente un puzzle di storie minime, di piccoli mondi personali, preziosi microcosmi che insieme, come recita il titolo di un film di Thierry Gentet, sono \u201cLa vita, un lungo viaggio in treno\u201d.<\/p>\n<p>Ma non solo: a dirla con Borges, \u201cUn uomo si propone il compito di disegnare il mondo\u201d, per poi scoprire, infine, \u201cche quel paziente labirinto di linee traccia l\u2019immagine del suo volto\u201d.<\/p>\n<p>La mostra rester\u00e0 allestita fino al 5 luglio, con il ricavato della vendita delle foto che sar\u00e0 interamente devoluto all\u2019AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica).<\/p>\n<p>Attilio Lauria, Docente DD Fiaf<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si inaugura martedi 26 giugno alle 11,00, presso l\u2019Aula Magna dell\u2019Unical, la\u00a0personale di fotografia di Osvaldo Pieroni\u00a0\u201cIn viaggio. 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