{"id":2697,"date":"2025-09-07T11:02:19","date_gmt":"2025-09-07T09:02:19","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/?p=2697"},"modified":"2025-09-07T11:01:51","modified_gmt":"2025-09-07T09:01:51","slug":"mostra-fotografica-kenofilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/mostra-fotografica-kenofilia\/","title":{"rendered":"Mostra Fotografica &#8211; Kenofilia"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"font-weight: 400\">Franco Sortini<br \/>\n<strong>K E N O F I L I A<br \/>\n<\/strong>Ritratti dello sguardo<\/h1>\n<h4 style=\"font-weight: 400;text-align: right\">PiMAC Pinacoteca d\u2019Arte Contemporanea<br \/>\n<strong>dal 13\/9 al 31\/10\/2025<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400\">Direzione organizzativa di<strong> Gerardo Fiore\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>PIMAC &#8211; Pinacoteca d\u2019Arte Contemporanea Citt\u00e0 di Montoro\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">In collaborazione con: <strong>Circolo Fotografico AvellinoPHOTO \u00a0e<\/strong> \u00a0<strong>Associazione culturale \u2018Contemporaneamente\u2019 APS, MONTOROCONTEMPORANEA.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Con il Patrocinio del <strong>Comune di Montoro<\/strong> (AV)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Mostra riconosciuta dalla <strong>FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_2698\" aria-describedby=\"caption-attachment-2698\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2698 size-large\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2025\/08\/PHOTO-2025-08-17-17-46-33-1024x1024.jpg\" alt=\"Locandina Mostra personale di Franco Sortini\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2025\/08\/PHOTO-2025-08-17-17-46-33-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2025\/08\/PHOTO-2025-08-17-17-46-33-300x300.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2025\/08\/PHOTO-2025-08-17-17-46-33-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2025\/08\/PHOTO-2025-08-17-17-46-33-768x768.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2025\/08\/PHOTO-2025-08-17-17-46-33-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2025\/08\/PHOTO-2025-08-17-17-46-33.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2698\" class=\"wp-caption-text\">Locandina Mostra personale di Franco Sortini<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: right\"><strong>Vernissage: venerd\u00ec 13 settembre, ore 18.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Saluti Istituzionali:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong><em>Salvatore CARRAT\u00d9, <\/em><\/strong><em>Sindaco Citt\u00e0 di Montoro<br \/>\n<\/em><strong><em>Giovanni GAETA, <\/em><\/strong><em>Assessore alla Cultura<br \/>\n<\/em><strong><em>Antonello CERRATO, <\/em><\/strong><em>Consigliere Provinciale<br \/>\n<\/em><strong><em>Eliana PETRIZZI, <\/em><\/strong><em>Direttore artistico PIMAC<br \/>\n<\/em><strong><em>Gerardo FIORE, <\/em><\/strong><em>Presidente Associazione culturale \u2018Contemporaneamente APS\u2019<br \/>\n<\/em><strong><em>Franco SORTINI, <\/em><\/strong><em>fotografo <\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Inaugura venerd\u00ec 13 settembre alle ore 18,30 \u2018KENOFILIA \u2013 Ritratti dello sguardo\u2019, la personale di fotografia di Franco Sortini, visitabile fino al 31 ottobre presso la PIMAC \u2013 Pinacoteca d\u2019Arte Contemporanea (Via Maggiore Vincenzo Citro, San Bartolomeo di Montoro (AV))<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">In mostra, una ricerca sul paesaggio urbano, che parte da alcune immagini successive a \u201cUn luogo neutro\u201d e che si sviluppa nell\u2019arco di alcuni anni, dal 2020 al 2025. Il percorso \u00e8 stato pensato per accompagnare lo spettatore verso immagini pi\u00f9 complesse e descrittive \u2013 molte pensate come dittici o trittici, per la loro \u201ccostruzione\u201d visiva e cromatica \u2013 fino alle ultime composizioni, pi\u00f9 minimaliste e metafisiche, che si \u201csvuotano\u201d anche del colore, fino ad evidenziare semplici tracce del paesaggio e della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Scrive <strong>Eliana Petrizzi,<\/strong> Artista e Direttrice PiMAC:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">\u201cUno degli aspetti che pi\u00f9 mi dispiacciono del vivere contemporaneo \u00e8 il rumore, dei suoni e delle cose. Ogni spazio deve essere colorato, riempito, assordato.\u00a0 Mi piacerebbero, invece, momenti com\u2019erano un tempo le ore spente in televisione, senza trasmissioni; con un\u2019immagine fissa per ore, o un formicolio indistinto che animava lo schermo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Per questa ragione, in pittura e in fotografia &#8211; malgrado la mia formazione fiamminga e rinascimentale &#8211; ho sempre amato, tra gli altri, Piero della Francesca, Giorgio Morandi, Luigi Ghirri, Rothko. E per via di queste mie predilezioni, mi sento particolarmente vicina alla fotografia di Franco Sortini.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\"><strong>KENOFILIA<\/strong> \u00e8 amore per il vuoto, per un concetto cio\u00e8 che, a partire dal suo rimando pi\u00f9 comune (la paura della morte) viene combattuto dalla cultura occidentale in maniera ossessiva e disperata, ignorando il fatto che, a volte, fare amicizia col nemico \u00e8 il modo migliore per trovare un alleato.<br \/>\n\u00c8 infatti proprio il vuoto \u2013 per la sua illimitata capacit\u00e0 di accoglienza \u2013 a consentire una straordinaria capacit\u00e0 di visione e di scrittura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">I paesaggi di Sortini sono luoghi metropolitani o naturali, che, per\u00f2, se osservati attentatamene, presto si sottraggono a qualsiasi identificazione di tempo e di luogo. Gli uomini mancano, rievocati da lievi tracce del loro passaggio.\u00a0 Pochi i colori, a favore di una tavolozza che premia la complicatissima gamma dei bianchi e dei grigi, riscaldati dalla potente luce meridiana di un Sud antico ed onnipresente, anche quando Sortini ritrae altre latitudini. Essenziali le geometrie, ridotte a composizioni di metafisica purezza. Eppure, malgrado \u201cl\u2019abitare spaesati su questa terra\u201d (Heidegger), nei suoi scatti ci si sente a casa.\u00a0 In questa magistrale capacit\u00e0 di decrescita estetica, non alienano il silenzio, n\u00e9 l\u2019assenza degli umani. Il senso \u00e8 piuttosto quello di un eterno presente; la sua traccia fondante, un\u2019attitudine che vede nella forma la vera sostanza delle cose.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Non serve troppo colore, non serve la pletora delle forme, che annega lo sguardo in una penosa incapacit\u00e0 di visione.\u00a0 Il troppo fa di ogni opera d\u2019arte uno strumento imbottito di stracci, che per questo non risuona.\u00a0 Bisogna saper risplendere nel poco. Togliere, assottigliare, scarnire, pulire, silenziare, ricomporre, coagulare: ecco ci\u00f2 che un poeta, un pittore, un fotografo devono saper fare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Negli scatti di Sortini, lo spazio respira e si espande. La vita \u00e8 un\u2019immagine di aria e di pietra: grazia e lutto, gesto e assenza, desiderio e rinuncia, consolazione e perdita. I suoi muri immacolati esprimono il senso del mutamento attraverso la leggerezza, e quello della leggerezza con l\u2019inganno del peso. Eppure, in questa riduzione estrema delle cose, tutto prende una definizione pi\u00f9 nitida. Si pu\u00f2 ottenere qualsiasi risposta dalla muta apparenza delle forme. L\u2019intervallo diventa cos\u00ec evento, cosa visibile. Tra il cespuglio e il muro sullo sfondo, tra un palazzo e il cielo, il vuoto prende corpo, dimensione, identit\u00e0 e voce. Diventa lo spazio in cui germinano le vite degli assenti, combinazioni di numeri, la portentosa intelligenza dell\u2019inintelligibile.\u00a0 Anche la fotografia, come la pittura, deve accompagnare alla scoperta di quello che non si vede, parlando di un incontro possibile solo se si abbandonano le pretese dell\u2019approdo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Forse \u00e8 tutta qui la chiave della bellezza: sono oneste le giostre spente nel parco, la polvere di un quartiere immobile, il vento che ulula tra gli alberi; lo sguardo di chi, fissando l\u2019orizzonte, sa che \u00e8 sempre su una soglia molto sottile che si incontrano il benvenuto e l\u2019addio.\u201d<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><strong>La mostra \u00e8 visitabile fino al 31 ottobre<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Giorni e orari apertura:<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2013luned\u00ec, marted\u00ec, mercoled\u00ec e venerd\u00ec: dalle 9,00 alle 12,00<br \/>\n\u2013gioved\u00ec: dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 19,00<br \/>\n\u2013sabato: dalle 17,00 alle 19,00<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Per info: 389 1629853<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400\"><strong>FRANCO SORTINI \/ BIOGRAFIA<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Franco Sortini \u00e8 nato nel 1958 e fin da giovanissimo si \u00e8 interessato di grafica e pittura. Dal 1982 si occupa di fotografia e con Franco Fontana, indiscusso maestro della fotografia a colori, approfondisce l\u2019interpretazione del colore e delle forme. Nel 1986 apre uno studio di fotografia commerciale e grazie a collaborazioni con importanti agenzie di comunicazione dagli anni \u201990 offre i suoi servizi corporate ad una vasta clientela nazionale. Nel 1990 partecipa ai \u201cRencontres Internationales de la Photographie\u201d di Arles, in Francia, dove Denis Curti lo invita ad esporre a Berlino. Nel 1995 partecipa ad una serie di mostre in Spagna, dove presenta il suo lavoro \u201cFrammenti di Memoria\u201d, fotografie sulla figura sviluppata con la tecnica del mosso. Nel 1995 Jean Claude Lemagny, Direttore del Dipartimento di Fotografia della Bibliotheque Nationale di Parigi, acquisisce alcune fotografie di questa serie per la collezione della biblioteca. Con Polaroid partecipa ad una serie di mostre a Parigi, alla Maison d\u2019Italie nel 2007 e a New York nel 2008. Dal 2011 inizia una lunga ricerca sul paesaggio urbano, che lo porter\u00e0 a pubblicare nel 2015 il suo primo importante libro \u201cUn Luogo Neutro\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Grazie alla sua particolare tecnica di ripresa le sue fotografie vengono presentate sempre con uno spirito impassibile, considerando il sottile equilibrio tra le persone e l\u2019ambiente circostante e l\u2019uso del colore \u00e8 particolarmente apprezzato per la capacit\u00e0 di esprimere la realt\u00e0 e la luce mediterranea. Lavora fotografando scene urbane focalizzandosi sulla citt\u00e0 vuota, inseguendo il concetto rinascimentale della \u201ccitt\u00e0 ideale\u201d, un luogo<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">dove poter trovare ordine nel caos. Il suo lavoro nasce negli spazi e il grande formato gli permette di risolvere la struttura prospettica e l\u2019impianto visivo classico, in cui prevale una prospettiva centrale, che delinea il profilo di una fabbrica, degli edifici, ma in senso pi\u00f9 esteso quello di un\u2019architettura. Un genere fortemente urbano dove il rigore e l\u2019ordine costruttivo viene risolto con un colore desaturato, colore che poi ricompare con delle connotazioni, quasi delle citazioni, che giustificano una poetica tipica dell\u2019autore stesso. Ispirato dal lavoro e dalla ricerca di Luigi Ghirri, il suo stile affonda le radici nella \u201cScuola di Dusseldorf\u201d, con riferimenti a Bernd e Hilla Becher, Candida Hofer, Thomas Struth e Elger Hesser, quest\u2019ultimo per la interpretazione del colore e per i suoi paesaggi \u201crarefatti\u201d. Non mancano, in alcune sue fotografie, richiami alla composizione tipica di Edward Hopper, o alla ricerca sul territorio di Stephen Shore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Ha esposto ampiamente le sue opere in numerose gallerie e le sue fotografie sono presenti nelle collezioni della Bibliotheque Nationale de France di Parigi, dell\u2019Archivio AFOCO di Cordoba, della Galleria Civica di Modena, del Dipartimento di Arte Moderna dell\u2019Universit\u00e0 di Siena, del Museo dello Sbarco di Salerno, del FRAC Fondo Regionale per l\u2019Arte Contemporanea di Baronissi, della Collezione d\u2019Arte Contemporanea Citt\u00e0 di Montoro ed in molte collezioni private. Ha pubblicato diversi libri di fotografia e alcuni libri d\u2019artista in edizioni limitate. Le sue fotografie, inoltre, sono state pubblicate su molte riviste e web magazine. Nel 2018 gli \u00e8 stato assegnato il \u201cPremio UVA &#8211; Universit\u00e0 di Verona per l\u2019Arte\u201d per la Fotografia Contemporanea.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Fotografo professionista dal 1986, dal 1990 \u00e8 membro effettivo dell\u2019Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. Attualmente vive e lavora a Salerno.<\/p>\n<h2 style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><strong>PRINCIPALI CONTRIBUTI CRITICI<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">\u201cLa ricerca fotografica di Franco Sortini si svolge all\u2019interno di aree urbane e suburbane d\u2019Italia e di altri paesi europei, e si concentra con prassi metodica nell\u2019elaborazione di vedute oggettive degli agglomerati e delle infrastrutture che ne qualificano gli aspetti e i meccanismi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Edifici, strade, impianti, cantieri; luoghi da abitare, percorrere, utilizzare, restaurare: nelle zone tipiche e non imitabili di singoli centri storici, ma anche in quelle tendenzialmente asettiche e standardizzate delle periferie, dove a determinare il paesaggio sono perlopi\u00f9 elementi effimeri e globalmente adottati sulla base di moduli uniformi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Eppure l\u2019obiettivit\u00e0 non \u00e8 mai assoluta: la decisione su cosa e come vedere e far vedere \u00e8 per ogni scatto il risultato di un accurato ragionamento personale; alcuni tratti procedurali, cos\u00ec come i relativi effetti nella resa delle fotografie, sono ricorrenti ma non assurgono a paradigmi inviolabili, sicch\u00e9 entro limiti ponderati Sortini si riserva la libert\u00e0 di introdurre delle variazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">E\u2019 istintivo, davanti alla ricerca condotta dallo sguardo sagace e infaticabile di Franco Sortini, il richiamo ai criteri ispiratori e agli esiti tangibili propri della Scuola di D\u00fcsseldorf: per l\u2019ambizione costante a osservare i luoghi mantenendosi in ammirevole bilico tra distanza imparziale e partecipazione emotiva, ma anche per la condivisione di quell\u2019intimo stato d\u2019animo che con olimpica consapevolezza faceva dichiarare a Bernd e Hilla Becher \u201cNon siamo in grado di terminare il nostro lavoro, dal momento che \u00e8 infinito\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: left\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: right\"><strong>Carlo Gallerati<br \/>\n<\/strong>Gallerista e Critico<br \/>\nRoma<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><strong>________________<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">\u201cFranco Sortini, ovvero il paesaggio come risultato della sottile alchimia che unisce la visione dell\u2019ambiente naturale alla cultura, alle emozioni e alle sensazioni interiori del fotografo creativo. Franco Sortini, nato come grafico e pittore, poi diventato uno dei fotografi creativi che pi\u00f9 di altri, meglio di tanti altri, \u201crende visibile l\u2019invisibile\u201d, fotografando il paesaggio urbano. Come ammette lo<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">stesso Sortini, nel fotografare le citt\u00e0, gli edifici, i paesaggi urbani, coglie \u201cnella marea delle informazioni quotidiane quegli aspetti che pi\u00f9 riescono a delineare\u201d la sua \u201cidea di citt\u00e0, con lo scopo di una fotografia che vada oltre la semplice documentazione\u201d, rendendo visibile l\u2019invisibile, appunto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Parafrasando Italo Calvino de \u201cLe citt\u00e0 invisibili\u201d, \u201cle citt\u00e0 sono immobili. Talvolta bellissime, ma immutevoli come la pietra di cui sono fatte\u201d. La citt\u00e0 di Franco Sortini, \u201csvuotata dalle persone e dalle cose\u201d, ci si pu\u00f2 presentare come \u201cun luogo neutro\u201d, con i suoi edifici \u201cmultipopolari\u201d (che richiamano le strutture architettoniche dell\u2019ex Unione Sovietica), gli spazi metafisici, immersi nel silenzio assoluto<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">e nella pi\u00f9 completa solitudine, dove anche le poche automobili presenti associano l\u2019idea dell\u2019immobilit\u00e0, dell\u2019assoluta staticit\u00e0 e della solitudine.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Se il paesaggio storico \u00e8 quello dipinto da Ambrogio Lorenzetti nel celeberrimo \u201cGli effetti del Buon Governo in campagna\u201d, dove abbiamo un sublime accatastarsi disordinato di vitigni a terrazza, ville, case pi\u00f9 o meno estese, pascoli, aceri e boschetti, i paesaggi urbani di Franco Sortini, anche grazie alla luce abbagliante, mediterranea e ai colori morbidi e delicati &#8211; dal rosa al celeste, al paglierino, all\u2019ocra &#8211; \u201ctendono a somigliarsi e la globalizzazione penetra nel tessuto urbano, rendendo i luoghi sempre pi\u00f9 simili\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Ma squisitamente poetici, altamente creativi-artistici.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: right\"><strong>Franco Fontana<br \/>\n<\/strong>Fotografo<br \/>\nModena<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><strong>________________<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">\u201cL\u2019operazione di Franco Sortini, fotografo principalmente delle citt\u00e0, alle quali attribuisce una forte connotazione d\u2019anonimia, \u00e8 quello di formare un affresco contemporaneo di pi\u00f9 nazioni, la cui natura non pu\u00f2 che essere mutevole e molteplice nel tempo, ma qui congelata in uno stato di permanenza in stile pittorialista.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Coloro che si misurano col tema del paesaggio, ivi compreso lo stesso Sortini, spesso lo introducono in termini polisemici: di quale paesaggio parliamo? Urbano, periferico, noto o disconosciuto?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Il luogo \u201cimparziale\u201d di questo lavoro comprende quindi un intero orizzonte semantico dove la citt\u00e0 \u201cstorica\u201d \u00e8 di per se una risorsa fruibile sia nelle sue componenti oggettive che in quelle volutamente astratte e il valore della fotografia pu\u00f2 essere nel primo caso rappresentazione del paesaggio mantenendo un approccio puramente documentario, nel secondo una ricca occasione per una rivisitazione di scenari intimi che l\u2019autore lega strettamente a s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Nelle immagini fotografiche, ricordando Barthes, \u00e8 custodita la vita di qualcuno, che viene offerta al pubblico secondo un alfabeto visivo unico e personale e dove l\u2019atto del fotografare prescinde l\u2019esistente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">La citypedia estetica di queste fotografie \u00e8 un&#8217;ode fotografica sotto forma di dedica alla citt\u00e0, o meglio alle citt\u00e0 d&#8217;Italia e d\u2019Europa, e una benedizione apostolica e tutta decadentistica nel segno tangibile della diversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">La promenada, prima meridionalista &#8211; tributo alle proprie origini &#8211; poi italiana e sempre pi\u00f9 mitteleuropea, non cade nella trappola dell&#8217;ovvio o dell&#8217;artefatto n\u00e9 riproduce continuamente nuove declinazioni delle retoriche che giocano su polarit\u00e0 estetiche quali mainstream-underground, sperimentale-tradizionale, internazionale-locale (*).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">La geografia sortiniana quindi esplora a fondo sia la dimensione oggettiva e materiale dei luoghi &#8211; l\u2019insieme degli elementi fisici &#8211; sia quella soggettiva e immateriale \u2013 la sfera dei significati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Ma la radicalit\u00e0 del progetto si situa nella configurazione di nuovi rapporti tra geometrie e luci, un metodo compositivo peculiare dell&#8217;ultima fotografia che esilia per sempre il soggetto umano, come in questo caso, o ne fa un sostrato di legittimazione cos\u00ec profondo da divenirne un contrassegno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Questo lessico, ormai divenuto familiare, fa di Sortini il famoso botanico da marciapiede ovvero il conoscitore analitico di certo tessuto urbano con l&#8217;atteggiamento umorale del fl\u00e2neur in cui<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">l&#8217;estetizzazione del territorio \u00e8 un reticolo indipendente e dove la citt\u00e0 qui raffigurata sostiene tutta la propria legittimit\u00e0 e vitalit\u00e0 fin quando riesce ad apparire armonica e sincera. Un atto di lealt\u00e0 rispetto alle finzioni spettacolarizzanti e contemporanee delle arti figurative.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: right\"><strong>Valentina Isceri<br \/>\n<\/strong>Critica e curatrice di Fotografia<br \/>\nLecce<br \/>\n*da \u201cI linguaggi della metropoli\u201d di Valeria Giordano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\">________________<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">\u201cFotografie di paesaggi urbani molto vari \u2013 centri storici, periferie, aree produttive \u2013 unificate da uno stile asciutto dal tono quasi metafisico, costituiscono il lavoro realizzato da Franco Sortini seguendo il filo concettuale che i paesaggi urbani, almeno quelli delle citt\u00e0 della vecchia Europa dove ha realizzato le fotografie, siano spesso simili e interscambiabili. Questa impostazione \u00e8 in sintonia con quell\u2019idea di non luogo che da molti anni fa parte delle analisi critiche sociologico-urbanistiche. Perch\u00e9 i luoghi \u2013 soprattutto quelli meno connotati architettonicamente da segni storici di lunga data come le moderne periferie \u2013 effettivamente si prestano a un gioco di interscambio visivo dove ogni veduta pu\u00f2 appartenere allo stesso modo alla periferia di una qualsiasi citt\u00e0 europea.\u00a0 Indipendentemente da questa impostazione concettuale che per certi aspetti pu\u00f2 apparire costrittiva \u2013\u00a0 forse nessun luogo \u00e8 veramente un non-luogo o un luogo neutro, se non a un primo sguardo come pu\u00f2 essere quello del fruitore frettoloso del paesaggio urbano, ma contiene sempre margini pi\u00f9 o meno estesi di identificazione \u2013 il lavoro di Sortini, perseguito a lungo in molte citt\u00e0 europee, da Berlino a Lisbona, da Siviglia a Trieste e poi in molte citt\u00e0 italiane dal Nord al Sud, \u00e8 ammirevole per il rigore stilistico che lo contraddistingue e lo carica di omogeneit\u00e0 concettuale oltre che visuale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Un altro dato che lo contraddistingue \u00e8 la totale mancanza di persone nelle inquadrature, in linea con le esperienze ormai storicizzate di tanti fotografi contemporanei di paesaggio dalle esperienze americane di molti tra i Nuovi Topografi a quelle italiane di molti tra gli autori appartenenti al cosiddetto Nuovo Paesaggio Italiano. I luoghi appaiono desolati nella loro struttura essenziale, quasi visioni di un inquietante day after che ha cristallizzato il paesaggio europeo contemporaneo. Eppure la nostra esperienza di spettatori e di persone raziocinanti apre spiragli a una lettura pi\u00f9 profonda e fa volare l\u2019immaginazione, e pare di intravedere dietro le finestre di quei moderni palazzoni periferici e dietro quelle pi\u00f9 tradizionali dei centri storici e nelle piazze e nelle vie quell\u2019umanit\u00e0 dentro cui siamo immersi, con le nostre storie e il nostro modus vivendi<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: Justify\">Franco Sortini \u00e8 un fotografo di lungo corso e di esperienze consolidate, ed \u00e8 ben consapevole dei limiti e delle infinite possibilit\u00e0 della fotografia nella descrizione del mondo. Con questo lavoro ha realizzato un progetto di alto profilo e il volume che ne \u00e8 derivato mantiene le aspettative.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: right\"><strong>Pio Tarantini<br \/>\n<\/strong>Fotografo, Autore e Storico della Fotografia<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Sortini K E N O F I L I A Ritratti dello sguardo PiMAC Pinacoteca d\u2019Arte Contemporanea dal 13\/9 &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":81,"featured_media":2699,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,5,6,19,22],"tags":[],"class_list":["post-2697","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attivita-circoli","category-manifestazioni","category-personali-fotografiche","category-iniziativa-fiaf-campania","category-mese-della-fotografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2697","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/users\/81"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2697"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2697\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2711,"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2697\/revisions\/2711"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2697"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2697"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/campania\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2697"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}