{"id":2707,"date":"2015-12-18T18:24:57","date_gmt":"2015-12-18T17:24:57","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/?page_id=2707"},"modified":"2015-12-18T18:24:57","modified_gmt":"2015-12-18T17:24:57","slug":"dallidea-alla-sceneggiatura-nellaudiovisivo-fotografico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/dallidea-alla-sceneggiatura-nellaudiovisivo-fotografico\/","title":{"rendered":"Dall\u2019idea alla sceneggiatura nell\u2019audiovisivo fotografico"},"content":{"rendered":"<div id=\"post-content\">\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>di Emilio Menin<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il mio intervento vuole essere semplicemente una sorta d\u2019introduzione ai temi che verranno trattati nelle relazioni successive ed una puntualizzazione di alcuni aspetti pratici che gli Autori di audiovisivi fotografici non possono dimenticare. L\u2019analisi attenta di un audiovisivo potr\u00e0 facilmente far comprendere se nella costruzione dello stesso sia stata prestata una corretta attenzione di livello professionale e non una semplice improvvisazione dettata solamente da personali sensazioni e impressioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La definizione <strong><em>audiovisivo fotografico <\/em><\/strong>ha preso il posto di quella di <strong><em>diaporama <\/em><\/strong>che viene ancora utilizzata soprattutto nei Paesi dove questo mezzo di comunicazione, che unisce l\u2019immagine fotografica ed il suono, ha iniziato a farsi conoscere a partire dal lontano 1958.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il significato ed i contenuti non sono per\u00f2 cambiati e trovo che la definizione data a suo tempo dalla Federazione Internazionale FIAP sia tutt\u2019ora valida ed esaustiva pur con le dovute modifiche di alcuni termini che sono stati sostituiti da altri in funzione del passaggio dalla tecnica analogica a quella digitale: se infatti sostituiamo le parole <strong>diapositive <\/strong>con immagini e <strong>banda magnetica <\/strong>con supporto digitale la suddetta definizione mantiene il suo significato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<em>Il Diaporama \u00e8 un mezzo di comunicazione audio-visivo realizzato con una proiezione di diapositive sonorizzate; la proiezione \u00e8 effettuata con dissolvenze incrociate , con durata a discrezione dell\u2019Autore, con passaggi lenti o rapidi, che permettono di realizzare diversi effetti( dissolvenza semplice, apparizione, sovraimpressione, scintillio, flash, creazione di una terza immagine, ecc.) e di dare un ritmo variabile alla proiezione. La sequenza delle immagini \u00e8 sincronizzata su banda magnetica che riporta il commento sonoro composto da musiche,parlato,rumori ed effetti diversi. Il connubio suono\/immagine non \u00e8 per\u00f2 sufficiente da solo per creare un vero Diaporama: occorre in pi\u00f9 realizzare un insieme coerente comportante un filo conduttore logico ed un apporto intellettuale dell\u2019Autore \u201c <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il passaggio da questa enunciazione alla realizzazione pratica pu\u00f2 non essere cos\u00ec facile ed immediata ; la prima difficolt\u00e0 nasce dal fatto che il Diaporama utilizza diversi tipi di linguaggio identificabili nelle sue componenti principali: il linguaggio sonoro,quello visivo e quello scritto o parlato. Ciascuno di essi conserva e sfrutta i propri molteplici significati, le proprie caratteristiche, i propri stereotipi ed inoltre sono mescolati tra loro con un lavoro di regia che deve sapientemente usarli per creare una storia che sia l\u2019espressione dell\u2019idea di base che ha spinto l\u2019Autore a produrre quell\u2019audiovisivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La seconda difficolt\u00e0 \u00e8 nascosta nella differenza d\u2019interpretazione che pu\u00f2 essere data dall\u2019Autore e dagli spettatori od anche tra gli spettatori stessi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Una terza difficolt\u00e0 \u00e8 il livello culturale, culture diverse portano ad interpretazioni diverse,conoscenze pi\u00f9 o meno profonde nel campo musicale o di lettura dell\u2019immagine e del suo linguaggio : tutto rende pi\u00f9 complesso quello dell\u2019audiovisivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Questi argomenti verranno trattati dettagliatamente dagli altri relatori ma vediamo ora come si potrebbe schematizzare nelle diverse fasi la preparazione di un Diaporama.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">1 \u2013 Fase progettuale<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Idea<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Esecuzione delle immagini<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Scelta preliminare della colonna sonora<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">2 \u2013 Fase esecutiva<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Stesura dello story board definitivo ( regia )<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Scelte critica delle immagini e loro predisposizione alla proiezione<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Preparazione della colonna sonora<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">3 \u2013 Fase finale<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Preparazione preliminare del programma<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Ritocchi alla sincronizzazione immagini\/suoni<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Visione programma completo<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\"> \u00b7 Masterizzazione<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Primo passo \u00e8 dunque l\u2019idea di base : qui non ci sono regole e solo la fantasia dell\u2019Autore pu\u00f2 decidere l\u2019argomento da trattare. Documenti di viaggio, canzoni, poesie, illustrazione di brani musicali, interpretazioni personali di un fatto reale, una storia inventata, indagini psicologiche o interpretazioni di argomenti attuali, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Trovata l\u2019idea \u00e8 sempre una buona cosa scrivere una breve traccia di ci\u00f2 che si vuole rappresentare magari con dei riferimenti circa le immagini da ricercare e la colonna sonora: non \u00e8 ancora lo story board ma solo uno schema che pu\u00f2 aiutare nello svolgimento del lavoro. Trovo molto utile questo metodo: io chiamo queste note \u201c i sogni nel cassetto \u201c nel senso che a volte si annotano delle idee anche molto preliminari e si lasciano decantare riprendendole poi a distanza di tempo per realizzarle o \u2026per lasciarle nel cassetto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La successiva fase pratica si sviluppa quindi nella ripresa delle immagini o nella loro scelta tra quelle presenti nei nostri archivi cercando, in questo caso, di adeguarle a quelle riprese direttamente facendo buon uso dei programmi di post produzione. Anche nell\u2019attuale epoca digitale si pone spesso il problema dell\u2019uso di immagini orizzontali e verticali: la loro convivenza in un audiovisivo \u00e8 molto difficile e raramente si riesce a trovare una soluzione veramente accettabile, meglio evitarla.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La scelta della colonna sonora deve essere fatta, almeno in via preliminare, unitamente a quella delle immagini conseguentemente all\u2019idea che ha generato la realizzazione dell\u2019audiovisivo: ci\u00f2 non significa avere gi\u00e0 deciso in questa fase progettuale tutti i dettagli ma almeno avere le idee chiare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La fase esecutiva inizier\u00e0 con la stesura di uno story board che fisser\u00e0 la sequenza delle immagini ed il contemporaneo svolgersi della colonna sonora. A livello professionale per story board s\u2019intende la preparazione di una serie di piccole cartoline, ciascuna corrispondente a singole immagini o brevi sequenze che, opportunamente ordinate su un pannello possano dare con immediatezza visiva il succedersi delle varie componenti del racconto visivo e sonoro da realizzare. Da questa successione di eventi si ricavano le direttive da dare agli esecutori delle riprese fotografiche, delle scelte musicali e quant\u2019altro necessario. A livello amatoriale non occorre arrivare a queste complicazioni e sofisticazioni , il concetto non \u00e8 per\u00f2 molto diverso, almeno come criterio di lavoro; preferirei forse adottare la definizione cinematografica di \u201cscaletta\u201d ma comunque,indipendentemente da come si vuole definire questa procedura, \u00e8 di grande aiuto preparare in forma scritta e dettagliata la successione di tutte le componenti dell\u2019audiovisivo che stiamo preparando.( <em>Un esempio di story-board potrebbe essere quello di un \u201clibretto di proiezione\u201d che \u00e8 la fase pi\u00f9 avanzata dello story-board, \u00e8 cio\u00e8 quel tipo di documento dettagliato che accompagnava le proiezioni analogiche e che conteneva tutte le istruzioni comprese quelle del tipo di dissolvenza ed i comandi per i proiettori; questo libretto contiene quindi il risultato della fase finale ed \u00e8 la proiezione in forma scritta e descrittiva). <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La scelta critica delle immagini deve essere impietosa e sarebbe spesso preferibile che l\u2019Autore si facesse aiutare da un amico (con la speranza di non perderne l\u2019amicizia!!!!) che non essendo coinvolto direttamente contribuirebbe nella selezione scartando immagini che l\u2019Autore non avrebbe il coraggio di sacrificare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">I criteri ed i metodi di preparazione delle immagini che venivano seguiti nell\u2019era analogica sono completamente superati dai programmi di post-produzione che consentono interventi pi\u00f9 rapidi ed efficaci che, pur non discostandosi dai vecchi metodi, ne semplificano le procedure.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La preparazione della colonna sonora \u00e8 sicuramente l\u2019 operazione pi\u00f9 delicata per un fotoamatore che spesso non ha dimestichezza con le procedure da seguire e, molte volte, non ha una sufficiente preparazione e conoscenza musicale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Dal punto di vista pratico i diversi software esistenti semplificano grandemente la preparazione della colonna sonora consentendo l\u2019inserimento di testi parlati, di rumori ed effetti sonori e di miscelazione con i brani musicali: tutte operazioni che con i vari mixer e registratori costituivano una notevole difficolt\u00e0 tecnica e richiedevano una buona dimestichezza con le apparecchiature a disposizione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La difficolt\u00e0 principale per\u00f2 \u00e8 quella di saper creare ed utilizzare la colonna sonora in modo coerente e funzionale al racconto che stiamo realizzando; la scelta dei brani musicali \u00e8 sempre un problema difficile quando si vuole uscire dai facili schemi di una canzone o di un semplice brano musicale .<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Anche il tema della scelta dei brani musicali verr\u00e0 trattato dettagliatamente in seguito ma ritengo utile citare un esempio circa l\u2019importanza della costruzione visiva all\u2019interno di una sequenza al fine di conferire una \u201cdrammaturgia\u201d che,unita a quella della colonna sonora, costruiscano il racconto audiovisivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Abbiamo preso in prestito da Srdjan Plavsa (<em>noto autore di Diaporama) <\/em>un esempio molto caratteristico circa l\u2019importanza della progressione drammaturgica all\u2019interno di una sequenza visiva. Usiamo tre immagini :<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000\"><strong>T \u2013 Vista d\u2019assieme <\/strong><em>Una donna \u00e8 inginocchiata davanti ad una tomba, una bambina \u00e8 seduta presso la tomba vicina con in braccio una bambola <\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\"><strong>F \u2013 primo piano <\/strong><em>La donna \u00e8 inginocchiata davanti alla tomba <\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\"><strong>E \u2013 primo piano <\/strong><em>Una bambina \u00e8 seduta vicino alla tomba e gioca con la bambola <\/em><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000\">E\u2019 possibile ordinare queste tre immagini in sei modi diversi ciascuno dei quali potr\u00e0 assumere significati diversi :<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>1 \u2013 T F E : <\/strong>la prima immagine permette gi\u00e0 di comprendere la situazione nella sua globalit\u00e0 e quelle successive non aggiungono niente, non \u00e8 pi\u00f9 un seguito narrativo ma una semplice narrazione<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>2 \u2013 T E F : <\/strong>in questo ordine si provoca un abbassamento emotivo dell\u2019attenzione perch\u00e9 la bambina assume un posto pi\u00f9 importante di quello della madre<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>3 \u2013 F T E<\/strong>: La vista d\u2019assieme al secondo posto annulla l\u2019effetto emotivo dell\u2019immagine della bambina<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>4 \u2013 F E T : <\/strong>l\u2019immagine della madre,poi quella della bambina seguita dalla vista d\u2019assieme che non solamente spiega la situazione,ma anche conferisce un\u2019atmosfera melanconica \u00e8 l\u2019ordine ideale<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>5 \u2013 E T F : <\/strong>si ha l\u2019impressione che questa sequenza sia incompleta: l\u2019immagine della madre ha un impatto inferiore alle altre due e da ci\u00f2 ne deriva una diminuzione dell\u2019intensit\u00e0 emotiva<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>6 \u2013 E F T : <\/strong>una sequenza efficace come <strong>F E T <\/strong>ma con un effetto pi\u00f9 aggressivo<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Da quanto detto si pu\u00f2 ricavare che le analogie visive non sono sufficienti per caratterizzare una sequenza efficace: occorre che ogni immagine abbia in se stessa un contenuto interessante che ne giustifichi la presenza sullo schermo e che ci sia una progressione nella presentazione od almeno un ordine ben definito in modo tale che l\u2019insieme abbia un significato preciso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Non \u00e8 necessario seguire questo schema durante tutta la proiezione ma \u00e8 utile lavorare sulle singole sequenze d\u2019immagini alternandole con pause meno impegnative anche per non affaticare troppo l\u2019attenzione dello spettatore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">A proposito della musica ci sono molti aspetti da analizzare come il potere evocativo dei singoli strumenti, il significato delle diverse note,l\u2019uso di brani musicali pi\u00f9 o meno noti ecc. ecc. ma questa analisi verr\u00e0 fatta dall\u2019intervento che seguir\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Molte sono le altre considerazioni che si possono fare e non basterebbe una intera giornata per esaminarle almeno superficialmente ma una \u00e8 quella pi\u00f9 importante che deve sempre guidare l\u2019Autore : il diaporama ideale \u00e8 quello che suddivide le informazioni tra canale sonoro e visivo rendendole completamente solidali ed indissolubili.<\/span><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2013\/10\/INTERVENTO_1_MENIN.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">A questo LINK, potete scaricare il post in formato .pdf<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Emilio Menin Il mio intervento vuole essere semplicemente una sorta d\u2019introduzione ai temi che verranno trattati nelle relazioni successive &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":59,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-full.php","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-2707","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2707","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/wp-json\/wp\/v2\/users\/59"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2707"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2707\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/diaf\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2707"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}