{"id":2753,"date":"2022-01-23T12:02:02","date_gmt":"2022-01-23T11:02:02","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/?p=2753"},"modified":"2022-01-23T12:15:05","modified_gmt":"2022-01-23T11:15:05","slug":"la-fotografia-una-rasoiata-sul-reale-di-fulvio-merlak","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/la-fotografia-una-rasoiata-sul-reale-di-fulvio-merlak\/","title":{"rendered":"LA FOTOGRAFIA, UNA RASOIATA SUL REALE, di Fulvio Merlak"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era il 398 e Aurelio Agostino d\u2019Ippona, conosciuto come Sant\u2019Agostino, rivolgendosi a Dio, nelle sue \u201cConfessioni\u201d scrisse: <i>\u00abChe cosa \u00e8 dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene; ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so [\u2026]\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_2754\" aria-describedby=\"caption-attachment-2754\" style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2754\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Nancie-Rowan-Lo-scorrere-del-tempo.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"663\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Nancie-Rowan-Lo-scorrere-del-tempo.jpg 1200w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Nancie-Rowan-Lo-scorrere-del-tempo-300x166.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Nancie-Rowan-Lo-scorrere-del-tempo-1024x566.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Nancie-Rowan-Lo-scorrere-del-tempo-768x424.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2754\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Lo scorrere del tempo&#8221;, fotografia di Nancie Rowan<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutta la nostra esistenza \u00e8 scandita dallo scorrere del tempo, \u00e8 segnata dalla mutabilit\u00e0 delle cose, dal passare delle stagioni. Eppure sembra impossibile assegnargli una definizione unica e condivisa. Il filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche lo interpretava con una concezione di carattere ciclico, secondo la quale tutti gli istanti sono destinati a replicarsi in un tempo circolare, in quanto <i>\u00abIl futuro influenza il presente tanto quanto il passato\u00bb<\/i>. Viceversa il fisico (pure lui tedesco) Albert Einstein illustrava il concetto stesso del tempo come una lusinga: <i>\u00abLe persone come noi che credono nella fisica, sanno che la distinzione tra passato, presente e futuro \u00e8 solo un\u2019ostinata persistente illusione\u00bb<\/i>. In altre parole, secondo il pensiero di Einstein, il tempo \u00e8 relativo, non \u00e8 assoluto; \u00e8 un\u2019illusione arbitraria della nostra percezione.<\/p>\n<p>Appare evidente che quella del tempo \u00e8 una questione che, a tutt\u2019oggi, si rivela come irrisolta. Noi conduciamo le nostre esistenze scrutando il tempo, innegabile protagonista delle nostre vite, dal momento che regola le nostre giornate, le nostre preferenze, le nostre emozioni. Lo scrittore, poeta e saggista Jorge Luis Borges reputava il tempo <i>\u00ab[\u2026] un tremulo ed esigente problema, forse il pi\u00f9 importante della metafisica [\u2026]\u00bb<\/i>. Nel 1947, nella \u201cNueva refutaci\u00f3n del tiempo\u201d, affermava <i>\u00abNegare la successione temporale, negare l\u2019io, negare l\u2019universo astronomico, sono disperazioni apparenti e consolazioni segrete. Il nostro destino (a differenza dell\u2019inferno di Swedenborg e dell\u2019inferno della mitologia tibetana) non \u00e8 spaventoso perch\u00e9 irreale; \u00e8 spaventoso perch\u00e9 \u00e8 irreversibile e di ferro. Il tempo \u00e8 la sostanza di cui sono fatto. Il tempo \u00e8 un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume; \u00e8 una tigre che mi divora, ma sono io quella tigre; \u00e8 un fuoco che mi consuma, ma sono io quel fuoco. Il mondo, disgraziatamente, \u00e8 reale; io, disgraziatamente, sono Borges\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_2755\" aria-describedby=\"caption-attachment-2755\" style=\"width: 1325px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2755 size-full\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Brenda-Butler-Nostalgia-2021.jpg\" alt=\"\" width=\"1325\" height=\"951\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Brenda-Butler-Nostalgia-2021.jpg 1325w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Brenda-Butler-Nostalgia-2021-300x215.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Brenda-Butler-Nostalgia-2021-1024x735.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Brenda-Butler-Nostalgia-2021-768x551.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1325px) 100vw, 1325px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2755\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Nostalgia&#8221;, fotografia di Brenda Butler, 2021<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Orbene, la fotografia ha, senza ombra di dubbio, un rapporto privilegiato con il tempo e, differentemente da ci\u00f2 che succede per altri mezzi di riproduzione visiva della realt\u00e0, essa si fa carico della registrazione dell\u2019impronta fisica del suo referente ma, nel contempo, anche della dimensione temporale nella quale la riproduzione ha avuto atto. \u00c8 per questo che la fotografia \u00e8 in grado di isolare e preservare un istante sottraendolo allo scorrere del tempo. Stando al pensiero del saggista francese Roland Barthes,<i> <\/i>il noema della fotografia (ossia la figura retorica che evidenzia un concetto) si esplicita con <i>\u00ab\u00e8 stato\u00bb<\/i>. E, del resto, un\u2019immagine fotografica non possiede n\u00e9 un prima, n\u00e9 un dopo; essa rappresenta esclusivamente il momento della sua realizzazione. Va da s\u00e9 che la sua coniugazione verbale \u00e8 sempre orientata al passato. La natura della fotografia, la sua essenza, \u00e8 quella di ratificare ci\u00f2 che viene ritratto, dove viene ritratto e quando viene ritratto: \u00e8 il suo \u201chic et nunc\u201d, \u201cqui e ora\u201d. Si fotografa al presente, ma nel suo paradigma non esiste il futuro. La sua dimensione temporale attiene sempre al passato, e ci\u00f2 conferisce al soggetto rappresentato un valore evocativo che suscita inevitabilmente un\u2019alterazione emotiva, la quale, spesso, sfocia in una sensazione nostalgica. Come ha sottolineato la scrittrice statunitense Susan Sontag <i>\u00abOgni fotografia \u00e8 un memento mori. Fare una fotografia significa partecipare della mortalit\u00e0, della vulnerabilit\u00e0 e della mutabilit\u00e0 di un\u2019altra persona o di un\u2019altra cosa. Ed \u00e8 proprio isolando un determinato momento e congelandolo che tutte le fotografie attestano l\u2019inesorabile azione dissolvente del tempo\u00bb<\/i>. Gi\u00e0\u2026 il tempo, l\u2019inafferrabile, inarrestabile incisivit\u00e0 del tempo, che ci rammenta, nel continuo susseguirsi degli eventi, la condizione di precariet\u00e0 dell\u2019essere umano. E proprio nella rievocazione indotta dalla fotografia, nella sua rilettura, si avvia, tutte le volte in modo difforme, un processo d\u2019interpretazione e di definizione del soggetto ritratto. Perch\u00e9 la rilettura di un\u2019immagine fotografica, pur non disconoscendo l\u2019obiettivit\u00e0 di quanto rappresentato, genera un meccanismo d\u2019interpretazione e di rievocazione che dipende in larga misura dal continuo divenire dell\u2019osservatore, ossia di chi opera la rivisitazione, e dai differenti contesti nei quali l\u2019immagine viene esaminata. <i>\u00abPoich\u00e9 ogni fotografia<\/i> \u2013 sosteneva la Sontag \u2013 <i>\u00e8 soltanto un frammento, il suo peso morale ed emotivo dipende da dove viene inserita. Una fotografia, insomma, cambia a seconda del contesto nel quale noi la vediamo.<\/i> [&#8230;] <i>Vale per ogni fotografia ci\u00f2 che Wittgenstein diceva delle parole: che il significato \u00e8 l&#8217;uso\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_2756\" aria-describedby=\"caption-attachment-2756\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2756\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Unknown.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Unknown.jpeg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Unknown-300x300.jpeg 300w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Unknown-150x150.jpeg 150w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/01\/Unknown-768x768.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2756\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Ragazzo con orologio&#8221;, fotografia di Piergiorgio Branzi, 1955<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il semiologo belga Philippe Dubois ne \u201cL\u2019atto fotografico\u201d ha approfondito l\u2019indagine sulla fotografia, valutata a livello sia temporale che spaziale, come una \u201crasoiata sul reale\u201d. Temporalmente l&#8217;immagine, in quanto atto fotografico, s\u2019impadronisce di un solo istante. Ma la sua esistenza \u00e8 solo agli inizi, perch\u00e9 \u00e8 in quel preciso momento che la fotografia intraprende il suo percorso vitale, collegando il referente con il ricevente e avviando quel processo che il critico cinematografico francese Andr\u00e9 Bazin ha definito come <i>\u00abqualcosa di irrazionale che conquista la nostra fiducia\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p><i>Fulvio MERLAK, Presidente d&#8217;Onore della FIAF<\/i><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Era il 398 e Aurelio Agostino d\u2019Ippona, conosciuto come Sant\u2019Agostino, rivolgendosi a Dio, nelle sue \u201cConfessioni\u201d scrisse: \u00abChe cosa &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":2756,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[159],"tags":[36,139,140,141,156,160,161],"class_list":["post-2753","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-fotografica","tag-tempo","tag-fiaf","tag-did","tag-dipartimento-didattica-fiaf","tag-fotografia","tag-fulvio-merlak","tag-cultura-fotografica"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2753","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2753"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2753\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2759,"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2753\/revisions\/2759"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2756"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2753"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2753"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2753"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}