{"id":2885,"date":"2022-05-15T14:30:34","date_gmt":"2022-05-15T12:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/?p=2885"},"modified":"2022-05-15T23:14:59","modified_gmt":"2022-05-15T21:14:59","slug":"il-carattere-nella-fotografia-di-fulvio-merlak","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/il-carattere-nella-fotografia-di-fulvio-merlak\/","title":{"rendered":"IL CARATTERE NELLA FOTOGRAFIA, di Fulvio Merlak"},"content":{"rendered":"<p><em>Il dizionario della lingua italiana<\/em> nato dalla collaborazione fra Giacomo Devoto e GianCarlo Oli, alla voce \u201ccontemporaneo\u201d, riporta la seguente definizione: \u00abChe ha luogo, accade, si svolge, vive in uno stesso periodo di tempo, anche assai ampio.\u00bb In altre parole \u00e8 \u00abcontemporaneo\u00bb chi oppure ci\u00f2 che coesiste con qualcun altro o qualcos\u2019altro e, per estensione, chi o ci\u00f2 che fa parte dell\u2019epoca attuale.<\/p>\n<p>\u00abUn prodotto del pensiero umano \u2013 afferma il giornalista Michele Smargiassi (Dovadola FC, 1957) &#8211; \u00e8 contemporaneo quando non solo appartiene pienamente alla propria epoca, ne deriva, ne dipende, ne viene modificato, ma soprattutto quando a sua volta interviene e modifica il mondo e l\u2019epoca a cui appartiene. In questo senso la fotografia \u00e8 sempre stata, quasi obbligatoriamente, per sua genesi e direi per sua natura, contemporanea. \u00c8 il pi\u00f9 &#8216;relazionale&#8217; tra tutti gli strumenti di produzione di immagini inventati dall\u2019uomo, non solo perch\u00e9 si serve quasi obbligatoriamente di uno strumento tecnico e complesso, un prodotto dell\u2019et\u00e0 industriale, una macchina programmata, dunque un oggetto ad alta intensit\u00e0 sociale, diciamo cos\u00ec. Ma perch\u00e9 funziona riversando al mondo, come oggetti nuovi ed elaborati, elementi prelevati dal mondo. La fotografia prende e restituisce al mondo un mondo mutato, e lo fa &#8216;in tempo reale&#8217;. La fotografia \u00e8 essenzialmente un trasformatore sociale e nasce per produrre effetti sociali.\u00bb La fotografia, sostiene in buona sostanza Smargiassi, \u00e8 sempre stata contemporanea, mentre \u00e8 stata moderna solo quando ha presentato coerenza fra mezzo e scopo, ossia quando ha dimostrato di essere strumento capace di riprodurre la veridicit\u00e0. Ci\u00f2 nondimeno, c\u2019\u00e8 chi colloca rigorosamente alla fine degli anni settanta (nel momento in cui la fotografia ha intrecciato il suo cammino con quello del mondo dell\u2019arte) il passaggio dalla fotografia moderna a quella contemporanea. E del resto, risulta sempre molto difficile stabilire una cronologia precisa degli avvicendamenti delle varie tendenze e delle diverse correnti.<\/p>\n<p>Nel periodo interbellico il francese Marcel Duchamp (Blainville-Crevon 1887 \/ Neuilly-sur-Seine 1968), inventore dei <em>ready made<\/em> ed esponente di spicco del dadaismo, divenne precursore della corrente concettuale, sancendo l\u2019inizio di una nuova stagione, durante la quale il processo mentale, il pensiero e il messaggio contavano pi\u00f9 della capacit\u00e0 artistica tradizionale. Ma fu solo a met\u00e0 degli anni sessanta che lo statunitense Solomon\u00a0\u00abSol\u00bb LeWitt utilizz\u00f2 la definizione di \u00abarte concettuale\u00bb per indicare qualsiasi espressione artistica impostata sul concetto secondo il quale l\u2019idea espressa dall\u2019opera era pi\u00f9 rilevante del suo risultato formale. Nel frattempo, nel 1940, con l\u2019istituzione del Dipartimento di Fotografia all\u2019interno del Museum of Modern Art (MoMA) di New York, veniva definitivamente sancita l\u2019inclusione della fotografia nell\u2019ambito dell\u2019arte contemporanea. Nel marzo del 1941, uno dei due promotori della creazione del Dipartimento, lo storico dell&#8217;arte, nonch\u00e9 curatore americano, Beaumont Newhall (Lynn 1908 \/ Santa Fe 1993), indirizz\u00f2 all\u2019altro fautore, il celebre fotografo Ansel Adams (San Francisco 1902 \/ Monterey 1984), una lettera molto significativa: \u00abIl nostro lavoro, come lo vedo io, \u00e8 di evidenziare l\u2019originalit\u00e0, la qualit\u00e0 e &#8211; se si pu\u00f2 usare la parola &#8211; il \u2018carattere\u2019 nella fotografia. Dovremo presentare la fotografia come una delle arti e non come un generico e universale strumento di comunicazione che mette l\u2019accento sulla quantit\u00e0 senza riguardo per la qualit\u00e0\u00bb. Tuttavia, \u00e8 inconfutabile che il riconoscimento artistico della fotografia \u00e8 passato attraverso la valorizzazione dalla corrente concettuale, un credito avviato da Duchamp e proseguito grazie ad autori come Joseph Kosuth (Toledo, Ohio 1945). Nel 1965 Kosuth realizz\u00f2 la sua prima opera di stampo concettuale <em>One and three chairs<\/em> (esposta a New York nel 1967 da Leo Castelli). L\u2019installazione era composta da una sedia, da una fotografia della sedia e dalla riproduzione della definizione lessicale della parola \u00absedia\u00bb; si trattava di una riflessione dell\u2019artista sul concetto di realt\u00e0 (la sedia) e di rappresentazione (per mezzo del linguaggio fotografico e di quello verbale-scritto). Nel 1969 lo storico dell\u2019arte e curatore tedesco Rolf Wederer (M\u00fcnster 1932 \/ Leverkusen 2010) scrisse: \u00abArte concettuale non \u00e8 solo il nome di uno tra i pi\u00f9 recenti e probabilmente radicali movimenti artistici, ma \u00e8 un termine che attira l\u2019attenzione su un mutamento generale dell\u2019arte. [\u2026] La designazione di arte concettuale apre a forme artistiche che non possono essere giudicate e comprese sulla base di creazioni concrete e manifeste, ma che si basano &#8211; cos\u00ec come avviene per altri media &#8211; su procedure e processi. In altre parole, il cambiamento che questo termine introduce non riguarda solo la forma e il soggetto dell\u2019arte, ma la sua stessa struttura.\u00bb Di fatto, la corrente si poneva al centro dell&#8217;attenzione in quanto arte innovativa, svincolata da ogni condizionamento visivo e da qualsiasi costrizione di ordine estetico percettivo; una vera e propria svolta epocale che, inaspettatamente, trov\u00f2 sostegno proprio nella fotografia, unica forma espressiva capace di scongiurare il rischio di uno scivolone verso la pi\u00f9 totale smaterializzazione concettualista. La fotografia ha avuto dunque il merito di consentire all\u2019arte concettuale un ricongiungimento con il mondo delle esteriorit\u00e0 sociali, senza per questo suffragare l\u2019immagine in quanto icona, ma ponendo, in contrasto col modernismo, le premesse per la fotografia contemporanea.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2887\" aria-describedby=\"caption-attachment-2887\" style=\"width: 1230px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2887 size-full\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/05\/Beaumont-Newhall-Chase-National-Bank-New-York-1928.jpeg\" alt=\"\" width=\"1230\" height=\"1573\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/05\/Beaumont-Newhall-Chase-National-Bank-New-York-1928.jpeg 1230w, https:\/\/fiaf.net\/didattica\/wp-content\/uploads\/sites\/24\/2022\/05\/Beaumont-Newhall-Chase-National-Bank-New-York-1928-235x300.jpeg 235w, 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class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dizionario della lingua italiana nato dalla collaborazione fra Giacomo Devoto e GianCarlo Oli, alla voce \u201ccontemporaneo\u201d, riporta la seguente 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