{"id":3640,"date":"2018-02-15T13:18:47","date_gmt":"2018-02-15T11:18:47","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/emiliaromagna\/?p=3640"},"modified":"2018-02-15T13:18:47","modified_gmt":"2018-02-15T11:18:47","slug":"vivian-maier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/vivian-maier\/","title":{"rendered":"VIVIAN MAIER a Bologna"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Image\" src=\"http:\/\/culturaliart.img.musvc1.net\/static\/91342\/images\/1\/Schermata%202018-02-13%20alle%2018.38.42.png\" \/><\/h1>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3641\" alt=\"vivian maier\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2018\/02\/vivian-maier.png\" width=\"664\" height=\"665\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2018\/02\/vivian-maier.png 664w, https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2018\/02\/vivian-maier-300x300.png 300w, https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2018\/02\/vivian-maier-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dal 3 Marzo al 27 maggio 2018<\/strong>\u00a0l\u2019incantevole\u00a0<strong>Palazzo Pallavicini<\/strong>, a <strong>Bologna<\/strong>, proporr\u00e0 al pubblico un\u2019esposizione dal linguaggio totalmente diverso: le sale rinascimentali del Palazzo presenteranno \u201c<strong>Vivian Maier &#8211; La fotografa ritrovata<\/strong>\u201d, una straordinaria mostra con le magnifiche fotografie originali di una delle fotografe pi\u00f9 apprezzate di questo secolo. La mostra \u00e8 stata realizzata da\u00a0<strong>Palazzo Pallavicini<\/strong>\u00a0con la curatela di\u00a0<strong>Anne Morin<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Di Chroma Photography\u00a0<\/strong>sulla base delle foto dell\u2019archivio\u00a0<strong>Maloof Collection<\/strong>\u00a0e della\u00a0<strong>Howard Greendberg Gallery di New York.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra offrir\u00e0 ai visitatori un eccezionale percorso espositivo diviso in\u00a0<strong>differenti sezioni tematiche<\/strong>, affrontando tutti gli argomenti che la Maier sentiva pi\u00f9 cari e vicini:\u00a0\u00a0<strong>infanzia, autoritratti, ritratti, vita di strada, oggetti e colore<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La curatrice, in occasione dell\u2019esposizione, ha eseguito una\u00a0<strong>selezione<\/strong>\u00a0molto accurata delle migliaia di fotografie a disposizione; verranno, infatti, presentate ben\u00a0<strong>120 fotografie in bianco e nero<\/strong>, di cui\u00a0<strong>10 in grande formato<\/strong>,\u00a0<strong>90 di formato medio<\/strong>\u00a0pi\u00f9 una meravigliosa\u00a0<strong>sezione di 20 foto a colori<\/strong>relativa alla produzione degli anni Settanta dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<strong>lavoro<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Vivian Maier<\/strong>\u00a0(1926-2009) \u00e8 rimasto nell\u2019ombra fino al 2007, quando\u00a0<strong>John Maloof<\/strong>, figlio di un rigattiere, acquista un\u00a0<strong>box<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>un\u2019asta<\/strong>. Dalla scatola emergono effetti personali femminili di ogni genere appartenenti a una donna, Vivian Maier, il contenuto del cui magazzino \u00e8 stato messo all&#8217;asta a causa di ritardi nel pagamento dell\u2019affitto. Tra questi oggetti emerge anche una\u00a0<strong>cassa<\/strong>\u00a0contenente centinaia di\u00a0<strong>negativi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>rullini<\/strong>, tutti ancora da sviluppare. Dopo averne stampati alcuni ed averli mostrati in giro, Maloof si rende conto dell\u2019immenso tesoro che ha tra le mani e, grazie alla sua intuizione ed accurata divulgazione, porta in breve tempo questa fotografa sconosciuta a essere apprezzata e affermata a livello mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>\u201cNessuno \u00e8 eterno, bisogna lasciare il posto agli altri, \u00e8 un ciclo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Abbiamo tempo fino alla fine e poi un altro prender\u00e0 il nostro posto. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>E\u2019 tempo di chiudere e tornare al lavoro\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Vivian Maier<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo la morte della Maier, le sue fotografie vengono esposte in\u00a0<strong>tutto il mondo<\/strong>: nella sua patria, gli\u00a0<strong>USA<\/strong>, ma anche in\u00a0<strong>Europa<\/strong>\u00a0tra Danimarca, Inghilterra, e Francia, fino ad arrivare negli ultimi anni in\u00a0<strong>Italia<\/strong>\u00a0ed ora a\u00a0<strong>Bologna<\/strong>\u00a0con la mostra\u00a0<strong>\u201cVivian Maier \u2013 La fotografa ritrovata\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;originalit\u00e0 di Vivian Maier si esprime nel grande talento nello scattare fotografie che catturano\u00a0<strong>particolari<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>dettagli evocativi<\/strong>\u00a0della\u00a0<strong>quotidianit\u00e0<\/strong>\u00a0piuttosto che la visione d\u2019insieme, raccontando cos\u00ec la strada, le persone, gli oggetti e i paesaggi. L\u2019obiettivo della sua macchina fotografica intercetta con attenzione soggetti poco considerati all\u2019epoca, rendendoli invece protagonisti del suo lavoro: la strada \u00e8 il suo palcoscenico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello studio dei suoi lavori si riscontra un altro filone: la Maier sviluppa infatti una\u00a0<strong>vera ossessione per il gesto del fotografare<\/strong>, per lo scatto vero e proprio e non per il risultato finale della fotografia. Il\u00a0<em>modus operandi<\/em>\u00a0dell\u2019artista \u00e8 di scattare tante pi\u00f9 immagini possibili conservandole senza mostrarle a nessuno. Mentre nella societ\u00e0 contemporanea l\u2019apparire \u00e8 una priorit\u00e0, la Maier risulta essere sicuramente all\u2019avanguardia nonostante i suoi tempi; come afferma infatti\u00a0<strong>Marvin Heiferman, studioso di fotografia:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>Seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata\u2026 Maier si dedic\u00f2 alla fotografia anima e corpo, la pratic\u00f2 con disciplina e us\u00f2 questo linguaggio per dare struttura e senso alla propria vita conservando per\u00f2 gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo. Proprio come Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso la fotografia, definiamo noi stessi\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vivian Maier\u00a0<strong>spesso diviene il soggetto delle sue fotografie<\/strong>\u00a0con lo scopo, quasi ossessivo, di ricercare se stessa, imprimendo la sua ombra, il suo riflesso, la sua silhouette nello scatto. Il gran numero di\u00a0<strong>autoritratti<\/strong>\u00a0presenti nella sua produzione fotografica sembra esprimere una sorta di eredit\u00e0 nei confronti di un pubblico che non voleva, o forse non poteva, rappresentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Significativa evoluzione nel lavoro di Vivian Maier \u00e8 il\u00a0<strong>passaggio da fotografie in bianco e nero<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>immagini a colori<\/strong>; il cambiamento non riguarda solo lo stile, ma anche la tecnica: dalla\u00a0<strong>Rolleiflex<\/strong>passa alla\u00a0<strong>Leica<\/strong>, fotocamera leggera, comoda da trasportare che dava la possibilit\u00e0 di scattare le foto direttamente all\u2019altezza degli occhi. Il suo lavoro a colori \u00e8 singolare, espressivo, libero, a volte anche giocoso, ma sempre con quella specifica caratteristica della casualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI UTILI<\/strong><br \/>\nTitolo:\u00a0<strong>Vivian Maier &#8211; La fotografa ritrovata<\/strong><br \/>\nOpere di:\u00a0<strong>Vivian Maier<\/strong><br \/>\nA cura di:\u00a0<strong>Anne Morin<\/strong><br \/>\nPromosso da:\u00a0<strong>Pallavicini s.r.l.<\/strong><br \/>\nDove:\u00a0<strong>Palazzo Pallavicini<\/strong>, Via San Felice 24, Bologna<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>ORARI E TARIFFE<\/strong><br \/>\n<strong>Vivian Maier &#8211; La Fotografa ritrovata<\/strong><br \/>\n3 marzo &#8211; 27 maggio 2018<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>Orari di apertura<\/strong><br \/>\nAperto da gioved\u00ec a domenica dalle\u00a011.00 alle 20.00<br \/>\nAperture festivit\u00e0:\u00a01 e 2 aprile, 25 aprile, 1 maggio 2018<br \/>\nChiuso il luned\u00ec, marted\u00ec e mercoled\u00ec.<br \/>\nLa biglietteria chiude 1h prima (ore 19 ultimo ingresso)<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>Brindisi a Palazzo con visita alla mostra e a tutto il Palazzo<\/strong><br \/>\n<strong>nelle seguenti serate:<\/strong><br \/>\nvenerd\u00ec 16 marzo dalle 20.30<br \/>\ngioved\u00ec 29 marzo\u00a0dalle 20.30<br \/>\nvenerd\u00ec 13 aprile\u00a0dalle 20.30<br \/>\nvenerd\u00ec 27 aprile\u00a0dalle 20.30<br \/>\nvenerd\u00ec 11 maggio\u00a0dalle 20.30<br \/>\nvenerd\u00ec 25 maggio\u00a0dalle 20.30<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>Visite guidate alla mostra<\/strong>:<br \/>\nSabato 24 marzo ore 11.00<br \/>\nSabato 21 aprile ore 11.00<br \/>\nSabato 5 maggio ore 15.30<br \/>\n&nbsp;<br \/>\na\u00a0<strong>cura<\/strong>\u00a0dell&#8217;<strong>associazione Didasco<\/strong>\u00a0\u00a0di\u00a0<strong>Michela Cavina e Ilaria Francia<\/strong><br \/>\ninfo, costi e prenotazioni\u00a0cell: 329\/3156094 (pomeriggio)<br \/>\n<strong>Biglietto d\u2019ingresso &#8211; Tariffe<\/strong><br \/>\n\u2013 Intero: euro 13,00<br \/>\n\u2013 Ridotto: euro 11,00 (dai 6 ai 18 anni compresi, over 65, studenti universitari con tesserino,\u00a0militari con tesserino, tessere Coop, <strong>tessere FIAF<\/strong>)\u2013 Gruppi (minimo 15 persone): euro 10,00 (1 accompagnatore gratuito)<br \/>\n\u2013 Scuole: euro 5,00 (2 accompagnatori gratuiti per ogni classe)<br \/>\n\u2013 Bologna Welcome e Bologna Card Musei: euro 9,00<br \/>\n\u2013 Gioved\u00ec Universit\u00e0 (con tesserino): euro 9,00<br \/>\n\u2013 Gratuito: bambini sotto i 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino<br \/>\n\u2013 Biglietto famiglia con figli dai 6 ai 18 anni<br \/>\n2 adulti + 1 figlio: euro 27,00<br \/>\n2 adulti + 2 figli: euro 34,00<br \/>\n2 adulti + 3 figli: euro 40,00<br \/>\n\u2013 Biglietto Open: euro 16,00 | Biglietto con prenotazione senza vincoli di orario e data valido fino a fine mostra<br \/>\n<strong>Contatti\u00a0<\/strong>e-mail:\u00a0<a href=\"mailto:info@palazzopallavicini.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@palazzopallavicini.com<\/a><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 3 Marzo al 27 maggio 2018\u00a0l\u2019incantevole\u00a0Palazzo Pallavicini, a Bologna, proporr\u00e0 al pubblico un\u2019esposizione dal linguaggio totalmente diverso: le sale &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":3641,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[6,9],"tags":[],"class_list":["post-3640","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale","category-mostre"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3640","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3640"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3640\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3641"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3640"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3640"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3640"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}