{"id":473,"date":"2013-03-01T20:24:44","date_gmt":"2013-03-01T18:24:44","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/emiliaromagna\/?p=473"},"modified":"2013-03-01T20:24:44","modified_gmt":"2013-03-01T18:24:44","slug":"atmosfere-sospese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/atmosfere-sospese\/","title":{"rendered":"Atmosfere sospese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2013\/03\/Ivano-Bolondi-AttimiSospesi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-474\" title=\"Ivano Bolondi AttimiSospesi\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2013\/03\/Ivano-Bolondi-AttimiSospesi.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"890\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2013\/03\/Ivano-Bolondi-AttimiSospesi.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/emiliaromagna\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2013\/03\/Ivano-Bolondi-AttimiSospesi-202x300.jpg 202w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<h1>Ivano Bolondi<\/h1>\n<h3>Fotografie 1980-2012. Atmosfere sospese<\/h3>\n<h4>23 febbraio \u2013 21 aprile 2013<\/h4>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nLa Fondazione Palazzo Magnani dal 23 febbraio al 21 aprile 2013 promuove un importante appuntamento con la fotografia. La cinquecentesca sede espositiva ospita la mostra <strong>Ivano Bolondi. Fotografie 1980\/2012. Atmosfere sospese<\/strong> che, nell\u2019ottica della valorizzazione delle eccellenze del territorio \u2013 uno degli obiettivi che la Fondazione ha posto tra i punti di azione all\u2019interno del proprio progetto culturale -, intende celebrare il grande fotografo reggiano. La mostra \u2013 curata da Massimo Mussini, storico dell\u2019arte \u2013 presenta oltre 180 scatti del fotografo realizzati in diversi luoghi del mondo tra il 1980 e oggi, capaci di raccontare il viaggio artistico ed umano di un uomo straordinario, sensibile e attento ad ogni aspetto visivo ed emozionale che pu\u00f2 celarsi nella realt\u00e0 circostante.<br \/>\n<strong>Ivano Bolondi<\/strong> fotografa dagli anni settanta del Novecento e, senza mai passare al professionismo, ha dedicato all\u2019immagine un ampio spazio della sua attivit\u00e0, tanto da poter essere assimilato a un fotografo free lance per l\u2019impegno creativo. Alle sue origini vi \u00e8 l\u2019appartenenza a un attivo circolo cinefotografico e, pertanto, muove i primi passi guardando a Henry Cartier Bresson, il mito dei fotografi amatoriali, ben presto superato dall\u2019attenzione verso Luigi Ghirri, di cui coglie le proposte innovative del linguaggio fotografico italiano. Fervido nell\u2019immaginazione e creativo per natura, utilizza queste doti nell\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale inventando congegni meccanici venduti in tutto il mondo e le riversa, in parallelo, nella ricerca fotografica, che affianca la sua passione per i viaggi, intesi come occasione per conoscere altre realt\u00e0 esistenziali. Se inizialmente registra le esperienze di viaggiatore con immagini narrative e con l\u2019attenzione alle particolarit\u00e0 dei luoghi, seguendo una consolidata tradizione, nel corso degli anni ottanta il suo linguaggio fotografico subisce una sensibile trasformazione. Dall\u2019esempio di Ghirri ricava l\u2019idea che la fotografia sia un\u2019operazione principalmente concettuale, non destinata a proporre soltanto immagini descrittive della realt\u00e0 ma a fornire strumenti interpretativi capaci di sollecitare pensieri ed emozioni nell\u2019osservatore. Nel primo decennio del nuovo secolo, in parallelo al superamento del dibattito sull\u2019essenza ontologica della fotografia e sul problema della sua referenzialit\u00e0, determinato dall\u2019introduzione della tecnologia digitale e dall\u2019assimilazione della fotografia all\u2019interno dell\u2019attivit\u00e0 artistica, Bolondi modifica ulteriormente il suo approccio fotografico alla realt\u00e0. Anzich\u00e9 direttamente sull\u2019ambiente, inizia a puntare l\u2019obiettivo con sempre maggiore frequenza verso la immagine del circostante riflessa da superfici specchianti e a utilizzare lo sfocato al fine di contrastare l\u2019abitudine all\u2019interpretazione referenziale della fotografia e per favorirne una lettura pi\u00f9 orientata alla sfera psicologica. In tal modo raccontare le proprie sensazioni di fronte ai modelli di esistenza e agli aspetti paesaggistici dei territori visitati, diventa occasione per verificare non tanto le differenze fra le varie culture, quanto le analogie di risposta a bisogni fondamentali e comuni. A questa testimonianza dell\u2019identit\u00e0 umana, celata nella variet\u00e0 delle forme espressive, corrisponde il linguaggio fotografico utilizzato, sempre diretto e privo di rielaborazioni successive al momento della ripresa. Soltanto negli ultimi tempi, a cominciare dal volume <em>Quale Cina? <\/em>(2012), Bolondi ha iniziato a modificare qualche fotografia con le tecnologie digitali, ritoccandone i valori cromatici allo scopo di evidenziare passaggi tematici nell\u2019impaginato del libro, cos\u00ec come ha aggiunto brani di filmato negli audiovisivi, da sempre utilizzati per presentare al pubblico le proprie ricerche fotografiche, manifestando, anche in queste trasformazioni del suo linguaggio espressivo, l\u2019attenzione costante all\u2019evolversi delle arti visive odierne. Ha al suo attivo una decina di libri fotografici, diverse diecine di audiovisivi elaborati con la collaborazione della moglie Eugenia, sua costante compagna di viaggio e \u201csegretaria di redazione\u201d dalla memoria inossidabile.<br \/>\nLa mostra, che \u00e8 arricchita da audiovisivi e documenti, \u00e8 frutto di un progetto prodotto e promosso dalla Fondazione Palazzo Magnani, con la partecipazione della Provincia di Reggio Emilia, Fondazione Pietro Manodori, Camera di Commercio di Reggio Emilia e con il contributo di Landi Renzo spa e CCPL Reggio Emilia; Media partner IBS Italcuscinetti.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>Orari<\/strong> apertura al pubblico sabato 23 febbraio ore 15.30 da marted\u00ec a venerd\u00ec 10.00 -13.00 \/ 15.30 \u2013 19.00 sabato e festivi 10.00 \u2013 19.00. Chiuso luned\u00ec \u2013 Luned\u00ec 1 aprile aperto 10.00-19.00<br \/>\n<strong>Ingressi<\/strong> Intero 7 \u20ac; Ridotto 5 \u20ac; Studenti 4 \u20ac<br \/>\nBiglietto cumulativo con <em>Arte in agenda. A tu per tu con Pablo Picasso<\/em>: 10 \u20ac Arte in agenda. A tu per tu con Pablo Picasso Reggio Emilia, Palazzo Magnani 8 marzo \u2013 1 aprile 2013<br \/>\n<strong>Visite Guidate<\/strong> per gruppi fino a 20 persone: 60,00 euro + ingresso ridotto per gruppi fino massimo 40 persone: 3,00 a persona + ingresso ridotto per classi di studenti: da 4,00 a 6,00 euro in base al grado scolastico visita guidata in lingua: 100 euro + ingresso ridotto<br \/>\n<strong>Visite riservate ed eventi in mostra<\/strong> Per Associazioni, gruppi ed aziende \u00e8 possibile prenotare visite riservate alla mostra<br \/>\n<strong>Per informazioni e prenotazioni<\/strong> Biglietteria Tel. 0522 454437 \u2013 444446, Email <a href=\"mailto:info@palazzomagnani.it\">info@palazzomagnani.it<\/a><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ivano Bolondi Fotografie 1980-2012. 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