{"id":2906,"date":"2019-06-21T11:51:02","date_gmt":"2019-06-21T09:51:02","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/friuli\/?p=2906"},"modified":"2019-06-21T11:51:02","modified_gmt":"2019-06-21T09:51:02","slug":"sergio-scabar-oscura-camera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/sergio-scabar-oscura-camera\/","title":{"rendered":"SERGIO SCABAR &#8211; Oscura Camera"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/06\/65289044_1062993267204509_8062023183642918912_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2907\" alt=\"65289044_1062993267204509_8062023183642918912_n\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/06\/65289044_1062993267204509_8062023183642918912_n.jpg\" width=\"600\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/06\/65289044_1062993267204509_8062023183642918912_n.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/06\/65289044_1062993267204509_8062023183642918912_n-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"id_5d0ca771059817c65668329\">TRA POCHI GIORNI LA MOSTRA DI SERGIO SCABAR. OSCURA CAMERA (1969-2018) A PALAZZO ATTEMS<\/p>\n<p>Dal 27 Giugno al 13 Ottobre<br \/>\nPalazzo Attems Petzenstein, piazza Edmondo de Amicis 2 Gorizia<\/p>\n<p>Inaugurazione Gioved\u00ec 27 Giugno, ore 19.00<\/p>\n<p>Orari: da marted\u00ec a domenica 10:00-18:00 | gioved\u00ec 10:00-20:00 | luned\u00ec chiuso<\/p>\n<p>Costo del biglietto: Intero 6 \u20ac, Ridotto 3 \u20ac (18-25 anni, gruppi di almeno 10 persone, nuclei familiari con minorenni). Gratuito ogni prima domenica del mese<\/p>\n<p>Telefono per informazioni: +39 0481 385335<\/p>\n<p>Dal 28 giugno al 13 ottobre 2019 i Musei provinciali di Gorizia presentano a Palazzo Attems Petzenstein la mostra Oscura camera (1969-2018) di Sergio Scabar (Ronchi dei Legionari, 1946), organizzata da Erpac (Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia) e a cura di Guido Cecere e Alessandro Quinzi.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 la prima antologica in Italia dedicata a Sergio Scabar, artista che ha fatto dello scatto un vero strumento di riflessione e di indagine. Autodidatta, Scabar \u00e8 divenuto noto per l\u2019originalit\u00e0 de Il teatro delle cose del 1999, lavoro che ha segnato la sua svolta stilistica votata a una ricerca poetica incentrata sull\u2019essenzialit\u00e0 degli oggetti e delle loro forme. Il percorso espositivo \u00e8 composto da quasi 300 fotografie e si sviluppa seguendo l\u2019andamento cronologico del lavoro di Scabar, distinguibile in due fasi: una prima en plein air, del genere del Reportage, e una successiva pi\u00f9 sperimentale e riflessiva, che dagli anni Novanta in poi ha definito la sua cifra artistica. Nel Reportage, \u00e8 la particolare sensibilit\u00e0 del suo sguardo a creare sistemi seriali di immagini dove l\u2019inquadratura rimane fissa e sono gli oggetti e le persone a scorrere davanti all\u2019obiettivo. Ne sono un importante esempio le 50 fotografie, contrassegnate da una forte impronta testimoniale, di Interno di un interno di un ospedale psichiatrico, che Scabar ha scattato nel 1976 all\u2019interno dell\u2019ospedale psichiatrico di Gorizia e alle quali \u00e8 dedicata un\u2019intera sala in mostra.<\/p>\n<p>La serie dedicata agli \u201coggetti quotidiani\u201d del 1986 pu\u00f2 invece considerarsi un\u2019anticipazione del cambio di modalit\u00e0 operativa di Scabar: se fino a quel momento infatti l\u2019artista si muove con riprese in esterno, prediligendo ampi spazi e la luce naturale \u2013 come nella serie dedicata a Trieste e ai manifesti pubblicitari \u2013 successivamente sono i dettagli \u201cmacro\u201d ad attirare la sua attenzione. La sua produzione artistica si fa sempre pi\u00f9 concettuale, arrivando a concentrarsi sul valore del \u201ctaglio\u201d nella fotografia, inteso sia come inquadratura nel momento della ripresa sia come ritaglio materiale, a posteriori, della stampa fotografica. Scabar si concentra soprattutto sull\u2019aspetto materico dei soggetti, indagati sia in bianco nero che a colori, con una serie di Still Life su cui agisce quella che lui chiama filosofia del \u201csilenzio di luce\u201d per significare la condizione di tenue illuminazione delle sue opere. Dalla fine degli anni Novanta, la Natura Morta diventa l\u2019asse portante della sua produzione. Proprio con Il teatro delle cose Scabar mette a punto, dopo anni di sperimentazioni, una particolare tecnica di ripresa e stampa \u201calchemica\u201d che gli consente di ottenere, sempre in esemplari unici, dei risultati molto particolari in termini di tonalit\u00e0 opache scure, nell\u2019area cromatica fra il testa di moro e il nero, che sono diventati il suo inconfondibile segno distintivo. Questa tematica si avvale di una ricerca di formati al di fuori degli standard, come dimostrano le cornici stesse delle fotografie, manufatti artigianali realizzati sempre dallo stesso Scabar a compendio, supporto, propaggine dell\u2019immagine raffigurata. Gli oggetti che l\u2019artista dispone con meticolosit\u00e0 di fronte alla fotocamera possono essere singoli, in coppia, oppure composti in gruppo. Appartengono all\u2019utensileria da cucina, al mondo delle arti e mestieri, agli strumenti del fotografo d\u2019altri tempi, alla grande famiglia della stampa e dei libri antichi e una serie alquanto recente, del 2017, \u00e8 dedicata tutta a vegetali e ortaggi. Le bottiglie e gli oggetti in vetro, per la loro particolare reattivit\u00e0 alla luce, anche se fioca, sono fra i suoi soggetti preferiti, ma in generale sono le forme e i contorni a imporsi per semplice e lineare eleganza. Il variegato campionario di invenzioni ideate dal fotografo invita a una riflessione sulla caducit\u00e0 delle cose. L\u2019uso analitico della macchina, che combina immagini del tutto moderne e legate alla quotidianit\u00e0 a un sentire quasi sacrale, crea un equilibrio che attribuisce forza e continuit\u00e0 alla sua opera.<\/p><\/div>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; TRA POCHI GIORNI LA MOSTRA DI SERGIO SCABAR. 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