{"id":3026,"date":"2019-12-08T14:47:53","date_gmt":"2019-12-08T12:47:53","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/friuli\/?p=3026"},"modified":"2019-12-08T14:47:53","modified_gmt":"2019-12-08T12:47:53","slug":"juan-boria-forme-infinite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/juan-boria-forme-infinite\/","title":{"rendered":"Juan Borja &#8211; forme infinite"},"content":{"rendered":"<p><strong>PROROGATA FINO A FINE DICEMBRE !!!<\/strong><br \/>\n<strong>Juan Borja &#8211; forme infinite.<\/strong><br \/>\nMostra fotografica.<br \/>\nDal 16 novembre al 31 dicembre,<br \/>\ninaugurazione 16 novembre ore 18:00.<br \/>\nLa mostra sar\u00e0 visitabile dal marted\u00ec al sabato, dalle 17:00 alle 19:00;<br \/>\ndomenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00<\/p>\n<p>Altre info: <a href=\"http:\/\/www.imaginario.it\" title=\"IMAGINARIO Gallery\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.imaginario.it<\/a><\/p>\n<p>Imaginario Gallery &#8211; via Dante 16 &#8211; Sacile<br \/>\ntel. 0434 781818 &#8211; <a href=\"mailto:info@imaginario.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@imaginario.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/11\/CartolinaJB-OKK.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/11\/CartolinaJB-OKK-300x203.jpg\" alt=\"CartolinaJB OKK\" width=\"300\" height=\"203\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3054\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sono nato a Lima nel 1977. Dopo la scuola d\u2019obbligo, ho studiato Scienza con la specializzazione in Biologia-Ecologia in Per\u00f9. Allo stesso tempo, ho iniziato a studiare tutto ci\u00f2 che riguarda la fotografia da solo.<br \/>\nIl mio interesse per la fotografia come arte \u00e8 iniziato gi\u00e0 nella mia infanzia col lavoro di mio padre, e ho vissuto molto vicino a quello che era lo Studio Courret, il pi\u00f9 importante studio fotografico a Lima nel 19 \u00ba secolo.<br \/>\nPer il mio lavoro uso sia apparecchiature analogiche che digitali e sperimento sempre molto.<br \/>\nIl mio lavoro si concentra su temi come le forme della natura, l&#8217;architettura antica e il ritratto.<br \/>\nLa mia ispirazione proviene da fotografi come Graciela Iturbide, Juan Rulfo, Karl Blossfeldt,  Gabriel Figueroa, Paul Strand, i fratelli Vargas del Per\u00f9, Mart\u00edn Chambi, Sebastiao Salgado, cos\u00ec come l&#8217;arte giapponese, in particolare l&#8217;incisione e il cinema new wave degli anni &#8217;60 e &#8217;70.<br \/>\nJuan Boria Castro<\/p>\n<p>Juan Borja<br \/>\nForme infinite<\/p>\n<p>In un&#8217;epoca in cui la realizzazione di una fotografia \u00e8 alla portata di chi possiede un telefono cellulare, siamo bombardati da migliaia di immagini ogni giorno, molte delle quali composte in modo attraente, altre davvero belle secondo gli standard dell&#8217;estetica convenzionale; alcune persone creative, altre audaci e molte con la fortuna di cogliere in un attimo un evento importante nella storia dell&#8217;umanit\u00e0.<br \/>\nDi fronte a questa diversit\u00e0 d\u2019immagini e alla sua immediata diffusione, ci chiediamo: cosa sta facendo un fotografo oggi? Che dire delle tecniche, dei formati e dei materiali utilizzati oggi dalla fotografia? Naturalmente, il fotografo professionista si avvale anche delle risorse tecnologiche che compaiono anno dopo anno e, fortunatamente, anche i media tradizionali continuano a fornire percorsi di creativit\u00e0 e opportunit\u00e0 di ricerca senza pari.<br \/>\nJuan Borja, fotografo peruviano, gode dei mezzi tradizionali e anche degli elementi naturali del suo ambiente per creare composizioni originali basate su una proposta estetica con molteplici possibilit\u00e0 di interpretazione narrativa in base alle esperienze, ai gusti e agli stati animici dello spettatore.<br \/>\nBiologo con specializzazione in ecologia, formazione accademica, \u00e8 un osservatore approfondito della flora locale e intraprende quotidiane ricerche instancabili legate a foglie, steli, piante e semi per creare composizioni uniche e provocatorie per la percezione di un pubblico vario. La proposta curatoriale della mostra Forme infinite, comprende temi di natura morta vegetale e animale, paesaggio urbano, alcuni ritratti e un paio di composizioni visive di stile formalistico e concettuale.<\/p>\n<p>La poesia del mondo<br \/>\nIl maggior numero di pezzi in questa mostra si trova nel set Natura morta botanica. Ombre o luci, trame o piani, contrastano figure attraenti in uno sfondo in cui non si distinguono basi o pareti. Gli oggetti sono delimitati, a volte, da una debole striscia di luce che appare come il rigonfiamento di un mare di vento che emerge dalla carta alla base di una pianta senza radici.<br \/>\nLa trama che sfuma tra le ombre appena accennate o molto marcate, \u00e8 il palcoscenico in cui una foglia o una pianta sono protagoniste. Piccole ondulazioni, pieghe, luci e bagliori, mai luminosi o intensi, danno movimento e volume all&#8217;elemento principale. Queste variazioni di luce e trama sullo sfondo segnano le curve e delimitano le linee con forza poetica, elegante e sublime.<br \/>\nI rami con zucche e semi si ergono come personaggi fantastici di mondi sconosciuti. Le lampadine larghe e sottili sono mostrate come reliquie di essenza squisita; un aloe con radice o senza viscere, trafitto e abbandonato \u00e8 stato isolato dal suo contesto e appare davanti agli occhi in uno squisito dramma.<br \/>\nLe foglie sole o intrecciate nel loro insieme, sono sollevate da uno status di oggetto di studio a quello dell&#8217;elemento poetico in un libro d&#8217;arte. Anatomie di animali reali o fantastici, trame astratte, forme e composizioni di uno scultore visionario sono incarnate in bianco e nero per creare nuove storie ed esperienze.<br \/>\nSebbene la stragrande maggioranza delle opere di Juan Borja sia in bianco e nero, il colore non \u00e8 completamente escluso; troviamo, ad esempio, la fotografia a colori di una pianta con radici su uno sfondo blu luminoso. L&#8217;essere enigmatico di un altro mondo, forse acquatico, forse interspaziale, \u00e8 in piedi inclinato e allo stesso tempo verticale; sommesso, umiliato e piegato ma arrogante, impassibile e anche indomito. Ha le mani tentacolari pronte a combattere, a difendersi o ad imporsi allo stalker se necessario; ignoriamo se \u00e8 davanti o dietro, se va o viene, se balla o si alza o fa tutto il possibile per sostenersi perch\u00e9 tocca appena il terreno ma rimane eretto e completo.<br \/>\nSottolinea inoltre, tra le eccezioni colorate, un fiore incarnato brillante su uno sfondo verde scuro con una bella trama. Un po&#8217; avvizzito, prima di morire, rimane eretto con un potente pistillo, forse un delfino che cerca di scappare verso il mare o il dito di un oracolo che segnala il destino di un osservatore a cui si allude.<br \/>\nPezzi di nature morte comprendono due frammenti di gallo e un intero mollusco. La testa dell&#8217;uccello con la pelle strappata al collo dopo essere stata tagliata dal suo corpo, \u00e8 tenuta su se stessa nel mezzo dell&#8217;oscurit\u00e0, mostra in dettaglio ogni diversit\u00e0 della sua composizione dal giusto profilo; cresta, pelle, detriti di piume, occhio e becco dicono qualcosa; la testa inalterata sussurra ancora una nota. Contrasta l&#8217;uccello taciturno con una forma di gelatina espansa in tentacoli ricoperti di ventose e un palloncino al centro mezzo nascosto da una piccola bocca, forse aprendo i rifiuti al centro di una grande massa di carne biancastra; lucentezza brillante di una pelle estremamente morbida di un corpo senza ossa per sostenerlo.<\/p>\n<p>Scenari dell&#8217;umanit\u00e0<br \/>\nIl secondo argomento di maggiore interesse per Juan Borja include gli ambienti urbani dove trovano pezzi di storie umane. Predilige siti dimenticati, disprezzati, emarginati e nascosti per i passanti abituati alla monotonia.<br \/>\nPone gli occhi sugli edifici abbandonati dalle persone e dal tempo o dalle autorit\u00e0: pi\u00f9 vecchi sono, meglio \u00e8. Frattaglie di oggetti ricchi e abbandonati; contrasti di forme e trame in pavimenti, legno, pareti o gli stessi riflessi in alcuni cristalli.<br \/>\nBocconi di polvere e umidit\u00e0 in un edificio ai margini della distruzione, corridoi e scale di eleganti transiti del passato, un triste organo nella stanza divorato dall&#8217;oblio, porte o ferro battuto: in essi testimoniano nobili opulenze di altri tempi.<br \/>\nLa porta di un tempio e un&#8217;abside semi-distrutta, la povert\u00e0 di un quartiere ancora con inquilini; il bancone con le bottiglie in un ristorante rustico che cerca ancora il servizio e il suo ingresso, osservato dall&#8217;interno, realizza la lontananza che ha separato l&#8217;opulenza.<br \/>\nLe passeggiate nostalgiche attraverso strade solitarie, il mistero di una porta e le ombre attorno a una lanterna, minano il mondo e opprimono il cuore. La sagoma nera di un maestoso albero in un parco notturno si impone sullo scintillio di una citt\u00e0 velica.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 del gusto<br \/>\nIl lavoro di Juan Borja non si concentra solo sui temi di cui sopra, ma include anche contenuti e composizioni nuovi della creativit\u00e0 compositiva nel ritratto, nature morte d&#8217;avanguardia e altre proposte estetiche su riflessioni, sia di idee sociali e culturali, sia di arte concettuale.<br \/>\nIn questo set possiamo vedere i ritratti di giovani donne di carnagione di marmo, con posture e personalit\u00e0 profondamente demure, con una luminosit\u00e0 nei loro occhi e un bagliore sui loro volti. Ragazze sobrie e eclissate da abiti modesti e scuri di altri secoli, sono sorprese dallo sguardo di Juan Borja nelle strade di una citt\u00e0 fuori dal corso del tempo.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un netto contrasto tra la dolcezza di quelle donne e due statue religiose in legno policromo, la Vergine del dolore e un Cristo strisciando, questi ultimi esempi di Calvario e di un rimpianto pi\u00f9 intenso dell&#8217;immaginario.<br \/>\nCi\u00f2 nonostante, non tutto \u00e8 classico nell&#8217;immaginario di Juan Borja, l&#8217;entusiasta fotografo \u00e8 stato anche sedotto dal figurativismo contemporaneo di contrasti tra forme geometriche con luci e ombre. Giochi ottici tra negativo e positivo, sfondo e figura, la rigidit\u00e0 con l&#8217;ondulato, il freddo con il caldo catturano gli occhi e formano nuove composizioni lontane dal naturalismo meticolosamente lavorato.<br \/>\nLa cucina \u00e8 il suo laboratorio e tra le diverse fonti di ispirazione possiamo citare: Karl Blossfeldt, Paul Strand (in particolare il suo portafoglio messicano), Juan Rulfo, Gabriel Figueroa e Graciela Iturbide, oltre all&#8217;arte giapponese (incisioni, i suoi studi sulla natura, il cinema di 50, 60, 70). Juan Borja gioca con una forchetta piegata e la sua ombra, un piatto, un cucchiaio e un uovo per tessere onde di luce e oscurit\u00e0. Un manichino degli anni &#8217;60 che ha un orologio sul petto, in modo surrealista, sostituisce l&#8217;aspetto profondo delle donne romantiche e apre la strada alla convivenza impersonale e fredda delle persone oggi tra dispositivi a onde e radiazioni.<br \/>\nIl lavoro fotografico di Juan Borja ci fa vedere il suo interesse per la forma infinita su uno sfondo nero intenso in cui spicca la luminosit\u00e0 bianca di un fiore o di una pianta. Ama il color grigio in tutte le sue varianti come punto di partenza per preziose narrazioni visive alle quali chiunque pu\u00f2 partecipare e in cui \u00e8 possibile riconoscere qualcosa di famigliare.<\/p>\n<p>Sofia Gamboa Duarte<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROROGATA FINO A FINE DICEMBRE !!! Juan Borja &#8211; forme infinite. Mostra fotografica. Dal 16 novembre al 31 dicembre, inaugurazione &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3054,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,9],"tags":[],"class_list":["post-3026","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attivita-circoli","category-mostre"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3026","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3026"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3026\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}