{"id":3494,"date":"2021-10-13T10:15:44","date_gmt":"2021-10-13T08:15:44","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/friuli\/?p=3406"},"modified":"2021-10-13T10:15:44","modified_gmt":"2021-10-13T08:15:44","slug":"abbecedario-con-i-calendari-di-guido-cecere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/abbecedario-con-i-calendari-di-guido-cecere\/","title":{"rendered":"ABBECEDARIO con i calendari di Guido Cecere"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>ABBECEDARIO<\/em><br \/>\ncon i calendari di Guido Cecere<\/strong><\/p>\n<p><strong>SACILE &#8211; ex Chiesa San Gregorio<\/strong><\/p>\n<p><strong>dal 16 al 31 ottobre<\/strong><\/p>\n<p>da giovedi a sabato 17:00-19:00<br \/>\ndomenica 10:00-12:00 \/ 17:00-19:00<\/p>\n<p>ingresso gratuito con green pass<br \/>\nin ottemperanza alle attuali norme di contenimento<br \/>\ne gestione dell\u2019emergenza sanitaria.<\/p>\n<p>Organizzata da:<\/p>\n<p>IMAGINARIO Gallery<br \/>\nVia Dante, 16 &#8211; 33077 Sacile (PN)<br \/>\nTel. 0434 781818 &#8211; info@imaginario.it<\/p>\n<p>Con il Patrocinio e supporto<br \/>\ndell&#8217;Amministrazione Comunale di Sacile<br \/>\ne la collaborazione del<br \/>\n<a title=\"CRAF\" href=\"https:\/\/www.craf-fvg.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3425\" alt=\"CRAF s2\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2021\/10\/CRAF-s2.png\" width=\"43\" height=\"40\" \/><\/a><\/p>\n<p><a title=\"CRAF\" href=\"https:\/\/www.craf-fvg.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><i>Le cose di Guido<\/i><\/strong><\/p>\n<p>Ma che cosa \u00e8 una <i>cosa<\/i>? Ecco, basta farsi questa domanda e si precipita in un vortice di tautologia, la piccola giostra verbale dove soggetto e oggetto si scambiano le parti ma nessuno dei due spiega il significato dell\u2019altro. <i>Cosa<\/i>, la parola pi\u00f9 oggettiva del vocabolario, \u00e8 anche la pi\u00f9 generica. Universale addirittura, quasi disumana nella sua pretesa di poter descrivere tutto, comprendere tutto, definire tutto: e non si accorge, nella sua vanit\u00e0, di essere anche la parola pi\u00f9 generica del vocabolario, quella che si pu\u00f2 sostituire a tutte le altre, ma svuotandole una per una del loro senso. <i>Cosa?<\/i>, chiede il bambino che non ha capito, e parola evoca lo spaesamento, il vuoto da riempire. E chiss\u00e0 mai per quale abbaglio i filosofi di tutte le epoche hanno finito per esserne ossessionati, dalla cosa, fino ad aggirarsi ansiosi e sperduti nel labirinto della cosalit\u00e0, disorientati, in cerca della cosa in s\u00e9, <i>Ding an sich<\/i>, magnifica espressione che coincide con tutto l&#8217;esistente, e non indica nulla. Forse anche intimiditi da quella che uno di loro, Jean-Paul Sartre, chiam\u00f2 appunto <i>La forza delle cose<\/i>. Espressione che conosciamo bene, che usiamo ogni volta che ci manca il motivo, la ragione, o la volont\u00e0 o la forza, appunto, per opporsi a ci\u00f2 che sentiamo come pi\u00f9 forte di noi. Le cose ci fanno paura. Ci sovrastano, a volte. Gli oggetti sono diventati pi\u00f9 complessi dei comportamenti degli uomini, scrive Jean Baudrillard.I maestri di una volta, attenti a formare non solo la grammatica ma anche lo stile dei loro allievi, raccomandavano, pena voto di insufficienza sul temino, di evitare come la peste quella parolina di quattro lettere. C\u2019\u00e8 sempre una parola pi\u00f9 precisa per definire una cosa. Sar\u00e0 poi vero? Tra le parole e le cose c\u2019\u00e8 un baratro, il baratro dell\u2019arbitrario: chi mai ha deciso che <i>questa parola<\/i> \u00e8 il nome di <i>quella cosa<\/i>? Colti da progressiva amnesia, gli abitanti di Macondo (in <i>Cent\u2019anni di solitudine<\/i> di Gabriel Garcia Marquez) appendevano bigliettini sulle cose, per ricordarne il nome: ma dopo un po\u2019 non serviva pi\u00f9, perch\u00e9 non sapevano neppure cos\u2019\u00e8 un nome. Provate a ripetere dieci, cento volte il nome di una cosa: dopo un po\u2019 vi sembrer\u00e0 insensato. Parrebbe che l\u2019unico modo per definire una cosa senza alcun pericolo di equivoci sia mostrarla: ecco un bicchiere, e capisci che intendo dire \u201cbicchiere\u201d. Gli scienziati di Lagado (nei <i>Viaggi di Gulliver<\/i> di Jonathan Swift), decisi ad evitare le imprecisioni del linguaggio, fanno proprio cos\u00ec: muti, per argomentare si mostrano vicendevolmente degli oggetti. Inconveniente: sono costretti a girare portando sulle spalle il peso di una quantit\u00e0 micidiale di cose. Potrebbe aiutarli la fotografa, per\u00f2. Un libro con le immagini di tutte le cose del mondo potrebbe essere maneggevole. Chi lo far\u00e0?Ho conosciuto un uomo che poteva farlo. Che un po\u2019 lo ha fatto. Perch\u00e9 amava le cose. Con l\u2019amore di un pastore per il suo gregge. Si chiamava Guido. Guido Cecere. Mi invit\u00f2 a casa sua: era stracolma di cose. Di oggetti, piccoli e grandi, comprati, raccolti, collezionati, ordinati e disposti con amore e precisione. La sua casa non sembrava affatto l\u2019antro di un robivecchi, bens\u00ec una W<i>underkammer<\/i>, una stanza delle meraviglie. Poi le fotografava, le sue cose, perch\u00e9 quando ami qualcosa, la vuoi condividere. Io credo che i suoi calendari siano nati cos\u00ec, prima ancora che da una richiesta commerciale, dalla proposta di un committente. Che siano nati dal suo desiderio di mostrare le cosNon solo. Di mostrarle in un certo modo. Un modo sensato, un modo che alla fine producesse pi\u00f9 senso della semplice somma delle sue parti. Guido ha prodotto calendari per conto della Ceramica Dolomiti per oltre quarant\u2019anni. Ogni calendario era una piccola avventura della classificazione, un divertimento di arte combinatoria, una sfida all\u2019entropia del mondo. Negli anni 1989 e 1990 la chiave fu l\u2019alfabeto. Che, avendo ventiquattro lettere, si prestava ad essere perfettamente esaurito in due calendari da dodici mesi l\u2019uno. Ora, li ricordiamo tutti, noi vecchi almeno, gli abecedari in forma di immagini appese a un listello di legno, sulle pareti dell\u2019aula, un\u2019immagine per ogni lettera dell\u2019alfabeto, e quella immagine finiva per diventare eponima, iconica, e la lettera che si prestava a illustrare ne veniva in qualche modo invasa, sicch\u00e9 la F ha sempre conservato per me il profumo del <i>fiore<\/i>, e la C il calore della <i>casa<\/i>. Poteva forse bastare questa ipostasi della cosa unica a Guido, collezionista della variet\u00e0 inesauribile del mondo? No di certo. Dal suo magazzino, ecco allora che pescava cinque, dieci oggetti e anche di pi\u00f9, tutti regolarmente inizianti con la lettera del mese. Ma l\u2019arte era disporli, nel quadrato della futura immagine, nelle loro dimensioni reali, in un ordine magicamente perfetto, che saturava il piano senza creare caos, in una convivenza spaziale dove c\u2019era posto per tutti, ed ogni oggetto sembrava creare la propria nicchia adattandosi alla forma dei vicini. C\u2019\u00e8 una volont\u00e0 di adamantina chiarezza in questo gioco, c\u2019\u00e8 un\u2019idea del mondo come luogo della convivenza possibile, della variet\u00e0 che gioisce, della diversit\u00e0 che arricchisce. C\u2019\u00e8 un\u2019utopia, forse: quella della razionalit\u00e0 del mondo. Le sue tavole somigliano un po\u2019 a quelle dell\u2019<i>Encyclop\u00e9die<\/i> di Diderot e D\u2019Alembert, ma senza la freddezza un po\u2019 pedante delle incisioni, sar\u00e0 perch\u00e9 nelle fotografie di Guido i colori brillano, e gli oggettini proiettano soffici ombre staccandosi dallo sfondo, quasi tridimensionali nella loro tattilit\u00e0.<br \/>\nForse non dovemmo essere toppo affezionati alle cose. Chi lo \u00e8, a volte passa per materialista. Ma gli oggetti di Guido sono fatti della stessa materia del gioco, e nel gioco gli oggetti servono alla fantasia, non alla cupidigia. E poi, dietro ogni oggetto c\u2019\u00e8 una storia, e la storia \u00e8 sempre storia di umanit\u00e0, e la storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 fatta di sentimenti, passioni, emozioni, non solo di cose. Certo, gli oggetti non ci seguiranno nell&#8217;aldil\u00e0. &#8220;Dureranno pi\u00f9 del nostro oblio&#8221; ebbe a dire Jorge Luis Borges. Ma se li abbiamo prodotti noi, se li abbiamo usati, si caricano dei nostri desideri e delle nostre speranze e un po\u2019 finiscono per somigliarci, e alla fine lasceranno nel mondo la nostra impronta quando noi non ci saremo pi\u00f9.<\/p>\n<p><i>Michele Smargiassi<br \/>\n<i>settembre 2021<\/i><br \/>\n<\/i><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ABBECEDARIO con i calendari di Guido Cecere SACILE &#8211; ex Chiesa San Gregorio dal 16 al 31 ottobre da giovedi &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3479,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[6,8,9],"tags":[],"class_list":["post-3494","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale","category-manifestazioni","category-mostre"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3494"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3494\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/friuli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}