{"id":550,"date":"2010-10-01T12:00:07","date_gmt":"2010-10-01T10:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/?p=550"},"modified":"2023-10-07T10:13:17","modified_gmt":"2023-10-07T08:13:17","slug":"uliano-lucas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2010\/10\/01\/uliano-lucas\/","title":{"rendered":"Uliano Lucas"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/Lucas.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-551\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/Lucas.jpeg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"256\" \/><\/a>Nato a Milano nel 1942 da una famiglia operaia, Uliano Lucas cresce nel clima di ricostruzione civile e intellettuale che anima il capoluogo lombardo nel dopoguerra. Studia nei Convitti della rinascita, dove insegnanti come Luciano Raimondi, Albe Steiner o Guido Petter offrivano la possibilit\u00e0 di un\u2019istruzione e di un sostegno ai figli dei partigiani e dei reduci con problemi familiari, poi, espulsone per troppa indisciplina, curioso e inquieto, prende a frequentare, ancora diciassettenne, l\u2019ambiente di artisti, fotografi e giornalisti che vivevano allora nel quartiere di Brera. E qui, durante le interminabili discussioni ai bar Genis e Giamaica con grafici, disegnatori, intellettuali e artigiani della vecchia Milano, ma anche con i fotografi Ugo Mulas, Mario Dondero, Alfa Castaldi, che ancora si ritrovavano nella ex latteria, decide di tentare la via del fotogiornalismo, ravvisandovi, come altri giovani della sua generazione, uno strumento di impegno civile e insieme una professione indipendente, libera dalle costrizioni, viatico per quella scoperta di mondi diversi che infatti caratterizza poi tutta la sua esistenza.<\/p>\n<p>I primi anni lo vedono fotografare le atmosfere ancora popolari della sua citt\u00e0, la vita e i volti degli scrittori e pittori suoi amici &#8211; Enrico Castellani e Costantino Guenzi, Piero Manzoni e Arturo Vermi &#8211; ma anche fermare in immagini i nuovi fermenti nella musica e nello spettacolo, dal Cab &#8217;64 di Tinin Mantegazza ai gruppi rock degli Stormy Six e dei Ribelli. Poi arriva il coinvolgimento nelle riflessioni politiche sollecitate dalla nuova Italia degli anni \u201960 e l\u2019impegno in una lunga campagna di documentazione sui processi storici protagonisti del dibattito culturale del tempo: l\u2019immigrazione in Italia e all\u2019estero, la distruzione del territorio legata all\u2019industrializzazione, il movimento studentesco e antiautoritario che attraversa l\u2019Europa e l\u2019Italia con le proteste di piazza degli anni \u201968-\u201975, il movimento dei capitani in Portogallo e le guerre di liberazione in Angola, Eritrea, Guinea Bissau, seguite con i giornalisti Bruno Crimi ed Edgardo Pellegrini per riviste come Tempo, Vie Nuove, Jeune Afrique e Koncret o per iniziative editoriali diventate poi un punto di riferimento per la riflessione terzomondista di quegli anni.<\/p>\n<p>Colto e visionario, lavora in quel giornalismo fatto di comuni passioni, forti amicizie e grandi slanci che negli anni \u201960 e \u201970 tenta di opporre una stampa d\u2019inchiesta civile all\u2019informazione consueta del tempo, poco attenta ad una valorizzazione della fotografia e imperniata sulle notizie di cronaca rosa e attualit\u00e0 politica. Trova preziosi interlocutori in direttori e caporedattori come Nicola Cattedra, Gianluigi Melega, Pasquale Prunas, Giovanni Valentini, Tino Azzini o ancora Nini Briglia, Giovanni Raboni e Anna Masucci, e in giornalisti, grafici e fotografi impegnati come lui in una densa indagine sulle realt\u00e0 del paese. Con loro idea reportage, mostre, progetti editoriali, come la rivista sindacale della Fim Milano Azimut, il periodico L\u2019illustrazione italiana o la collana Idea Editions \u201cIl fatto, la foto\u201d. E si impone per una fotografia che affonda le sue radici nell\u2019indignazione tipica del suo tempo per i soprusi e le disuguaglianze sociali e nella consapevolezza dell\u2019importanza del giornalismo come strumento democratico d\u2019informazione e che unisce per\u00f2 alla durezza della denuncia e ad una testimonianza sempre documentata e ragionata sui fatti una partecipe attenzione verso l\u2019umanit\u00e0 delle persone ritratte, verso le storie personali di sofferenza, di lotta o semplicemente di vita e di affetti dei singoli, di cui restituisce la ricchezza di emozioni, aspirazioni, fantasie.<\/p>\n<p>Collabora dunque negli anni con testate come Il Mondo di Mario Pannunzio e poi di Arrigo Benedetti, Tempo, L\u2019Espresso, L\u2019Europeo, Vie nuove, che poi diventer\u00e0 Giorni-Vie nuove, La Stampa, Il Manifesto, Il Giorno, o ancora con Tempi moderni di Fabrizio Onofri, Abitare di Piera Pieroni, Se \u2013 Scienza e Esperienza di Giovanni Cesareo e con tanti giornali del sindacato e della sinistra extraparlamentare, alternando a servizi sull\u2019attualit\u00e0 del momento e sul mondo dell\u2019arte e della cultura, di cui \u00e8 sempre stato osservatore attento, reportage, spesso sfociati in libri, su temi che segue lungo i decenni, dalle trasformazioni del mondo del lavoro, in cui individua un angolo di visuale privilegiato per comprendere lo stato del paese, alla questione psichiatrica, che affronta documentando il lento passaggio dalla condizione manicomiale degli anni \u201970 alla riconquista di una libert\u00e0 e normalit\u00e0 di vita da parte dei pazienti negli anni \u201980 e \u201990. Per Tempo viaggia lungamente in Spagna e Portogallo ben esprimendo nelle sue immagini il clima asfittico della dittatura, per L\u2019Espresso fotografa nel 1982 gli scrittori israeliani e marocchini e firma corrispondenze sulla mafia dalla Sicilia, dalla Puglia e dalla Calabria, per L\u2019Europeo documenta il disastro di Seveso e racconta in diversi servizi le molte realt\u00e0 del mondo cattolico e ancora attraverso Grazia Neri collabora con L\u2019Express, Le Nouvel Observateur, Time con servizi di attualit\u00e0, politica e costume. E poi via via racconta le nuove forme d\u2019impegno del volontariato degli anni \u201980 e \u201990, le iniziative del Ciai in India e in Corea e le realt\u00e0 della cooperazione in Africa. Durante la guerra jugoslava vive e restituisce in immagini le tragiche condizioni di esistenza della popolazione in assedio.<\/p>\n<p>La chiusura della maggior parte dei giornali con cui collabora fra gli anni \u201980 e i \u201990 e i cambiamenti nel sistema dell\u2019informazione e della distribuzione della notizia, lo portano a diradare nell\u2019ultimo decennio le corrispondenze giornalistiche per dedicarsi a un\u2019attivit\u00e0 di studio e di ricerca intorno alla fotografia che del resto ha da sempre accompagnato la sua professione di reporter e a inchieste di ampio respiro condotte insieme a giornalisti, sociologici e storici, di cui sono esempio il racconto dei primi anni \u201990 sui centri di recupero per tossicodipendenti a Torino, con Carlo De Giacomi, la documentazione degli stessi anni sulla difficile riconversione industriale nel ponente genovese con Leila Maiocco e il sindacalista Franco Sartori o il recente reportage sulle carceri di San Vittore e Bollate, realizzato per la Triennale di Milano con Franco Origoni, Marella Santangelo e Aldo Bonomi.<\/p>\n<p>E tuttavia nei primi anni \u201990 lavora ancora intensamente con la rivista King e con il Corriere della Sera e il suo supplemento Sette. E dal 1989 al 1995 \u00e8 coinvolto da Guido Vergani e Paolo Mereghetti nelle inchieste sulla Grande Milano delle pagine cittadine di Repubblica. Interprete sottile oltre che testimone puntuale di oltre trent\u2019anni di storia, pubblica quindi su questo giornale molti di quegli scatti realizzati in una quotidiana ricognizione sul territorio che offrono per gli anni \u201980 e &#8217;90 e per il nuovo millennio, come era stato per i \u201960 e \u201970, una racconto a tutto tondo sulla societ\u00e0 italiana, riflettendone anche in un nuovo stile i radicali cambiamenti di mentalit\u00e0 e di costume, e realizza reportage sulle architetture e gli spazi di Milano e del suo infinito hinterland che si inseriscono in un lavoro mai interrotto sul cambiamento del territorio come specchio delle trasformazioni nell\u2019economia e nel tessuto socio-culturale che Lucas conduce fin dagli anni \u201960 in tutta Italia e che rinnova l\u2019impegno di conoscenza e analisi e la capacit\u00e0 narrativa ed evocativa che lo hanno da sempre contraddistinto.<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-550 gallery-columns-3 gallery-size-medium'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2010\/10\/01\/uliano-lucas\/web_1969_corteo-operaio-alla-bovisa\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/Web_1969_Corteo-operaio-alla-Bovisa-300x200.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-552\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/Web_1969_Corteo-operaio-alla-Bovisa-300x200.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/Web_1969_Corteo-operaio-alla-Bovisa-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/Web_1969_Corteo-operaio-alla-Bovisa-768x512.jpg 768w, 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href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2010\/10\/01\/uliano-lucas\/da-un-reportage-pubblicato-su-leuropeo-con-copertina-il-mattino-di-napoli-terza-pagina-foto-dautore-uliano-lucas-reporter\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"203\" height=\"300\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/WEB_1977_congresso-eucaristico-Pescara-203x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-554\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/WEB_1977_congresso-eucaristico-Pescara-203x300.jpg 203w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/WEB_1977_congresso-eucaristico-Pescara-694x1024.jpg 694w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/WEB_1977_congresso-eucaristico-Pescara.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-554'>\n\t\t\t\tCongresso eucaristico, Pescara, 17 settembre 1977\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2010\/10\/01\/uliano-lucas\/pubblicata-nel-volume-fotografie-perdute-ritrovate\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"197\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/Web_1980_il-poeta-Rino-Vaghetti-300x197.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-555\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/Web_1980_il-poeta-Rino-Vaghetti-300x197.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/09\/Web_1980_il-poeta-Rino-Vaghetti-768x505.jpg 768w, 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