{"id":630,"date":"2009-05-29T12:00:21","date_gmt":"2009-05-29T10:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/?p=630"},"modified":"2023-10-07T10:13:48","modified_gmt":"2023-10-07T08:13:48","slug":"giovanni-marrozzini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2009\/05\/29\/giovanni-marrozzini\/","title":{"rendered":"Giovanni Marrozzini"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cHebron H2\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>Mostra fotografica di Giovanni Marrozzini<\/strong><br \/>\n<strong>Data di vernissage : Venerd\u00ec 29 maggio alla presenza dell\u2019Autore.<\/strong><br \/>\n<strong>Data di chiusura : 12 giugno 2009<\/strong><\/p>\n<p>Presentazione:<br \/>\n\u201cA met\u00e0 degli anni Settanta, quando ho iniziato a interessarmi alla fotografia, credevo fermamente che la pratica impegnata e onesta del fotogiornalismo potesse contribuire a cambiare il mondo. Con un\u2019informazione corretta, con la denuncia, con la testimonianza di fatti ed eventi che i mezzi di comunicazione sembravano, mi sembrava, voler trascurare\u201d.<br \/>\nIl tempo e l\u2019esperienza non hanno completamente cancellato le ingenuit\u00e0 delle speranze e quando si ha la fortuna di veder nascere e crescere il lavoro di un autore come Giovanni Marrozzini, si ha la consapevolezza che se la fotografia potrebbe avere delle difficolt\u00e0 nell\u2019impresa di cambiare, se non il mondo, ma almeno lo stato di molte cose, serve sempre e pi\u00f9 che mai a far conoscere, a informare, a commuovere e a far pensare.<br \/>\nCertamente la fotografia ha cambiato la vita di Giovanni Marrozzini, una vita idealmente scissa in due epoche, prima e dopo la fotografia. La sua carriera professionale inizia nel 1997, viaggiando e raccontando un\u2019Italia turistica. Nasce subito dopo l\u2019idea di una rivista semestrale d\u2019arte e cultura, \u201cVillage\u201d, da lui creata e distribuita per oltre due anni nell\u2019area di Bologna. Nel 1999 ha un grave incidente che lo costringe a letto per otto mesi, costretto a vedere solo soffitti e a sognare spazi pi\u00f9 ampi, nei quali perdere davvero lo sguardo. Dopo l\u2019incidente inizia a collaborare con associazioni di volontariato: la fotografia \u00e8 il suo mezzo di espressione, lo aiuta a reagire, lo obbliga a concentrare su altri la propria sofferente attenzione.<br \/>\nNel 2003 \u00e8 quindi in Zambia, nel villaggio di Fisenghe, per raccontare la vita in una missione cattolica, le attivit\u00e0 mediche e assistenziali. Lui stesso definisce \u201creportage\u201d questo suo primo importante progetto, ma il contatto con una realt\u00e0 tanto intensa lo costringe a trovare forme narrative che si discostano da subito da una documentazione giornalistica diretta. \u201cAvevo capito \u2013 dichiara \u2013 che quello che mi interessava era realizzare progetti a lungo termine. Mi sembrava tardi per dedicarmi alla collaborazione con i giornali e ho preferito invece lavorare con associazioni umanitarie o enti che lavorano nel sociale\u201d.<br \/>\nNel 2005 un nuovo viaggio, questa volta in Etiopia, per documentare la vita all\u2019interno del St.Mary General Hospital di Dubbo. Sempre in collaborazione con associazioni di volontariato, sempre a contatto con realt\u00e0 dolorose in una regione che ha gli indici di mortalit\u00e0 pi\u00f9 alti al mondo. In Etiopia torner\u00e0 ancora per altri due progetti negli anni successivi: la \u201cWolayta School for the Blind\u201d, una scuola per dare una nuova prospettiva di vita ai ragazzi ciechi e una delicata indagine sul tema delle mutilazioni genitali femminili sempre a Wolayta.<br \/>\nParlando oggi di questi suoi due lavori Marrozzini sottolinea quanto siano stati utili per raccogliere fondi per aiutare la scuola o per sensibilizzare l\u2019opinione pubblica.<br \/>\nNon parla di fotografia: le sue immagini parlano da sole, sembra voler sottintendere, e quello che conta davvero \u00e8 che siano servite ad aiutare. Tuttavia con queste due storie inizia a vincere premi e a essere conosciuto. Ricordo di aver fatto parte di una giuria dove, in finale, erano arrivate entrambe e l\u2019ammirato stupore con il quale i giurati si passavano le sue immagini e si chiedevano da dove arrivasse un autore tanto sensibile e ancora poco conosciuto. Nel 2005 aveva anche affrontato per la prima volta un viaggio in Argentina, dove sarebbe tornato poi nel 2007. Sono nati cos\u00ec altri due progetti, \u201cHotel Argentina\u201d e \u201cEchi\u201d. \u201cHotel Argentina\u201d racconta la storia degli uomini e delle donne, delle citt\u00e0 e dei paesaggi, per frammenti, lungo una distesa geografica di settemila chilometri. In questo suo lungo viaggio incontra spesso quegli \u201citaliani d\u2019Argentina\u201d che vivono di ricordi e sogni. Propone quindi al Comune di Fermo di realizzare una nuova inchiesta sugli emigrati marchigiani, i loro figli, le loro storie. E una volta di pi\u00f9 si interroga sul \u201ccosa\u201d e sul \u201ccome\u201d. Non vuole raccontare la loro vita in Argentina, le loro case, il loro lavoro, i loro volti. Il suo progetto diventa pi\u00f9 ambizioso, ai limiti dell\u2019infotografabile: vuole raccontare i loro ricordi, i loro sogni.<br \/>\n\u201cEchi\u201d \u00e8 un omaggio generoso ai marchigiani d\u2019oltreoceano, commosso e commovente, \u201cil pi\u00f9 toccante che nella mia carriera mi sia capitato di affrontare\u201d.<br \/>\nNel 2008 Marrozzini parte di nuovo. Con M\u00e9dicos del Mundo, una ONG spagnola che lavora in Israele e nei Territori palestinesi. Va a Hebron per realizzare un lavoro presso le famiglie che hanno subito traumi e che frequentano un centro di salute mentale. \u00c8 una realt\u00e0 lacerata e inquietante che fa sorgere in Marrozzini nuovi interrogativi: \u201cIn realt\u00e0 non so quello che sto facendo. Forse non \u00e8 fotogiornalismo. Forse le mie foto sono troppo personali. Mancano gli ambienti, mancano le informazioni\u201d. Ma non mancano \u2013 e questo non \u00e8 Marrozzini a dirlo \u2013 di empatia, di partecipazione, di emozione profonda, sentimenti capaci di trasformare l\u2019atto del fotografare in un gesto d\u2019amore e le fotografie in vere opere di creazione, formidabili strumenti capaci di cambiare se non il mondo almeno la conoscenza che ne abbiamo.<\/p>\n<p>Giovanna Calvenzi<\/p>\n<p>Orari di apertura : dal luned\u00ec al venerd\u00ec con orario 9.30-12.30 ; 14.30-17.00 Gioved\u00ec chiuso<br \/>\nIngresso libero<br \/>\nOrario del vernissage : ore 21<br \/>\nPatrocini : Regione Piemonte, Assessorato alla Cultura<br \/>\nCuratore : Renato Longo<br \/>\nArtista : Giovanni Marrozzini<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-630 gallery-columns-3 gallery-size-medium'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2009\/05\/29\/giovanni-marrozzini\/tirana-rom-madre-con-figlio\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-001-Tirana-300x200.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-633\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-001-Tirana-300x200.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-001-Tirana-768x512.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-001-Tirana.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-633'>\n\t\t\t\tTirana Rom &#8211; Madre con figlio\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2009\/05\/29\/giovanni-marrozzini\/camerun-la-nouvelle-semence\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-002-Camerun-300x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-634\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-002-Camerun-300x300.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-002-Camerun-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-002-Camerun-768x768.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-002-Camerun.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-634'>\n\t\t\t\tCamerun &#8211; La nouvelle semence\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2009\/05\/29\/giovanni-marrozzini\/tirana-campo-rom\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-003-Tirana-300x200.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-635\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-003-Tirana-300x200.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-003-Tirana-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-003-Tirana-768x512.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-003-Tirana-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-003-Tirana.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-635'>\n\t\t\t\tTirana &#8211; Campo Rom\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2009\/05\/29\/giovanni-marrozzini\/tirana-campo-rom-2\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-004-Tirana-300x200.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-636\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-004-Tirana-300x200.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-004-Tirana-768x512.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-004-Tirana.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-636'>\n\t\t\t\tTirana &#8211; Campo Rom\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2009\/05\/29\/giovanni-marrozzini\/web_marrozzini-hebron1\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"207\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron1-300x207.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-637\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron1-300x207.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron1-768x529.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron1.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-637'>\n\t\t\t\tHebron, located in the southern part of the West Bank, is the only Palestinian city where Jewish \rsettlers live in the very heart of the town. Hebron &#8211; Al-Khalil in Arabic, Hevron in Hebrew \u2013 \rhosts a crucial symbolic and strategic stake: the Tomb of the Patriarchs, a shrine holy to both \rMuslims and Jews.\r\rThe town is divided into two parts: H1 under the control of the Palestinian Authority and H2, an \rarea of 4.3 km2 under the control of the Israeli authorities, which is the economic, historic and \rreligious centre of the town. This zone includes the old city where 500 Jewish settlers live, split \rinto four highly protected settlements.\r\rToday, more than 50% of the Palestinian community has left the old city as a result of the \rmilitary occupation, the expulsions, the destruction of houses, the closure of their businesses \rand the constant harassment by Jewish settlers.\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2009\/05\/29\/giovanni-marrozzini\/web_marrozzini-hebron002\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron002-300x200.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-638\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron002-300x200.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron002-768x512.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron002.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-638'>\n\t\t\t\tHebron, located in the southern part of the West Bank, is the only Palestinian city where Jewish \rsettlers live in the very heart of the town. Hebron &#8211; Al-Khalil in Arabic, Hevron in Hebrew \u2013 \rhosts a crucial symbolic and strategic stake: the Tomb of the Patriarchs, a shrine holy to both \rMuslims and Jews.\r\rThe town is divided into two parts: H1 under the control of the Palestinian Authority and H2, an \rarea of 4.3 km2 under the control of the Israeli authorities, which is the economic, historic and \rreligious centre of the town. This zone includes the old city where 500 Jewish settlers live, split \rinto four highly protected settlements.\r\rToday, more than 50% of the Palestinian community has left the old city as a result of the \rmilitary occupation, the expulsions, the destruction of houses, the closure of their businesses \rand the constant harassment by Jewish settlers.\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/2009\/05\/29\/giovanni-marrozzini\/web_marrozzini-hebron003\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron003-300x200.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-639\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron003-300x200.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron003-768x511.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/galleria-torino\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2009\/05\/Web_Marrozzini-Hebron003.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-639'>\n\t\t\t\tHebron, located in the southern part of the West Bank, is the only Palestinian city where Jewish \rsettlers live in the very heart of the town. 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