{"id":10934,"date":"2022-09-26T20:14:25","date_gmt":"2022-09-26T18:14:25","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/?p=10934"},"modified":"2022-09-26T20:14:25","modified_gmt":"2022-09-26T18:14:25","slug":"eventi-festival-di-fotografia-montefano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/eventi-festival-di-fotografia-montefano\/","title":{"rendered":"[EVENTI] &#8211; Festival di fotografia Montefano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10935 size-large\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/09\/WhatsApp-Image-2022-09-26-at-16.11.00-717x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"717\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/09\/WhatsApp-Image-2022-09-26-at-16.11.00-717x1024.jpeg 717w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/09\/WhatsApp-Image-2022-09-26-at-16.11.00-210x300.jpeg 210w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/09\/WhatsApp-Image-2022-09-26-at-16.11.00-768x1097.jpeg 768w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/09\/WhatsApp-Image-2022-09-26-at-16.11.00-1075x1536.jpeg 1075w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/09\/WhatsApp-Image-2022-09-26-at-16.11.00.jpeg 1120w\" sizes=\"auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/p>\n<h5><strong>Premio alla carriera &#8211; Giuseppe Mastromatteo<\/strong><\/h5>\n<p><em>L\u2019autore si muove all\u2019interno di un mondo, il nostro,\u00a0 dove tutto si ferma alla superficie e l\u2019informazione \u00e8 un elenco infinito di articoli di giornale senza testo, canzoni mai ascoltate e paesaggi mai realmente vissuti ma solo accennati sullo schermo del computer. In questo contesto Giuseppe Mastromatteo, grazie a una lunga e profonda ricerca, si fa portavoce di temi di fondamentale rilevanza sociale, conferendo loro una nuova interpretazione, funzionale alla critica e alla provocazione nei confronti di una realt\u00e0 inerte e indifferente. Di fatto, Mastromatteo anticipa temi di grande attualit\u00e0, dall\u2019identit\u00e0 di genere all\u2019introspezione della psiche umana, passando per lo sconfinamento tra culture, popolazioni e perfino religioni. Le sue fotografie sono capaci di trasportarci in un mondo dal sapore surreale e ci introducono a una visione fatta di corpi e sospensioni sensoriali, dove lo sfaldamento tra sogno e realt\u00e0 mette in gioco tutte le possibilit\u00e0 del sentire umano. Sono immagini di stampo scultoreo, dominate da forme plastiche volte ad esaltarne, come in un opera di Giacomelli, la poetica dell\u2019imperfezione.<\/em><\/p>\n<p><em>Da tempo, ormai, Giuseppe Mastromatteo contribuisce ad arricchire l\u2019immaginario collettivo creando nuove visioni. Armato di tecnologia ma soprattutto di coraggio, concretizza ci\u00f2 che altrimenti resterebbe confinato nel pensiero. I suoi scatti traslano sul piano dell\u2019assurdo la creazione digitale e ci raccontano un mondo rivoluzionario, popolato da una rinnovata razza umana. Le sue sono immagini dirompenti, capaci di insinuarsi nel profondo, sgretolando anche la pi\u00f9 strutturata delle nostre sicurezze.<\/em><\/p>\n<p><em>Mastromatteo conferma che l\u2019arte contemporanea \u00e8 l\u2019equivalente di un sismografo, capace di registrare cambiamenti e turbamenti della societ\u00e0. Ci dimostra, grazie a una straordinaria sensibilit\u00e0, come sia riuscito lui stesso a piegare questo medium espressivo alla sua volont\u00e0 artistica. Il suo linguaggio non ha a che fare solo con una sapiente manipolazione, ma ci parla di poesia prestando attenzione all\u2019estetica. Ci parla di sentimenti sopiti che provano l\u2019emozione del risveglio. Di una ritrovata energia che chiude il cerchio di ragionamenti urgenti e indubbiamente attuali.<\/em><\/p>\n<p><strong>BIO<br \/>\n<\/strong><em><strong>Giuseppe Mastromatteo<\/strong>\u00a0(1970) lavora come artista da quindici anni. Dopo importanti esperienze nel mondo della discografia in qualit\u00e0 di fonico di studio e musicista, si avvicina al mondo dell<\/em><em>\u2019<\/em><em>arte scegliendo la fotografia quale medium espressivo e prosegue il suo percorso di studi, specializzandosi in Art Direction presso l<\/em><em>\u2019<\/em><em>Accademia di Comunicazione di Milano. Dal 2005, i suoi lavori sono stati oggetto di attenzione da parte della critica con pubblicazioni di approfondimento in libri d<\/em><em>\u2019<\/em><em>arte e riviste specializzate. Le sue opere sono state esposte in gallerie d<\/em><em>\u2019<\/em><em>arte, musei e fiere di settore presso diverse sedi, tra le quali si ricordano: Milano, Parigi, Londra, Miami, Pechino, Basilea, Istanbul e New York dove ha vissuto tre anni. Nel 2006 ha collaborato nel ruolo di art director con la Triennale di Milano per il lancio di Triennale Bovisa e per altre mostre d<\/em><em>\u2019<\/em><em>arte contemporanea. Attualmente ricopre l<\/em><em>\u2019<\/em><em>incarico di Chief Creative Officer per l<\/em><em>\u2019<\/em><em>agenzia di comunicazione Ogilvy Italia e contemporaneamente si dedica alla propria ricerca artistica che svolge tra Milano e New York. Scrive di arte e insegna in prestigiosi istituti di alta formazione del settore. HUMANSCAPE \u00e8 la sua prima monografia editoriale.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><strong>Premio giovane talento &#8211; Noemi Comi<br \/>\n<\/strong><\/h5>\n<p><strong><em>Il mondo dentro ai sogni<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>La societ\u00e0 contemporanea spinge l\u2019uomo verso una collettiva carestia di contenuti. Una mediocrit\u00e0 dilagante, alimentata dalla mera attrazione per l\u2019apparenza, a discapito delle infinite possibilit\u00e0 della conoscenza. Essere curiosi, al contrario, getta le fondamenta per la costruzione di un pensiero divergente che, nel caos della superficialit\u00e0, si afferma come unica speranza in grado di ristabilire un ordine comune, costruito sul dialogo e votato all\u2019accrescimento personale. Noemi Comi si dimostra una delle poche personalit\u00e0 in grado di invertire il flusso degli eventi; in punta di piedi fornisce una nuova lettura del mondo, capace di risvegliare chiunque dal torpore dell\u2019indifferenza. Di fatto, Noemi, con i suoi scatti, si imbarca in un viaggio surreale e ricco di colpi di scena. Con occhio critico e grande consapevolezza di s\u00e9, riflette sulla societ\u00e0 moderna. Conosce perfettamente quanto la fotografia sia un linguaggio ambiguo, intriso di fluidit\u00e0 e capace di creare ponti tra realt\u00e0 assolutamente agli antipodi. Sviluppa cos\u00ec una personale grammatica visiva in bilico tra l\u2019ermetismo dei dipinti di William Blake e la potenza evocativa dei manifesti politici di Shirin Neshat (artista iraniana che, utilizzando una sublime combinazione di ideogrammi arabi e struggenti immagini in bianco e nero, scuote l\u2019animo umano offrendo un punto di vista delicatamente atroce su temi riguardanti la censura sociale, i conflitti culturali e la violenza). E\u2019 come se riuscisse a trasformare la sua macchina fotografica in un microscopio, capace di scandagliare nel profondo ogni cellula dell\u2019esistenza.<\/em><\/p>\n<p><em>All\u2019atto pratico, la fotografa si comporta come una vera indagatrice dell\u2019occulto. Come in un sogno di Arthur Tress (fotografo americano, dotato di una fantasia sorprendente, le cui immagini sono caratterizzate da un approccio fortemente teatrale, ottenuto combinando elementi di vita quotidiana con scenografie magiche, capaci di rendere indistinguibile il confine tra illusione e verit\u00e0), si fa guidare degli aspetti immateriali della psiche umana e senza pregiudizio, si lascia affascinare da tutto ci\u00f2 che \u00e8 celato alla vista.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>In uno dei suoi primi progetti, \u201cAlbaLux\u201d, Noemi indaga quegli episodi extracorporei, che si verificano durante lo stato di coma o la profonda meditazione, conosciuti come \u201cesperienze premorte\u201d. Forte di un considerevole spirito di iniziativa, trascorre brevi periodi con persone che si dichiarano reduci da questi incontri mistici. Con estrema delicatezza, ne traduce gli elementi cardine in immagini ricche di colori stravaganti e visioni oniriche, dove parole e voci si fondono indissolubilmente.<\/em><\/p>\n<p><em>Noemi utilizza la fotografia anche per tentare di comprendere il mondo esterno. Come nel caso del progetto \u201cHomoSaurus\u201d, quando la giovane autrice riflette su una societ\u00e0 sommersa dalle fake news, nella quale sembrano emergere teorie complottiste inarrestabili. Concentrandosi sul tema dei rettiliani \u2013 persone ossessionate dall\u2019idea che dietro i poteri forti del mondo si celino esseri alieni, mostruosi rettili verdi, capaci di assumere le sembianze umane \u2013 veste i panni di un\u2019infiltrata, si mimetizza tra gli esponenti del movimento, restituendo cos\u00ec una visione completa e dettagliata del loro deliro collettivo. Interpreta fotograficamente una terra invasa da queste subdole creature e attraverso immagini caratterizzate da una sprezzante ironia, \u00e8 capace di cerarne una sagace caricatura, annullandone ogni appiglio alla realt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Infine, il recentissimo progetto a cui si \u00e8 dedicata compie una riflessione sul tema della morte e su come il mondo occidentale dialoga con essa. Con \u201cDeath Fest\u201d i colori e l\u2019immaginario kafkiano si impossessano di un piccolo cimitero della periferia di Catanzaro. Noemi sembra conoscere a fondo il pi\u00f9 libero e sereno rapporto con la perdita, tipico delle culture orientali e appare estremamente consapevole di come la morte sia necessariamente connessa alla vita. In queste immagini non si coglie nessun sentimento di paura, bens\u00ec un approccio sereno, delicato e rispettoso. Qui la fotografa trasforma un luogo, spesso portatore di grande dolore, in una discoteca dell\u2019assurdo, dove ogni elemento utilizzato, dai palloncini alla sfera stroboscopica, fino agli elementi plastici usati per oscurare i volti dei defunti, diventa un inno alla vita, celebrandola in ogni sua forma.<\/em><\/p>\n<p><em>Noemi Comi, con la fotografia, riesce a traslare sul piano universale una personale lettura del mondo, dimostrando un\u2019eccellente maturit\u00e0 artistica. Ogni suo progetto si afferma come specchio della societ\u00e0 ed ha il potere di scardinare le sicurezze dell\u2019osservatore, ammaliandolo con una ricerca visiva dirompente.<\/em><\/p>\n<p>ALESSIO FUSI<\/p>\n<p><strong>BIO<br \/>\n<em>Noemi Comi<\/em><\/strong><em> (1996) \u00e8 una fotografa concettuale e documentarista nata a Catanzaro (Italia). Ha studiato fotografia alla Laba (Libera Accademia di Belle Arti) di Firenze, dove si \u00e8 laureata con menzione d\u2019onore. Contemporaneamente ha seguito un corso di mentorship con Steve Bisson presso l\u2019Istituto Urbanautica.<\/em><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premio alla carriera &#8211; Giuseppe Mastromatteo L\u2019autore si muove all\u2019interno di un mondo, il nostro,\u00a0 dove tutto si ferma alla &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":10936,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-10934","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attivitacircoli"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10934","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10934"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10934\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10937,"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10934\/revisions\/10937"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10936"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}