{"id":6456,"date":"2018-03-16T12:20:40","date_gmt":"2018-03-16T10:20:40","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/marche\/?p=6456"},"modified":"2018-03-16T12:20:40","modified_gmt":"2018-03-16T10:20:40","slug":"premio-di-fotografia-arturo-ghergo-montefano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/marche\/premio-di-fotografia-arturo-ghergo-montefano-2\/","title":{"rendered":"Premio di fotografia Arturo Ghergo &#8211; Montefano"},"content":{"rendered":"<div>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0Premio\u00a0\u201cArturo Ghergo\u201d, dopo un primo approfondimento nel mondo della fashion photography con Ferdinando Scianna, ed apertosi alle esperienze della fotografia creativa assegnando, per l\u2019edizione 2016-2017, il\u00a0premio\u00a0a Maurizio Galimberti, vero capofila della scuola sperimentalista italiana, in questa terza edizione vedr\u00e0 premiato Piero Gemelli,\u00a0artista di fama internazionale\u00a0 conosciuto nel mondo per le sue immagini di moda, di ritratto e di still-life.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<p>Il\u00a0premio\u00a0al\u00a0giovane talento viene invece assegnato a due giovani promesse Matteo Natalucci e Federica Mazzieri.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Comune di Montefano\u00a0 e l&#8217;Associazione Effetto Ghergo\u00a0sono lieti \u00a0di invitarvi alla giornata di premiazione che si svolger\u00e0 sabato 24 marzo ore 17,00 presso il teatro La Rondinella secondo il\u00a0programma allegato.<\/p>\n<p><em>Il Premio \u201cArturo Ghergo\u201d<\/em><br \/>\n<em>La genesi del premio \u201cArturo Ghergo\u201d va ricercata nella prima met\u00e0 del XX secolo, quando<\/em><br \/>\n<em>il fotografo marchigiano lasciava Montefano e giungeva a Roma dove, ben presto,<\/em><br \/>\n<em>conobbe la seduzione del cinema, delle sue luci e delle sue finzioni. In pochi anni il suo<\/em><br \/>\n<em>sguardo si distinse per l\u2019ideale di bellezza e di eleganza che riusciva a comunicare sulla<\/em><br \/>\n<em>messa in scena o dietro le quinte di un film, dove i volti e le pose assumevano la<\/em><br \/>\n<em>raffinatezza del glamour. La visione che Arturo Ghergo fece propria riusc\u00ec a diffondersi<\/em><br \/>\n<em>come una leggenda, perch\u00e9 leggeva negli animi della gente e interpretava i gusti e la<\/em><br \/>\n<em>cultura di un\u2019epoca. Lo stile modernista e corposo dei suoi ritratti, unito alla sapienza del<\/em><br \/>\n<em>tratto pittorico di una fotografia ancora analogica e \u201cartigianale\u201d, esprimevano un\u2019estetica<\/em><br \/>\n<em>nuova che apparteneva ad una societ\u00e0 progredita e sofisticata, in cui la donna diveniva il<\/em><br \/>\n<em>simbolo di una cultura visiva tutta italiana.<\/em><br \/>\n<em>In questo senso, le fotografie di Arturo Ghergo hanno contribuito a modellare e a<\/em><br \/>\n<em>diffondere quel gusto e quello stile che ben presto avrebbero distinto la moda italiana nel<\/em><br \/>\n<em>mondo, a partire dai primi anni Trenta.<\/em><br \/>\n<em>Ed \u00e8 in onore di tale sapiente contributo che il Premio di fotografia \u201cArturo Ghergo\u201d si<\/em><br \/>\n<em>rivolge, da un lato, ai nuovi talenti dell\u2019arte fotografica (sezione \u201cfotografia emergente\u201d) e,<\/em><br \/>\n<em>dall\u2019altro, a noti e affermati artisti fotografi (sezione \u201criconoscimento alla carriera\u201d). Il<\/em><br \/>\n<em>settore di riferimento, dunque, \u00e8 quello della fotografia capace di esprime progettualit\u00e0 e<\/em><br \/>\n<em>consapevolezza, senza volutamente soffermarsi su specifici generi professionali. Ci\u00f2 che<\/em><br \/>\n<em>si intende premiare \u00e8 senza dubbio la capacit\u00e0 della fotografia e dei suoi migliori e pi\u00f9<\/em><br \/>\n<em>promettenti autori di fondere la societ\u00e0 contemporanea insieme ai valori etici ed estetici. Si<\/em><br \/>\n<em>vuole premiare, insomma, la capacit\u00e0 di vedere, di inventare e di innovare.<\/em><br \/>\n<em>Dopo un primo approfondimento nel mondo della fashion photography con Ferdinando<\/em><br \/>\n<em>Scianna, apertosi successivamente alle esperienze della fotografia creativa nell\u2019edizione<\/em><br \/>\n<em>2016-2017 con Maurizio Galimberti, vero capofila della scuola sperimentalista italiana,<\/em><br \/>\n<em>in questa terza edizione la commissione del Premio \u201cArturo Ghergo\u201d, composta da Denis<\/em><br \/>\n<em>Curti, critico fotografico e direttore de Il Fotografo, nonch\u00e9 direttore artistico del premio,<\/em><br \/>\n<em>Cristina Ghergo, fotografa professionista e Pasquale Pozzessere, regista, ha deciso di<\/em><br \/>\n<em>assegnare il premio alla carriera a Piero Gemelli, artista di fama internazionale conosciuto<\/em><br \/>\n<em>nel mondo per le sue immagini di moda, di ritratto e di still-life.<\/em><br \/>\n<em>Le motivazioni del premio alla carriera sono legate al mondo della creativit\u00e0: Gemelli,<\/em><br \/>\n<em>protagonista della fotografia editoriale e pubblicitaria da oltre trent\u2019anni, ha sempre<\/em><br \/>\n<em>prestato molta attenzione ai temi della sperimentazione e della ricerca, intrattenendo<\/em><br \/>\n<em>relazioni professionali con i pi\u00f9 importanti magazine internazionali e con i pi\u00f9 importanti<\/em><br \/>\n<em>marchi legati al tema della bellezza. Lo studio delle luci, la scelta di punti di vista<\/em><br \/>\n<em>innovativi, la capacit\u00e0 di mettere in scena corpi e volti di incredibile forza seduzione..<\/em><br \/>\n<em>Piero Gemelli; fotografo, architetto, scultore, direttore artistico e artista completo capace di<\/em><br \/>\n<em>passare da un progetto all\u2019altro con grande spontaneit\u00e0, nasce a Roma e nel 1983 si<\/em><br \/>\n<em>trasferisce a Milano, dove inizia a lavorare con le principali testate di moda, in particolare<\/em><br \/>\n<em>la collaborazione con il mensile Vogue e la sua peculiare cifra stilistica portano<\/em><br \/>\n<em>immediatamente il nome di Gemelli a brillare insieme a quello dei grandi maestri della<\/em><br \/>\n<em>fotografia di moda.<\/em><br \/>\n<em>\u00abIl dualismo, la contrapposizione di forze, gli opposti in contrasto sono il motore della<\/em><br \/>\n<em>creativit\u00e0, ma soprattutto del mio sentire sempre alla ricerca di quel punto di equilibrio tra<\/em><br \/>\n<em>desiderare e avere. Ne ho fatto la mia cifra creativa portando avanti una scelta che metto<\/em><br \/>\n<em>in continua discussione per verificarne la validit\u00e0, cercando di darle pi\u00f9 forza indagando le<\/em><br \/>\n<em>ragioni della sua corrispondente opposta. Vivo immerso nella tensione tra essere e<\/em><br \/>\n<em>divenire che cerco di fotografare, per far mio quell\u2019attimo esistito solo per me e in quel<\/em><\/p>\n<p><em>preciso momento, forse illusorio, di una realt\u00e0 immaginata e mai realmente esistita. Quel<\/em><br \/>\n<em>che resta fissato nella pellicola gi\u00e0 sensore \u00e8 un\u2019immagine che racconta solo parzialmente<\/em><br \/>\n<em>una visione, lasciando a chi guarda il compito di offrire la sua personale interpretazione,<\/em><br \/>\n<em>guardandola con gli occhi della propria emotivit\u00e0 e della sua memoria intima\u00bb, racconta<\/em><br \/>\n<em>Piero Gemelli.<\/em><br \/>\n<em>Le composizioni fotografiche di Gemelli, sobrie ed eleganti, sono l\u2019equilibrio esatto tra<\/em><br \/>\n<em>onirico e reale, dove i soggetti subiscono metamorfosi e trasformazioni, dove gli opposti si<\/em><br \/>\n<em>contrastano e contemporaneamente si completano.<\/em><br \/>\n<em>Dal punto di vista estetico e formale sono immagini perfette, essenziali, non unicamente<\/em><br \/>\n<em>icone pubblicitarie ma vere e proprie opere d\u2019arte che svelano facilmente la formazione di<\/em><br \/>\n<em>architetto e scultore di Piero Gemelli; egli stesso cos\u00ec racconta la propria carriera: \u00abHo<\/em><br \/>\n<em>sempre cercato un punto di equilibrio tra la libert\u00e0 creativa e i limiti racchiusi nelle richieste<\/em><br \/>\n<em>dei clienti. In questa continua ricerca tra la progettualit\u00e0 dell\u2019architetto e l\u2019anarchia emotiva<\/em><br \/>\n<em>del creativo, ho sempre trovato il modo di raccontarmi; per fortuna, senza avere mai avuto<\/em><br \/>\n<em>la sensazione di esserci riuscito fino in fondo, altrimenti il gioco sarebbe gi\u00e0 finito\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>In occasione del Premio Ghergo sono esposte 12 scatti originali che ripercorrono le tappe<\/em><br \/>\n<em>salienti della carriera fotografica di Piero Gemelli e che ci mostrano quanto il suo lavoro,<\/em><br \/>\n<em>pur completamente immerso nel mondo della moda e della pubblicit\u00e0, sia sempre rimasto<\/em><br \/>\n<em>estraneo a certe convenzioni grazie all\u2019innata eleganza del fotografo, al suo sguardo<\/em><br \/>\n<em>originale e fortemente immaginativo e alla sua ferma convinzione che la fotografia non sia<\/em><br \/>\n<em>unicamente strumento per immortalare e apparire ma soprattutto per raccontare e<\/em><br \/>\n<em>dialogare, con i soggetti ritratti e con il pubblico.<\/em><\/p>\n<p><em>Denis Curti<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Piero-Gemelli-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6465\" alt=\"Piero Gemelli 1\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Piero-Gemelli-1.jpg\" width=\"700\" height=\"849\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Piero-Gemelli-1.jpg 700w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Piero-Gemelli-1-247x300.jpg 247w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La giuria del Premio Ghergo ha deliberato di assegnare Ex aequo il premio GIOVANE TALENTO a<\/em><br \/>\n<em>Federica Mazzieri e a Matteo Natalucci.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Queste le motivazioni:<\/em><br \/>\n<em>Federica Mazzieri per il progetto fotografico La Rivi\u00e8re de l\u2019Oph\u00e9lia:<\/em><br \/>\n<em>Per aver saputo costruire con grande senso estetico un omaggio sincero ai versi di Amleto e al celebre quadro del pittore<\/em><br \/>\n<em>prerafaellita Everett Millais \u201cOphelia\u201d del 1852. La serie di immagini proposte dalla giovane fotografica marchigiana si distingue<\/em><br \/>\n<em>per originalit\u00e0 e continuit\u00e0 stilistica, per il sapiente impiego della luce e della messa in scena e per la coerenza narrativa dell\u2019intera<\/em><br \/>\n<em>sequenza.<\/em><br \/>\n<em>Matteo Natalucci per il reportage Rainbowland.<\/em><br \/>\n<em>per aver saputo sviluppare un racconto fotografico di forte impatto emotivo e per aver privilegiato un linguaggio diretto e senza<\/em><br \/>\n<em>mediazioni. Per aver messo in evidenza alcuni aspetti contradditori legati al territorio marchigiano, senza mai rinunciare a una<\/em><br \/>\n<em>visione sottile, garbata ed elegante. Per l\u2019originalit\u00e0 del punto di vista e per aver risolto il racconto, superando pregiudizi e luoghi<\/em><br \/>\n<em>comuni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Federica Mazzieri<\/em><br \/>\n<em>Sono nata a Treia nel 1994. L\u2019arte della fotografia mi ha appassionato fin dai primi ricordi d\u2019infanzia, quando chiesi a mio padre,<\/em><br \/>\n<em>affascinata dalla sua Olympus OM-1, di insegnarmi a scattare \u201cfotografie belle come le sue\u201d. Nacque tutto in quei momenti: la<\/em><br \/>\n<em>prima volta che guardai nel mirino, che sentii il suono meccanico dell\u2019otturatore e che riavvolsi il mio primo rullino. Iniziando<\/em><br \/>\n<em>quindi per semplice curiosit\u00e0, mi innamorai subito di quella che sarebbe diventata poi in futuro pi\u00f9 di un semplice passione.<\/em><br \/>\n<em>Diplomata in Arti visive e pittoriche all\u2019Istituto d\u2019Arte di Macerata nel 2013, ho proseguito gli studi presso l\u2019Accademia di Belle<\/em><br \/>\n<em>Arti, seguendo il corso di \u201cTeoria e Tecniche della Comunicazione Visiva e Multimediale\u201d, specializzandomi quindi sempre di pi\u00f9<\/em><br \/>\n<em>nel campo della fotografia analogica e digitale.<\/em><br \/>\n<em>Contemporaneamente agli studi, ho portato avanti la mia passione collezionando esperienze e soddisfazioni nella fotografia di<\/em><br \/>\n<em>reportage e di ritratto, esponendo i miei scatti in varie mostre e partecipando a diversi concorsi.<\/em><br \/>\n<em>Nel 2015 sono riuscita ad inserirmi nello staff di Bokeh Studio Tolentino come collaboratrice per la fotografia e multimedia,<\/em><br \/>\n<em>affiancando alla mia solida ricerca nella fotografia artistica lo studio approfondito del reportage e della post-produzione.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><\/em><em>Nel 2017\u00a0<\/em><em>ho terminato gli studi Accademici laureandomi con il massimo dei voti in Fotografia, presentando la mia tesi \u201cL\u2019anima nella\u00a0<\/em><em>Fotografia\u201d e la relativa mostra personale \u201c\u00c0nemos\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><\/em><em>La mia \u00e8 una ricerca costante: quella della luce, del colore, ma soprattutto dell\u2019attimo; amo infatti scattare quasi di nascosto,\u00a0<\/em><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em>quando i soggetti non sanno di essere ripresi. Adoro catturare frammenti di vita, volti, anime e sentimenti, \u201ccongelando\u201d nelle mie\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em>fotografie ogni singolo momento di realt\u00e0 che mi colpisce..\u00a0\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Federica-Mazzieri-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6466\" alt=\"Federica Mazzieri 1\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Federica-Mazzieri-1-682x1024.jpg\" width=\"682\" height=\"1024\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em>Matteo Natalucci\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em>nasce ad Osimo nel 1993.<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em>Inizia ad amare la fotografia da piccolo come \u201cportaborse\u201d di mio padre, anche lui appassionato di fotografia.<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em>Principalmente interessato dalla fotografia di paesaggio come naturale risposta ad un suo bisogno di stretto contatto con la natura.<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"> <em>Dopo aver vissuto un anno a Londra nel 2013, questa passione \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 una necessit\u00e0 da soddisfare. Decide, cosi, di\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em>intraprendere la strada della fotografia e si iscrive al master triennale di fotografia alla Scuola Romana di Fotografia e nel\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em>frattempo approfondisce post-produzione presso lo studio Interno Grigio.<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"> <em>Nel 2016 riceve la menzione d\u2019onore nella categoria Landscape al concorso internazionale IPA.<\/em><br \/>\n<em>Dal 2017 collabora come assistente per Andrea Jemolo e come stagista per lo studio Paolo Pellegrin a Roma.<\/em><br \/>\n<em>Nel 2018 apre uno studio fotografico chiamato KabaPhotoStudio ed\u00e8 impegnatoin un progetto di reportage a quattro mani intitolato\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em>\u201cBlue\u201d.<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Matteo-Natalucci-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6464\" alt=\"Matteo Natalucci 1\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Matteo-Natalucci-1-685x1024.jpg\" width=\"685\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Matteo-Natalucci-1-685x1024.jpg 685w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Matteo-Natalucci-1-201x300.jpg 201w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/Matteo-Natalucci-1.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 685px) 100vw, 685px\" \/><\/a><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/image004.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6460\" alt=\"image004\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/image004.jpg\" width=\"680\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/image004.jpg 680w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/image004-300x210.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">m\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/vvvvvvvvvvv.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6459\" alt=\"Eventi collaterali bianca cs3\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/vvvvvvvvvvv.jpg\" width=\"680\" height=\"481\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/vvvvvvvvvvv.jpg 680w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/vvvvvvvvvvv-300x212.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">n<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/gggggggggggg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6458\" alt=\"Eventi collaterali volta cs3 grigio\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/gggggggggggg.jpg\" width=\"700\" height=\"495\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/gggggggggggg.jpg 700w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/gggggggggggg-300x212.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">v<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/kkkkkkkkkkkkkkkk.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6457\" alt=\"man_70x100.ai mod\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/kkkkkkkkkkkkkkkk.jpg\" width=\"700\" height=\"999\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/kkkkkkkkkkkkkkkk.jpg 700w, https:\/\/fiaf.net\/marche\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/03\/kkkkkkkkkkkkkkkk-210x300.jpg 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0Premio\u00a0\u201cArturo Ghergo\u201d, dopo un 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