{"id":223,"date":"2015-05-28T00:38:06","date_gmt":"2015-05-27T22:38:06","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/molise\/?p=223"},"modified":"2015-05-28T00:38:06","modified_gmt":"2015-05-27T22:38:06","slug":"workshop-lidea-dietro-la-fotografia-di-francesco-cito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/workshop-lidea-dietro-la-fotografia-di-francesco-cito\/","title":{"rendered":"workshop &quot;l&#039;idea dietro la fotografia&quot; di Francesco Cito"},"content":{"rendered":"<p>Centro per la fotografia Vivian Maier, nei giorni 5, 6 e 7 giugno, vi invita a partecipare al workshop tenuto dal maestro delle fotografia Francesco Cito, dal titolo &#8220;l&#8217;idea dietro la fotografia&#8221;.<br \/>\nPer partecipare \u00e8 necessario prentotarsi tramite email:<br \/>\ncfcvivianmaier@gmail.com<br \/>\nProgramma:<br \/>\nPrimo giorno &#8211; intera giornata in aula con il Fotografo.<br \/>\nSecondo giorno &#8211; mezza giornata, uscita fotografica con il Fotografo.<br \/>\nTerzo giorno &#8211; serata di confronto e visione delle fotografie scattate nei giorni di festa.<br \/>\nIl workshop ha un costo di 150 \u20ac + il prezzo della tessera associativa (10 \u20ac)<br \/>\ninfo: https:\/\/www.facebook.com\/events\/460107634160205\/<br \/>\n<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2015\/05\/workshop-cito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-224\" alt=\"workshop cito\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2015\/05\/workshop-cito-212x300.jpg\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2015\/05\/workshop-cito-212x300.jpg 212w, https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2015\/05\/workshop-cito.jpg 679w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><br \/>\n&#8220;Eureka aveva esclamato Archimede quando trov\u00f2 la soluzione al suo pensiero. Quando ammiriamo un capolavoro di Michelangelo, difficilmente immaginiamo tutto lo studio, schizzi e disegni eseguiti prima che i pennelli abbiano tracciato le forme sulle pareti. Nel nostro tempo super-tecnologico, abbiamo smesso di pensare, affidandoci al mezzo usato e alla buona sorte, ritornando al vecchio concetto caro a certi direttori di giornali, in cui era la photocamera a fare buone foto.<br \/>\nAhim\u00e8, purtroppo cos\u00ec non \u00e8, se prima non viene impresso nella stessa, la nostra idea. Il pensiero che vogliamo esprimere implica una enorme responsabilit\u00e0, con la fotografia pronunciamo giudizi, anche se era idea comune, dei tanti che gestivano la conduzione dei settimanali italiani, privi per la maggior parte di essi, di una figura nella persona del &#8220;Photo editor&#8221;, presenti solo nelle radiazioni della stampa anglosassone, o di paesi pi\u00f9 evoluti nel mondo dell&#8217;informazione.<br \/>\nLe foto a differenza di quello che la maggior parte della gente crede, non nascono per casualit\u00e0, ne tanto meno grazie alla super photocamera ultimo modello. Una buona foto nasce nella testa, anche quando \u00e8 del tutto casuale e improvvisa, come durante un reportage, dove non sempre si \u00e8 consapevoli di cosa pu\u00f2 apparire svoltando l&#8217;angolo. Per\u00f2 \u00e8 altres\u00ec vero, che un reportage, una storia fotografica da raccontare, va preparata e quindi quasi mai una fotografia nasce per caso. La nostra preparazione mentale ci mette nella condizione di vedere ci\u00f2 che ci appare davanti, ancor prima che gli occhi ne registrano la visione. Qualcuno potrebbe definirlo istinto, ma senza l&#8217;idea dietro il concetto non avrebbe sviluppo.<br \/>\nFacile?&#8221;<br \/>\nFrancesco Cito<br \/>\nBiografia:<br \/>\nFrancesco Cito, \u00e8 nato a Napoli il 5 maggio 1949. Interrotti gli studi si trasferisce<br \/>\na Londra nel 1972 per dedicarsi alla fotografia. Per sopravvivere nella capitale<br \/>\nbritannica degli anni 70, si adatta ai pi\u00f9 svariati mestieri, dal lavapiatti in un<br \/>\nristorante in King&#8217;s Road, al facchino dei Magazzini Harrod&#8217;s.<br \/>\nL&#8217; inizio in campo fotografico 1975, avviene con l&#8217; assunzione da parte di un<br \/>\nsettimanale di musica pop-rock (Radio Guide mag.), e per esso gira l&#8217; Inghilterra,<br \/>\nfotografando concerti e personaggi della musica leggera. In seguito, divenuto<br \/>\nfotografo free-lance, inizia a collaborare con The Sunday Times mag., che gli<br \/>\ndedica la prima copertina per il reportage &#8220;La Mattanza&#8221;. Successivamente<br \/>\ncollabora anche con L&#8217;Observer mag.<br \/>\nNel 1980, \u00e8 uno dei primi fotoreporter a raggiungere clandestinamente<br \/>\nl&#8217;Afghanistan occupato con l&#8217;invasione dell&#8217;Armata Rossa, e al seguito di vari<br \/>\ngruppi di guerriglieri che combattevano i sovietici, percorre 1200 KM a piedi. Sue le<br \/>\nfoto dei primi soldati della Stella Rossa caduti in imboscate.<br \/>\nNel 1982 &#8211; 83, realizza a Napoli un reportage sulla camorra, pubblicato dalle<br \/>\nmaggiori testate giornalistiche, nazionali ed estere. Sempre a Napoli nel 1978 on<br \/>\nassignment per The Sunday Times mag. aveva realizzato, un reportage sul<br \/>\ncontrabbando di sigarette dallo interno dell&#8217;organizzazione contrabbandiera.<br \/>\nNel 1983 \u00e8 inviato sul fronte Libanese da Epoca, e segue il conflitto in atto fra le<br \/>\nfazioni palestinesi; i pro siriani del leader Abu Mussa, e Yasser Arafat e i suoi<br \/>\nsostenitori. E&#8217; l&#8217;unico foto-giornalista a documentare la caduta di Beddawi (campo<br \/>\nprofughi), ultima roccaforte di Arafat in Libano. Seguir\u00e0 le vari fasi della guerra<br \/>\ncivile libanese, fino al 1989.<br \/>\nNel 1984 si dedica alle condizioni del popolo palestinese all&#8217;interno dei territori<br \/>\noccupati della West Bank (Cisgiordania) e la Striscia di Gaza. Seguir\u00e0 tutte le fasi<br \/>\ndella prima &#8220;Intifada&#8221; 1987 &#8211; 1993 e la seconda 2000 &#8211; 2005. Resta ferito tre volte<br \/>\ndurante gli scontri. Nel 1994 realizza per il tedesco Stern mag. un reportage sui<br \/>\ncoloni israeliani oltranzisti. Nell&#8217;aprile 2002, \u00e8 tra i pochi ad entrare nel campo<br \/>\nprofughi di Jenin, sotto coprifuoco durante l&#8217;assedio israeliano,alle citt\u00e0 palestinesi.<br \/>\nNel 1989 \u00e8 inviato in Afghanistan dal Venerd\u00ec di Repubblica e ancora<br \/>\nclandestinamente a seguito dei &#8220;Mujahiddin&#8221; per raccontare la ritirata sovietica.<br \/>\nTorner\u00e0 in quelle aree di nuovo nel 1998 inviato dal settimanale Panorama, con<br \/>\nl&#8217;intento di incontrare Osama Bin Laden. Intento non andato a buon fine a causa<br \/>\nl&#8217;inizio dei bombardamenti americani.<br \/>\nNel 1990, \u00e8 in Arabia Saudita nella prima &#8220;Gulf War&#8221; con il primo contingente di<br \/>\nMarines americani dopo l&#8217;invasione irachena del Kuwait. Seguir\u00e0 tutto il processo<br \/>\ndell&#8217;operazione &#8220;Desert Storm&#8221; e la liberazione del Kuwait 27 &#8211; 28 febbraio 1991.<br \/>\nNei suoi viaggi attraverso il Medio Oriente, in pi\u00f9 occasioni ha focalizzato il suo<br \/>\ninteresse a raccontare i vari aspetti dell&#8217;Islam dal Pakistan al Marocco,<br \/>\nNegli anni 90 segue le varie fasi dei conflitti balcanici.<br \/>\nNel 2000 realizza un reportage sul &#8221; Codice Kanun &#8220;, l&#8217;antica legge della vendetta<br \/>\ndi origini medievali nella societ\u00e0 albanese<br \/>\nIn Italia si occupa spesso di casi di mafia, ma anche di eventi come il Palio di Siena<br \/>\nche gli varr\u00e0 il primo premio al World Press Photo 1996 ed altri rilevanti aspetti<br \/>\ndella societ\u00e0 contemporanea.<br \/>\nDal 1997 l&#8217; obiettivo \u00e8 anche puntato sulla Sardegna fuori dagli itinerari turistici, tra<br \/>\nil sociale e le tradizioni, lavoro gi\u00e0 in parte racchiuso in in foto-libro.<br \/>\nNel 2007 \u00e8 invitato dal Governatorato di Sakhalin (Russia), l&#8217;isola ex colonia<br \/>\npenale raccontata da Checov, per un lavoro fotografico, sul territorio, illustrando la<br \/>\nvita e le attivit\u00e0 produttive, a seguito della scoperta di ingenti giacimenti petroliferi.<br \/>\nLavoro divenuto una mostra e un foto libro editato in Russia.<br \/>\nPremi e riconoscimenti:<br \/>\n1995 il World Press Photo gli conferisce il terzo premio Day in the Life per il<br \/>\n&#8220;Neapolitan Wedding story &#8221;<br \/>\n1996 il World Press Photo gli conferisce il primo premio per il Palio di Siena.<br \/>\n1997 l&#8217;Istituto Abruzzese per la storia d&#8217;Italia contemporanea, gli conferisce il<br \/>\npremio &#8220;Citt\u00e0 di Atri&#8221; per l&#8217;impegno del suo lavoro sulla Palestina.<br \/>\n2001 il Leica Oskar Barnak Award lo segnala con una Menzione d&#8217;Onore per il<br \/>\nreportage &#8220;Sardegna&#8221;<br \/>\n2004 riceve il premio Citt\u00e0 di Trieste per il Reportage. I\u00b0 edizione<br \/>\n2005 riceve il premio: La fibula d&#8217;oro, a Castelnuovo Garfagnana (LU)<br \/>\n2005 riceve il premio &#8221; Werner Bischof &#8221; Il flauto d&#8217;argento ad Avellino<br \/>\n2006, l&#8217;associazioni FIAF lo insigna del titolo &#8220;Maestro della fotografia italiana.<br \/>\n2006 vince il premio Bariphotocamera<br \/>\n2007 riceve il premio Benevento<br \/>\n2009 vince il premio San Pietroburgo (Russia)<br \/>\n2009 insignito del premio Antonio Russo per il reportage di guerra, (Pescara)<br \/>\n2013 Vince il primo premio Canon &#8211; Mondadori<br \/>\nHa collaborato e pubblicato sulle maggiori riviste nazionali e straniere:<br \/>\nBunte, Epoca; l&#8217;Europeo; Figaro mag; Frankfurter Allgemeine mag; Illustrazione<br \/>\nItaliana; Il Venerd\u00ec di Repubblica; The Indipendent; Io Donna; Il Sole 24 Ore mag;<br \/>\nL&#8217;Express; Life; The Observer mag; Panorama; Paris Match; Sette-Corriere della<br \/>\nSera; Smithsonian mag; Stern; Sunday Times; Traveler; Zeit mag.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Centro per la fotografia Vivian Maier, nei giorni 5, 6 e 7 giugno, vi invita a partecipare al workshop tenuto &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":224,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[51,69,127,158],"class_list":["post-223","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-formazione","tag-campobasso","tag-centro-per-la-fotografia-vivian-maier","tag-francesco-cito","tag-lidea-dietro-la-fotografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/media\/224"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/molise\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}