{"id":11268,"date":"2024-05-06T16:05:57","date_gmt":"2024-05-06T14:05:57","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/?post_type=convenzioni&#038;p=11268"},"modified":"2024-05-06T17:16:29","modified_gmt":"2024-05-06T15:16:29","slug":"helmut-newton-venezia-le-stanze-della-fotografia","status":"publish","type":"convenzioni","link":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/convenzioni\/helmut-newton-venezia-le-stanze-della-fotografia\/","title":{"rendered":"Newton e Mimran &#8211; Venezia, Le stanze della Fotografia"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11269\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/newton-le-stanze-della-fot.jpg\" alt=\"\" width=\"847\" height=\"1231\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/newton-le-stanze-della-fot.jpg 847w, https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/newton-le-stanze-della-fot-206x300.jpg 206w, https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/newton-le-stanze-della-fot-705x1024.jpg 705w, https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/newton-le-stanze-della-fot-768x1116.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 847px) 100vw, 847px\" \/><\/p>\n<p>INGRESSO RIDOTTO TESS FIAF \u20ac 12<\/p>\n<p><strong>Helmut Newton. Legacy<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">28.03 &#8211; 24.11.2024<\/span><\/p>\n<p><strong>Le Stanze della Fotografia<\/strong><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Helmut Newton. Legacy<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> \u00e8 la pi\u00f9 completa esposizione di uno dei fotografi pi\u00f9 amati e discussi di tutti i tempi. Con pi\u00f9 di 250 fotografie, polaroid e documenti d\u2019archivio la mostra ripercorre attraverso i decenni l\u2019immensa eredit\u00e0 lasciata da Newton, artista che ha sempre saputo vivere all\u2019altezza della sua cattiva reputazione. Sull\u2019isola di San Giorgio Maggiore, affacciata sullo splendido bacino di San Marco, gli scatti sospesi tra acqua e cielo enfatizzano ancora di pi\u00f9 lo stile elegante e audace del fotografo. Tra immagini iconiche, un corpus di inediti che svela gli aspetti meno noti dell\u2019opera del fotografo e gli approfondimenti specifici sui servizi di moda pi\u00f9 anticonvenzionali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Helmut Newton. Legacy<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\"> is the most complete exhibition of one of the most loved and discussed photographers of all time. With more than 250 photographs, polaroids and archive documents, the exhibition retraces through the decades the immense legacy left by Newton, an artist who always knew how to live up to his bad reputation. On the island of San Giorgio Maggiore, overlooking the splendid San Marco basin, the photographs suspended between water and sky further emphasize the elegant and bold style of the photographer. Among iconic images, a corpus of unpublished works that reveal the lesser-known aspects of the photographer&#8217;s work and specific insights into the most unconventional fashion shoots.<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>INFO<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Orari di apertura \/ Opening hours<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Open everyday from 11am to 7pm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Chiuso il mercoledi\u0300 \/ Closed on Wednesdays<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Info e prenotazioni \/ Info and bookings\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lestanzedellafotografia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400\">www.lestanzedellafotografia.it<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Call center<\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\"> T. 02 91446111<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">preno.marsilioarte@vivaticket.com\u00a0<\/span><\/p>\n<p>___________________________________________________<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11272\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/mimran-venezia.jpg\" alt=\"\" width=\"870\" height=\"1259\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/mimran-venezia.jpg 870w, https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/mimran-venezia-207x300.jpg 207w, https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/mimran-venezia-708x1024.jpg 708w, https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/04\/mimran-venezia-768x1111.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><\/p>\n<p><strong>OUT OF FOCUS<\/strong><br \/>\nProgetto espositivo di Patrick Mimran<\/p>\n<p>Il progetto espositivo della mostra di Patrick Mimran \u00abOut of Focus\u00bb, in programma fino all\u201911<br \/>\nagosto a Le Stanze della Fotografia,si propone di presentare gli ultimi dieci anni di ricerca dell\u2019artista,<br \/>\nattraverso una serie di opere inedite mai esposte in Italia.<\/p>\n<p>Nelle sale al primo piano, Mimran presenta 33 fotografie in bianco e nero di grandi dimensioni, la<br \/>\nmaggior parte di esse associate a tre fotografie pi\u00f9 piccole, a colori.<\/p>\n<p>\u00abHo riflettuto molto sul mezzo fotografico durante il mio percorso e, ancor di pi\u00f9, durante la<br \/>\nrealizzazione di questa serie\u00bb spiega Patrick Mimran \u00abLa fotografia \u00e8 un mezzo artistico pieno di<br \/>\ncontraddizioni. Da un lato, sembra essere il pi\u00f9 adatto a rappresentare la realt\u00e0 nel modo pi\u00f9 oggettivo<br \/>\npossibile e, dall\u2019altro, coloro che la utilizzano hanno tutti un\u2019interpretazione diversa di ci\u00f2 che \u00e8 la<br \/>\ncosiddetta realt\u00e0 oggettiva. Tutte queste interpretazioni si oppongono e divergono le une dalle<br \/>\naltre. Alcuni ritengono che il bianco e nero sia la forma di rappresentazione visiva pi\u00f9 artistica e<br \/>\nmaggiormente adatta a trasmettere l\u2019oggettivit\u00e0 di una scena o di un soggetto, mentre altri difendono<br \/>\nstrenuamente la fotografia a colori. Lo stesso tipo di controversia esiste tra la fotografia digitale e<br \/>\nquella analogica. Per quanto mi riguarda, la realt\u00e0 oggettiva non mi interessa. Non mi piace<br \/>\nvedere le cose come sono, ma come le immagino o come vorrei che fossero\u00bb.<\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 chiedere perch\u00e9 Mimran usi lo strumento fotografico in modo opposto a quello per cui \u00e8<br \/>\nstato progettato. In altre parole, invece di rappresentare la realt\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8, con grande precisione e<br \/>\nmaggiore realismo unito all\u2019alta risoluzione,scegliere il contrario. \u00c8 una decisione guidata da un\u2019idea,<br \/>\ndal desiderio di originalit\u00e0 e novit\u00e0 o una scelta estetica? Nessuno di questi aspetti ha guidato la sua<br \/>\nscelta. In realt\u00e0, Mimran ha scoperto che per lui il modo migliore per catturare un soggetto, sia<br \/>\nesso un essere vivente o un oggetto inanimato, non \u00e8 quello di rappresentarlo il pi\u00f9 fedelmente<br \/>\npossibile, ma di allontanarsi al contrario il pi\u00f9 possibile da esso, fino all\u2019astrazione.<\/p>\n<p>L\u2019artista ha lavorato principalmente sulla mancanza di nitidezza, non solo dei contorni, ma<br \/>\ndell\u2019intera immagine con l\u2019obiettivo primario non di essere indeciso sulla definizione del soggetto<br \/>\nma, al contrario, di farne emergere la realt\u00e0 completa nel suo insieme attraverso uno sguardo che<br \/>\nall\u2019inizio sembra astratto, ma che diventa sempre pi\u00f9 realistico man mano che lo si osserva e che<br \/>\ncontrasta con la nitidezza delle immagini a colori che, con il loro formato pi\u00f9 piccolo, accompagnano<br \/>\ne definiscono le grandi fotografie.<\/p>\n<p>\u00abHo scattato queste fotografie non catturando 1\/125 di secondo della vita dei miei soggetti, ma bens\u00ec<br \/>\nuno o pi\u00f9 secondi che, cumulati in una stessa immagine, trasmettono la mia visione di ci\u00f2 che penso<br \/>\nessere la quintessenza del soggetto che fotografo&#8230; Una rappresentazione senza una forma definitiva<br \/>\nche sia soltanto una visione furtiva di un momento del soggetto che esiste in questa forma solo in<br \/>\nquel preciso momento e che non esisteva un millesimo di secondo prima e che non esister\u00e0 pi\u00f9 un<br \/>\nmillesimo di secondo dopo. Un po\u2019 come fare il calco di un ectoplasma in movimento. \u00c8 in questa<br \/>\ncumulazione di attimi che l\u2019anima dei miei soggetti si rivela pienamente\u00bb.<\/p>\n<p>In Out of focus la maggior parte delle immagini riprodotte in grande formato \u00e8 in bianco e nero ed \u00e8<br \/>\naccompagnata da tre fotografie pi\u00f9 piccole a colori nelle quali il soggetto dell\u2019immagine grande viene<br \/>\nriprodotto in un contesto altro e integrato, a sua volta, in un\u2019altra fotografia. Un po\u2019 come un taccuino<br \/>\nvisivo che illustra i momenti e i luoghi in cui le grandi fotografie sono state create.<\/p>\n<p>____________________________________________________<\/p>\n<p><strong>LEGGERMENTE FUORI FUOCO<\/strong><br \/>\nTesto di Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia<\/p>\n<p>Osservare le immagini di Patrick Mimran significa rinunciare al privilegio<br \/>\ndella dell\u2019ovvio e del conosciuto. Misteriose e oniriche, le sue fotografie si<br \/>\nintrecciano con la realt\u00e0 con una intensit\u00e0 che invita a riflettere sulle nostre<br \/>\nrelazioni con il tempo e con lo spazio. Per entrare in dialogo con queste opere serve<br \/>\nuna rinnovata energia ed \u00e8 necessario accettare la condizione della sospensione<br \/>\ndell\u2019incredulit\u00e0, tanto cara a Samuel T. Coleridge. Dentro quei bianchi e neri morbidi c\u2019\u00e8<br \/>\ntutto lo spazio per insinuare il dubbio della bellezza e cogliere la potenza della finzione. \u00c8 il<br \/>\nfascino della messa in scena. Dentro i colori acidi delle stampe pi\u00f9 piccole, pensate<br \/>\ncome specchi infedeli della realt\u00e0, c\u2019\u00e8 invece l\u2019occasione di pensare alla<br \/>\nfotografia come a un passaggio segreto per raggiungere una realt\u00e0 altra. Del<br \/>\nresto, lo stesso Mimran afferma di non voler sottostare ad alcun ordine realista. Non ci sono<br \/>\n\u201cmomenti decisivi\u201d in queste fotografie. C\u2019\u00e8 un tempo dilatato ed espanso. C\u2019\u00e8 un centro<br \/>\nvibrante cos\u00ec potente e morbido e commovente che fa s\u00ec che gli occhi di chi guarda si possano<br \/>\nperdere e, finalmente, riposare.<\/p>\n<p>L\u2019ispirazione \u00e8 verso il cinema noir e il progetto Out of focus di Patrick Mimran<br \/>\ngravita attorno a un dualismo di carattere mitologico per cui la donna e l\u2019uomo<br \/>\nrappresentano, a tutti gli effetti, le due facce di un solo organismo. Mimran,<br \/>\nattraverso la poetica della manipolazione tecnologica, desidera sanare quella scissione del<br \/>\nlegame anatomico che Platone, nel suo Simposio, riconduce alla spietatezza di Zeus. Qui, il<br \/>\ntentativo di colmare una mancanza, in particolare quella della propria completezza, si unisce<br \/>\nal desiderio di rinascita. In altre parole, Mimran crea, o meglio, ri-crea lo spazio vuoto che<br \/>\nsi forma nel passaggio tra immaginazione e realizzazione. Non solo, Mimran opera in un<br \/>\npresente fotografico talmente intenso che il concetto di futuro e quello di memoria si<br \/>\nperdono l\u2019uno nell\u2019altra.<\/p>\n<p>All\u2019atto pratico decide di offrire all\u2019osservatore un\u2019immagine capace di rappresentare la<br \/>\nversione pi\u00f9 lontana possibile dal vero aspetto estetico del soggetto che ritrae. I personaggi<br \/>\ndi queste riprese vengono distorti, ne viene cancellato ogni riferimento concreto, per<br \/>\ntrasformarsi in una visione sognante, figlia dell\u2019astrattismo e del surrealismo.<\/p>\n<p>Ci troviamo nella dimensione dell\u2019inconscio, in un perpetuo fluire iconografico<br \/>\ndi figure indefinibili, che sfidano l\u2019occhio del pubblico a rintracciare la<br \/>\ngeometria originaria. Si direbbe un\u2019opera costruita unicamente per lasciare<br \/>\nspazio all\u2019ambiguit\u00e0, perch\u00e9 la fotografia, contrariamente alla sua<br \/>\ncompostezza strumentale, \u00e8 pura menzogna. Ecco allora che Mimran raccoglie i<br \/>\nfrutti di quella illusione di verit\u00e0 e prende per mano una dimensione fiabesca e la fa propria.<br \/>\nSu questo limite incontrollabile viene restituita all\u2019osservatore la sovranit\u00e0 di interpretare<br \/>\nliberamente questa rielaborazione della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Dal punto di vista operativo Mimran si muove come uno sciamano<br \/>\ncontemporaneo, perch\u00e9 va oltre la materia per cercare l\u2019essenza. Parte da un<br \/>\nfermo immagine filmico, prescelto da una personalissima lente di ingrandimento, e lascia<br \/>\nche il tempo si depositi sul risultato finale. Attraverso tagli asimmetrici, perdite di nitidezza<br \/>\ne capovolgimenti semiotici, riconsegna al soggetto originario una rinnovata verginit\u00e0 visiva,<br \/>\ncapace di dare forma a una nuova scrittura, basata sul sentimento dell\u2019armonia. \u00c8 un flusso<br \/>\ncontinuo di gestualit\u00e0 spezzate, scardinate dal contesto originario, che travalicano il<br \/>\nconcetto stesso di \u201cmessa in scena\u201d.<\/p>\n<p>In Mimran la negazione della testimonianza accompagna l\u2019occhio in superficie,<br \/>\nlo attira in un gioco di desideri destinati a rimanere eterei, perch\u00e9 quella tra<br \/>\nl\u2019osservatore e queste immagini \u00e8 una interazione accennata e mai completamente finita. \u00c8<br \/>\nil brivido della sospensione, generato dalla sensazione che qualcosa stia per accadere. Anche<br \/>\nHiroshi Sugimoto con i suoi Seascapes (1980-1990) o i suoi scorci panoramici, contenuti<br \/>\nnella serie Architecture (1990-2000), sceglie di narrare una storia attraverso una forma<\/p>\n<p>indefinita. Fa prendere alla realt\u00e0 un altro corso, la instrada verso una riscrittura totale dei<br \/>\nconsueti codici percettivi. Allo stesso modo le immagini di Mimran sono pregne di elementi<br \/>\ndestrutturati, molto distanti dal momento autentico dello scatto: chi le osserva \u00e8 invitato a<br \/>\ntrovarne una collocazione ultima.<\/p>\n<p>A corredo di un percorso travolgente, fondato sull\u2019architetture monocromatica<br \/>\ndi opere di grandi dimensioni, troviamo delle immagini di piccolo formato che<br \/>\nsintetizzano dal carattere installativo. L\u2019autore immette l\u2019oggetto-foto in contesti<br \/>\ninusuali, per esempio nei micro-ambienti di un bagno casalingo o nei ripiani claustrofobici<br \/>\ndi un frigorifero. Questo contrasto attua un superamento del pregiudizio narrativo,<br \/>\ngeneralmente collegato alla trasmissione di contenuti affini e coerenti al racconto. Nel<br \/>\ncomplesso questi allestimenti integrativi seguono un andamento parallelo al suo stato<br \/>\nemotivo. Esattamente come la citt\u00e0 di New York per Saul Leiter, a cavallo tra gli anni<br \/>\nQuaranta e gli anni Cinquanta, anche per Mimran l\u2019incursione del colore in un<br \/>\ncontesto asettico, tanto pi\u00f9 dominato dal bianco e nero, sintetizza un bisogno<br \/>\ndi intimit\u00e0. \u00c8 lo specchio del suo vissuto, sintesi diretta di una intenzionalit\u00e0 costruita sullo<br \/>\nsguardo pittorico.<\/p>\n<p>Le visioni di Mimran, in ultima analisi, si concentrano sull\u2019essenza della<br \/>\ncondizione umana, che \u00e8 la somma di armonia e caos allo stesso tempo.<br \/>\nCatalogano sguardi, increspature corporee, mescolanze di gesti ed effusioni per disegnare<br \/>\ncon la luce le complessit\u00e0 dell\u2019anima. Sono immagini che chiedono a gran voce di<br \/>\nessere guardare, capite, respirate e adottate, in quanto tracce del nostro<br \/>\npassaggio. Non c\u2019\u00e8 inizio e c\u2019\u00e8 fine, cos\u00ec come cos\u00ec come nelle inafferrabili narrazioni visive<br \/>\ndi Duane Michals, maestro indiscusso di quell\u2019approccio di profonda e istintiva leggerezza.<br \/>\nQui regna l\u2019istinto pi\u00f9 che la ragione.<\/p>\n<p>Quelle di Patrick Mimran sono fotografie mosse dal suo bisogno viscerale di<br \/>\ncostruire un tributo a ci\u00f2 che ci avvolge e sconvolge. A ci\u00f2 che ci culla e ci affoga.<\/p>\n<p>Sono immagini che offrono la possibilit\u00e0 di rinunciare vincolo documentario. \u00c8 cos\u00ec che i<br \/>\nsuoi soggetti finiscono per cesellare la nostra mente: un frame dietro l\u2019altro, scena<br \/>\ndopo scena, lasciano i segni di un susseguirsi di dediche e di sentimenti antitetici, per<br \/>\napprodare, finalmente, nel labirinto del dubbio.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"featured_media":11270,"menu_order":0,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false},"regioni":[36],"tipologie":[61],"class_list":["post-11268","convenzioni","type-convenzioni","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","regioni-veneto","tipologie-mostre"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-json\/wp\/v2\/convenzioni\/11268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-json\/wp\/v2\/convenzioni"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/convenzioni"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11270"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"regioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-json\/wp\/v2\/regioni?post=11268"},{"taxonomy":"tipologie","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/wp-json\/wp\/v2\/tipologie?post=11268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}