{"id":498,"date":"2013-02-08T15:09:07","date_gmt":"2013-02-08T13:09:07","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/nazionale\/?p=498"},"modified":"2013-02-08T15:09:07","modified_gmt":"2013-02-08T13:09:07","slug":"ivano-bolondi-atmosfere-sospese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/nazionale\/ivano-bolondi-atmosfere-sospese\/","title":{"rendered":"Ivano Bolondi &#8211; Atmosfere sospese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">IVANO BOLONDI. Fotografie 1978\/2012<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">ATMOSFERE SOSPESE<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Reggio Emilia, Palazzo Magnani<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">23 febbraio \u2013 21 aprile 2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vernice per la Stampa: 23 febbraio 2013, ore 11.30 alla presenza dell\u2019artista<\/p>\n<p>Ulteriori informazioni ed immagini: <a href=\"http:\/\/www.studioesseci.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.studioesseci.net<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0La Fondazione Palazzo Magnani dal 23 febbraio al 21 aprile 2013 promuove un importante appuntamento con la fotografia. La cinquecentesca sede espositiva ospiter\u00e0 la mostra \u201cIvano Bolondi. Fotografie 1978\/2012. Atmosfere sospese\u201d che, nell\u2019ottica della valorizzazione delle eccellenze del territorio &#8211; uno degli obiettivi che la Fondazione ha posto tra i punti di azione all\u2019interno del proprio progetto culturale -, intende celebrare il grande fotografo reggiano Ivano Bolondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra \u2013 curata dal prof. Massimo Mussini, storico dell\u2019arte \u2013 presenta oltre 180 scatti del fotografo realizzati in diversi luoghi del mondo tra il 1978 e oggi, capaci di raccontare il viaggio artistico ed umano di un uomo straordinario, sensibile e attento ad ogni aspetto visivo ed emozionale che pu\u00f2 celarsi nella realt\u00e0 circostante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ivano Bolondi fotografa dagli anni settanta del Novecento e, senza mai passare al professionismo, ha dedicato all\u2019immagine un ampio spazio della sua attivit\u00e0, tanto da poter essere assimilato a un fotografo free lance per l\u2019impegno creativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alle sue origini vi \u00e8 l\u2019appartenenza a un attivo circolo cinefotografico e, pertanto, muove i primi passi guardando a Henry Cartier Bresson, il mito dei fotografi amatoriali, ben presto superato dall\u2019attenzione verso Luigi Ghirri, di cui coglie le proposte innovative del linguaggio fotografico italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fervido nell\u2019immaginazione e creativo per natura, utilizza queste doti nell\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale inventando congegni meccanici venduti in tutto il mondo e le riversa, in parallelo, nella ricerca fotografica, che affianca la sua passione per i viaggi, intesi come occasione per conoscere altre realt\u00e0 esistenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se inizialmente registra le esperienze di viaggiatore con immagini narrative e con l\u2019attenzione alle particolarit\u00e0 dei luoghi, seguendo una consolidata tradizione, nel corso degli anni ottanta il suo linguaggio fotografico subisce una sensibile trasformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019esempio di Ghirri ricava l\u2019idea che la fotografia sia un\u2019operazione principalmente concettuale, non destinata a proporre soltanto immagini descrittive della realt\u00e0 ma a fornire strumenti interpretativi capaci di sollecitare pensieri ed emozioni nell\u2019osservatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel primo decennio del nuovo secolo, in parallelo al superamento del dibattito sull\u2019essenza ontologica della fotografia e sul problema della sua referenzialit\u00e0, determinato dall\u2019introduzione della tecnologia digitale e dall\u2019assimilazione della fotografia all\u2019interno dell\u2019attivit\u00e0 artistica, Bolondi modifica ulteriormente il suo approccio fotografico alla realt\u00e0. Anzich\u00e9 direttamente sull\u2019ambiente, inizia a puntare l\u2019obiettivo con sempre maggiore frequenza verso la immagine del circostante riflessa da superfici specchianti e a utilizzare il \u201cmosso\u201d e lo sfocato al fine di contrastare l\u2019abitudine all\u2019interpretazione referenziale della fotografia e per favorirne una lettura pi\u00f9 orientata alla sfera psicologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tal modo raccontare le proprie sensazioni di fronte ai modelli di esistenza e agli aspetti paesaggistici dei territori visitati, diventa occasione per verificare non tanto le differenze fra le varie culture, quanto le analogie di risposta a bisogni fondamentali e comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questa testimonianza dell\u2019identit\u00e0 umana, celata nella variet\u00e0 delle forme espressive, corrisponde il linguaggio fotografico utilizzato, sempre diretto e privo di rielaborazioni successive al momento della ripresa. Soltanto negli ultimi tempi, a cominciare dal volume Quale Cina (2012), Bolondi ha iniziato a modificare qualche fotografia con le tecnologie digitali, ritoccandone i valori cromatici allo scopo di evidenziare passaggi tematici nell\u2019impaginato del libro, cos\u00ec come ha aggiunto brani di filmato negli audiovisivi, da sempre utilizzati per presentare al pubblico le proprie ricerche fotografiche, manifestando, anche in queste trasformazioni del suo linguaggio espressivo, l\u2019attenzione costante all\u2019evolversi delle arti visive odierne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ha al suo attivo una decina di libri fotografici, diverse diecine di audiovisivi elaborati con la collaborazione della moglie Eugenia, sua costante compagna di viaggio e \u201csegretaria di redazione\u201d dalla memoria inossidabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ufficio Stampa nazionale<\/p>\n<p>Studio ESSECI, Sergio Campagnolo<\/p>\n<p>Tel. 049.663499 info@studioesseci.net<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ufficio Stampa Fondazione Palazzo Magnani<\/p>\n<p>Federica Franceschini<\/p>\n<p>Tel. 0522.444408 f.franceschini@palazzomagnani.it<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.palazzomagnani.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.palazzomagnani.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IVANO BOLONDI. 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