{"id":2992,"date":"2026-01-17T19:22:10","date_gmt":"2026-01-17T18:22:10","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/?p=2992"},"modified":"2026-01-17T19:23:15","modified_gmt":"2026-01-17T18:23:15","slug":"mostra-fotografica-carusi-di-rosa-salvia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/mostra-fotografica-carusi-di-rosa-salvia\/","title":{"rendered":"Mostra fotografica &#8220;CARUSI&#8221; di Rosa Salvia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">A documentare la secolare attivit\u00e0 estrattiva della produzione dello zolfo in Sicilia, oggi rimangono le imponenti strutture esterne delle miniere Gessolungo-Tumminelli, Trabonella e Trabia-Tallarita, in provincia di Caltanissetta. Silenti e grandiosi, affascinanti, ma capaci anche di turbare profondamente, questi fantasmi inesorabilmente aggrediti dalle ingiurie del tempo sono testimoni di un mondo ormai scomparso per sempre e restituiscono pienamente l\u2019immagine di un lavoro infernale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Risuonano ancora le voci dei diciannove\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">carusi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0che nel 1881 persero la vita nello scoppio di gris\u00f9 innescato da una lampada a olio, che scaten\u00f2 l\u2019inferno nella solfatara di Gessolungo. Nove di loro sono rimasti anonimi, diventando simbolo di un sistema disumano che sfruttava anche i bambini, venduti dai propri genitori ai padroni delle miniere in cambio di un prestito di sopravvivenza, noto come\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">soccorso morto<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">. Bambini che non riuscivano pi\u00f9 a vedere la luce del giorno, costretti a camminare in ginocchio, privati dell\u2019infanzia, degli affetti e, infine, della memoria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">E proprio in questa mancanza, in questo vuoto che resta come un&#8217;eco tra i ruderi, si apre uno spiraglio di esplorazione intima, che la macchina fotografica a foro stenopeico \u00e8 in grado di cogliere con una sensibilit\u00e0 tutta particolare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La fotografia stenopeica, con i suoi tempi lunghi di esposizione e la totale assenza di lenti, non cattura soltanto l\u2019immagine esteriore di un luogo, ma rivela lentamente ci\u00f2 che si nasconde sotto la superficie visibile. In questo processo meditativo e silenzioso, l&#8217;occhio si svuota di fretta e l\u2019anima si sintonizza con il respiro del tempo. Il foro stenopeico, minuscolo e privo di artifici, agisce come un occhio primordiale che filtra non solo la luce, ma anche la memoria, la ferita, il silenzio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nell&#8217;attesa dello scatto, si entra in una sorta di ascolto interiore. Il paesaggio esterno si mescola con un paesaggio interno fatto di empatia, malinconia, senso di giustizia negata. L\u2019atto fotografico si trasforma cos\u00ec in un rito di rievocazione, un ponte tra ci\u00f2 che fu e ci\u00f2 che ancora pulsa nell\u2019invisibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Ogni immagine stenopeica realizzata in questi luoghi sembra emergere dal buio come un ricordo che riaffiora. I contorni sfumati, le deformazioni oniriche, l\u2019assenza di nitidezza restituiscono una visione pi\u00f9 vera della realt\u00e0: una realt\u00e0 che non \u00e8 fatta di dettagli, ma di emozioni sedimentate, di atmosfere sospese, di dolore e dignit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Attraverso questo strumento essenziale, si coglie il paesaggio interiore che quei luoghi evocano: non soltanto il dramma sociale e umano di un\u2019epoca, ma anche il senso profondo della perdita, della memoria collettiva, della resilienza umana; un gesto di restituzione, una forma di ascolto verso ci\u00f2 che non ha pi\u00f9 voce, ma ancora chiede di essere ricordato.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2993\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2026\/01\/Locandina_Carusi-RGB.jpg\" alt=\"\" width=\"1811\" height=\"2560\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2026\/01\/Locandina_Carusi-RGB.jpg 1811w, https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2026\/01\/Locandina_Carusi-RGB-212x300.jpg 212w, https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2026\/01\/Locandina_Carusi-RGB-724x1024.jpg 724w, https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2026\/01\/Locandina_Carusi-RGB-768x1086.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2026\/01\/Locandina_Carusi-RGB-1087x1536.jpg 1087w, https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2026\/01\/Locandina_Carusi-RGB-1449x2048.jpg 1449w\" sizes=\"auto, (max-width: 1811px) 100vw, 1811px\" \/><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A documentare la secolare attivit\u00e0 estrattiva della produzione dello zolfo in Sicilia, oggi rimangono le imponenti strutture esterne delle miniere &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":2993,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,9],"tags":[],"class_list":["post-2992","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gallerie","category-mostre"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2992","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2992"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2992\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2997,"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2992\/revisions\/2997"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2993"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2992"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2992"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2992"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}