{"id":452,"date":"2019-07-23T20:20:55","date_gmt":"2019-07-23T18:20:55","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/social\/?p=452"},"modified":"2019-07-23T20:20:55","modified_gmt":"2019-07-23T18:20:55","slug":"forum-collettivi-intervista-con-spontanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/social\/2019\/07\/23\/forum-collettivi-intervista-con-spontanea\/","title":{"rendered":"Forum Collettivi: intervista con SPONTANEA"},"content":{"rendered":"<p><strong>Proseguiamo il nostro percorso di preparazione del Forum dei Collettivi con la pubblicazione di una serie di interviste realizzate con i Collettivi aderenti alla FIAF; a ciascuno ho posto la stessa serie di domande, cos\u00ec da poter evidenziale le diversit\u00e0 di approccio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Iniziamo dal Collettivo SPONTANEA, che ringrazio ancora per la disponibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Attilio Lauria<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali sono le motivazioni per cui avete deciso di fondare un collettivo e come si \u00e8 formato?<\/strong><\/p>\n<p>Il collettivo SPONTANEA \u00e8 nato nel 2013 da una idea di Umberto Verdoliva e dalle costole di un portale social creato da Emilio Barillaro e dedicato alla street photography italiana. Umberto ha selezionato ed invitato a diventare membri una serie di fotografi di strada di cui apprezzava i lavori fotografici i quali hanno aderito con entusiasmo alla idea.<\/p>\n<p>L\u2019idea di base era quella di sviluppare, come gruppo di autori, progetti e determinate attivit\u00e0 con l\u2019intento di migliorare anche personalmente le proprie visioni nonch\u00e9 di selezionare una serie di fotografi che si stavano avvicinando alla fotografia di strada e che facevano parte del portale social esistente. Il pensiero fondante era basato sulla possibilit\u00e0 di condividere tra i membri scelti, spesso con stili molto diversi, idee, visioni, confronti al fine di apportare influenze e stimoli personali continui finalizzati alla realizzazione di lavori fotografici di buona qualit\u00e0, che potessero lasciare traccia e riferimenti a chi si avvicinava, essenzialmente in Italia, a questo genere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono i vantaggi e le difficolt\u00e0 di un collettivo? Come si diventa membri del collettivo, qual \u00e8 il processo di selezione?<\/strong><\/p>\n<p>In Italia, quando \u00e8 nato il collettivo SPONTANEA, esisteva solo il gruppo Mignon di Padova. Rispetto a loro, legati da anni di amicizia e che sviluppano idee e progetti incontrandosi fisicamente in una sede i nostri incontri si svolgono quasi esclusivamente sul web, in un gruppo privato tramite chat o Skype. Da un lato questa modalit\u00e0 \u00e8 senza dubbio comoda, veloce, i membri possono essere in qualsiasi parte del mondo e dialogare tutti insieme in tempo reale, ma allo stesso tempo, tale modalit\u00e0, porta anche una grande difficolt\u00e0 di comunicazione tra noi, in termini di equivoci e malintesi, nascono lunghe pause e distrazioni che possono nel tempo scoraggiare i membri alla partecipazione attiva. Pertanto abbiamo deciso di incontrarci almeno una volta l\u2019anno per parlare di persona, per confrontarci sui lavori in progress e sulle attivit\u00e0 da svolgere, questo ci ha senza dubbio aiutato ad unirci molto di pi\u00f9 e a rendere pi\u00f9 concrete le nostre iniziative.<\/p>\n<p>Portare avanti un collettivo \u00e8 difficile, tutti i membri dovrebbero dare un piccolo contributo per non far cadere il peso del lavoro su pochi ma allo stesso tempo i membri dovrebbero avere stima tra loro e la stessa voglia nel \u201cdare\u201d senza condizioni. Credo sia la premessa essenziale per realizzare dei progetti collettivi e delle attivit\u00e0. Le difficolt\u00e0 maggiori dipendono dalla voglia di ogni singolo membro di partecipare e di mettersi in gioco.<\/p>\n<p>Nell\u2019arco di questo periodo, alcuni membri hanno lasciato il collettivo, altri sono entrati. Le modalit\u00e0 di ingresso dipendono essenzialmente dal feeling che si instaura con i nuovi fotografi che individuiamo o che incontriamo. Se riteniamo qualcuno interessante con uno stile che ci piace e ci colpisce, a quel punto ne parliamo tra di noi e lo seguiamo per un po&#8217;, studiando i suoi lavori, fino a quando nasce la possibilit\u00e0 di inserirlo, di solito non appena si libera un posto. Sappiamo molto bene che ognuno di noi pu\u00f2 cambiare idea sul collettivo e quindi se pensa di non ricevere pi\u00f9 nulla e allo stesso tempo di non riuscire a dare qualcosa ne parliamo e ci si mette tranquillamente da parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pensate che internet abbia favorito la formazione dei collettivi? Che abbia cambiato la fotografia?<\/strong><\/p>\n<p>Internet ha cambiato tantissime cose, credo che una risposta pi\u00f9 esatta possa essere data tra qualche tempo da chi studia questi tipi di fenomeni sociali. Ha cambiato anche la fotografia facendola diventare velocissima, quasi un nuovo alfabeto dove le immagini diventano parole, appunti. Ha cambiato i mestieri a volte trasformando appassionati in veri e propri professionisti e modificandone o addirittura demolendole altri. Ha sollecitato, quindi, anche i singoli fotografi ad unirsi. Quando \u00e8 nato SPONTANEA abbiamo avuto la netta sensazione di aver dato il via ad un fenomeno, quello della nascita di tanti altri collettivi qui in Italia, in fondo anche la formazione di SPONTANEA \u00e8 stata influenzata dai primi collettivi stranieri che tra il 2003 e il 2010 si erano formati nel mondo ma le motivazioni erano molto diverse dal creare una lista di fotografi di strada per dimostrare di essere considerati tra i pi\u00f9 bravi. Molti collettivi sono nati su queste basi cosa tra le pi\u00f9 sbagliate ed inutili. Un collettivo nato con questi presupposti, ha un problema di base che prima o poi verr\u00e0 a galla e bisogner\u00e0 risolverlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I membri del collettivo si incontrano regolarmente faccia a faccia o solo on-line?<\/strong><\/p>\n<p>Rispondo in una domanda precedente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quale consiglio vi sentireste di dare a coloro che intendono costituire un proprio collettivo?<\/strong><\/p>\n<p>Finch\u00e9 non lo crei e lo vivi non potrai mai capire se \u00e8 stata una buona idea o meno. Alcuni fotografi che decidono di unirsi riescono a realizzare ottimi lavori insieme, viceversa altri si defilano e nonostante siano in un gruppo continuano a pensare e ad agire in solitario. Noi crediamo che una buona amicizia tra i membri sia un presupposto importante per affrontare un cammino insieme ma che poi debba portare ad un qualcosa di concreto e di valido maggiore del produrre singolarmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quando possiamo parlare di buona street photography?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cStreet Photography\u201d \u00e8 solo un termine. Riunisce concetti diversi che dipendono essenzialmente dalla personalit\u00e0 e dalla idea del fotografo. Parlerei di buoni lavori fotografici, quindi di buone idee, di obiettivi raggiunti attraverso la progettualit\u00e0 e la dedizione che si spende per un certo tipo di fotografia. I buoni lavori si vedono subito, colpiscono immediatamente come anche i buoni autori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come si identifica la qualit\u00e0 in questo particolare genere di fotografia?<\/strong><\/p>\n<p>Non ci sono formule e regole fisse ma oggi sembra che la qualit\u00e0 venga stabilita dalla affermazione o dalla selezione nei contest fotografici internazionali, dai premi di fotografia o dalla pubblicazione di libri autoprodotti o in riviste di settore senza filtri alcuni. Non si pu\u00f2 generalizzare ma \u00e8 davvero destabilizzante capire quali siano i riferimenti seri in questo ambiente. Per noi non pu\u00f2 essere questo lo strumento che identifica la bont\u00e0 di un lavoro ma piuttosto il richiamo e l\u2019attenzione che il progetto stesso suscita al di fuori di certe dinamiche e soprattutto nel tempo. Sarebbe bello che un gruppo di critici seri e preparati, lontano da certe dinamiche potesse riconoscere lavori di qualit\u00e0 premiandoli ed evidenziandoli senza competizione alcuna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Forma e contenuto: come si conciliano nella street? devono per forza conciliarsi?<\/strong><\/p>\n<p>Il segreto di una buona foto o di un progetto forte non ha regole, chi pu\u00f2 dire se basta un mix di forma e contenuto oppure solo uno o l\u2019altro? \u00c8 ci\u00f2 che emerge, quello che arriva forte all\u2019osservatore che ne definisce il peso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In che modo influisce la privacy sulla street? a parte la legge, il collettivo ha una sua etica?<\/strong><\/p>\n<p>Ognuno di noi ha un suo particolare approccio alla fotografia di strada, essenzialmente non abbiamo grandi problemi nel fotografare le persone in strada, n\u00e9 tanto meno delle regole comuni da rispettare, siamo assolutamente liberi di realizzare ci\u00f2 che desideriamo fare e comunque consapevoli del rispetto da dare a chi fotografiamo. La privacy probabilmente condiziona tanti fotografi e se spesso le immagini che vediamo sono deboli, pu\u00f2 esserne la causa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;uso degli smartphone nella street \u00e8 sempre pi\u00f9 comune, voi come vi ponete rispetto all&#8217;attrezzatura da usare?<\/strong><\/p>\n<p>Libert\u00e0 assoluta di espressione, ci\u00f2 comporta qualsiasi mezzo che tale libert\u00e0 presuppone. Se non abbiamo a disposizione la fotocamera pu\u00f2 capitare di usare il cellulare. La qualit\u00e0 delle fotocamere degli smartphone ormai \u00e8 altissima, quindi capita di usarli senza problemi. Lo smartphone, per un certo tipo di fotografia, \u00e8 anche molto pi\u00f9\u00a0comodo di una fotocamera &#8220;classica&#8221;, in quando riesci a passare ancora pi\u00f9 inosservato in determinate situazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni la fotografia di strada \u00e8 cresciuta molto, quale pensate ne sia la ragione?<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono stati vari fattori, per primo il web. Internet ha dato la possibilit\u00e0 a tutti di condividere fotografie sui social, i gruppi, i forum, ecc. poi le case costruttrici di fotocamere hanno spinto moltissimo all\u2019acquisto di piccoli gioielli, rendendo molto facili tecniche ed effetti, l\u2019interessamento di tanta gente ha aperto la possibilit\u00e0 di sviluppo in termini di carriere, eventi, premi, mostre, pubblicazioni, concorsi e tanto altro\u2026hanno contribuito anche la bellezza di lavori di autori del passato e contemporanei, la loro scoperta \u00e8 stata fonte d\u2019ispirazione per il genere, come anche il fatto di scendere in strada e fotografare la vita quotidiana, cosa possibile a tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Avete elaborato una vostra \u2018definizione\u2019 di street?<\/strong><\/p>\n<p>La street \u00e8 un termine che mette in seria difficolt\u00e0 non solo chi vuole capire cos\u2019\u00e8 ma soprattutto chi la pratica, pertanto lungi da noi darne una definizione che sarebbe immediatamente destabilizzata e messa in discussione da chiunque. Essere liberi di sviluppare ci\u00f2 che senti \u00e8 la regola principale del nostro collettivo, dove per ognuno di noi sono le esperienze personali che condizionano la propria fotografia. Magari si parte dalla strada per arrivare ad altro o si parte da altro per arrivare alla strada, non ha assolutamente importanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tre libri di street che consigliereste.<\/strong><\/p>\n<p>Solo tre libri di fotografia sono molto pochi, ne indichiamo qualcuno in pi\u00f9<\/p>\n<p>Bruce Gilden &#8211; Coney Island<\/p>\n<p>Trent Parke &#8211; Dream \/ Life<\/p>\n<p>Jason Eskenazi \u2013 Wonderland<\/p>\n<p>&#8220;In the Balkans&#8221; di Economopoulos e New York di William Klein<\/p>\n<p>Depardon \u201cGlasgow\u201d<\/p>\n<p>Figments from the real world<\/p>\n<p>Frank: The Americans<\/p>\n<p>Eggleston: The Democratic Forest<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proseguiamo il nostro percorso di preparazione del Forum dei Collettivi con la pubblicazione di una serie di interviste realizzate con &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":453,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,4,6,7],"tags":[],"class_list":["post-452","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-collettivi","category-archivio-contributi-teorici","category-autori","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=452"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/452\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/media\/453"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}