{"id":456,"date":"2019-07-31T19:17:37","date_gmt":"2019-07-31T17:17:37","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/social\/?p=456"},"modified":"2019-07-31T19:17:37","modified_gmt":"2019-07-31T17:17:37","slug":"un-tempo-fu-la-fotografia-umanista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/social\/2019\/07\/31\/un-tempo-fu-la-fotografia-umanista\/","title":{"rendered":"Un tempo fu la \u201cFotografia Umanista\u201d."},"content":{"rendered":"<p>Proseguiamo il nostro percorso di preparazione del Forum dei Collettivi con la pubblicazione di una serie di interviste realizzate con i Collettivi aderenti alla FIAF; oggi \u00e8 la volta del Collettivo THE STRIPPERS.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le motivazioni per cui avete deciso di fondare un collettivo e come si \u00e8 formato?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali sono i vantaggi e le difficolt\u00e0 di un collettivo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come si diventa membri del collettivo, qual \u00e8 il processo di selezione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pensate che internet abbia favorito la formazione dei collettivi? Che abbia cambiato la fotografia?<\/strong><\/p>\n<p><strong>I membri del collettivo si incontrano regolarmente faccia a faccia o solo on-line?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quale consiglio vi sentireste di dare a coloro che intendono costituire un proprio collettivo?<\/strong><\/p>\n<p>La motivazione principale che ci ha spinto al pensiero collettivo \u00e8 stata una riflessione sulla fotografia di strada nell\u2019ultimo periodo. Lo abbiamo fatto quando la cosa generava vere e proprie guerre di religione fra gruppi fotografici \u2026 oggi la cosa si \u00e8 andata spegnendo e anche\u00a0 noi ci siamo assopiti. Siamo rimasti amici che continuano a pensarla in modo analogo.<\/p>\n<p>In ogni caso partivamo dalla comune considerazione di quanto la \u201cstreet photography\u201d sia diventata una definizione equivoca ed approssimativa, che arricchisce le discussioni inutili e allontana da uno degli scopi pi\u00f9 alti della fotografia: documentare l\u2019uomo nella sua quotidianit\u00e0. Cos\u00ec che la \u201cstrada\u201d ha finito per ghettizzare la fotografia nell\u2019indefinito.<\/p>\n<p>Noi, invece, abbiamo sempre pensato che l\u2019essenza della street photography fosse proprio l\u2019uomo e la fotografia un buon mezzo per documentarne l\u2019esistenza: sociale, drammatica, triste, allegra, scherzosa\u2026ma umana!<\/p>\n<p>Ci vogliamo riconoscere in alcune semplici idee su quella fotografia che mette al centro l\u2019uomo e la sua vita di tutti i giorni.<\/p>\n<p>All\u2019inizio non volevamo neanche fondare un collettivo, ma aggregare interesse intorno ad un manifesto, cercando di ridare una dignit\u00e0 alla cosiddetta fotografia umanista che, ci sembrava, fosse quasi diventata una dimensione dispregiativa di una certa fotografia di strada, molto concentrata sull\u2019effetto speciale e poco sulla narrazione. Cosicch\u00e9 ci siamo detti che provare a rimettere l\u2019uomo al centro della fotografia potesse essere un buon modo per aggregare fotografi intorno ad un pensiero comune \u2026 e siamo rimasti in cinque!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quando possiamo parlare di buona street photography? Come si identifica la qualit\u00e0 in questo particolare genere di fotografia?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Forma e contenuto: come si conciliano nella street? devono per forza conciliarsi?<\/strong><\/p>\n<p>Proprio le troppe sofisticazioni hanno in qualche modo inquinato le discussioni sulla street photography; in fondo c\u2019\u00e8 un modo molto semplice per giudicare una fotografia che, mentre per gli altri generi viene abbastanza naturale, per la street photography \u00e8 fonte di angosce e notti insonni: un fotografia piace o non piace, semplice; son talmente tanti gli ingredienti su cui si pu\u00f2 fondare un giudizio critico, che cercare di classificarli, alla fine, diventa un esercizio sterile e abbastanza inutile. Una volta scattata, la foto diventa di chi la guarda e se chi la guarda l\u2019apprezza, allora la foto \u00e8 valida e riuscita, altrimenti \u00e8 debole. Piuttosto, quello che ci interessa mettere sempre dentro una fotografia di strada \u00e8 tutto ci\u00f2 che ci aiuta a contestualizzare un soggetto: molte volte \u00e8 proprio lo sfondo a fare la fotografia e quel soggetto sarebbe banale o scontato senza un adeguato contesto scenico dove \u00e8 inserito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In che modo influisce la privacy sulla street? a parte la legge, il collettivo ha una sua etica?<\/strong><\/p>\n<p>La privacy \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi ipocrisie della societ\u00e0 contemporanea; firmiamo un moduletto e possono far di noi ci\u00f2 che vogliono. Rispondiamo con un ok ad una richiesta di cookies e ci troviamo per giorni bombardati dalla pubblicit\u00e0 dell\u2019oggetto che abbiamo cercato su Amazon o su Ebay \u2026 e poi, scattiamo una foto in strada e certe volte sembra di commettere un delitto e veniamo redarguiti come se fossimo degli stupratori. Abbiamo un\u2019etica? Certo che abbiamo un\u2019etica: rispettare sempre e comunque la dignit\u00e0 delle persone e dei luoghi \u2026 si, anche dei luoghi, perch\u00e9 forzare una situazione in un luogo pu\u00f2 alterare profondamente la percezione di chi guarda la foto, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno che per una persona. Quindi, quando si fotografa in strada servono: umilt\u00e0, onest\u00e0 intellettuale, discrezione ed educazione. Nel nostro manifesto affermiamo: \u201cnoi rubiamo la privacy al singolo per donargli una identit\u00e0 universale\u201d \u2026 l\u2019importante \u00e8, appunto, nobilitare ci\u00f2 che si riprende, facendo come facevano Doisneau, Cartier Bresson, Izis, Berengo e tanti altri ai quali nessuno chiedeva se andavano in giro col blocchetto delle liberatorie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;uso degli smartphone nella street \u00e8 sempre pi\u00f9 comune, voi come vi ponete rispetto all\u2019attrezzatura da usare? Usate (o avete provato ad usare) uno smartphone?<\/strong><\/p>\n<p>Nel nostro gruppo non parliamo quasi mai dello strumento che utilizziamo quando fotografiamo in strada. Se ci scambiamo qualche considerazione sullo strumento \u00e8 in genere per passarci qualche dritta su una macchina piuttosto che su un obiettivo e alla fine fotografiamo con tutto. Qualcuno di noi usa abitualmente lo smartphone e non ne abbiamo mai fatto un dramma, cos\u00ec come non ci ha mai appassionato pi\u00f9 di tanto la diatriba analogico\/digitale. Fondamentalmente, per noi, fotografare \u00e8 un divertimento e un gioco e quando lo facciamo abbiamo pi\u00f9 l\u2019atteggiamento del bambino che quello del professionista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni la fotografia di strada \u00e8 cresciuta molto, quale pensate ne sia la ragione?<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni a crescere non \u00e8 stata la fotografia di strada, ma il modo di mostrarla: diciamo che \u00e8 profondamente cambiato il modo di fruire la fotografia, sempre meno stampata, sempre pi\u00f9 \u201cliquefatta\u201d nell\u2019etere.\u00a0 Da sempre la fotografia di strada \u00e8 stato un\u00a0 genere molto battuto, anche perch\u00e9 non richiede grandi progettualit\u00e0, ma solo intuito e buon occhio. Siamo convinti, tuttavia,\u00a0 che la quantit\u00e0 non abbassi la qualit\u00e0 complessiva della fotografia di strada, perch\u00e9 quello che regge \u00e8 la tenuta nel tempo. Molto si consuma nello spazio di un post su Facebook e non ne rimane traccia se non nella manciata di like. Ce lo racconteremo tra trenta o quaranta anni e vedremo se la nostra generazione sopravviver\u00e0 alla storia di molti grandi del passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Avete elaborato una vostra \u2018definizione\u2019 di street?<\/strong><\/p>\n<p>Si, la trovate nel nostro manifesto (<a href=\"http:\/\/www.thestrippers.it\/il-manifesto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.thestrippers.it\/il-manifesto\/<\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tre libri di street che consigliereste<\/strong><\/p>\n<p>Willy Ronis, Le regole del caso, che non \u00e8 propriamente un libro di street; Giorgio Branzi, il giro dell\u2019occhio; \u00a0&#8220;Earthlings&#8221; di Richard Kalvar<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/07\/3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-457\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/07\/3-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/07\/3-300x217.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/07\/3-1024x740.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/07\/3-768x555.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/07\/3.jpg 1260w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proseguiamo il nostro percorso di preparazione del Forum dei Collettivi con la pubblicazione di una serie di interviste realizzate con &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":457,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,4,6,7],"tags":[],"class_list":["post-456","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-collettivi","category-archivio-contributi-teorici","category-autori","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/456","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=456"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/456\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/media\/457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}