{"id":467,"date":"2019-08-13T00:16:27","date_gmt":"2019-08-12T22:16:27","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/social\/?p=467"},"modified":"2019-08-13T00:16:27","modified_gmt":"2019-08-12T22:16:27","slug":"street-il-genere-che-non-prevede-generi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/social\/2019\/08\/13\/street-il-genere-che-non-prevede-generi\/","title":{"rendered":"Street? Il genere che non prevede generi"},"content":{"rendered":"<p>Il nostro percorso di preparazione del Forum dei Collettivi prosegue con la pubblicazione di una serie di interviste realizzate con i Collettivi aderenti alla FIAF; oggi \u00e8 la volta dello storico Collettivo Mignon.<\/p>\n<p><em>Attilio Lauria<\/em><\/p>\n<p><strong>Quali sono le motivazioni per cui avete deciso di fondare un collettivo e come si \u00e8 formato?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1995 il mondo della fotografia era notevolmente diverso da quello di oggi. Sia in ambito professionale che amatoriale non esistevano esempi di approcci &#8220;culturali&#8221; alla materia, almeno per come li intendiamo noi; da qui l&#8217;esigenza di coinvolgere poche persone attorno ad un progetto di studio sulla Storia della fotografia e di pratica in merito all&#8217;uomo e al suo ambiente.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i vantaggi e le difficolt\u00e0 di un collettivo?<\/strong><\/p>\n<p>I vantaggi sono tantissimi, ma soprattutto il fatto che le conoscenze acquisite dal singolo sono condivise con tutti e quindi quello che normalmente si ottiene da soli, in molto tempo e con fatica, arriva con facilit\u00e0 e in uno spirito di assoluta apertura.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 maggiori si hanno quando il singolo ragiona egoisticamente per s\u00e8, pensando al gruppo solo come opportunit\u00e0 personale. Mignon ha dimostrato che \u00e8 vero il contrario, come quando il gruppo lavora insieme al progetto di un singolo fotografo.<\/p>\n<p><strong>Come si diventa membri del collettivo, qual \u00e8 il processo di selezione?<\/strong><\/p>\n<p>Stiamo per arrivare ai venticinque anni di attivit\u00e0 ininterrotta e in questo tempo hanno fatto parte del gruppo Mignon circa venti fotografi, quindi sono cambiate spesso le modalit\u00e0 di ammissione. Nella sostanza o sono fotografi che chiedono una nostra collaborazione ad un loro lavoro, e poi vengono invitati ad un progetto Mignon, o siamo noi ad invitarli. Dopo uno o due progetti conclusi se ci sono le premesse vengono ammessi nel gruppo e questo dopo almeno un paio di anni di confronto. Purtroppo alcuni validi fotografi non hanno a disposizione tutto il tempo che noi pretendiamo.<\/p>\n<p><strong>Pensate che internet abbia favorito la formazione dei collettivi? Che abbia cambiato la fotografia?<\/strong><\/p>\n<p>Senz&#8217;altro! Oggi basta digitare sullo smartphone quello che ti interessa e trovi subito chi se ne occupa e ci puoi fare anche un gruppo ovviamente. In questo senso Internet \u00e8 meraviglioso.<\/p>\n<p>Per come la intendiamo noi la fotografia non \u00e8 cambiata, e mi riferisco alle immagini stampate e quindi selezionate da un archivio e pensate a quello scopo, questo per sottolineare che le &#8220;immagini fisse&#8221; hanno poco da spartire con le immagini in internet, che certo alla fonte possono essere fotografie ma che in internet sono solo effimere riproduzioni. Riteniamo che il senso delle fotografie dipenda in modo sostanziale dall&#8217;uso che ne viene fatto.<\/p>\n<p>Il concetto di originale in fotografia \u00e8 molto importante: \u00e8 fondamentale vedere fisicamente un Dagherrotipo, una stampa al collodio o al platino per capire l&#8217;importanza dell&#8217;opera di un fotografo.\u00a0 Si percepiscono valori visivi che sullo schermo si perdono.<\/p>\n<p>Dimenticarsi di questo aspetto della fotografia \u00e8 molto grave. Altrimenti che senso avrebbero le mostre, i libri e i musei?<\/p>\n<p><strong>I membri del collettivo si incontrano regolarmente faccia a faccia o solo on-line?<\/strong><\/p>\n<p>Noi ci incontriamo solo di persona in media una volta alla settimana ma nei momenti di conclusione dei progetti molto pi\u00f9 spesso. Solo recentemente da quando Fatima Abbadi si \u00e8 trasferita con la famiglia in Olanda ci colleghiamo via web con Lei ad ogni riunione del gruppo.<\/p>\n<p><strong>Quale consiglio vi sentireste di dare a coloro che intendono costituire un proprio collettivo?<\/strong><\/p>\n<p>Prima di tutto che il collettivo non sia una semplice vetrina di singoli autori e che si lavori a dei progetti tutti insieme. L&#8217;aspetto progettuale, cio\u00e8 sapere cosa fare, \u00e8 la base portante. A questo proposito conoscere la storia della fotografia \u00e8 fondamentale; temiamo che molti pensino che ci\u00f2 che ci viene offerto oggi sia sempre il meglio, ma non \u00e8 cos\u00ec. La fotografia ha avuto un ruolo sociale molto importante ed era un linguaggio in cui venivano riconosciuti dei valori che oggi sono messi in discussione. Il rischio che si corre \u00e8 quello di produrre immagini che non servono a nessuno e allo stesso tempo di privarci di un mezzo di conoscenza eccezionale. Nel nostro percorso \u00e8 stato fondamentale finalizzare i progetti non solo alle stampe fotografiche e alle mostre ma anche alla stampa dei libri che rimangono a testimoniare dell&#8217;opera svolta.<\/p>\n<p><strong>Quando possiamo parlare di buona Street Photography, come si identifica la qualit\u00e0 in questo particolare genere di fotografia? Forma e contenuto: come si conciliano nella Street? devono per forza conciliarsi?<\/strong><\/p>\n<p>La Street Photography deve farti percepire un tempo, un luogo e le persone che lo vivono in modo naturale, senza forzature. Parlare in senso generico di buona fotografia, come purtroppo si fa spesso, non porta da nessuna parte; possiamo solo valutare il lavoro di un fotografo e trarne le dovute conclusioni, d&#8217;altra parte non mi sembra che a proposito di &#8220;Pittura&#8221; si facciano di queste domande. Sicuramente alcuni aspetti vanno considerati con attenzione: deve percepirsi la presenza umana, come primo valore all&#8217;interno della fotografia, e non come mera presenza o come elemento di &#8220;contorno&#8221;, &#8220;grafico&#8221; o &#8220;formale&#8221;. Molta di quella che oggi si autodefinisce fotografia di strada, ha poco da spartire con la storia di questo genere, proprio perch\u00e9 ne ha perso i riferimenti fondamentali.<\/p>\n<p><strong>In che modo influisce la privacy sulla Street? al di l\u00e0 della legge, qual \u00e8 l\u2019etica del collettivo?<\/strong><\/p>\n<p>Il discorso sulla privacy \u00e8 molto lungo e complesso. Provocatoriamente, diciamo che il rispetto delle leggi \u00e8 opportuno, il rispetto per il soggetto \u00e8 obbligatorio! Un bel testo su questo tema e su cui noi siamo perfettamente d&#8217;accordo \u00e8 quello che ha pubblicato nel suo sito il fotografo Vincenzo Cottinelli nel 2012: <em>E\u2019 FINITA LA STREET PHOTOGRAPHY? Fotografia di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico: ripresa, utilizzo, pubblicazione. Principi costituzionali, Legge n.633, Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Spunti per un dibattito.<\/em><\/p>\n<p><strong>L&#8217;uso degli smartphone nella Street \u00e8 sempre pi\u00f9 comune, voi come vi ponete rispetto all\u2019attrezzatura da usare? Usate (o avete provato ad usare) uno smartphone?<\/strong><\/p>\n<p>Noi continuiamo ad usare la pellicola in bianco e nero semplicemente perch\u00e9 non abbiamo mai trovato un motivo valido per abbandonarla, ma non abbiamo nessun tipo di regola in merito a cosa si debba usare per ottenere le fotografie, qualsiasi cosa va bene purch\u00e9 siano le fotografie a dimostrarlo. Nel nostro gruppo gli ultimi arrivati usano ovviamente il digitale, ma ci conforta molto il loro interesse e poi effettivo uso della pellicola come scelta principale. Berto Leonio che da poco purtroppo \u00e8 mancato veniva da una lunga esperienza di fotografie a colori su diapositiva per passare al digitale e infine negli ultimi cinque anni anche alla pellicola in bianco e nero. Nessuno di noi usa lo smartphone per ottenere fotografie ma \u00e8 ovvio che fra i fotografi delle nuove generazioni ci sar\u00e0 qualcuno in grado di farlo bene.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni l\u2019attenzione verso la fotografia di strada \u00e8 cresciuta molto, quale pensate ne sia la ragione?<\/strong><\/p>\n<p>Con sempre maggiore facilit\u00e0 tutti possono creare immagini, e la Street Photography permette il maggior grado di libert\u00e0 con l&#8217;apparente minimo impegno. Sar\u00e0 poi il tempo a dirci cosa succeder\u00e0, e cio\u00e8 se si tratta per molti di una moda o di un impegno reale.<\/p>\n<p><strong>Avete elaborato una vostra \u2018definizione\u2019 di Street?<\/strong><\/p>\n<p>Paradossalmente l&#8217;abbiamo definita come il genere che non prevede generi. Infatti pi\u00f9 che un genere la consideriamo un modo di essere e vivere la fotografia in assoluta libert\u00e0. La fotografia di strada nasce dall&#8217;interazione fra il fotografo e ci\u00f2 che incontra senza premeditazioni, \u00e8 un modo di prendere appunti visivi che a volte riescono a trasformare il mondo ordinario in qualcosa di straordinario con assoluta semplicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tre libri di Street che consigliereste<\/strong><\/p>\n<p>Da grandi appassionati di libri fotografici \u00e8 davvero difficile rispondere: tralasciando almeno un paio di storie della fotografia che chiunque dovrebbe leggere e i classici \u201ctesti sacri\u201d (Walker Evans <em>American Photographs<\/em>, Henri Cartier Bresson <em>The Decisive Moment<\/em>, Paul Strand <em>Un Paese<\/em>, William Kline <em>New York<\/em> e Robert Frank <em>The Americans<\/em>) che non servono a mitizzare ulteriormente questi nomi ma a capire l&#8217;effettivo valore di questi volumi; \u00e8 certamente fondamentale il \u201cBystander \u2013 A history of street photography\u201d di Colin Westerbeck e Joel Meyerowitz che \u00e8 un testo a carattere storico mentre per un approccio pratico il bel volumetto di Willy Ronis \u201cLe regole del caso\u201d \u00e8 certamente pi\u00f9 interessante di tutta quella serie di manuali che affrontano la materia con una sfilza di esempi da copiare. Per le motivazioni che ci spingono a fotografare e che spesso sono \u201cLatenti\u201d sono utilissimi tutta una serie di testi che analizzano la figura letteraria del \u201cFlaneur\u201d come l&#8217;ottimo \u201cLo sguardo vagabondo\u201d di Giampaolo Nuvolati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/08\/5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-468 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/08\/5-300x215.jpg\" alt=\"\" width=\"374\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/08\/5-300x215.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/08\/5-1024x733.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/08\/5-768x549.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/08\/5.jpg 1272w\" sizes=\"auto, (max-width: 374px) 100vw, 374px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro percorso di preparazione del Forum dei Collettivi prosegue con la pubblicazione di una serie di interviste realizzate con &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":468,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,4,6,7],"tags":[],"class_list":["post-467","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-collettivi","category-archivio-contributi-teorici","category-autori","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/467","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=467"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/467\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/media\/468"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}