{"id":504,"date":"2019-09-05T20:19:01","date_gmt":"2019-09-05T18:19:01","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/social\/?p=504"},"modified":"2019-09-05T20:19:01","modified_gmt":"2019-09-05T18:19:01","slug":"la-street-non-e-un-genere-ma-unattitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/social\/2019\/09\/05\/la-street-non-e-un-genere-ma-unattitudine\/","title":{"rendered":"La street non \u00e8 un genere ma un\u2019attitudine"},"content":{"rendered":"<p>Il nostro percorso di avvicinamento al Forum di Bibbiena prosegue con l&#8217;intervista al Collettivo EyeGoBananas, che ringrazio per la disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Attilio Lauria<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono le motivazioni per cui avete deciso di fondare un collettivo e come si \u00e8 formato? Quali sono i vantaggi e le difficolt\u00e0 di un collettivo? Pensate che internet abbia favorito la formazione dei collettivi? Che abbia cambiato la fotografia?<\/strong><\/p>\n<p>Il mondo dei social media ha aperto porte e regalato nuove possibilit\u00e0 a tantissimi fotografi. Il rovescio della medaglia \u00e8 che si \u00e8 venuto a creare anche un meccanismo di \u201cbuonismo digitale\u201d, tutt\u2019altro che disinteressato, che ha elevato la regola del like-for-like alla normalit\u00e0. Questo ha portato ad un abbassamento della qualit\u00e0 media e ad un appiattimento della creativit\u00e0, tutto in funzione della ricerca di consenso. Ovviamente fra i prodotti di scarto di questo processo ci sono anche un milione di falsi esperti e di rinomati signori-nessuno che si ergono a padri dei vari generi fotografici, spesso supportati da una fan-base nutrita a suon di post personali, che nulla hanno a che fare con la fotografia. Esistono ancora figure autorevoli e competenti, ma in un paradigma come questo \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 difficile avvicinarle perch\u00e9 i veri professionisti si guardano bene dal mischiarsi con dinamiche di questo tipo.<\/p>\n<p>Per noi nel 2015 era impellente trovare sincerit\u00e0 totale e disinteressata: per questo abbiamo creato EyeGoBananas, il cui unico scopo, almeno inizialmente, era quello di creare un luogo sicuro dove discutere dei propri scatti e dei propri progetti. Tutti noi avevamo (e abbiamo) la certezza che un: \u201cFa schifo!\u201d possa aiutare molto di pi\u00f9 rispetto ad una critica velata. Con questo spirito Riccardo Cattaneo e Davide Albani hanno inizialmente reclutato Giacomo Vesprini e Matteo Zannoni. Il gruppo si \u00e8 poi modificato nel tempo ma \u00e8 con l\u2019ingresso di Giorgio Scalici l\u2019anno successivo che trova una sua dimensione stabile.<\/p>\n<p>Un collettivo \u00e8 utile? Dipende certamente dallo scopo finale. Per noi era la crescita e lo scambio e possiamo dire senza dubbio che sia stato fondamentale. Certo che se il collettivo viene visto solo come un facilitatore, un mezzo per darsi forza e per vendere qualcosa alla gente (come molto spesso accade) a quel punto dipende pi\u00f9 dalla capacit\u00e0 imprenditoriale dei singoli che non dal valore fotografico che il collettivo stesso riesce a esprimere.<\/p>\n<p>Visto il gran numero di proposte fotografiche in giro per il web \u00e8 evidente che un collettivo possa aiutare a ottenere una legittimazione, a farsi conoscere e apprezzare, ed \u00e8 per questo che negli ultimi anni abbiamo visto nascere collettivi ad una velocit\u00e0 incredibile. Questo per\u00f2 non \u00e8 un male, anzi: se l\u2019obiettivo del gruppo \u00e8 e rimane \u201cla fotografia\u201d e non il business, ben vengano i collettivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come si diventa membri del collettivo, qual \u00e8 il processo di selezione? \u00a0I membri del collettivo si incontrano regolarmente faccia a faccia o solo on-line?<\/strong><\/p>\n<p>Da noi non si entra e non abbiamo un processo di selezione perch\u00e9 siamo noi che girando per il web notiamo persone di cui discutiamo. Ovviamente non ci dispiace ricevere immagini da persone che si propongono, ma tendenzialmente siamo noi a \u201cscovare\u201d i fotografi. Il problema viene dopo perch\u00e9 il nostro gruppo \u00e8 molto affiatato: siamo diventati amici prima che compagni di collettivo e questo, siamo consapevoli, non crea una condizione facile per un\/a eventuale nuovo\/a arrivato\/a. Scambio, pareri e chiacchiere avvengono tramite una chat, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tutto inizia al mattino con il buongiorno e finisce la sera con la buonanotte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quale consiglio vi sentireste di dare a coloro che intendono costituire un proprio collettivo?<\/strong><\/p>\n<p>Un consiglio per chi vuole fondare un collettivo? Cercate compagni che stimate e del cui parere avete fiducia. Ah, e prima di organizzare workshop assicuratevi di fare fotografie decenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni l\u2019attenzione verso la fotografia di strada \u00e8 cresciuta molto, quale pensate ne sia la ragione?<\/strong><\/p>\n<p>La fotografia di strada deve il suo successo alla sua componente fortemente democratica. Chiunque pu\u00f2 scendere in strada e mettersi alla prova. I confini fumosi e incerti del genere amplificano l\u2019illusione che sia effettivamente alla portata di tutti. Se a questo mix si aggiunge che poi basta tessere una bella rete di like e commenti sui social per ricevere gratificazione \u00e8 evidente come questo meccanismo si alimenti e crei dei mostri. In questo territorio nebbioso \u00e8 facile imbattersi anche in chi sfrutta questa illusione con corsi ed altri espedienti. La verit\u00e0 \u00e8 che la street photography \u00e8 un genere che deve prima di tutto generare immagini intelligenti ed emotive, adattandosi alla quotidianit\u00e0, ma raccontandola allo stesso tempo. Tutto questo non si pu\u00f2 spiegare se non con esempi, utilizzando immagini di grandissimi fotografi del passato e del presente, che nel 90% dei casi non si sognerebbero mai di definirsi street photographer. La curiosit\u00e0 \u00e8 la chiave, lo studio delle immagini l\u2019unica via. Sarebbe bello se ci fosse un \u201ccorso\u201d che insegnasse a fare meravigliose fotografie, magari della durata di un weekend, magari ad un costo contenuto. La verit\u00e0 \u00e8 che il massimo che un corso del genere ti pu\u00f2 dare sono regolette per creare immagini gi\u00e0 viste utilizzando una manciata dei migliaia di clich\u00e9 che si trovano in giro di questi tempi: cartelloni con giustapposizioni, persone senza testa, riflessi su vetrine e, per i pi\u00f9 audaci, sottoesposizioni e luci radenti alla Webb. Studiando le immagini dei grandissimi fotografi invece ti crei un bagaglio di esempi visuali che, anche inconsciamente, prima o poi potresti richiamare alla mente in una particolare situazione, senza per\u00f2 cercarne la copia carbone, ma da usare come base per interpretare la realt\u00e0 in modo personale. E\u2019 una cosa semplice e veloce? Assolutamente no! Questo ti garantisce di portare a casa belle foto ad ogni uscita? Men che meno! Per questo Bresson parlava delle famose 10000 fotografie da buttare prima di iniziare a fare qualcosa di buono; per questo Webb dice che il 99% delle foto che fai per strada saranno da cestinare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quando possiamo parlare di buona street photography, come si identifica la qualit\u00e0 in questo particolare genere di fotografia? Forma e contenuto: come si conciliano nella street? devono per forza conciliarsi? <\/strong><\/p>\n<p>Come detto la foto deve essere intelligente ed emotiva, ma allo stesso tempo deve sfruttare la luce e composizione per amplificare e accrescere il potere comunicativo dell\u2019immagine stessa. L\u2019estetica per noi \u00e8 un mezzo, tanto quanto la fotografia stessa, per rendere pi\u00f9 forte il messaggio che questa deve necessariamente portare con s\u00e9. Una foto svuotata di un contenuto \u00e8 un esercizio estetico che, per quanto ben realizzato, lascia il tempo che trova. La fotografia di strada ha come proposito collaterale anche quello di rappresentare la contemporaneit\u00e0 in modo da creare una istantanea dei nostri tempi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;uso degli smartphone nella street \u00e8 sempre pi\u00f9 comune, voi come vi ponete rispetto all\u2019attrezzatura da usare? Usate (o avete provato ad usare) uno smartphone? <\/strong><\/p>\n<p>Smartphone, mirrorless, telemetro, reflex sono solo strumenti. Vanno scelti semplicemente quelli pi\u00f9 adatti al proprio linguaggio e alla situazione. Lo strumento cambia il proprio approccio alla scena e questo \u00e8 evidente, cos\u00ec come influenza il modo in cui chi ci circonda percepisce la nostra presenza e questo va tenuto in considerazione, ma nulla \u00e8 precluso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Avete elaborato una vostra \u2018definizione\u2019 di street?<\/strong><\/p>\n<p>Per noi non \u00e8 un genere ma un\u2019attitudine, senza confini definiti se non relativi all\u2019approccio che chi fotografa ha nei confronti della realt\u00e0 che intende rappresentare. Una foto di famiglia pu\u00f2 essere street, cos\u00ec come la foto ad un battesimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In che modo influisce la privacy sulla street? al di l\u00e0 della legge, qual \u00e8 l\u2019etica del collettivo?<\/strong><\/p>\n<p>A noi la legge sulla privacy interessa poco perch\u00e9 cerchiamo sempre di metterci in una condizione in cui i nostri soggetti non possano sentirsi mortificati dalle foto che facciamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tre libri di street che consigliereste<\/strong><\/p>\n<p>Qualche esempio di volumi da avere? Magnum Contact Sheets, The Last Resort di Martin Parr, Suffering the light di Alex Webb, ma anche il volume Harry Gruyaert con copertina rossa o Zona di Carl De Keyzer. Il problema \u00e8 sceglierne solo tre.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/09\/7-eye.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-505\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/09\/7-eye-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"362\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/09\/7-eye-300x198.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/09\/7-eye-768x506.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2019\/09\/7-eye.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 362px) 100vw, 362px\" \/><\/a><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro percorso di avvicinamento al Forum di Bibbiena prosegue con l&#8217;intervista al Collettivo EyeGoBananas, che ringrazio per la disponibilit\u00e0. &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":505,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,4,6,7],"tags":[],"class_list":["post-504","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-collettivi","category-archivio-contributi-teorici","category-autori","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/504","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=504"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/504\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/media\/505"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=504"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=504"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/social\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=504"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}