{"id":12060,"date":"2013-07-29T11:08:22","date_gmt":"2013-07-29T09:08:22","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/?p=12060"},"modified":"2013-07-29T11:08:22","modified_gmt":"2013-07-29T09:08:22","slug":"izis-il-poeta-della-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/2013\/07\/29\/izis-il-poeta-della-fotografia\/","title":{"rendered":"Izis: il poeta della fotografia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/izis-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12061\" alt=\"izis 1\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/izis-1.jpg\" width=\"601\" height=\"1552\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/izis-1.jpg 601w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/izis-1-116x300.jpg 116w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/izis-1-397x1024.jpg 397w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/izis-1-595x1536.jpg 595w\" sizes=\"auto, (max-width: 601px) 100vw, 601px\" \/><\/a><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\"><strong>I Z I S<\/strong><\/h2>\n<h4 style=\"text-align: center\"><em><strong>&#8221; il poeta della fotografia &#8220;<\/strong><\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>7 SETTEMBRE 2013 &#8211; 6 GENNAIO 2014<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Museo Nazionale della Fotografia &#8211; Piazza S. Maria Novella &#8211; Firenze<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>per informazioni:<\/em>\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/mailto:  mnaf@alinari.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> mnaf@alinari.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">_____________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p>  1024&#215;768<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p>  Normal<br \/>\n  0<\/p>\n<p>  14<\/p>\n<p>  false<br \/>\n  false<br \/>\n  false<\/p>\n<p>  IT<br \/>\n  X-NONE<br \/>\n  X-NONE<\/p>\n<p><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 10]&gt;--><\/p>\n<p> \/* Style Definitions *\/<br \/>\n table.MsoNormalTable<br \/>\n\t{mso-style-name:&#8221;Tabella normale&#8221;;<br \/>\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;<br \/>\n\tmso-tstyle-colband-size:0;<br \/>\n\tmso-style-noshow:yes;<br \/>\n\tmso-style-priority:99;<br \/>\n\tmso-style-qformat:yes;<br \/>\n\tmso-style-parent:&#8221;&#8221;;<br \/>\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;<br \/>\n\tmso-para-margin:0cm;<br \/>\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;<br \/>\n\tmso-pagination:widow-orphan;<br \/>\n\tfont-size:11.0pt;<br \/>\n\tfont-family:&#8221;Calibri&#8221;,&#8221;sans-serif&#8221;;<br \/>\n\tmso-ascii-font-family:Calibri;<br \/>\n\tmso-ascii-theme-font:minor-latin;<br \/>\n\tmso-fareast-font-family:&#8221;Times New Roman&#8221;;<br \/>\n\tmso-fareast-theme-font:minor-fareast;<br \/>\n\tmso-hansi-font-family:Calibri;<br \/>\n\tmso-hansi-theme-font:minor-latin;<br \/>\n\tmso-bidi-font-family:&#8221;Times New Roman&#8221;;<br \/>\n\tmso-bidi-theme-font:minor-bidi;}<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"text-decoration: underline\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif'\">Sezioni in mostra<\/span><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">IL RITRATTO<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Nel 1945, dopo essersi nascosto in zona franca durante la guerra, Izis fa ritorno a Parigi. Con l\u2019aiuto delle raccomandazioni degli amici poeti limosini, <\/span><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Ren\u00e9 Rougerie e Georges-Emmanuel Clancier, incontra numerosi scrittori e artisti del dopoguerra e realizza alcuni ritratti tra cui quelli di: Dora Maar, Brassa\u00ef, Breton, Eluar\u2026. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">A partire dal primo numero di <i>Paris Match<\/i> del 25 marzo 1949, Izis partecipa all\u2019avventura editoriale e vede finalmente finire tutti i suoi anni trascorsi nella precariet\u00e0. Grazie alle amicizie e ai suoi contatti diventa rapidamente lo specialista del ritratto dei personaggi famosi e fotografa Marie Laurencin, Jouhandeau, Camus, Kessel, Simenon, Rouault, Calder, Soulages\u2026 La direzione artistica del giornale rispetta la maniera in cui concepisce i suoi scatti, come nel caso di Roland Petit, quando fa ritorno dalla casa del coreografo con una serie di ritratti nei quali l\u2019artista mima la sua attivit\u00e0 con le dita, o quando, dell\u2019incontro con L\u00e9autaud, riporta i ritratti dei suoi numerosi gatti. Questo perch\u00e9 Izis, se nel lavoro personale \u00e8 decisamente contrario alla messinscena, negli scatti che realizza per la rivista, invece, adotta un atteggiamento completamente diverso nei confronti dei suoi soggetti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">CHAGALL<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Izis lavora per <i>Paris Match<\/i> da quindici anni quando, il 26 settembre 1974, viene pubblicato sul numero 807 il suo \u2018scoop\u2019 sul soffitto dell\u2019Op\u00e9ra.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Izis e Chagall si erano gi\u00e0 incontrati nel 1949 per un lavoro commissionato da <i>Paris Match<\/i>. I due avevano stretto rapidamente amicizia e cos\u00ec, in maniera del tutto naturale, il fotografo era diventato il biografo visuale dell\u2019amico pi\u00f9 anziano. Entrambi provenivano da una modesta famiglia ebrea dell\u2019Europa dell\u2019Est, entrambi avevano scelto Parigi, capitale della pittura, come citt\u00e0 di adozione ed esistono numerose corrispondenze tra i loro universi artistici. Nei dipinti colorati di Chagall i personaggi che fluttuano sopra le citt\u00e0 assomigliano a tutti quei dormienti e quei sognatori che Izis pesca un po\u2019 dovunque nello spazio urbano. Chagall \u00e8 senza dubbio la personificazione del pittore che Izis stesso sognava di essere. Il suo libro <\/span><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Le Monde de Chagall <\/span><\/i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">(Gallimard, 1969) testimonia la creativit\u00e0, il colore, la ripetizione, la decomposizione del movimento e le associazioni di immagini che il fotografo utilizza per avvicinarsi alla rappresentazione dell\u2019essenza della creazione artistica. Izis, unico giornalista accettato da Chagall sul cantiere del soffitto dell\u2019op\u00e9ra Garnier, ne segue assiduamente tutte le tappe (1963-1964). Giocando sul colore e sulla prospettiva riesce a comporre immagini emozionanti nelle quali il pittore si fonde con i propri personaggi e fluttua con essi nello spazio.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">SOGNI DI PARIGI<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">1945-1980<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Nel gennaio 1930 Izis arriva a Parigi dalla Lituania dopo aver sognato da sempre la citt\u00e0 delle arti e delle lettere, della libert\u00e0 e dei diritti umani. Tuttavia \u00e8 solo dopo la guerra che comincia a trasporre in immagini il proprio sogno di Parigi percorrendo la capitale in lungo e in largo e realizzando due <i>reportages<\/i> per <i>Paris Match.<\/i> Le immagini di Izis si inseriscono nella corrente umanista del \u2018realismo poetico\u2019 al tempo stesso, riflesso di un\u2019epoca e sguardo personale sul mondo che, attraverso la poesia, si propone di superare l\u2019asprezza del quotidiano. Sognatori, dormienti, pescatori, bambini, vagabondi e innamorati sono i \u2018personaggi\u2019 che ricorrono nell\u2019opera di Izis come <i>leitmotiv<\/i>. Le sue immagini d\u2019atmosfera celebrano una Parigi eterna, atemporale, astorica, nel tentativo di volgere le spalle agli anni neri, alle difficolt\u00e0 della ricostruzione e alle intolleranze della guerra fredda. La fotografia di Izis ha un\u2019essenza puramente poetica, \u00e8 intuitiva e, tra gli umanisti, \u00e8 quella che si allontana di pi\u00f9 dalla realt\u00e0 per perdersi nel sogno. Apparentemente di semplice lettura le sue immagini non sono prive di una certa gravit\u00e0 e nascondono, sotto le arie popolari, l\u2019inquietudine di qualche nota di requiem. Dopo <\/span><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Les Yeux de l\u2019\u00e2me <\/span><\/i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">(1950), il suo primo libro, Izis realizza tre opere dedicate alla sua citt\u00e0 di adozione\u00a0: <\/span><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Paris des r\u00eaves <\/span><\/i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">(1950) con le poesie autografe di quarantacinque scrittori, <\/span><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Grand Bal du printemps <\/span><\/i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">(1951) a due mani con Jacques Pr\u00e9vert e infine<\/span><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\"> Paris des<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">po\u00e8tes <\/span><\/i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">(1977).<span>\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">SOGNI DI TERRA PROMESSA<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">1952-1955<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Nel 1952 Izis viene inviato da <i>Paris Match<\/i> in Israele per un reportage. Dopo aver concluso il lavoro per la rivista, si lancia alla scoperta di quel paese al quale ha l\u2019impressione di appartenere da sempre, come se vi fosse nato. Intrise dell\u2019educazione biblica della sua infanzia e del fascino esercitato su di lui da questo giovane Stato in costruzione, le fotografie di Izis intrecciano inestricabilmente passato e presente, testo biblico e testimonianza giornalistica, storia universale e storia personale. Alcune fotografie evocano metaforicamente la Shoah, come se si trattasse di un lapsus dell\u2019immagine: quel calzolaio di Tel Aviv circondato da pile di scarpe, o la piccola bambina che con il suo albero gli ricorda Anna Frank. Contrariamente a Robert Capa (1913-1954), Izis non adotta solo il punto di vista \u2018oggettivo\u2019 del reporter di <i>Paris Match<\/i> ma cerca anche l\u2019immagine del suo sogno di una Terra promessa. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">In seguito torna tre volte in Israele, in particolare per seguire il processo di Adolf Eichmann nel 1961. <\/span><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Isra\u00ebl<\/span><\/i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">, libro ispirato ed ecumenico nel quale egli accosta le proprie fotografie a miniature, citazioni bibliche e testi letterari di diverse origini, viene pubblicato nel 1955 dalla <\/span><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Guilde du Livre con una prefazione di Andr\u00e9 Malraux.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span lang=\"FR\" style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">SOGNI DI LONDRA<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">1952-1953<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">\u00ab\u00a0\u2026Ho realizzato due libri in collaborazione con Pr\u00e9vert. Abbiamo passeggiato molto per Parigi e per Londra. Noi eravamo fatti per lavorare insieme, perch\u00e9 lui era un poeta che si ispirava ad una certa realt\u00e0 e trovava nelle mie fotografie i soggetti che gli stavano a cuore, gli innamorati, i bambini\u2026. Avevamo una visione molto vicina\u201d. Nel giugno 1952, un anno dopo la pubblicazione di <\/span><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Grand<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Bal du printemps<\/span><\/i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">, il dialogo tra Pr\u00e9vert e Izis prosegue e si approfondisce in occasione della loro seconda opera a due mani <i>Charmes de Londres<\/i>, commissionata dalla Guilde du Livre. Trasponendo in poesia l\u2019ironia e l\u2019ingiustizia che pervadono il quotidiano, le parole di Pr\u00e9vert accentuano la lettura poetica e politica delle immagini di Izis. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Contrariamente alla visione sospesa nel tempo della sua Parigi mitica, la Londra di Izis resta ancorata alla realt\u00e0 mostrando ancora le ferite della guerra. Lontano dai luoghi sfarzosi, ci\u00f2 che i due amici offrono al visitatore \u00e8 l\u2019opposto dello scenografico, \u00e8 la citt\u00e0 del popolo e dei miserabili, quella dei cigni che sguazzano nell\u2019immondizia nei pressi di Hammersmith Bridge e dei fondi dei cortili dove si puliscono i bambini e si asciugano i panni. I due non si avvicinano ai luoghi turistici come Piccadilly Circus se non di notte, quando i marinai crollano dal sonno sotto le insegne luminose e gli innamorati possono amarsi senza essere visti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span lang=\"FR\" style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">SOGNI DI CIRCO<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span lang=\"FR\" style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: red\">1949-1965<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Rimasto affascinato da bambino da una famiglia di saltimbanchi che si esibivano su un marciapiede, e, nel giorno del suo arrivo a Parigi, da un \u2018vero\u2019 circo in <\/span><span lang=\"FR\" style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">place de la R\u00e9publique<\/span><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">, Izis non cessa mai di fotografare il mondo circense. Regno del sogno e dell\u2019illusione, dove non esistono le barriere della lingua, il circo ha tutto per attirare il fotografo senza intimidirlo. Le sue immagini cesellate si soffermano sia sui piccoli circhi di quartiere sia sui giocolieri, sui mangiatori di fuoco e di sciabole e su tutti gli altri Zampano che si esibiscono sulle strade. Izis rivolge uno sguardo benevolo e lucido su coloro che la societ\u00e0 stigmatizza come emarginati. Le sue fotografie di nani, lillipuziani, obesi e altri <i>freaks,<\/i> esibiti come mostri da fiera, troveranno un\u2019eco familiare nei ritratti enfatici, realizzati pi\u00f9 tardi, dell\u2019americana Diane Arbus che vedr\u00e0 in loro i veri \u2018aristocratici\u2019. Izis punta il suo obiettivo anche sui volti affascinati degli spettatori, in particolare dei lavoratori immigrati che gli assomigliano come fossero suoi doppi. Questo microcosmo si rivela il veicolo per una riflessione costante sulla societ\u00e0 e sulla condizione tragicomica dell\u2019uomo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Nel 1965 <\/span><i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">Le Cirque d\u2019Izis<\/span><\/i><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">, pubblicato per le <\/span><span style=\"font-size: 10.0pt;font-family: 'Verdana','sans-serif';color: #404040\">\u00c9ditions Sauret, mostra un fotografo all\u2019apice della sua arte e un grande maestro della costruzione dell\u2019impaginato.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p>  Normal<br \/>\n  0<\/p>\n<p>  14<\/p>\n<p>  false<br \/>\n  false<br \/>\n  false<\/p>\n<p>  IT<br \/>\n  X-NONE<br \/>\n  X-NONE<\/p>\n<p>  MicrosoftInternetExplorer4<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 10]&gt;--><\/p>\n<p> \/* Style Definitions *\/<br \/>\n table.MsoNormalTable<br \/>\n\t{mso-style-name:&#8221;Tabella normale&#8221;;<br \/>\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;<br \/>\n\tmso-tstyle-colband-size:0;<br \/>\n\tmso-style-noshow:yes;<br \/>\n\tmso-style-priority:99;<br \/>\n\tmso-style-qformat:yes;<br \/>\n\tmso-style-parent:&#8221;&#8221;;<br \/>\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;<br \/>\n\tmso-para-margin:0cm;<br \/>\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;<br \/>\n\tmso-pagination:widow-orphan;<br \/>\n\tfont-size:11.0pt;<br \/>\n\tfont-family:&#8221;Calibri&#8221;,&#8221;sans-serif&#8221;;<br \/>\n\tmso-ascii-font-family:Calibri;<br \/>\n\tmso-ascii-theme-font:minor-latin;<br \/>\n\tmso-fareast-font-family:&#8221;Times New Roman&#8221;;<br \/>\n\tmso-fareast-theme-font:minor-fareast;<br \/>\n\tmso-hansi-font-family:Calibri;<br \/>\n\tmso-hansi-theme-font:minor-latin;<br \/>\n\tmso-bidi-font-family:&#8221;Times New Roman&#8221;;<br \/>\n\tmso-bidi-theme-font:minor-bidi;}<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b><span style=\"font-size: 13.0pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: red\">BIOGRAFIA<\/span><\/b><span style=\"font-size: 13.0pt;font-family: 'Arial','sans-serif'\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">Izra\u00eblis Bidermanas alias Izis<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">Gennaio 1911:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> Izra\u00ebl Bidermanas nasce a Marijampole, piccola citt\u00e0 della Lituania, allora sotto il controllo russo, da una famiglia modesta (suo padre possedeva un negozio di porcellane). La \u201cz\u201d del nome \u00e8 dovuta ad un errore dello stato civile..<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1918: <\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">dopo l\u2019indipendenza della Lituania, cambia il suo nome in Izra\u00eblis Bidermanas e alla scuola ebraica i suoi compagni lo soprannominano \u201cil sognatore\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1924:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> nonostante suo padre lo spinga a lavorare come falegname, diventa apprendista fotografo. La pittura lo appassiona e a sedici anni lascia Marijampole per andare a lavorare in altre citt\u00e0 della Lituania. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1930:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> attirato dalla Ville lumi\u00e8re e dai suoi pittori si trasferisce a Parigi. I primi tempi sono molto difficili e lavora come stampatore-ritoccatore presso diversi datori di lavoro che lo sfruttano ma allo stesso tempo gli permettono di dormire nei laboratori. Per un anno lavora anche presso lo studio Arnal, specializzato nelle fotografie di attori.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1933-34:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> lavora come impiegato presso lo studio Rabkine e sposa la figlia del datore di lavoro che gli affida la gestione di un negozio.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1938:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> nasce il figlio Manuel.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1941:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> l\u2019intera famiglia \u00e8 costretta a rifugiarsi in una zona libera, Ambazac vicino Limoges. In Lituania i suoi genitori vengono uccisi dai nazisti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1944:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> in agosto sfugge da un arresto da parte dei tedeschi e con la liberazione di Limoges, raggiunge le FFI e fotografa i partigiani che escono dalla clandestinit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">Inizia ad usare lo pseudonimo di Izis e gli abitanti della regione di Limoges scoprono la sua opera grazie a quattro mostre. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">Suo fratello David viene ucciso con la sua famiglia in Lituania.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1945:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> ritorna a Parigi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1946:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> dopo aver divorziato durante la guerra, sposa Louise Trailin. Realizza ritratti di numerosi scrittori e artisti tra cui Argon, Eluard, Breton\u2026 E cominica a fotografare Parigi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1947:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> ottiene la naturalizzazione francese.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1948:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> nasce la figlia Lise.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1949:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> inizia a collaborare con la rivista Paris Match e realizza dei reportage fin dal primo numero. Questa collaborazione durer\u00e0 per altri venti anni.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1950:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> viene pubblicato il suo primo libro \u201cLes Yeux de l\u2019\u00e2me\u201d e poi \u201cParis des r\u00eaves\u201d che verr\u00e0 ripubblicato sedici volte e venduto in 170.000 esemplari.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1951:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> viene pubblicato \u201cGrand Bal du printemps\u201d realizzato con Jacques Pr\u00e9vert. Viene invitato alla mostra \u201cFive French Photographers\u201d al MoMa di New York con Doisneau, Ronis, Brassa\u00ef e Cartier-Bresson.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1952:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> trascorre del tempo a Londra con Pr\u00e9vert per la realizzazione del libro \u201cChermes de Londres\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1953:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> viene pubblicato \u201cParadis terrestre\u201d con testi di Colette e \u201c The Queen\u2019s People\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1955:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> viene pubblicato \u201cIsra\u00ebl\u201d con prefazione di Andr\u00e9 Malraux e all\u2019Art Institute di Chicago si tiene una sua personale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1963-64:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> \u00e8 l\u2019unico fotogiornalista ammesso da Chagall durante la realizzazione del soffitto dell\u2019Oper\u00e0 di Parigi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1965:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> viene pubblicato il libro \u201cLe Cirque d\u2019Izis\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1969:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> viene pubblicato il libro \u201cLe Monde de Chagall\u201d e lascia Paris Match.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">1977: <\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">viene pubblicato \u201cParis des po\u00e8tes\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\">16 maggio 1980:<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt;font-family: 'Arial','sans-serif';color: #404040\"> muore a Parigi nella sua casa di rue Henri-Pape.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/izis-2-copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12062\" alt=\"Microsoft Word - bozza comunicato stampa\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/izis-2-copia.jpg\" width=\"350\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/izis-2-copia.jpg 350w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/izis-2-copia-300x212.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Z I S &#8221; 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