{"id":17744,"date":"2014-06-10T22:00:27","date_gmt":"2014-06-10T20:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/?p=17744"},"modified":"2014-06-10T22:00:27","modified_gmt":"2014-06-10T20:00:27","slug":"veronica-gaido-al-centenario-di-forte-dei-marmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/2014\/06\/10\/veronica-gaido-al-centenario-di-forte-dei-marmi\/","title":{"rendered":"Veronica Gaido al Centenario di Forte dei Marmi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Microsoft-Word-Documento1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17745\" alt=\"Microsoft Word - Documento1\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Microsoft-Word-Documento1.jpg\" width=\"506\" height=\"812\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/06\/Microsoft-Word-Documento1.jpg 506w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/06\/Microsoft-Word-Documento1-187x300.jpg 187w\" sizes=\"auto, (max-width: 506px) 100vw, 506px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Forte dei Marmi, 9 Giugno 2014 \u2013 In occasione del centenario della fondazione del comune di Forte dei Marmi, l\u2019artista e fotografa <a href=\"http:\/\/www.veronicagaido.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Veronica Gaido<\/a> presenta il nuovo progetto <b>THROUGH THE VIEW<\/b>, una personale interpretazione in dieci immagini, realizzate con l\u2019impiego di un drone, dei luoghi-simbolo che nel corso dei decenni hanno reso Forte dei Marmi una localit\u00e0 apprezzata e riconosciuta in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Legata profondamente al territorio Apuo Versiliese, Veronica Gaido vuole con le sue immagini far scoprire un mondo inesplorato per la maggior parte degli habitu\u00e8s di Forte dei<\/p>\n<p>Marmi. Il pontile, il Fortino, Piazza Navari, Piazza Dante, Piazza Marconi si presentano nelle immagini in mostra come soggetti in movimento che si moltiplicano all\u2019infinito e si susseguono come vibrazioni attraverso lo spazio che percorrono.<\/p>\n<p>Ispirandosi al saggio \u201cFilosofia del Paesaggio\u201d di George Simmel, scritto un secolo fa, Veronica Gaido ritiene che il paesaggio sia un oggetto preciso della riflessione filosofica e che non possa essere adeguatamente compreso e salvaguardato se ci si rifiuta di prendere in considerazione la sua dimensione estetica e storica.<\/p>\n<p>Nel nuovo lavoro dell\u2019artista Veronica Gaido \u00e8 esplicito il rimando al movimento futurista e, in particolare, alla figura dell\u2019artista viareggino Uberto Bonetti, noto per le sue vedute aeree acquerellate del pontile e del fortino di Forte dei Marmi.<\/p>\n<p>Fortemente persuasa dall\u2019idea di voler offrire un\u2019immagine inedita del territorio e di mostrare da prospettive mai viste prima i tesori nascosti della Versilia, Veronica Gaido ha realizzato il progetto avvalendosi di un veicolo radiocomandato, un drone, dotato di appositi sensori e sistemi di navigazione assistita che consentono di effettuare riprese fotografiche da prospettive fino ad ora impossibili da ottenere se non tramite produzioni ad elevato budget.<\/p>\n<p>Individuata l\u2019area da fotografare, si \u00e8 proceduto con la pianificazione dettagliata del percorso di volo, dei soggetti da riprendere, delle scene e delle inquadrature. Per sfruttare al meglio la luce sono stati scelti anche l\u2019orario e l\u2019altezza\/prospettiva dei voli. Il materiale fotografico cos\u00ec ottenuto, \u00e8 stato poi selezionato e ottimizzato, e nella fase finale proposto in qualit\u00e0 HD.<\/p>\n<p><i>Through the view<\/i> \u00e8 una mostra che insieme a Massimo Rebecchi supporta la Fondazione Andrea Bocelli.<\/p>\n<p><strong>\u00a0L<\/strong><b>a visione del paesaggio nelle immagini di Veronica Gaido \u2013 a cura di Enrico Mattei<\/b><br \/>\nIl paesaggio nasce da una contemplazione sentimentale della natura. Il termine \u201cpaesaggio\u201d, presuppone la visione di un panorama, di uno spazio delimitato dallo sguardo dell\u2019uomo, di una parte di territorio sottratta alla totalit\u00e0 della natura, osservata da un punto determinato, che suscita particolari impressioni. Il paesaggio si forma dunque in seguito ad un atto di delimitazione ai nostri occhi della natura, un atto spirituale, una disposizione dello spirito, una percezione che differenzia il paesaggio dalla natura. C\u2019\u00e8 paesaggio quando c\u2019\u00e8 una compresenza di elementi che hanno tra loro una relazione. L\u2019insieme degli elementi considerati forma un\u2019unit\u00e0, un\u2019immagine univoca e fa s\u00ec che ci sia paesaggio. Rivolgere l\u2019attenzione al paesaggio vuol dire vedere la molteplicit\u00e0 dei rapporti esistenti tra le cose. Il paesaggio non \u00e8 qualcosa di dato o di definito, bens\u00ec una realt\u00e0 in continuo mutamento, una mutevole totalit\u00e0 di relazioni. Esso \u00e8 l\u2019accadere di ci\u00f2 che vi \u00e8 compreso.<\/p>\n<p>Anche nelle foto di Veronica Gaido, i paesaggi e le vedute sono dati dalla compresenza di elementi in continuo rapporto tra loro, non vi \u00e8 la preminenza di un oggetto sugli altri nelle sue opere, ma ci\u00f2 che conta \u00e8 la singolarit\u00e0 di ciascuno e le relazioni che lo legano agli altri oggetti del paesaggio rappresentato. Nelle immagini di Veronica non esiste qualcosa di secondario, cos\u00ec come non esiste qualcosa di secondario nella natura, ma tutto \u00e8 ugualmente necessario, ugualmente bello, perch\u00e9 qualsiasi fenomeno della natura pu\u00f2 divenire un oggetto artistico e in qualsiasi oggetto naturale pu\u00f2 essere rappresentata la creativit\u00e0. La concezione che l\u2019artista ha del paesaggio \u00e8 una concezione che esula i limiti spaziali e temporali del mondo esteriore, il paesaggio di Veronica \u00e8 una dimensione dello spirito, un ritaglio della natura generato dalla compenetrazione del mondo esteriore e del mondo interiore, pertanto, lo spazio e il tempo convenzionali valgono soltanto relativamente per esso. Passato, presente e futuro sono spesso compresenti contemporaneamente nelle foto dell\u2019artista fondendosi in un&#8217;unica dimensione sovratemporale in cui spesso la stessa rappresentazione dello spazio corrisponde ad una raffigurazione del tempo.<\/p>\n<p>L\u2019universo di Veronica Gaido \u00e8 un organismo vivo, dinamico, in continuo rapporto con l\u2019animo dell\u2019uomo; la contemplazione sentimentale del paesaggio \u00e8 una condizione necessaria per la comprensione del dettaglio e del senso del territorio. Lo spettacolo della natura genera nell\u2019animo dell\u2019artista stati d\u2019animo e sentimenti che vanno ben oltre la semplice contemplazione estetica di una natura sentita come altro da s\u00e9 o come Eden perduto di un tempo passato, ma che danno vita a paesaggi in cui natura e mondo interiore dell\u2019artista si confondono. Nel suo animo si instaura un sentimento di profonda empatia con gli elementi, tutti, come abbiamo visto, in relazione tra loro nella costituzione del paesaggio. Tale sentimento di empatia \u00e8 una partecipazione mistica dell\u2019artista alle diverse prospettive dei punti di vista; partecipazione sentimentale che permette appunto la relazione esistente tra il paesaggio e il suo mondo interiore.<\/p>\n<p><b>Biografia dell\u2019artista<\/b><\/p>\n<p><b>Veronica Gaido<\/b>, muove i primi passi nel mondo fotografico ancora adolescente, trasferendosi prima a Milano, dove studia all\u2019Istituto Italiano di Fotografia e poi, nelle grandi metropoli per ampliare le sue esperienze.<\/p>\n<p>Artista, ritrattista e fotografa di moda, Veronica collabora con i pi\u00f9 importanti brand di moda e case editrici nazionali dai primi anni novanta che la portano a New York e Miami per le prime campagne pubblicitarie anche se, il suo occhio, va oltre dedicandosi al ritratto che la porta ad un lavoro di ricerca pi\u00f9 intimistico.<\/p>\n<p>Nel 2001 collabora con la Biennale di Venezia di Harald Szeemann per il Bunker Poetico di Marco Nereo Rotelli. Nell\u2019agosto del 2002 esordisce con la sua prima mostra \u201cSabbie Mobili\u201d presso Massimo Rebecchi a Forte dei Marmi curata da Maurizio Vanni.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019esperienza fotografica, Veronica Gaido ha sentito l\u2019esigenza di cambiare, di esplorare nuove prospettive utilizzando un \u201cdrone\u201d per riprese aeree dedicandosi alla creazione del video della Fondazione Henraux e Henraux che presenter\u00e0 alla Triennale di Milano nel 2012. Nello stesso anno, la fotografa fa parte della giuria Premio Fondazione Henraux, presieduta da Philippe Daverio, creando il progetto \u201cConsapevolezza della Materia\u201d che esporr\u00e0 a Paris Photo.<\/p>\n<p>Nel 2012 inizia un tour tra India, Bangladesh e Africa che dar\u00e0 luce al progetto \u201cAtman\u201d curata da Enrico Mattei e Roberto Mutti per iniziare una mostra itinerante che toccher\u00e0 Pietrasanta, Milano, Londra, Parigi e New Delhi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.veronicagaido.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.veronicagaido.com<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.airvideohd.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.airvideohd.com<\/a><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Forte dei Marmi, 9 Giugno 2014 \u2013 In occasione del centenario della fondazione del comune di Forte dei Marmi, &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":17747,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17744","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-manifestazioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17744","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17744"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17744\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17747"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17744"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17744"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17744"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}