{"id":20645,"date":"2014-11-29T10:29:00","date_gmt":"2014-11-29T09:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/?p=20645"},"modified":"2014-11-29T10:29:00","modified_gmt":"2014-11-29T09:29:00","slug":"portfolio-italia-2014-finale-bibbiena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/2014\/11\/29\/portfolio-italia-2014-finale-bibbiena\/","title":{"rendered":"Portfolio Italia 2014 &#8211; Finale &gt; Bibbiena"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/portfolio-italia-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20646\" alt=\"Microsoft Word - Documento1\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/portfolio-italia-1.jpg\" width=\"452\" height=\"772\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/portfolio-italia-1.jpg 452w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/portfolio-italia-1-176x300.jpg 176w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/a><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center\"><strong>Bibbiena &#8211; 29 Novembre 2014<\/strong><\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center\"><strong>IL GRAN FINALE<\/strong><br \/>\n<strong>DI PORTFOLIO ITALIA PREMIO APROMASTORE<\/strong><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/portfolio-italia1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20769\" alt=\"portfolio italia\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/portfolio-italia1.jpg\" width=\"700\" height=\"525\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/portfolio-italia1.jpg 700w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/portfolio-italia1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/tutti-i-finalisti1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20770\" alt=\"tutti i finalisti\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/tutti-i-finalisti1.jpg\" width=\"700\" height=\"525\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/tutti-i-finalisti1.jpg 700w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/tutti-i-finalisti1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a>TUTTI GLI AUTORI FINALISTI<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/i-tre-autori-finalisti2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20771\" alt=\"i tre autori finalisti\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/i-tre-autori-finalisti2.jpg\" width=\"700\" height=\"525\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/i-tre-autori-finalisti2.jpg 700w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/i-tre-autori-finalisti2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a>I TRE AUTORI FINALISTI<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">______________________<\/p>\n<p><b>L&#8217;opera che vince il Portfolio Italia 2014 \u00e8 Donne del digiuno<br \/>\ndi Francesco Francaviglia commentato da Silvano Bicocchi<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Donne-del-digiuno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20761\" alt=\"Donne del digiuno\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Donne-del-digiuno.jpg\" width=\"454\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/Donne-del-digiuno.jpg 454w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/Donne-del-digiuno-240x300.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201c Le Donne del digiuno\u201d sono i ritratti delle donne siciliane che nel luglio del<br \/>\n1992, nel giorno del funerale del magistrato Paolo Borsellino, diedero vita con il<br \/>\npubblico digiuno a una sorprendente protesta civile contro la mafia.<br \/>\nFu Gandhi, per primo, ad adottare il digiuno come strumento non violento di<br \/>\nlotta politica per la conquista dei diritti civili. Egli pratic\u00f2 il digiuno con gli stessi<br \/>\nsignificati che esso ha nelle religioni, ovvero l\u2019assunzione da parte di chi lo<br \/>\nesercita di responsabilit\u00e0 e purificazione.<br \/>\nNel contesto di quel giorno tristissimo del \u201892, il digiuno fu segno di<br \/>\nresponsabilit\u00e0 nell\u2019assumere un atteggiamento mentale opposto a quello<br \/>\ndell\u2019indifferenza verso il fenomeno mafioso e di purificazione da tutte le forme di<br \/>\ninfluenza culturale che la mafia esercita.<br \/>\nNell\u2019opera di Francesco Francaviglia ogni volto racconta con i segni fisiognomici<br \/>\nl\u2019unicit\u00e0 di una storia umana, ma tutte sono vicende di dolore privato causate da<br \/>\npubbliche trame del fenomeno mafioso!<br \/>\nQueste donne, nei loro ritratti, ci appaiono con occhi che sanno cosa guardare e<br \/>\ncome porsi, negli scenari intimi del proprio vissuto che la memoria custodisce ed<br \/>\nelabora con affetto verso i loro cari, vittime di mafia, e con amore per la libert\u00e0.<br \/>\nAnche la fotografa etizia Battaglia era tra quelle donne ed \u00e8 oggi tra questi volti<br \/>\nilluminati e avvolti nel buio, nella stessa oscurit\u00e0 dalla quale lei fece emergere,<br \/>\nnel 1993, il volto della vedova Rosaria Schifani chiusa nel dolore del lutto. Con<br \/>\nquesta scelta visiva, inusuale, il linguaggio della Battaglia pass\u00f2 dal rumore della<br \/>\nmetafora fotogiornalistica, al silenzio metafisico della metonimia artistica.<br \/>\nE\u2019 metonimico anche il linguaggio fotografico di Francesco Francaviglia quando<br \/>\nlegge, dopo oltre vent\u2019anni, in ogni ritratto, quel personale messaggio intimo<br \/>\ncomunicato dai segni lasciati sul volto dall\u2019elaborazione di sofferti vissuti o di<br \/>\nstrazianti lutti. Ma nella coralit\u00e0 dei messaggi di queste madri, mogli, sorelle,<br \/>\ncompagne, prende forma la metafora del femminile con la sua natura capace di<br \/>\naccogliere la vita, consolare e proteggere il ferito e difendere la memoria di chi \u00e8<br \/>\nmorto.<br \/>\nIl volto della donna siciliana che prende forma dalla maestosa coralit\u00e0 de \u201c e<br \/>\nDonne del digiuno\u201d mostra una viscerale energia nel rifiuto del rassegnarsi al<br \/>\npotere mafioso e promuove, contro le evidenze del passato e del presente, la fede<br \/>\nin un futuro di libert\u00e0.<\/p>\n<p>____________________________<\/p>\n<p><b>Secondo Premio ex-aequo <\/b><b><br \/>\nSergio Ceglio con il lavoro Istambul commentato da Pippo Pappalardo<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Istambul.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20762\" alt=\"Istambul\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Istambul.jpg\" width=\"426\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/Istambul.jpg 426w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/Istambul-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 426px) 100vw, 426px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cIstambul\u201d \u00e8 una metafora, anzi, un \u201cviaggio metaforico\u201d, un disporre della<br \/>\nrappresentazione dello spazio e del tempo, che va emergendo dentro e fuori di noi, per<br \/>\nagganciare, con un salto linguistico ulteriore, possibili significati, magari quelli che il<br \/>\nviaggio incontra poich\u00e9 liberatesi lungo il percorso.<br \/>\nPerch\u00e9 Istambul? Perch\u00e9 \u201cisten polis\u201d, \u201cquesta \u00e8 la citt\u00e0\u201d, il cui nome assume morfemi<br \/>\nlessicali diversi al variar del destino e della storia; perch\u00e9, come ricorda l\u2019Autore, \u00e8 una<br \/>\ncitt\u00e0 scissa, divisa, in perenne vigilia di una scelta: porta d\u2019Oriente o d\u2019Occidente? pupilla<br \/>\ndell\u2019Islam o radice di tante religioni? culla dello ius romano o tollerata ospite della comunit\u00e0<br \/>\neuropea?<br \/>\nE gi\u00e0 la sequenza si confronta con la storia: chiese latine divenute moschee, oggi, sono<br \/>\nmusei; e le donne hanno un volto e uno sguardo sempre diverso; ed il fotografo, con felice<br \/>\nespressione, dichiara di volere immergersi e penetrare la \u201cmeraviglia di una scelta laddove<br \/>\nle sue e le altrui paure diventano richiami per la coscienza\u201d. Anche perch\u00e9 la citt\u00e0 \u00e8<br \/>\ncreatura dell\u2019uomo per eccellenza e viaggiarvi dentro comporta decifrarne il rapporto<br \/>\ninteriore. La sequenza, allora, ci parla \u201cdi un incessante colloquio con l\u2019inconscio, l\u2019ignoto,<br \/>\nil mistero della citt\u00e0\u201d, perch\u00e9 la citt\u00e0, aggiungiamo noi, topos dell\u2019abitare e della modernit\u00e0,<br \/>\n\u00e8 il luogo dove cercare con evidenza le tracce di una civilt\u00e0.<br \/>\nCeglio articola una proposta espressiva di tipo artistico-narrativo laddove gli elementi<br \/>\nindagati suggeriscono quanto cercato o intuito; e, talvolta, la sua stessa sorpresa. Ogni<br \/>\nincontro \u00e8 provocato da una domanda, da un\u2019attesa di risposta ma solo le immagini<br \/>\nsoddisfano la necessit\u00e0 da cui erano nate. E sono immagini raccolte senza rincorrere la<br \/>\nrealt\u00e0, senza meramente obbedire alla ricerca di una nuova forma, senza compiacimenti<br \/>\nretinici; immagini, piuttosto, come prelievi sui quali promuovere la trasformazione capace<br \/>\ndi suggerire, alludere, svelare. Un laboratorio dell\u2019immaginario che, a mio avviso, trova in<br \/>\nAckermann un prestigioso quanto lusinghiero momento di confronto stilistico.<\/p>\n<p>____________________________<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Secondo Premio ex-aequo<br \/>\nFabrizio Tempesti con l&#8217;opera Manichini commentata da Cristina Paglionico<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/manichini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20763\" alt=\"manichini\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/manichini.jpg\" width=\"567\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/manichini.jpg 567w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/manichini-300x300.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2014\/11\/manichini-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/a><br \/>\nPoco dopo le sette del mattino del primo dicembre 2013 un passante nota una colonna di fumo<br \/>\nsprigionarsi dal capannone occupato dall\u2019azienda \u201cTeresa Moda\u201d nella zona industriale del<br \/>\nMacrolotto a Prato: all\u2019interno un numero imprecisato di operai cinesi che, come molti connazionali,<br \/>\nlavorano e vivono nella fabbrica, entro loculi in cartongesso adibiti a dormitorio. L\u2019incendio si<br \/>\nsviluppa in pochi minuti e solo molte ore pi\u00f9 tardi si potr\u00e0 fare la conta dei morti: sono sette<br \/>\nperch\u00e9 qualcuno \u00e8 riuscito a scappare prima del crollo di una parte della struttura. Una scintilla in<br \/>\nmezzo ai tessuti e al cellophane, le bombole del gas usate per cucinare e le stufe elettriche per<br \/>\nriscaldarsi sono stati probabilmente la causa dell\u2019innesco e del veloce propagarsi dell\u2019incendio.<br \/>\nL\u2019affollamento, le condizioni precarie delle strutture, la provvisoriet\u00e0 in cui vivono migliaia di cinesi a Prato, hanno fatto il resto.<br \/>\nFabrizio Tempesti percorre i luoghi della tragedia, scruta tra i resti anneriti dal fuoco con una<br \/>\npiccola fotocamera da cellulare in luogo della prepotente reflex. C\u2019\u00e8 bisogno di sguardi e<br \/>\nconsapevolezza, c\u2019\u00e8 bisogno di rispetto per introdursi dentro la comunit\u00e0 colpita. Il lavoro<br \/>\nfotografico \u00e8 sorprendentemente efficace nella sua sinteticit\u00e0: detriti in un ampio spazio quasi<br \/>\nsenza finestre, come un lurido sepolcro, una sedia simulacro delle inutili attese degli scampati, uno<br \/>\nscomposto scheletro di grucce contorte, arse le budella dei cavi di un ferro da stiro.<br \/>\nSenza rabbia, silenziosa \u00e8 la commemorazione dei connazionali. I semplici lumini votivi sono<br \/>\naccompagnati da sguardi spenti e rassegnati: il ricordo delle vittime durer\u00e0 come la fiamma che<br \/>\ngi\u00e0 si spegne nella cera liquefatta. La vita continua, indifferente al dolore. Sul muro dei Tazebao,<br \/>\nnel cuore della Chinatown pratese, si leggono le offerte di lavoro. Si torna nelle tane, sui giacigli<br \/>\nimprovvisati, nello sporco, nel freddo, nei luoghi abitati dalla miseria di essere senza nome, senza<br \/>\nvolto, senza futuro. Sagome umane popolano le mura degli stabilimenti della moda, come fantocci.<br \/>\nDi contraltare i manichini di plastica rispondono dalle vetrine della citt\u00e0, muti, inespressivi, nella<br \/>\nloro congelata idea di eleganza. Non \u00e8 il mondo della Moda che ci fa paura, possiamo difenderci<br \/>\ndall\u2019essere, in quel senso, tutti uguali. Ci spaventa invece il modo in cui tolleriamo che possa<br \/>\nesistere un popolo di diseredati, privi di diritti, prigionieri di un mondo in cui, invece, non riusciamo ancora ad essere tutti uguali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/portfolio-italia-copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20768\" alt=\"portfolio italia copia\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/toscana\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/portfolio-italia-copia.jpg\" width=\"118\" height=\"109\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bibbiena &#8211; 29 Novembre 2014 IL GRAN FINALE DI PORTFOLIO ITALIA PREMIO APROMASTORE TUTTI GLI AUTORI FINALISTI I TRE AUTORI &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":20647,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-20645","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-manifestazioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20645","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20645"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20645\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20647"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20645"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20645"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/toscana\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20645"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}