{"id":347,"date":"2013-04-06T10:02:45","date_gmt":"2013-04-06T08:02:45","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/trentino\/?p=347"},"modified":"2013-04-06T10:02:45","modified_gmt":"2013-04-06T08:02:45","slug":"alois-beer-1900-1910-panorami-fotografici-del-garda-dalle-collezioni-del-kriegsarchiv-di-vienna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/alois-beer-1900-1910-panorami-fotografici-del-garda-dalle-collezioni-del-kriegsarchiv-di-vienna\/","title":{"rendered":"Alois Beer 1900-1910. Panorami fotografici del Garda dalle collezioni del Kriegsarchiv di Vienna"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<div dir=\"ltr\">\n<blockquote>\n<div dir=\"ltr\">\n<table width=\"100%\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/Alois-Beer.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-349\" title=\"Alois Beer\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/Alois-Beer-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" \/><\/a><span style=\"color: #a6a6a6;font-family: Arial;font-size: medium\">A cura di Alberto Prandi<\/span><span style=\"text-decoration: underline\">Inaugurazione<\/span>: 13 aprile 2013, ore 18<\/p>\n<p><span style=\"color: #a6a6a6;font-family: Arial\">Ulteriori informazioni ed immagini:\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Comunicato Stampa<\/p>\n<p>Prosegue il progetto dedicato alla fotografia storica legata all&#8217;area gardesana e del Tirolo portato avanti negli anni dal Mag Museo Alto Garda.<br \/>\nDopo con le precedenti mostre dedicate ad Alessandro Oppi e ai Lotze.<br \/>\nIl 13 aprile 2013 inaugurer\u00e0 negli spazi del Museo di Riva del Garda la mostra\u00a0Alois Beer. 1900-1910. Panorami fotografici del Garda dalle collezioni del Kriegsarchiv di Vienna, che segue le precedenti esposizione dedicate ad Alessandro Oppi e ai Lotze.<br \/>\nOltre all&#8217;organizzazione della mostra, il Mag ha voluto arricchire il proprio archivio fotografico con un fondo dedicato ad Alois Beer, che conster\u00e0 di 350 digitalizzazioni delle immagini acquisite dal Kriegsarchiv di Vienna, alle quali si andranno ad aggiungere circa 80 stampe vintage. Il fondo Beer del Mag sar\u00e0 oggetto di un catalogo che repertoria e storicizza le opere, la cui pubblicazione \u00e8 prevista per il mese di giugno 2013.<br \/>\nLa formazione della collezione Alois Beer presso il Museo di Riva del Garda rappresenta una valorizzazione importante, sia per il consistente numero di immagini acquisite che per la loro qualit\u00e0, dell&#8217;archivio fotografico del Mag Museo Alto Garda.<\/p>\n<p>Questa mostra svela, per la prima volta dopo un secolo, un autentico tesoro: il sorprendente rilevamento fotografico del lago di Garda effettuato da Alois Beer (1840-1916) che torna alla luce a poco pi\u00f9 d&#8217;un secolo dalla sua realizzazione. Praticamente inedita, la serie di negativi fotografici \u00e8 rimasta per tutti questi anni custodita e protetta nelle collezioni del Kriegsarchiv di Vienna.<br \/>\nLe immagini sono state riprese nei primissimi anni del Novecento, e tutt&#8217;oggi questa serie rappresenta il pi\u00f9 consistente corpus fotografico noto di documentazione sistematica del Garda realizzato da un solo autore.<br \/>\nAlois Beer. 1900-1910. Panorami fotografici del Garda nelle collezioni del Kriegsarchiv di Vienna\u00a0\u00e8 una mostra curata da Alberto Prandi. Rester\u00e0 allestita al Museo di Riva del Garda dal 14 aprile al 3 novembre. L\u2019esposizione, promossa dal Mag Museo Alto Garda, prosegue il progetto dedicato alla fotografia storica legata all&#8217;area gardesana e del Tirolo portato avanti negli anni dal Mag.<\/p>\n<p>Le 350 immagini furono riprese da Alois Beer nel corso dei suoi viaggi fotografici destinati a incrementare il ricco catalogo di fotografie indirizzato al pubblico austro-ungarico.<br \/>\nQuando il fotografo carinziano giunse al lago di Garda godeva da tempo di gran fama, il suo studio di Klangenfurt era ritenuto uno dei pi\u00f9 prestigiosi del tempo e le collezioni di vedute panoramiche e urbane contavano una variet\u00e0 di soggetti che contemplava oltre i pi\u00f9 significativi siti dell\u2019Impero austro-ungarico anche immagini di localit\u00e0 e territori Italiani, Francesi, Belgi, Spagnoli, Greci, Egiziani, Palestinesi, Turchi, Siriani e del Nord Africa.<\/p>\n<p>Alois Beer, con le sue vedute panoramiche del Garda pare volerci riproporre lo stupore di Goethe alla vista del lago, e sembra manifestare la medesima necessit\u00e0 di partecipazione empatica allo spettacolo imponente della natura che appartenne alla cultura romantica.<\/p>\n<p>Al tempo della campagna fotografica del Garda, Beer aveva maturato una lunga consuetudine di viaggio, ma l\u2019esperienza, la confidenza e la frequentazione di paesi e genti tanto differenti tra loro, non aveva spento in Beer n\u00e9 l\u2019originale curiosit\u00e0 che ha governato il suo sguardo, n\u00e9 la capacit\u00e0 di rappresentare fotograficamente con una cifra individuale assolutamente originale gli aspetti naturalistici e ambientali del Garda, enfatizzandone gli effetti atmosferici, le digradazioni prospettiche, i contrasti tra gli elementi senza mai concedersi inflessioni pittorialiste allora tanto in voga.<\/p>\n<p>Alois Beer, nato a Budapest da famiglia carinziana, appena ventitreenne apr\u00ec il proprio studio fotografico a Vienna e poco dopo una filiale a Klagenfurt dove si trasfer\u00ec lasciando lo studio viennese al socio Ferdinad Mayer con cui apr\u00ec una ulteriore filale a Graz. I suoi atelier erano frequentati da chi ambiva a un suo ritratto mentre crescevano i suoi impegni in ambiti esterni. A lui vennero commissionate campagne fotografiche di documentazione, ad esempio, delle nuove linee ferroviarie dell\u2019Impero e nel 1882 gli venne conferito il titolo di Fotografo della Imperial Regia Corte, riconoscimento cui si aggiunse quello di Fotografo dell\u2019Imperial Regia Marina.<br \/>\nIl 1879, in particolare, fu un anno decisivo: Beer pubblic\u00f2 un reportage sui danni provocati da una slavina alle cittadine carinziane di Bleiberg e H\u00fcttendorf e, a distanza di pochi mesi, fu premiato con la medaglia d\u2019oro per l\u2019arte e la scienza conquistando quindi l\u2019attenzione della scena nazionale.<br \/>\nEgli inizi\u00f2 in questo periodo ad estendere il suo repertorio fotografico oltre la regione carinziana. Nel 1885 fece il suo primo importante viaggio, in Grecia, al quale sarebbero seguiti quelli in Palestina ed Egitto, Nord Africa, Turchia, Siria, Francia, Belgio, Spagna e Italia, oltre che a pi\u00f9 brevi viaggi in varie zone dell\u2019Impero austro-ungarico. Il catalogo di immagini del suo Studio giunse a proporre ventimila immagini di paesaggio, una mole impressionante per quegli anni. Immagini che egli vendeva ovunque, anche grazie a un rete di corrispondenti in tutta Europa.<br \/>\nIl fondo fotografico di Alois Beer, conservato al Kriegsarchiv di Vienna, comprende le oltre 30.000 lastre appartenenti al fotografo e presenti nel suo catalogo vendite, edito nel 1910 e integrato nel 1914.<\/p>\n<p><span style=\"color: #a6a6a6;font-family: Arial;font-size: x-small\">A cura di Alberto Prandi<br \/>\nMuseo Alto Garda &#8211; Riva del Garda Piazza C. Battisti, 3\/A &#8211; 38066 Riva del Garda &#8211; tel. 0464 573869 &#8211; fax. 0464 573868<br \/>\nDal 14 aprile al 3 novembre 2013<br \/>\nOrari: dalle 10 alle 18. Chiuso il luned\u00ec.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>Ufficio stampa: Studio ESSECI; tel. 049 663499;\u00a0<a href=\"mailto:info@studioesseci.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@studioesseci.net<\/a>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Alberto PrandiInaugurazione: 13 aprile 2013, ore 18 Ulteriori informazioni ed immagini:\u00a0 Comunicato Stampa Prosegue il progetto dedicato &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":349,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-347","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/media\/349"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/trentino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}