{"id":1706,"date":"2022-04-03T18:10:10","date_gmt":"2022-04-03T16:10:10","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/?p=1706"},"modified":"2022-04-03T18:34:09","modified_gmt":"2022-04-03T16:34:09","slug":"mostra-fotografica-antonio-faccilogo-e-gabriele-cecconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/mostra-fotografica-antonio-faccilogo-e-gabriele-cecconi\/","title":{"rendered":"MOSTRA FOTOGRAFICA: ANTONIO FACCILONGO E GABRIELE CECCONI"},"content":{"rendered":"<p>Istanti Fotografia e Cultura\u00a0ha il piacere di presentare un&#8217;unica mostra fotografica che vedr\u00e0 protagonisti due lavori e due autori di grande spessore:<br \/>\n<strong>Habibi di Antonio Faccilongo<\/strong><br \/>\ne<br \/>\n<strong>Ti\u00e0W\u00f9K di Gabriele Cecconi.<\/strong><br \/>\nLe mostre verranno inaugurate\u00a0 <strong>venerd\u00ec 8 aprile alle ore 18:00 &#8211; <\/strong>presso la sede Istanti in Via Cartolari, 19 &#8211; Perugia<\/p>\n<p>Ingresso libero &#8211; aperto il week end dalle 18.00 alle 20.00 fino a domenica 15 maggio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1715\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-02-at-17.03.03-206x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-02-at-17.03.03-206x300.jpeg 206w, https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-02-at-17.03.03-703x1024.jpeg 703w, https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-02-at-17.03.03-768x1118.jpeg 768w, https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-02-at-17.03.03-1055x1536.jpeg 1055w, https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-02-at-17.03.03.jpeg 1099w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019espressione mondo arabo \u00e8 usata convenzionalmente per indicare i ventidue stati appartenenti alla Lega Araba. Circa 500 milioni di persone fanno parte di questa lega.<br \/>\nQuesto mondo seppur unito dal nocciolo tradizionale comune dell\u2019islam, \u00e8 attraversato da forti differenziazioni e contrasti dovuti alla peculiarit\u00e0 etniche, culturali ed economiche dei singoli stati.<br \/>\nLo scopo di questa esposizione \u00e8 quello di cercare un dialogo (o scontro) tra due visioni opposte e complementari di questo<br \/>\nmondo, mettendo cos\u00ec a confronto due realt\u00e0 apparentemente inconciliabili, quelle di Kuwait e Palestina.<br \/>\n_________________________<br \/>\n??????<br \/>\nHabibi \u00e8 la cronaca di una storia d&#8217;amore ambientata in uno dei pi\u00f9 lunghi e complicati conflitti contemporanei, la guerra israelo-palestinese.<br \/>\nLe mogli dei prigionieri palestinesi si sono rivolte al contrabbando di sperma per concepire figli dai loro mariti che stanno scontando lunghe pene nelle prigioni israeliane. Circa 7.000 palestinesi sono detenuti, e quasi 1.000 affrontano pene di 20 anni o pi\u00f9.<br \/>\nNegli ultimi 7 anni, secondo l&#8217;ospedale Razan di Nablus che fornisce trattamenti di fecondazione in vitro in Cisgiordania, sono nati circa 100 bambini. Questi trattamenti sono offerti gratuitamente a queste donne perch\u00e9 i loro mariti sono considerati dalla collettivit\u00e0 come martiri viventi che hanno rinunciato alla loro libert\u00e0 per la patria.<br \/>\nLe visite coniugali sono negate e i prigionieri palestinesi possono vedere i loro familiari pi\u00f9 stretti attraverso una finestra di vetro. Con la scusa di fare regali ai loro figli, i prigionieri mettono il loro sperma in tubi di penna vuoti e lo nascondono dentro barrette di cioccolato. Questo \u00e8 il metodo pi\u00f9 comune tra i prigionieri e l&#8217;unica speranza per le loro mogli di avere nuovi figli e crescere una famiglia.<br \/>\nLa vita di queste donne \u00e8 sospesa in un&#8217;eterna attesa del ritorno dei loro cari. La fecondazione in vitro \u00e8 un modo per non arrendersi alla condizione di prigionia dei loro mariti e affrontare con coraggio le difficolt\u00e0 della vita quotidiana crescendo i loro figli da sole in una zona di guerra. Questa zona troppo spesso viene mostrata solo come un luogo di guerra e di conflitto, pieno di contrasti, soldati, azioni militari e armi. Habibi, che in arabo significa &#8220;il mio amore&#8221;, cerca di mostrare l&#8217;impatto del conflitto sulle famiglie palestinesi analizzando le difficolt\u00e0 affrontate nel preservare la loro dignit\u00e0 umana e cercando di capire la realt\u00e0 nascosta dietro la guerra.<br \/>\n??????? ??????????<br \/>\nAntonio Faccilongo \u00e8 un fotografo documentarista e filmmaker italiano, docente di fotografia alla Rome University of Fine Arts.<br \/>\n\u00c8 Fujifilm X-Photographer e rappresentato da Getty Images.<br \/>\nDopo la laurea in scienze della comunicazione e un master in fotogiornalismo, ha focalizzato la sua attenzione sull&#8217;Asia e il Medio Oriente, principalmente in Israele e Palestina, coprendo questioni sociali, politiche e culturali.<br \/>\nI suoi progetti a lungo termine sulle donne e le loro famiglie in Palestina hanno ricevuto diversi premi e sovvenzioni tra cui il World Press Photo story of the year, il 1\u00b0 premio nella categoria progetti a lungo termine al World Press Photo, FotoEvidence Book Award con World Press Photo, Getty editorial grant e il 1\u00b0 premio World Understanding Award al POYi Pictures of the year International.<br \/>\nI suoi lavori sono stati esposti a livello internazionale in numerose mostre e festival tra cui 2 volte al World Press Photo Festival, Les Rencontres d&#8217;Arles, Zoom Festival, Festival della fotografia etica, ed \u00e8 stato pubblicato in alcune delle pi\u00f9 importanti pubblicazioni internazionali tra cui National Geographic, Time, Stern, Der Spiegel, Le Monde, Geo, The Guardian, 6Mois, Paris Match, Focus, Sette, L&#8217;Espresso, Internazionale e molti altri.<br \/>\n________________________<br \/>\n??\u00e0?\u00f9?<br \/>\nQuesta esplorazione visiva \u00e8 un viaggio su un altro pianeta. Ti\u00e0w\u00f9k \u00e8 un pianeta situato in una galassia abbastanza vicina a noi, \u00e8 piccolo rispetto alla terra e le condizioni ambientali sono estreme ma abbastanza adatte alla crescita e all&#8217;adattamento della vita umana. Dopo anni di osservazione astronomica l&#8217;umanit\u00e0 ha trovato per la prima volta un altro pianeta con vita umana e questa \u00e8 la sua documentazione visiva. Questo pianeta \u00e8 abitato da 4 milioni di persone e solo il 6% della terra \u00e8 coltivabile. I veri cittadini sono solo circa 1 milione e gli altri abitanti sono espatriati che vi lavorano da altri pianeti vicini. Secondo le informazioni a nostra disposizione il pianeta \u00e8 stato colonizzato di recente e dopo molti anni \u00e8 stata scoperta una fonte segreta di energia: in pochissimo tempo \u00e8 diventato una dei pianeti pi\u00f9 ricchi di tutto l&#8217;universo. Una parte della popolazione che solo recentemente ha scoperto la ricchezza economica, secondo le nostre osservazioni, soffre di disturbi psicologici i cui sintomi si ritrovano in una visione pseudo-materialista e distopica del mondo circostante. Sappiamo che il mondo esterno che creiamo e viviamo \u00e8 un riflesso del nostro mondo interiore e sappiamo anche che la mancanza di consapevolezza interiore e l&#8217;attaccamento sono le fonti della sofferenza che proiettano la mente umana lontana dal s\u00e8. In Kuwait il disagio interiore esacerbato da un&#8217;errata ricezione del modello capitalista incontra la ricchezza economica dando forma al concetto di &#8220;economical fantasy&#8221; che disvela la costruzione di una visione distorta della vita e della realt\u00e0 tesa tra i suoi eccessi e le sue contraddizioni.<br \/>\n???????? ???????<br \/>\nGabriele Cecconi \u00e8 un fotografo documentarista italiano interessato a questioni culturali, politiche e ambientali. Si \u00e8 avvicinato alla fotografia dopo una laurea in legge e nel 2015 \u00e8 stato selezionato da Camera Torino e Leica per una masterclass con il fotografo Magnum Alex Webb. Da allora ha realizzato diversi reportage fino al 2018 quando ha iniziato a lavorare su progetti a lungo termine.<br \/>\nIl suo progetto sulle conseguenze ambientali della migrazione dei Rohingya nel sud del Bangladesh ha ricevuto numerosi premi internazionali tra cui il Yves Rocher Photography Award al Visa pour l&#8217;image, Andrei Stenin Grand Prix, PX3 photographer of the year e il LUMIX Sustainability award tra gli altri.<br \/>\nIl suo lavoro \u00e8 stato esposto a livello internazionale in musei, festival e gallerie tra cui il Museo di Stato Ermitage, la sede delle Nazioni Unite, Photo Vogue Festival, Ethical Photography Festival ed \u00e8 stato pubblicato da giornali italiani e internazionali tra cui L&#8217;espresso, National geographic, Internazionale, Newsweek, Courrier international.<br \/>\nParallelamente svolge attivit\u00e0 di ricerca sul rapporto tra cultura, potere e rappresentazione e sugli aspetti spirituali e pedagogici delle arti visive.<br \/>\n___________________<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Istanti Fotografia e Cultura\u00a0ha il piacere di presentare un&#8217;unica mostra fotografica che vedr\u00e0 protagonisti due lavori e due autori di &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1715,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,6,7],"tags":[50,76,101,163,165],"class_list":["post-1706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attivita-circoli","category-manifestazioni","category-mostre","tag-fiaf-umbria","tag-istanti-fotografia-e-cultura","tag-mostra-fotografica","tag-gabriele-cecconi","tag-antonio-faccilongo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1706"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1706\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1722,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1706\/revisions\/1722"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1715"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}