{"id":774,"date":"2019-04-08T11:29:19","date_gmt":"2019-04-08T09:29:19","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/umbria\/?p=774"},"modified":"2019-04-08T11:29:19","modified_gmt":"2019-04-08T09:29:19","slug":"sconfinamenti-fotografici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/sconfinamenti-fotografici\/","title":{"rendered":"SCONFINAMENTI FOTOGRAFICI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2019\/04\/56614123_966804213522330_5468386802609946624_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-773\" alt=\"56614123_966804213522330_5468386802609946624_n\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2019\/04\/56614123_966804213522330_5468386802609946624_n.jpg\" width=\"945\" height=\"756\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2019\/04\/56614123_966804213522330_5468386802609946624_n.jpg 945w, https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2019\/04\/56614123_966804213522330_5468386802609946624_n-300x240.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2019\/04\/56614123_966804213522330_5468386802609946624_n-768x614.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>OFFICINE CREATIVE ITALIANE, nell&#8217;ambito della Manifestazione FOTOGRAFIA &amp; EDITORIA, presenta<\/p>\n<p>SCONFINAMENTI FOTOGRAFICI<\/p>\n<p>Esperienze a confronto<br \/>\ncon Stefano Parrini e Giovanni Presutti<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 11 aprile 2019 ore 18:30<br \/>\nBiblioteca comunale San Matteo degli Armeni<br \/>\nVia Monteripido 2, Perugia<\/p>\n<p>A Perugia la presentazione dei recenti libri FAIL di Stefano Parrini e THE ERA OF BEYOND TRUTH di Giovanni Presutti, editi da Urbanautica, che propongono una ricognizione sulle geografie possibili del linguaggio visuale.<\/p>\n<p>Introducono e moderano Claudia Ioan e Massimiliano Tuveri<br \/>\n\u00abL\u2019odierno panorama storico, almeno nei suoi contesti pi\u00f9 occidentali, \u00e8 indubbiamente legato all\u2019uso stupefacente dell\u2019immagine. L\u2019impiego macroscopico di questa forma espressiva si \u00e8 esteso oltre i confini noti della catechizzazione, storicamente la religione e quindi la pubblicit\u00e0 e la politica, per coinvolgere la galassia degli individui. L\u2019esplosione di questo fenomeno \u00e8 recente e non ancora osservato a fondo. La portata endemica di questo cambiamento tuttavia \u00e8 facile da intendersi poich\u00e9 agisce potenzialmente attraverso il self- service tecnologico sui comportamenti delle singole persone. Un parametro di misura comprensibile lo offrono le stime trimestrali sull\u2019immissione nel mercato dei cosiddetti cellulari intelligenti, che si attestano regolarmente nell\u2019ordine delle centinaia di milioni d\u2019unit\u00e0.<br \/>\nA questa pervasivit\u00e0 del fenomeno si somma la sua vischiosit\u00e0, ovvero il rischio di provocare dipendenza e disturbi mentali, ben testimoniato dalla crescente letteratura in materia. Di fatto \u00e8 in corso una mutazione nei termini del nostro rapporto con l\u2019immagine. Semplificando: se per secoli l\u2019uomo ha costruito da s\u00e9 le immagini oggi possiamo dire che i modi di produzione si sono invertiti. Sempre pi\u00f9 \u00e8 l\u2019immagine a costruire l\u2019uomo. E non a somiglianza di Dio come vuole l\u2019antico testamento, bens\u00ec di uno schiavo ignaro che il suo asservimento \u00e8 il migliore dei mondi possibili.<br \/>\nDove avviene tutto ci\u00f2? Occorre riconoscere dapprima che affianco all\u2019antica geografia degli atlanti vi \u00e8 il dispiegarsi di altre forme di navigazione e di mappatura del globo sempre pi\u00f9 introflesse. Questi spazi, immateriali e planetari, sono determinati dalla supremazia dell\u2019immagine appariscente sull\u2019individuo cosciente, ora sempre pi\u00f9 esposto a una secessione interiore, tra un volere profondo succube del dovere superficiale. Quelli che si annunciano sono paesaggi irrimediabilmente annichiliti nei quali \u00e8 occultato ogni desiderio di contrapposizione e forzata quella visione schizoide indispensabile per accettare con distacco le proprie catene.<br \/>\nL\u2019immagine cessa di essere una rappresentazione oggettiva, intesa come specchio di uno stato d\u2019essere e sottinteso desiderio di conservazione della propria cronaca versus il destino inoppugnabile. L\u2019immagine \u00e8 disossata di una ragione essenziale e vestita d\u2019illusoria emancipazione. Attraverso un profilo acefalo, il singolo strillone del terzo millennio ha accesso allo spettacolo del divenire senza code all\u2019ingresso, ottenendo i mezzi per dislocare l\u2019essere de-corporizzato in un presente senza fine, in una perenne transitoriet\u00e0 svuotata di futuro, ovvero di possibilit\u00e0. Siamo nell\u2019orizzonte del \u201cclick\u201d come modus operandi, dell\u2019agire fatalmente compulsivo, della schiavit\u00f9 dell\u2019autocompiacimento, della celebrit\u00e0 come massima aspirazione sociale, della produzione reiterata di massime, aforismi, ricordi insulsi e superflui, della \u201cnientificazione\u201d dell\u2019umanit\u00e0 che si traduce in un\u2019apatica indifferenza. Se vogliamo trovare il carattere necessario a decifrare il mondo attuale dobbiamo partire da questo stato patologico dei sentimenti che si esprime con volti diversi.<br \/>\nCome si sostiene l\u2019Homo Indifferens, la nuova specie umana neutralizzata? \u00c8 mediante la sostituzione della memoria con un demanio virtuale, provvisorio e a pagamento. Non vi \u00e8 pertanto spazio tra le nuvole per i miserabili la cui storia sar\u00e0 cancellata in automatico o resa sempre pi\u00f9 frattale, come ha ben illustrato Stefano Parrini nel libro Fail. Nel recinto chiuso del presente obsolescente non vi \u00e8 margine per l\u2019eco del passato. Il ricordo va devitalizzato o rimosso come un dente fastidioso, come un abito fuori moda, per fare largo a nuovi accumuli di scorie binarie, di byte. \u00c8 questa la corsa all\u2019oro del futuro che abbatte ogni chance di dissenso critico, poich\u00e9 il podio \u00e8 il mezzo pi\u00f9 che un fine. Come se non ci fosse un domani.<br \/>\nTra le righe di questa scrittura distopica resiste ancora un bisogno di \u201cresurrezione\u201d dell\u2019individuo sradicato di prospettiva, che induce talvolta a distanziarsi dalla mondovisione per ragionare sul ruolo del riciclo e della conservazione delle immagini in un\u2019epoca d\u2019ubiquit\u00e0 e di bagni di dopamina. Il lavoro di Andrea Buzzichelli affronta tale questione.<br \/>\nAltra sfida \u00e8 la lotta alla desertificazione semantica che priva di carne le parole, rende i vocabolari anoressici e i dialoghi balbuzienti. Il manifesto The Era of Beyond Truth di Giovanni Presutti attesta il dislivello prometeico e l\u2019inadeguatezza della specie umana dinanzi alla presenza simultanea di tutti gli accadimenti del mondo, al flusso mostruoso di dati che annientano la capacit\u00e0 di assimilazione e inibiscono la potenza critica di reazione ormai ridotta a smorfie e cuoricini. L\u2019importazione di pappe verbali omogeneizzate e di neologismi seducenti, i decenni di cretinismo a reti unificate elevato a sport nazionale, il dispensare febbrile e diseducativo di volgarit\u00e0, la carestia pubblica di cultura e la conseguente mercificazione delle arti, dell\u2019editoria e in generale del ruolo intellettuale hanno condotto all\u2019embargo del linguaggio e dei suoi minerali essenziali. Il terreno che nutre l\u2019immaginazione si fa sempre pi\u00f9 arido e il numero delle oasi significanti si riduce drasticamente sotto i colpi di diktat estetici imposti da propaganda e gossip demenziale.<br \/>\nSi moltiplicano cos\u00ec le piantagioni di mono colture visuali nelle quali si fa uso intensivo di fertilizzanti che disinnescano ogni forma di alterit\u00e0 e alimentano un assoggettamento ebete ai canoni della civilt\u00e0 del consumo e al conseguente carnevale di costumi di massa stagionali. In questo mondo no limits, del presente sconfinato e liberalizzato, dei greggi senza pastore che pascolano disorientati attraverso lande desolate di realt\u00e0 parziali o simulate, della socializzazione passiva, in questo buio panorama la storia va assottigliandosi e con essa quello spazio sacro che \u00e8 il silenzio.\u00bb<br \/>\nSteve Bisson<\/p>\n<p>Manifestazione con riconoscimento FIAF N20\/2018<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OFFICINE CREATIVE ITALIANE, nell&#8217;ambito della Manifestazione FOTOGRAFIA &amp; EDITORIA, presenta<\/p>\n<p>SCONFINAMENTI FOTOGRAFICI<\/p>\n<p>Esperienze a confronto<br \/>\ncon Stefano Parrini e Giovanni Presutti<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 11 aprile 2019 ore 18:30<br \/>\nBiblioteca comunale San Matteo degli Armeni<br \/>\nVia Monteripido 2, Perugia<\/p>\n<p>A Perugia la presentazione dei recenti libri FAIL di Stefano Parrini e THE ERA OF BEYOND TRUTH di Giovanni Presutti, editi da Urbanautica, che propongono una ricognizione sulle geografie possibili del linguaggio visuale.<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":773,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,5,6],"tags":[20,25,49,54,55,62,69,95,103,128,140,141],"class_list":["post-774","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attivita-circoli","category-generale","category-manifestazioni","tag-biblioteche-comunali-perugia","tag-claudia-ioan","tag-fiaf","tag-fotografia","tag-fotografia-editoria","tag-giovanni-presutti","tag-incontri-pubblici","tag-massimiliano-tuveri","tag-officine-creative-italiane","tag-stefano-parrini","tag-umbria","tag-urbanautica"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/774","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=774"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/774\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/media\/773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/umbria\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}