{"id":3064,"date":"2013-06-11T08:04:25","date_gmt":"2013-06-11T06:04:25","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/veneto\/?p=3064"},"modified":"2022-05-30T18:30:39","modified_gmt":"2022-05-30T16:30:39","slug":"f4-unidea-di-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/f4-unidea-di-fotografia\/","title":{"rendered":"F4 \/ un&#8217;idea di fotografia"},"content":{"rendered":"<p>Vernice per la stampa<br \/>\nVenerd\u00ec 14 giugno, ore 11.30<br \/>\nTreviso, Casa dei Carraresi<\/p>\n<div align=\"right\"><\/div>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Arial;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Un percorso dalle origini fino ai<br \/>\ngrandi contemporanei della fotografia per<br \/>\nrileggere i grandi cambiamenti culturali e sociali;<br \/>\nma anche il nuovo ciclo di lavori su Venezia di<br \/>\nFrancesco Jodice, tra incontri e workshop<br \/>\n<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Comunicato stampa<br \/>\n<\/span><br \/>\nParte la terza edizione di\u00a0<i>F4 \/ un\u2019idea di Fotografia<\/i>, il festival promosso da Fondazione Francesco Fabbri con un ampio programma di esposizioni, workshop e incontri con l\u2019autore a Casa dei Carraresi a Treviso. Ad aprire il festival saranno le esposizioni\u00a0<i>Sguardi sul tempo. Percorsi nella fotografia d\u2019autore<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Venezia \/ L\u2019eredit\u00e0 dei precursori<\/i>, mostra personale di Francesco Jodice.<br \/>\nLa prima rassegna, curata da Carlo Sala, proporr\u00e0 oltre duecento lavori dalle origini del mezzo fino ai nostri giorni provenienti dalla collezione privata di Dionisio Gavagnin, finora rimasta inedita al pubblico. La selezione qui proposta \u00e8 un percorso volto a raffigurare i cambiamenti culturali e sociali della storia tramite l\u2019occhio privilegiato della fotografia con opere tra gli altri di Henri Cartier Bresson, Robert Capa, Candida H\u00f6fer, Robert Mapplethorpe, F\u00e9lix Nadar, Man Ray, Thomas Ruff e Sebasti\u00e3o Salgado.<br \/>\nAd aprire la prima esposizione un intenso dialogo tra alcuni dei maestri delle fotografia che in momenti differenti hanno raffigurato la condizione sociale dell\u2019uomo: i ritratti l\u2019alta borghesia di F\u00e9lix Nadar si confronta con la volont\u00e0 classificatoria che emerge nei volti della gente comune del tedesco August Sander, ma anche con le immagini patinate uscite dalle riviste di moda di Robert Mapplethorpe e Irving Penn.<br \/>\nIl novecento si apre con la carica dirompente e sovversiva della avanguardie storiche: l\u2019inconscio surrealista \u00e8 testimoniato dalle distorsioni di Andr\u00e9 Kert\u00e9sz, i graffiti di Brassa\u00ef, le bambole di Hans Bellmer o i celebri ritratti \u201csolarizzati\u201d di Man Ray; ma anche l\u2019antiaccademismo del movimento Dada con i\u00a0<i>collage\u00a0<\/i>di Raoul Hausmann o le visioni razionali del Bauhaus.<br \/>\nA continuare questo ideale percorso un\u2019ampia sezione \u00e8 dedicata alla fotografia sociale e documentaria con alcuni dei grandi maestri europei e americani. Autori che hanno lavorato in contesti al limite, dalle scene del Bronx a New York di Weegee ai vari fronti di guerra come lo sbarco dei tanks in Cina raccontato da Robert Capa negli anni Trenta o la Cipro descritta da Donald McCullin.<br \/>\nLa fotografia \u00e8 anche specchio del proprio tempo che narra eventi epocali: ecco apparire gli scatti realizzati dalla NASA l\u201911 luglio 1969 per celebrare lo sbarco sulla luna; ma anche fatti che hanno segnato le coscienze collettive come l\u2019attentato al presidente Ronald Reagan colto da Sebasti\u00e3o Salgado e le scene di mafia della palermitana Letizia Battaglia. Un nucleo di lavori che sanno anche tracciare i tratti identitari dei luoghi e delle genti che li popolano, dall\u2019America di Walker Evans, all\u2019Italia di Mario Giacomelli fino alla Francia narrata da Robert Doisneau e Henri Cartier-Bresson.<br \/>\nLa fotografia italiana \u00e8 documentata come un mosaico di varie esperienze, partendo da una delle immagini simbolo del dopoguerra,\u00a0<i>\u201cIl Tuffatore\u201d<\/i>\u00a0di Nino Migliori. Un\u2019Italia dai tanti volti che alterna immagini rurali alla\u00a0<i>Dolce Vita<\/i>\u00a0colta dal \u201cpaparazzo\u201d Tazio Secchiaroli. Ma anche la stagione della mutata coscienza del paesaggio con Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Guido Guidi, Franco Fontana e Walter Niedermayr.<br \/>\nUna parte cospicua della mostra racconta delle ricerche degli anni settanta, con un rinnovato impegno linguistico che per alcuni si traduce con l\u2019uso delle immagini di archivio come per Franco Vaccari e Mario Cresci, con i celebri \u201c<i>Ritratti reali<\/i>\u201d. Ma anche l\u2019uso del corpo come forma di emancipazione e scardinamento degli assetti sociali con Vito Acconci, gli azionisti viennesi Hermann Nitsch, G\u00fcnter Brus, e Arnulf Rainer, l\u2019intimit\u00e0 di Gina Pane, fino ai lavori di Cindy Sherman con uno dei celebri camuffamenti della serie \u201cMurder Mystery\u201d.<br \/>\nLe tensioni delle contemporaneit\u00e0 appaiono sotto una pluralit\u00e0 di declinazioni come le analisi rigorose degli autori della scuola di D\u00fcsseldorf con i lavori di Thomas Ruff e Candida H\u00f6fer; ma anche le tensioni grottesche di Joel Peter Witkin e la forza simbolica di Andres Serrano. A concludere, le prospettive pi\u00f9 attuali sull\u2019arte italiana, specchio di un ibridazione culturale e sociale, testimoniata tra gli altri dai lavori di Vanessa Beecroft, Stefano Cagol, Silvia Camporesi e Alessadra Tesi.<br \/>\nA concludere il percorso a Casa dei Carraresi \u00e8 la mostra personale di Francesco Jodice. L\u2019esposizione, presenta un\u00a0<i>corpus<\/i>\u00a0di lavori inediti legati al quarto film del ciclo\u00a0<i>Citytellers<\/i>\u00a0che l\u2019autore sta realizzando proprio sulla citt\u00e0 lagunare.<br \/>\nFrancesco Jodice, ricognitore dei fenomeni sociali e urbanistici, non si \u00e8 confrontato con l\u2019aspetto esteriore della citt\u00e0, ma ha mosso la sua indagine da un peculiare interrogativo: perch\u00e9 oltre mille anni fa \u00e8 stata edificata una citt\u00e0 proprio in un luogo cos\u00ec ostile? L\u2019autore non ha potuto non lasciarsi attrarre da questa impresa costruttiva e politica che sembra infrangere le normali logiche e cautele.<br \/>\nLe immagini che ne emergono parlano dell\u2019essenza attuale della citt\u00e0 attraverso i suoi caratteri archetipali negandone una iconicit\u00e0 strettamente contemporanea del presente. Con un giro di parole potrebbero essere definite un \u201cfilm in costume\u201d, per porre una analisi profonda senza alcun intento celebrativo o nostalgico.<br \/>\nStupisce una fotografia sospesa tra realt\u00e0 e finzione che mostra la facciata di un palazzo veneziano. E\u2019 il ritratto di un modellino trovato al Museo Fortuny che diviene imponente e nella sua \u201cpesante\u201d monumentalit\u00e0 esalta la perizia di averlo costruito sopra una serie di palafitte in legno. Un atto di ingegno, ma anche una dimostrazione di potere e forza per un\u2019impresa che appare quasi impossibile: riuscire dal nulla ad edificare una citt\u00e0 che in alcuni secoli diverr\u00e0 una delle pi\u00f9 popolose d\u2019Europa e uno dei centri culturali ed economici pi\u00f9 floridi del continente.<br \/>\nOgni immagine esposta costituisce una narrazione corale, quasi costituisse singolarmente uno<i>storytelling<\/i>\u00a0complesso. Se dal punto di vista compositivo ha una apparente semplicit\u00e0 semiotica, dischiude in realt\u00e0 una complessit\u00e0 narrativa che volutamente viene appena accennata. L\u2019intento \u00e8 di stimolare lo spettatore a rapportarsi con le opere quasi per completarne l\u2019indagine. Il fruitore posto di fronte all\u2019immagine e agli spunti che la accompagnano \u00e8 quasi costretto ad assumere una presa di posizione e completarla cos\u00ec con le proprie risposte.<br \/>\nA concludere la rassegna i tre film precedenti del progetto\u00a0<i>Citytellers<\/i>:\u00a0<i>Sao Paulo_Citytellers<\/i>(2006),\u00a0<i>Aral_Citytellers<\/i>,\u00a0<i>Dubai_Citytellers<\/i>\u00a0(2010). I tre lavori costituiscono un vero e proprio ciclo di indagine sulle citt\u00e0 del presente sotto una lente geopolitica.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">F4 \/ un\u2019idea di Fotografia<\/span><br \/>\n\u201cSguardi sul tempo. Percorsi nella fotografia d\u2019autore\u201d<br \/>\n\u201cFrancesco Jodice. Venezia \/ L\u2019eredit\u00e0 dei precursori\u201d<br \/>\nA cura di Carlo Sala<br \/>\nCasa dei Carraresi, Treviso &#8211; Via Palestro, 33\/35<br \/>\n15 giugno \u2013 11 agosto<br \/>\nInaugurazione: venerd\u00ec 14 giugno, ore 18.30<br \/>\nEvento promosso da Fondazione Francesco Fabbri e Fondazione Cassamarca.<br \/>\nCon il patrocinio di FIAF, Landscape Stories, TRA e Enzimi, con il supporto di Associazione Amici Fondazione Fabbri, FAST e Galleria Michela Rizzo, Venezia. Rassegna inserita in RetEventi Cultura Veneto realizzata da Provincia di Treviso e Regione del Veneto.<br \/>\nOrari di apertura: da luned\u00ec a domenica, 10.00 \u2013 21.00.<br \/>\nIngresso: Intero euro 7,00. Ridotto euro 5,00 dai 12 ai 25 anni; over 65; studenti universitari; aderenti FIAF; gruppi di almeno 15 persone. Gratuito minori di 12; portatori di handicap con accompagnatore; giornalisti con tesserino.<br \/>\nInfo mostra e prenotazioni:<br \/>\n<a href=\"mailto:segreteria@fondazionefrancescofabbri.it\"><span style=\"color: #000000;\">segreteria@fondazionefrancescofabbri.it<\/span><\/a>\u00a0&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #000000;\">www.fondazionefrancescofabbri.it<\/span><\/a><br \/>\ntel. 0422.513150 &#8211;\u00a0<a href=\"mailto:casadeicarraresi@fondazionecassamarca.it\"><span style=\"color: #000000;\">casadeicarraresi@fondazionecassamarca.it<\/span><\/a><br \/>\nUfficio Stampa:<br \/>\nStudio ESSECI, Sergio Campagnolo \u2013 Padova, tel. + 39 (0)49 663499,\u00a0<a href=\"mailto:info@studioesseci.net\"><span style=\"color: #000000;\">info@studioesseci.net<\/span><\/a><\/span><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vernice per la stampa Venerd\u00ec 14 giugno, ore 11.30 Treviso, Casa dei Carraresi Un percorso dalle origini fino ai grandi &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[41],"class_list":["post-3064","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-mostre","tag-riconoscimento-fiaf"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3064"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3064\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13551,"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3064\/revisions\/13551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}