{"id":6685,"date":"2016-02-20T10:59:35","date_gmt":"2016-02-20T09:59:35","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/veneto\/?p=6685"},"modified":"2016-02-20T10:59:35","modified_gmt":"2016-02-20T09:59:35","slug":"6685-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/6685-2\/","title":{"rendered":"Franco Bovo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6686\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/veneto\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Franco-Bovo-1-1024x844.jpg\" alt=\"Franco-Bovo-1\" width=\"600\" height=\"494\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2016\/02\/Franco-Bovo-1-1024x844.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2016\/02\/Franco-Bovo-1-300x247.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2016\/02\/Franco-Bovo-1-768x633.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2016\/02\/Franco-Bovo-1.jpg 1311w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6687\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/veneto\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Franco-Bovo-2-1024x956.jpg\" alt=\"Franco-Bovo-2\" width=\"600\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2016\/02\/Franco-Bovo-2-1024x956.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2016\/02\/Franco-Bovo-2-300x280.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2016\/02\/Franco-Bovo-2-768x717.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/veneto\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2016\/02\/Franco-Bovo-2.jpg 1157w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><br \/>\n<em>\u201cLa mia fotografia nasce da una spontanea passione per l&#8217;immagine.<\/em><br \/>\n<em>Spunti grafici e cromatici, quasi sempre decontestualizzati, danno vita a scorci urbani, paesaggi, scene di strada spesso interpretati con finalit\u00e0 concettuali.<\/em><br \/>\n<em>Neri profondi, forti contrasti, accanto a penombre delicate o luci intense, conducono ad atmosfere astratte che fluttuano tra il reale e l&#8217;immaginario alla continua ricerca di rendere visibile l\u2019invisibile\u201d.<\/em><br \/>\nFranco Bovo<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nDi lui ha scritto Marzia Munaro:<br \/>\n<em>\u201cC\u2019\u00e8 sempre uno sfasamento tra il protagonista e l\u2019ambiente, una solitudine invalicabile che fa muovere il soggetto in uno spazio fermo, o che invece lo congela in un insieme turbinoso e non indentificato. In ogni caso non c\u2019\u00e8 comunicazione tra i vari soggetti: ognuno segue la propria storia, il proprio spazio vitale, e solo apparentemente lo condivide. Nella sostanza il soggetto si proietta in uno spazio temporale solo suo, casualmente sovrapposto a quello di altri individui, o cose, o animali. Luoghi in cui il tempo \u00e8 soggettivo, e come tale assolutamente stanziale. Vediamo cos\u00ec come un muro pu\u00f2 diventare drammatico protagonista di un movimento frenetico, e forse della sua inutilit\u00e0. Siamo rapiti dallo sguardo fisso di un bimbo, particolare volutamente messo a margine, e per questo fortissimo dal punto di vista emozionale. Entriamo in empatia con la persona anziana che cerca supporto, inutilmente, nell\u2019indifferenza generale. Ci meravigliamo di un cane e una donna che hanno in comune solo il colore rosso, per quel breve attimo in cui condividono lo stesso spazio. Anche le foto senza soggetti animati esprimono questa casualit\u00e0 esistenziale, una moto coperta, una scala senza fine, una serie di colori senza idea. Raccontano una storia senza protagonisti, sono lo sfondo in cui tutto \u00e8 accaduto, ne hanno assorbito l\u2019energia e l\u2019esprimono nella loro forza di nutrirsi di emozioni vissute. La foto \u00e8 gi\u00e0 passato, e quello che c\u2019\u00e8 stato pu\u00f2 essere solo ricordo, e una nuova storia da narrare. Non c\u2019\u00e8 differenza tra esseri viventi e cose, ma solo spazi momentaneamente riempiti, e poi sfumati. Come la vita\u201d.<\/em><br \/>\nFRANCO BOVO, brevi note biografiche:<br \/>\nNato a Treviso nel 1955, inizia a fotografare da giovane con una vecchia Leica ereditata dal padre. Dopo varie esperienze nel mondo amatoriale, negli anni &#8217;80 ottiene buoni successi in concorsi nazionali ed internazionali. Durante gli anni universitari acquisisce grande esperienza nella stampa analogica, sia in b&amp;n che a colori. Esperienza che mette a frutto in diverse collaborazioni con fotografi e circoli fotografici.<br \/>\nAll&#8217;inizio degli anni &#8217;90, limita il suo impegno nella fotografia per dedicarsi all&#8217;altra sua grande passione: la vela agonistica.<br \/>\nDal 2005 torna ad occuparsi, via via con maggior dedizione e convinzione, alla fotografia. Predilige i paesaggi urbani, la fotografia di strada, il paesaggio naturale.<br \/>\nDa sempre vive ed opera a Mestre.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa mia fotografia nasce da una spontanea passione per l&#8217;immagine. 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