ROBERT DOISNEAU, OLIVIA ARTHUR, SEIICHI FURUYA e STEFANIE MOSHAMMER le mostre a PORDENONE

INGRESSO RIDOTTO PER I TESSERATI FIAF: 9 EURO

 

Sedi espositive:

Galleria Harry Bertoia, Corso Vittorio Emanuele II 60, Pordenone PN

Museo Civico d’Arte Ricchieri, Corso Vittorio Emanuele II 51, Pordenone PN

nuovi Mercati Culturali Pordenone, Via delle Caserme 22 Pordenone PN

 

Orari:

GALLERIA HARRY BERTOIA

+

MUSEO CIVICO D’ARTE PALAZZO RICCHIERI

MERCOLEDÌ – VENERDÌ: 15:00 – 19:00

SABATO E DOMENICA:

10:00 – 13:00 E 15:00 – 19:00

APERTURE STRAORDINARIE:

8, 26 DICEMBRE / 6 GENNAIO / 5, 6 APRILE.

APERTURE SPECIALI NEL POMERIGGIO:

29, 30, 31 DICEMBRE / 1, 5 GENNAIO

→ CHIUSO IL 25 DICEMBRE

MERCATI CULTURALI PORDENONE

SABATO – DOMENICA:

10:30 – 18:00

Info: https://www.suazes.it/mostre/robert-doisneau/

https://www.comune.pordenone.it/it/vivere-pordenone/eventi/mostre-sul-leggere-robert-doisneau-olivia-arthur-seiichi-furuya-e-stefanie-moshammer

 

Promosse dal Comune di Pordenone – Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027

Prodotte e organizzate da Suazes (https://www.suazes.it/)

Con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia-Giulia

 

Mostre di ROBERT DOISNEAU, OLIVIA ARTHUR, SEIICHI FURUYA E STEFANIE MOSHAMMER

dal 22 novembre 2025 al 6 aprile 2026

 

Pordenone si prepara a diventare uno dei poli di riferimento per la fotografia internazionale. Dal 22 novembre 2025 al 6 aprile 2026 la città friulana ospiterà una nuova stagione di mostre che vedrà protagonisti Robert Doisneau, Olivia Arthur, Seiichi Furuya e Stefanie Moshammer. Le esposizioni saranno allestite in tre spazi principali: la Galleria Harry Bertoia, il Museo Civico d’Arte Ricchieri e i nuovi Mercati Culturali Pordenone.

La nuova stagione di mostre fotografiche ha come filo conduttore, la parola “leggere”. Leggere il presente con l’esperienza del passato per affrontare il futuro.

Un grande progetto culturale che vuole offrire dialoghi e corrispondenze fra i grandi maestri della fotografia internazionale e fotografi contemporanei di grandissimo livello.

Un programma parte integrante del dossier di Pordenone 2027 e del format Verso Capitale italiana della Cultura 2027.

Tre location, quattro fotografi, una sola grande stagione fotografica!

Robert Doisneau

La prima grande mostra è dedicata al fotografo francese Robert Doisneau (1912 – 1994), in un percorso che vuole ripercorre la sua immensa carriera e la vastità dei temi da lui trattati, ma offrire anche nuovi spaccati sulla sua produzione. Oltre centotrenta fotografie che saranno ospitate all’interno degli spazi espositivi della Galleria Civica Harry Bertoia. Un progetto realizzato grazie all’Atelier Doisneau di Parigi e la collaborazione di Fondazione Artea, curato da Gabriel e Chantal Bauret. Un percorso che partendo dagli anni Trenta descriverà per intero il suo lavoro caratterizzato da uno stile poetico, umano e spesso ironico, capace di cogliere momenti spontanei e autentici nelle strade, nei caffè e nei quartieri popolari della capitale francese. Ma la mostra permetterà anche di conoscere i suoi lavori su commissione per grandi aziende francesi, documentando la vita operaia e i processi industriali; in particolare un nucleo di fotografie provenienti dal reportage realizzato nel 1945 nella manifattura tessile francese di Aubusson, su commissione della rivista Le Point, elemento che permette di creare un collegamento con l’importante storia tessile del pordenonese. Il percorso espositivo sarà arricchito da un’importante videointervista, realizzata per l’occasione, con le figlie di Doisneau, Francine e Annette.

Olivia Arthur

Il progetto prosegue con un’importante sezione dedicata ai grandi protagonisti della fotografia contemporanea internazionale. Sempre in contemporanea, il 22 di novembre, si apre il progetto, realizzato in esclusiva, della fotografa Olivia Arthur (1980) e curato da Marco Minuz. Olivia Arthur è una fotografa inglese nata nel 1980, conosciuta per il suo lavoro documentaristico e per l’approccio intimo e umanista alle storie che racconta. È membro dell’agenzia Magnum Photos dal 2013 e vincitrice dell’Inge Morath Prize nel 2007. La sua fotografia si concentra spesso su temi di identitĂ , cultura e condizione femminile, con una particolare attenzione ai mondi che esistono ai margini della societĂ . Per Pordenone svilupperĂ  due progetti: all’interno dello storico percorso espositivo del Museo Civico d’Arte Ricchieri esporrĂ  il suo lavoro, Murmurings of the Skin relazionandolo alle collezioni artistiche presenti nello spazio museale attraverso una grande installazione; un lavoro in cui indaga la relazione con il nostro corpo, con la pelle, le fisicitĂ , ma anche il confine tra umano e macchina-tecnologia. La pelle diventa luogo di battaglie interiori, di ferite, ma che di resistenza. All’interno del nuovo spazio espositivo, dedicato alla fotografia contemporanea, “Die Gelbe Wand” del nuovo centro culturale di Mercati Culturali Pordenone, l’artista inglese esporrĂ  una raccolta di opere incentrate sui suoi cinque progetti editoriali.

Seiichi Furuya

Gli spazi del Museo Civico d’Arte Ricchieri di Pordenone ospiteranno due altri progetti espositivi dedicati alla fotografia contemporanea: il primo, che inaugurerà il 22 novembre e chiuderà l’8 di febbraio 2025, sarà dedicato al fotografo giapponese Seiichi Furuya (1950). Il suo lavoro fotografico è intimamente legato alla perdita della sua moglie Christine e alla sua memoria. Verrà esposto il progetto Face to Face capitolo conclusivo del suo lavoro sulle Mémoires, che per anni ha cercato, attraverso la fotografia e la cura dell’archivio, di elaborare il lutto, di comprendere la presenza di Christine nella sua vita, ma anche quale sia stato il suo ruolo in quella relazione. In questo ultimo progetto vengono messe a confronto e in dialogo le fotografie scattate da Seiichi Furuya con foto scattate da Christine Gössler. Il progetto è realizzato in collaborazione con Fotohof e curato da Kurt Kaindl e Brigitte Blum Kaindl.

Stefanie Moshammer

Questi spazi dal 14 di febbraio fino al 6 aprile ospiteranno l’opera della fotografa austriaca Stefanie Moshammer (1988). Un lavoro che si svilupperĂ  anche all’interno dei nuovi spazi espositivi di Mercati Culturali Pordenone all’interno della Galleria “Die Gelbe Wand”. Il suo lavoro spesso fonde l’esperienza personale con l’osservazione sociale, esplorando identitĂ , ruoli di genere, memoria e ambiente. La mostra mostrerĂ , all’interno dei due spazi espositivi, un’esplorazione molto personale e allo stesso tempo sfaccettata delle culture della memoria familiare e del valore delle cose quotidiane. Il punto di partenza del lavoro sono fotografie, oggetti trovati e racconti della vita dei suoi nonni nel MĂźhlviertel, in Alta Austria – una vita caratterizzata da semplicitĂ , creativitĂ  e un uso rispettoso delle risorse. Anni dopo, Moshammer ricostruisce questi ricordi davanti alla sua macchina fotografica, creando un intreccio di metafore visive che riflettono la vecchiaia, i rituali quotidiani e la transitorietĂ  della vita. La mostra curata da Marco Minuz è realizzata in collaborazione con Fotohof.

 

 

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