A BOLOGNA la mostra di RUTH ORKIN

RIDUZIONE INGRESSO a tutte le mostre per i TESSERATI FIAF a 12 €

(FIAF è partner culturale)

 

Sede della mostra:

PALAZZO PALLAVICINI

Via San Felice, 24, 40122 Bologna BO

Orari:

  • Da giovedì a domenica (dalle 10.00 alle 20.00 ultimo ingresso ore 19.00)

Aperture straordinarie

  • 5 aprile 2026 – Domenica Pasqua
  • 6 aprile 2026 – Lunedì dell’Angelo o Pasquetta
  • 25 aprile 2026 – Sabato Anniversario della Liberazione
  • 1° maggio 2026 – Venerdì Festa dei Lavoratori
  • 10 maggio 2026 – Domenica Festa della Mamma
  • 1 e 2 giugno 2026 – Lunedì e Martedì Festa della Repubblica

INFO sulla mostra:

https://www.palazzopallavicini.com/events/ruth-orkin/

La mostra è curata da Anne Morin, è stata promossa da Pallavicini srl, in collaborazione con diChroma photography, patrocinata dal Comune di Bologna, dalla FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e AIRF Associazione Italiana Reporters Fotografi.

 

RUTH ORKIN

THE ILLUSION OF TIME

DAL 5 MARZO AL  19 LUGLIO 2026

 

 

Cresciuta in un ambiente profondamente legato al mondo dello spettacolo — figlia dell’attrice del cinema muto Mary Ruby e testimone diretta del dietro le quinte della Hollywood degli anni ruggenti — Ruth Orkin accarezzò inizialmente il sogno di diventare regista, ma in un’epoca in cui alle donne era spesso precluso l’accesso alla macchina da presa, fu costretta a cercare altrove il proprio spazio espressivo. L’ostacolo iniziale non le impedì, infatti, di inseguire con determinazione la sua visione artistica. Grazie anche alla sua prima macchina fotografica — una Univex da 39 centesimi ricevuta in dono quando aveva solo dieci anni — Orkin trasformò quel sogno in un nuovo percorso, dando vita a un linguaggio fotografico originale e profondamente innovativo, capace di celebrare la vita nelle sue molteplici sfaccettature. Nelle sue opere emerge con forza il dialogo tra immagine fissa e movimento, una duplice dimensione temporale che richiama il linguaggio cinematografico.

Il suo scatto più celebre, American Girl in Italy, che ritrae la ventitreenne Nina Lee Craig mentre attraversa una strada di Firenze sotto lo sguardo ammiccante di un gruppo di giovani uomini italiani, è emblematico di questo approccio: un’immagine capace di racchiudere in un solo fotogramma la forza narrativa del cinema, attivando l’immaginazione dello spettatore.

American-Girl-in-Italy-Firenze-1951-©-Ruth-Orkin

In mostra a Bologna 187 fotografie, due macchine fotografiche e alcuni importanti documenti, volti a consolidare il ruolo cruciale che spetta all’opera della Orkin nella storia della fotografia. Per l’artista statunitense, la narrazione visiva si costruisce attraverso una successione dinamica di immagini, caratteristica che si riscontra nell’affascinante serie Road Movie, realizzata nel 1939 durante il viaggio in bicicletta da Los Angeles a New York.

L’influenza del cinema è altrettanto evidente nella serie Dall’alto, nella quale Orkin osserva e cattura la vita quotidiana dalla finestra, trasformando la strada in un palcoscenico spontaneo. I soggetti, inconsapevoli del proprio ruolo, diventano protagonisti di una narrazione scandita da alternanze di movimento e immobilità, conferendo al racconto una fluidità magnetica.

Two American Tourists, Roma, 1951. © Ruth Orkin

Altrettanto ammalianti per lo sguardo i ritratti di personalità celebri come Albert Einstein, Marlon Brando, Robert Capa, Alfred Hitchcock, Orson Welles: immagini che mostrano in modo emblematico la sua capacità di narrare persone e ambienti con grande immediatezza ed efficacia espressiva. Oggi il lavoro di Ruth Orkin, riconosciuta come una delle più importanti fotoreporter del Novecento, viene riscoperto e riletto alla luce di una nuova prospettiva critica, restituendo piena attualità e valore a una produzione che ha segnato la storia della fotografia.

La mostra è stata promossa da Pallavicini srl, in collaborazione con diChroma photography, patrocinata dal Comune di Bologna, dalla FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e AIRF Associazione Italiana Reporters Fotografi.

Autoritratto. © Ruth Orkin

 

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