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Il FOTOCLUB SGUARDI OLTRE BFI inaugura la mostra di Agrosfera

Una mostra fotografica racconta le storie di chi lavora nell’agroalimentare italiano

Con il patrocinio del Comune di Monopoli, il Fotoclub Sguardi Oltre BFI partecipa al nuovo Progetto Fotografico Collettivo Nazionale promosso dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF ETS), dal titolo “Agrosfera. Storie di tradizione e innovazione”.

Si tratta di un progetto dedicato alle storie delle donne e degli uomini che ogni giorno lavorano nella filiera agroalimentare italiana: dalla terra al mare, dai boschi ai luoghi della trasformazione, fino a ciò che arriva sulle nostre tavole. Un viaggio fotografico che mette al centro le persone e il loro rapporto con il territorio, con il lavoro e con un patrimonio di conoscenze e tradizioni che continua a rinnovarsi nel tempo.

L’inaugurazione della mostra si terrà il 19 settembre alle ore 18 presso l’atrio della Biblioteca Comunale P. Rendella di Monopoli. Saranno presenti il Sindaco Angelo Annese, l’Assessore alle Politiche Culturali e Pubblica Istruzione. Rosanna Perricci, il Consigliere Comunale Giovanni Martellotta, il Presidente del Fotoclub Sguardi Oltre BFI Angelo Pisani e il Coordinatore Regionale della FIAF Pasquale Raimondo.

La mostra sarĂ  visitabile dal 19 settembre fino al 3 ottobre 2026 presso la Biblioteca Comunale P. Rendella di Monopoli, negli orari di apertura del servizio.

Attraverso lo sguardo dei fotografi coinvolti, le immagini raccontano soprattutto le persone: chi coltiva, raccoglie, alleva, pesca, trasforma, conserva e tramanda competenze spesso poco visibili, ma fondamentali per comprendere il valore umano, sociale e culturale dell’agroalimentare italiano. Le fotografie diventano così uno strumento per osservare il presente, recuperare la memoria e, allo stesso tempo, riflettere sulle trasformazioni che stanno interessando il mondo agricolo e alimentare.

L’esposizione di Monopoli si inserisce nella grande rete di mostre locali di Agrosfera, un percorso diffuso che porta il progetto nazionale direttamente nei territori e nelle comunità. A livello nazionale, il progetto ha coinvolto 1.064 fotografi iscritti, ha raccolto 18.346 immagini e ha selezionato 339 autori, rappresentativi di 19 Regioni italiane. Alla mostra nazionale si affiancano inoltre 99 mostre locali, organizzate tra settembre e novembre da autrici, autori, circoli e gruppi fotografici in tutta Italia.

 

A Monopoli saranno esposte le opere di cinque autori, che hanno affrontato il tema di AGROSFERA attraverso percorsi fotografici differenti, ma accomunati dall’attenzione verso il territorio, il lavoro e il rapporto tra tradizione e innovazione:

HORTUS di Patrizia AVERSA

Ci sono luoghi che raccontano chi siamo ancora oggi, restituendo se curati, se amati, la nostra identità, le nostre vestigia. Luoghi che sono stati e saranno la nostra memoria. Una memoria che si impone attraverso i sensi: la vista, l’olfatto, il tatto, l’udito e il gusto . Coltivare la terra, in una regione priva di acqua con estati torride ed umide e con autunni infiniti, è anche questo, un richiamo alla memoria attraverso gesti faticosi e quotidiani. Coltivare significa donare e dare consistenza alla nostra identità.

Nasciamo in una terra magica arsa e sublime, arida ma delicata fiorita e profumata, allo stesso tempo. Magica e di cui è impossibile afferrare l’essenza intima che porta dentro di sĂŠ, usanze e storia. Ricordandoci che la nostra cultura è il frutto del migrare umano e che l’altro arricchisce la vita degli altri. Il nostro Salento, terra tra due mari, perla nel Mediterraneo è stata sempre attraversata e abitata da popoli diversi che spesso hanno convissuto tra loro. Tra questi i messapi che si insediarono sul nostro territorio dedicandosi alla coltivazione delle piante e alberi vite e olivo, noci e fichi, dedicandosi alla pastorizia e all’apicoltura oltre all’allevamento di cani e dei cavalli.

“Hortus” racconta la storia dei noi, messapi, un popolo che ancora oggi   attraverso le sue radici sceglie di vivere il futuro ricordando il passato.

Il progetto “Hortus” è realizzato all’interno di Muro Tenete Parco Archeologico lungo l’Appia Antica in Puglia.  Racconta di un popolo che a mani nude vive il futuro coltivando una terra che viene dal passato. Parla di volontà, accompagnata dalla forza delle tradizioni, parla di come sia possibile tracciare una nuova via di progresso fatta di lentezza, di saggezza e profondo senso di comunità. Parla di un territorio che ha visto nascere la civiltà dei messapi e poi diventare il cammino dei romani attraverso percorso della via Appia.

IL GIARDINO GALDERISI di Angelo PISANI

Il Giardino Galderisi è un “Complesso Architettonico Monumentale” fortificato costituito da una masseria con torre di avvistamento, chiesa, piccole lamie e un grande giardino di frutti. Il suo interesse storico-artistico-agronomico risiede nel fatto che rappresenta una significativa esemplificazione di “insediamento sub-urbano chiuso”, diffuso fra il Sei e il Settecento nel territorio monopolitano.

In prossimità della Lama Belvedere e lambito dal torrente San Donato (oggi strada San Donato), il complesso traeva da tale corso d’acqua, attraverso un sistema di chiuse, canali in pietra, pile e palacci, l’acqua piovana raccolta in grandi cisterne, consentendo la coltivazione di agrumi e frutti destinati all’industria dolciaria e conserviera dell’epoca.

Di tipologia FIT-floreale, il Giardino Galderisi, già documentato come “orto” dal 1590, conserva una continuità d’uso agricolo secolare ed è oggi luogo di tutela di varietà frutticole antiche riconosciute nell’ambito del progetto europeo Re.Ge.Fru.P (2014–2020) del C.R.S.F.A. “Basile Caramia” di Locorotondo. Le coltivazioni seguono ancora oggi tecniche tradizionali ed escludono l’uso di pesticidi.

Di proprietà della famiglia Longo dal 1940, il complesso è stato restaurato dal dott. Paolo Longo (1956–2021) e dall’ing. Giuseppina Pagliarulo, sua moglie e attuale proprietaria, attraverso un restauro conservativo che ha mantenuto le destinazioni originarie di residenza e di azienda agricola specializzata nella coltivazione degli agrumi.

Inserito oggi in un contesto urbano fortemente edificato, il Giardino Galderisi rappresenta un raro esempio di paesaggio storico sopravvissuto alla trasformazione della cittĂ .

La sua sussistenza è garantita dalla custodia familiare di Giuseppina Pagliarulo e di suo figlio Roberto Longo, che ne assicurano la cura quotidiana, la trasmissione dei saperi tradizionali e la conservazione delle varietà frutticole antiche, patrimonio di biodiversità

I CUSTODI DEL TEMPO – OLIVICULTORI PUGLIESI di Angelo PISANI

Gli uliveti pugliesi non sono solo coltivazioni, ma testimonianze viventi di una storia che si perde nelle pagine del tempo.

La coltivazione dell’Ulivo in Puglia è una tradizione millenaria che ha plasmato profondamente l’identità della regione, portandola a ricoprire un ruolo importante tra i maggiori produttori di olio d’oliva al mondo.

Tuttavia, negli ultimi decenni, questa pratica è minacciata da vari fattori – in primis la Xylella – problematiche che rendono il lavoro degli agricoltori sempre piĂš cruciale.

Gli agricoltori che si occupano di ulivi in Puglia svolgono un ruolo insostituibile nella preservazione di un patrimonio culturale, ambientale ed economico.

In questo contesto, il sostegno alle pratiche agricole tradizionali e sostenibili diventa essenziale per garantire la sopravvivenza degli ultimi agricoltori, perché la globalizzazione e la concorrenza dei mercati internazionali mettono sotto pressione i piccoli produttori, spesso incapaci di competere con i prezzi bassi dell’olio di oliva industriale.

Ritraggo gli agricoltori nei loro terreni, persone diverse accomunate dal medesimo obiettivo: continuare a dare futuro ad alberi il cui presente è già a rischio.

TERRA MIA di Pasquale RAIMONDO

Di anno in anno ho visto scomparire la campagna che mio nonno mi aveva insegnato ad amare durante le infinite passeggiate in un mondo ormai troppo lontano da questo presente.

Oggi che anche il canto dei grilli si è spento, l’avanzata della Xylella non è solo una tragedia naturale, ma la ferita aperta di un territorio lasciato solo. Spogliare questa terra dei suoi ulivi significa privarla della sua memoria, del suo equilibrio, del suo futuro condiviso.

Ora che “nelle campagne non c’è più nessuno”, come cantava Modugno, una distesa di tronchi capitozzati ci costringe a fare i conti con la fine di un’illusione: quei giganti non erano eterni. La loro caduta racconta l’abbandono delle campagne, la frattura tra comunità e territorio, il prezzo di scelte rimandate, ignorate, negate.

Ho cercato l’anima ferita di questi alberi e l’ho riconosciuta nelle loro forme spezzate, in una pareidolia che non è più gioco dello sguardo, ma denuncia silenziosa. È il volto di una terra che chiede ascolto.

Da bambini venivamo presi per mano e condotti tra gli ulivi. Oggi siamo noi a dover decidere se restare spettatori di questo scempio o assumerci la responsabilitĂ  di immaginare una rinascita.

In questo orizzonte la speranza prende la forma degli innesti e della messa a dimora di nuovi alberi come nel caso della resistente cultivar Favolosa. Quando questi gesti diventano azioni collettive smettono di essere consolazione e si trasformano in un vero atto politico: la possibilitĂ  concreta di un futuro migliore.

DENTRO IL CODICE DEL CIBO: LA RICERCA GENETICA APPLICATA AL POMODORO di Ilaria SAVINO

“La crescente attenzione alla qualitĂ  e sicurezza degli alimenti ha reso indispensabili strumenti per la tracciabilitĂ  e il miglioramento delle colture. Il pomodoro è tra le specie ortive piĂš diffuse e consumate al mondo, fulcro della cultura agroalimentare globale. Tuttavia, la presenza di diversi allergeni ne riduce l’accessibilitĂ  ad una parte della popolazione, evidenziando una criticitĂ  rilevante per la sicurezza alimentare.Dal campo al laboratorio, il progetto fotografico racconta il mondo della ricerca scientifica e dei ricercatori che, ogni giorno, lavorano con passione e dedizione per creare un ponte tra tradizione, innovazione e futuro. Nicolas, con i suoi colleghi, sta sviluppando un progetto volto a ridurre la presenza di proteine allergizzanti in una varietĂ  di pomodoro guardando ad un futuro per un cibo piĂš inclusivo”.

 

XFARM AGRICOLTURA PROSSIMA: UN’IMPRESA AGROECOLOGICA E SOCIALE di Giusi VALENTE

XFarm Agricoltura Prossima è un’azienda agricola che sorge a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, nel cuore dell’Alto Salento, su circa 50 ettari di terre confiscate alla criminalità organizzata, allo scopo di promuovere economia circolare, rigenerare il suolo, aumentare la biodiversità, sostenere la formazione tecnica e la ricerca scientifica, accompagnare progetti agricoli promossi da giovani.

Nelle località Montemadre e Paretone Piccolo, XFarm gestisce 34 ettari di oliveto costituite da diverse varietà di piante secolari e di 25 anni da cui genera l’olio extravergine biologico “Manifesto”.

In località Paretone Piccolo l’azienda cura 10 ettari di vigneto a tendone nella varietà Lambrusco, con tralci di oltre 20 anni, dai quali dal 2023 produce il vino “Brusko”.

Sono stati realizzati, inoltre, un prototipo di agroforesta e un orto comune per la produzione di alberi da frutto, ortaggi, piante aromatiche e leguminose  mediante la rigenerazione di antiche sementi tradizionali e la diffusione di varietà fuori mercato  e un allevamento avicolo di galline libere, che permette la produzione di uova sane e di alta qualità.

Nata come progetto della Cooperativa Sociale Qualcosa di Diverso, XFarm è una realtà vivace, multiculturale e intergenerazionale che sviluppa un modello orizzontale di agricoltura, promuove l’inserimento socio-lavorativo di persone con difficoltà di accesso al mondo del lavoro, realizza vari eventi comunitari che favoriscono il recupero delle tradizioni e il ritorno della gente alla terra e alle radici, organizza laboratori per bambini e percorsi di formazione agroecologica per i giovani, accoglie e promuove percorsi di tirocinio e volontariato come forma di partecipazione attiva e formazione, ospita i campi di impegno promossi da “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

Il sogno di XFarmAgricoltura Prossima è quello diventare un grande Parco Pubblico, co-gestito da una comunità allargata, modello di apprendimento e ispirazione per il territorio.

 

LE ASSOCIAZIONI COINVOLTE:

 

Il Fotoclub Sguardi Oltre è un’associazione culturale nata nel 2004 a Monopoli (Ba) con la finalità di promuovere la Fotografia in tutte le sue espressioni, sia come mezzo di comunicazione sia come strumento di socializzazione. È un’associazione profondamente legata al territorio, nata sul territorio e che proprio al territorio fa riferimento. Nel corso degli anni, la FIAF ha insignito il Fotoclub del titolo di Benemerito della Fotografia Italiana. Sguardi Oltre ha inoltre trasformato le collaborazioni con le associazioni del territorio in progetti concreti, sviluppando nel tempo iniziative capaci di ampliare i propri orizzonti culturali. Tra queste si inserisce anche la kermesse culturale Monopoli Fotografia, diventata negli anni un importante momento di incontro e confronto dedicato alla fotografia. Per informazioni: www.sguardioltre.com.

Fondata nel 1948 a Torino, la FIAF ETS – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche è un’associazione senza fini di lucro che promuove e sostiene la cultura fotografica e il suo valore sociale su tutto il territorio nazionale. Con oltre 5.000 associati e circa 500 circoli affiliati, la FIAF realizza attività formative, editoriali, espositive e di ricerca, offre servizi alle associazioni e accompagna la crescita culturale dei singoli autori. Attraverso i Progetti Fotografici Collettivi Nazionali, la Federazione mette in relazione una pluralità di sguardi e sensibilità, con l’obiettivo di documentare e interpretare i cambiamenti della società italiana.

Agrosfera. Storie di tradizione e innovazione nasce proprio in questa prospettiva: raccontare, attraverso la fotografia, persone, luoghi, attivitĂ  e conoscenze che fanno parte del patrimonio agroalimentare italiano, creando un dialogo tra memoria e futuro, tra tradizione e nuove forme di produzione e ricerca.

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