
Appuntamento
sabato 30 maggio 2026, ore 18:00,
Centro Sociale APS
Corso Lazio –Â Frosinone.
Ingresso libero.
Per informazioni info@asfotofr.it
Luigi Corvaja, architetto, già docente presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha svolto attività di ricerca scientifica presso il Dipartimento di Rappresentazione e Rilievo dello stesso Ateneo occupandosi prevalentemente della documentazione, della analisi, della rappresentazione e della comunicazione dell’architettura e dell’ambiente costruito e su questi argomenti ha pubblicato articoli e saggi. Nell’ambito del Programma Italiano di Cooperazione universitaria con i Paesi in via di sviluppo ha insegnato anche nell’Università “Eduardo Mondlane” di Maputo in Mozambico. In quella sede, per anni, ha condotto una sistematica raccolta grafica e iconografica sulla Baia di Maputo e sugli edifici di particolare interesse storico e architettonico producendo fra l’altro un’ampia documentazione fotografica mirata ad una opportuna ed urgente azione di salvaguardia del patrimonio architettonico, ambientale, socio-culturale e umano di quel territorio.
Nella sua ricerca “Interferenze”, Luigi Corvaja, è riuscito a cogliere le tracce lasciate dall’uomo nella città di Maputo e dintorni e nella natura mettendo in evidenza quelle porzioni di spazio che sono vicine all’uomo, cose semplici, luoghi marginali, come gli ambienti urbani in cui la gente vive, e ai quali, forse, non si è mai dato particolare attenzione. Luoghi che vengono dati per scontati e di conseguenza poco notati ma ai quali invece Luigi Corvaja è riuscito a dare forma e anima come se aspettassero proprio di essere fotografati e di diventare finalmente protagonisti.
Luigi Corvaja vive a Sutri. Da ragazzo si appassiona alla fotografia che diventa il suo hobby preferito cominciando a fotografare con una Voigtländer Vito B che diventa il suo terzo occhio. Nelle sue mani la macchina fotografica diventa uno strumento utile nella progettazione e nella memoria dello spazio costruito. La fotografia diventa così un linguaggio parallelo all’architettura, un linguaggio capace di raccontare non solo ciò che si vede, ma anche ciò che si intuisce come la luce, il tempo, la materia, la memoria del luogo e la presenza dell’uomo.
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