
di origini istriano-napoletane, è nata a Fossano (Cuneo) e attualmente vive e lavora a Roma.
Ha insegnato Lingua e Letteratura inglese all’Università di Napoli ‘L’Orientale’, Storia della Lingua inglese all’Università di Roma ‘La Sapienza’ed è stata ‘visiting scholar’ all’Università di Birmingham (Shakespeare Institut).
Ha pubblicato vari libri e saggi su Shakespeare, la cultura inglese del Rinascimento, la letteratura di viaggio e i rapporti culturali fra Oriente e Occidente. Per i suoi studi ha soggiornato a lungo in Inghilterra, Francia e Stati Uniti.
Da vari anni si interessa di fotografia sia dal punto di vista storico-teorico che come ricerca personale.
Ha seguito workshop teorico-pratici con noti fotografi italiani (Mario Cresci, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Giovanni Gastel, Francesco Jodice, Franco Vaccari) e stranieri (Michael Ackerman, Jane Evelyn Atwood, Machiel Botman, Douglas Kirkland, Guy le Querrec, Sylvia Plachy e Alex Webb).
Sue foto sono state esposte in circa 90 mostre personali e collettive in Italia (tra cui Roma, Milano, Torino, Venezia, Padova, S. Donà del Piave, Trieste, Venezia, Napoli, Reggio Emilia, Radicondoli-Siena, Spoleto, Viterbo, Ragusa e Foggia) e all’estero (Parigi, Arles, Budapest, Cracovia, Berlino, Tel Aviv, New York, Los Angeles e l’Avana).
Ha ottenuto vari premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Kodak Elite per il lavoro “Napoli: ospedale delle bambole”, il I° Premio al Concorso Nazionale “Roma nell’Anno Santo” e ai Rencontres Internationales de la Photographie di Arles.
Dopo una fase iniziale in b/n si è dedicata soprattutto al colore e a una ricerca sul paesaggio urbano, finora espressa in particolare nei lavori La città visibile, Manifest-azioni, New York Notebook e Naples Street Art.
Altri suoi lavori sono Sacroprofano, Volti del tempo, Venezia, teatro delle maschere, Paysages d’eau e Par-delà la fenêtre.
Sta inoltre portando avanti una ricerca sulle immagini del ‘femminile’ con Oscuri oggetti del desiderio e Marilyn Forever. Fa parte di un progetto collettivo internazionale, Women X Women, in cui sono coinvolte altre quattro fotografe straniere che vivono in Francia, Olanda, Spagna e Israele, con cui ha partecipato a varie esposizioni.
Nel 2008 ha partecipato al Festival della Fotografia di Roma.
A marzo 2019 ha preso parte al Mese della Fotografia di Roma con la mostra L’anima di Roma con Franco Fontana, alla Biennale Internazionale Donna a Trieste, al Festival Internazionale Fotografia Europea nel 2023 e 2024, alla mostra Lasciare libero il paesaggio presso la Pinacoteca d’Arte Contemporanea di Montoro (AV).
In ambito fotografico ha pubblicato, tra l’altro, Women x Women, il saggio Sulla fotografia giapponese contemporanea, 2013 (nel volume Il Giappone, Università degli Studi di Napoli L’Orientale), Marilyn Forever (2013) Araki Nobuyoshi. Eros e Thanatos (2020) e La città visibile (2023).
Sta inoltre lavorando a un testo saggistico-narrativo sul tema ’fotografia e memoria’. Su questo tema ha prodotto finora un video dal titolo Nel ventre di Napoli, oltre a un racconto pubblicato in un volume dell’Università Orientale.
Ha curato varie mostre per la galleria Acta International di Roma e l’Associazione Werner Bischof di Avellino, di cui è stata presidente onorario.
Ha curato inoltre il Festival di Foiano Fotografia, Arezzo (2018), la mostra di Giuseppe Leone (2017) e di Franco Fontana per Foggia Fotografia (2018).
Ha curato le mostre di Francesco Cito, Gianni Berengo Gardin, Romano Cagnoni, Cristina Garcìa Rodero e Harvey Stein con presentazione dei cataloghi.
Ha scritto circa 90 articoli su FOTOIT, vari saggi apparsi su libri come Movimento. Glimpses of Italian Street Life di H. Stein, Francesco Cito (Collana Autori FIAF) e Paesaggi composti di Roberto Mirulla.
Fa parte della Redazione di FOTOIT, rivista ufficiale della FIAF di Torino e nel corso del tempo ha intervistato vari artisti, tra cui Franco Fontana, Martin Parr, Ernest Pignon-Ernest.
È membro della SISF (Società Italiana per lo Studio della Fotografia) e dell’Associazione Italiana Donne Fotografe con cui ha preso parte a varie esposizioni in sedi prestigiose (tra cui Palazzo Reale a Milano, Palazzo Facchi a Brescia, Festival della filosofia di Modena, Archiginnasio e Palazzo D’Accursio a Bologna e Pietrasanta).
Sul suo lavoro hanno scritto, tra gli altri, Franco Fontana, Mario Cresci, Charles-Henri Favrod, Michele Smargiassi, Bruno Di Marino, Massimo Mussini, Valeria Ottolenghi, Enrico Gusella, Luigi Erba, Giorgio Tani, Horst Künkler, Riccardo Pieroni, Paola Riccardi e Virginia Zullo.
In campo artistico oltre alla fotografia ha utilizzato la pittura e il collage e ha scritto testi narrativi.
Alcuni giudizi critici
Nella loro apparente gradevolezza cromatica le fotografie di Giuliana Mariniello indicano l’avvenuto capovolgimento dell’utopia della città ideale in una antitetica città fortemente visibile, spettacolare e illusoria. Qui l’uso della fotografia si riconduce a un pensiero critico dell’autrice che osserva la città come un luogo-non luogo in cui la scena urbana non è che un pretesto per riflettere e fermarsi a pensare ancor prima che vedere senza perdere il filo rosso della poesia, della leggerezza e della conoscenza delle cose. (Mario Cresci, Figure di carta).
Il percorso fotografico di Giuliana Mariniello è un’altra forma di stravolgimento del significato del manifesto ottenuto attraverso l’avvicinamento imprevisto e beffardo, vale a dire la messa in discussione sistematica dei significati. Giuliana Mariniello ci fa vedere le cose in maniera differente per non dire folgorante. Lei consuma il consumismo e stabilisce un nuovo sistema di segni. (Charles-Henri Favrod, Il collage universale).
Manipolare il contesto urbano, scherzarci sopra, sovrapporre codici comunicativi diversi. Questo è quello che fa Giuliana Mariniello, innamorata della fotografia fin da piccola… Un’artista poliedrica che oltre alla fotografia ama anche la pittura, la scrittura e il collage. (Franco Fontana, La bellezza è nell’occhio di chi guarda).
Quel che caratterizza Giuliana Mariniello è la sua straordinaria capacità fenomenologica di abbracciare con un solo sguardo quel che offre all’occhio di chi vede le sue fotografie. Quel che vede e che intende far scoprire chi studia le sue fotografie, lo abbraccia, lo rende plastico e quasi palpabile. Quel che Giuliana Mariniello cerca di rendere percepibile (a tutti i livelli) è il fenomeno del tempo come dimensione della nostra esistenza. (Horst Künkler, Manifest-azioni, palinsesti del tempo).
Giuliana Mariniello – Circolo Photosophia Roma
Sito: www.giulianamariniello.it
Mail: gmariniello@libero.it
Alcune immagini dalla sua produzione:



























