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Incontro online dedicato a Gian Paolo Barbieri > Rivedilo

Giovedì 15 gennaio 2026, alle ore 21.00, si è svolto l’incontro di Parliamo di FotograFIAF dedicato a Gian Paolo Barbieri (1935-2024), Grande Autore FIAF della Fotografia Italiana.

Gli scatti di Gian Paolo Barbieri sono caratterizzati da un occhio attento a ogni dettaglio e da un gusto eccentrico facilmente riconoscibile. Da sempre apprezzatissimo nel mondo della moda di Haute Couture, è grazie al sodalizio con lo stilista Valentino che Barbieri riesce ad esprimere il suo stile e ad inventare la concezione moderna della campagna pubblicitaria. Ha spesso inserito nei suoi lavori citazioni di maestri di arti visive, del cinema e del futurismo, ricercando più di altra cosa l’immediatezza, la capacità di un’immagine di catturare l’occhio.

La FIAF invierà in omaggio a tutti coloro che si iscrivono entro il 31 gennaio il volume relativo, curato da Giovanna Calvenzi e Claudio Pastrone, in collaborazione con la Fondazione Gian Paolo Barbieri.

Alla videoconferenza, condotta da Claudio Pastrone, hanno partecipato Giovanna Calvenzi, photo editor, curatrice di mostre e libri fotografici, Emmanuele Randazzo, vicepresidente e direttore della Fondazione Gian Paolo Barbieri e Giacomo Traldi, grafico

Per rivedere la puntata cliccare QUI sul canale YouTube di FIAF:

 

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APPROFONDIMENTO

Lo stile

Gli scatti di Gian Paolo Barbieri sono caratterizzati da un occhio attento a ogni dettaglio e da un gusto eccentrico facilmente riconoscibile. Barbieri, infatti, curava lui stesso trucco, accessori, pettinature dei modelli, scenografia, ruolo che oggi spetterebbe al Fashion Editor. Una delle sue copertine più famose ritrae una modella che sfoggia degli orecchini fatti con palle da ping-pong color madre perla. Nei suoi scatti tratta i capi come opere d’arte, cercando di riprodurne la poesia e di entrare nella mente dello stilista. Da sempre apprezzatissimo nel mondo della moda di Haute Couture, è grazie al sodalizio con lo stilista Valentino che Barbieri riesce ad esprimere il suo stile e ad inventare la concezione moderna della campagna pubblicitaria. Barbieri ha sempre studiato l’idea che stava dietro i suoi scatti con una visione al di fuori degli schemi, ha compiuto diverse “follie” per realizzare le sue fotografie. Ad esempio, mobilitò Port Sudan per fargli sollevare un cammello con una gru, oppure aspettò per giorni che un pesce cane abbastanza grande, 7 metri, abboccasse con l’idea di farlo indossare al modello. Grande appassionato di arte e teatro, Barbieri ha sempre ritenuto fondamentale la conoscenza artistica e lo studio preliminare di uno scatto fino ad ogni dettaglio. Ha spesso inserito nei suoi lavori citazioni di maestri di arti visive, del cinema e del futurismo, ricercando più di altra cosa l’immediatezza, la capacità di un’immagine di catturare l’occhio.

(Testo tratto da: Redazionale, Chi è Gian Paolo Barbieri, su DonnaGlamour, 2016 e da: Gianni Biondillo, La fotografia è una questione di cultura – in dialogo con Gian Paolo Barbieri, su Lampoon, 2021)

Biografia

Gian Paolo Barbieri nasce nel 1935 in via Mazzini, nel centro di Milano, in una famiglia di grossisti di tessuti, e proprio nel grande magazzino del padre acquisisce le prime competenze necessarie per formarsi come fotografo di moda. Muove subito i primi passi nell’ambito teatrale come attore e scenografo, prima di trasferirsi a Parigi nel 1960, dove diventa assistente del celebre fotografo di “Harper’s Bazaar” Tom Kublin. Nel 1962 apre il suo primo studio a Milano, dove comincia a lavorare nella moda scattando semplici campionari e pubblicando servizi fotografici su “Novità̀”, la rivista che in seguito, nel 1965, diventerà̀ “Vogue Italia”.

La sua sensibilità̀ quasi pittorica per il set design, l’acconciatura e il trucco, cattura l’attenzione dell’élite internazionale della moda, permettendogli di pubblicare su riviste internazionali, tra cui “Vogue Italia”, “Vogue America”, “Vogue Paris”, “Vanity Fair” e “GQ”.

Personaggi di spicco della scena, come Diana Vreeland, Yves Saint Laurent e Richard Avedon fanno parte della sua storia, tanto importanti quanto le collaborazioni con le attrici più̀ iconiche di tutti i tempi, a partire da Audrey Hepburn, e top model come Jerry Hall, Veruschka, Naomi Campbell ed Eva Herzigová.

Negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, le campagne commerciali di Barbieri contribuiscono a definire la voce creativa dei brand più̀ famosi della moda: Walter Albini, Gianni Versace, Valentino, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Yves Saint Laurent e Vivienne Westwood.

Gli anni Novanta portano Barbieri a compiere diversi viaggi alla scoperta della cultura, senza limiti.
Viaggi che uniti alla curiosità per paesi lontani e gruppi etnici diversi, per la natura e per gli oggetti più disparati, seguendo le sue ispirazioni, daranno vita poi a meravigliosi libri fotografici, in cui luoghi e realtà lontane verranno raccontati attraverso il suo impeccabile gusto.

Nominato nel 1968 dalla rivista “Stern” come uno dei quattordici migliori fotografi di moda al mondo, nel 2018 il suo genio viene riconosciuto anche dal Lucie Award che ottiene per Achievement in Fashion.

Le sue opere sono state esposte presso Palazzo Reale a Milano, al MAMM di Mosca, all’Erarta Museum of Contemporary Art di San Pietroburgo e al Shanghai Museum, per menzionarne solo alcuni.
I suoi lavori fanno anche parte delle collezioni del Victoria & Albert Museum e della National Portrait Gallery di Londra, del Kunstforum di Vienna, del Musée du Quai Branly di Parigi.
Nel 2017 Barbieri ha dato vita alla sua Fondazione, che ha come scopo principale la conservazione, la tutela,
la gestione, la protezione, l’acquisizione, l’archiviazione, la catalogazione, l’autenticazione e la promozione dell’archivio e delle opere del suo fondatore, con l’intento di divulgare la cultura fotografica in Italia e nel resto del mondo.

Più recentemente l’opera di Barbieri è stata acquisita da una delle più̀ importanti collezioni di fotografia di moda, la Nicola Erni Collection, e da una delle raccolte di arte contemporanea più̀ grandi al mondo, la Pinault Collection.

Nel 2022 è stato presentato al pubblico il docu-film sulla vita dell’artista; prodotto da Moovie in collaborazione con la Fondazione, nato dalla regia di Emiliano Scatarzi e da un soggetto di Federica Masin e di Emiliano Scatarzi, ripercorre la vita dell’artista e apre una finestra sul mondo di cui è stato testimone.

Gian Paolo Barbieri, l’uomo e la bellezza ha partecipato al Biografilm Festival di Bologna, aggiudicandosi l’Audience Award del pubblico come miglior film. E’ inoltre stato presentato al festival Master of Art in Bulgaria, vincendo due premi: quello per il miglior documentario d’esordio sull’Arte, il Best Debut Documentary on Art, e quello per il miglior documentario della categoria Fotografia

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Dip. Comunicazione
Susanna Bertoni

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