1° Festival Fotografia Italiana 2024

Inaugurazione 14-15-16 giugno 2024: siete tutti invitati

Un viaggio nella fotografia italiana dal dopoguerra ai giorni nostri.
Un dialogo con autori contemporanei e giovani emergenti,
sino ai confini dell’intelligenza artificiale

Dal 14 giugno al 6 ottobre, l’incantevole Casentino, in Toscana,
ospiterà la prima edizione di questo evento senza precedenti

 

L’inaugurazione della prima edizione del Festival della Fotografia Italiana avrà luogo nel weekend del 14-16 giugno. Il programma del weekend di apertura vedrà la presenza di grandi autori della fotografia, critici, giovani talenti emergenti e appassionati. Attraverso mostre, conferenze e laboratori, il festival si propone come un punto di incontro dinamico per scambi culturali e creativi, dando il via a una nuova tradizione nel panorama artistico italiano.

La mostra centrale

La mostra centrale del festival, intitolata “Fotografia Italiana: mappe, percorsi e linguaggi”, a cura di Denis Curti, riunisce i cento autori più significativi dal dopoguerra a oggi, presentando un panorama della fotografia italiana che si distingue per la sua estetica culturale e paesaggistica senza uguali.
La selezione dei cento autori rappresenta un tentativo di rileggere la storia della fotografia italiana moderna e contemporanea, offrendo una narrazione ricca di sfumature e prospettive. Ogni autore e ogni immagine sono accompagnati da una descrizione accurata, volta a mettere in luce la loro importanza e il loro contributo alla fotografia italiana.
Molti autori saranno presenti nel weekend inaugurale e converseranno con il pubblico presente.

Dialogo con gli Autori Contemporanei

Il Festival della Fotografia Italiana si propone di creare un ponte tra i grandi maestri e dieci autori contemporanei, selezionati in base al tema dell’anno: “Dalla Terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana.” Questo titolo, ispirato al romanzo di fantascienza di Jules Verne del 1865, “Dalla Terra alla Luna,” evoca l’immaginazione e la previsione del futuro, concetti fondamentali che hanno plasmato anche la storia della fotografia.
Le dieci mostre degli autori selezionati – Lorenzo Cicconi Massi (Gli ultimi contadini), Simone Donati (Casentino primo studio), Francesco Faraci (Atlante Umano Siciliano), Simona Ghizzoni (Rêve Géologique), Sara Munari (Non ditelo a mia madre), Raffaele Petralla (Cosmodrome), Edoardo Romagnoli (Dillo alla Luna), Stefano Schirato (Terra Mala), Ilaria Sagaria (Crisalidi), e Valentina Vannicola (Filò) – raccontano storie uniche e coinvolgenti che spaziano dall’intimità dei paesaggi marginali del Casentino alle oscure visioni futuristiche del Cosmodrome, dalla magia dell’adolescenza in Crisalidi alla trasformazione geologica nel Rêve Géologique. Ogni mostra offre una prospettiva diversa e uno sguardo intenso su temi legati all’esplorazione, alla memoria, all’ambiente e alla nostra presenza sul pianeta.

Il Festival e i Giovani Talenti della Fotografia

Il Festival continua la tradizione della FIAF di promozione della cultura fotografica con un programma speciale dedicato ai giovani autori.
Cinque fotografi Under 30, selezionati dalla Call “Nuovi Sguardi”, esporranno i loro progetti accanto ai lavori collettivi realizzati da cinque scuole di fotografia italiane: My Life Now, it’s Okay di Antonio Andretta; Cosa c’è di vivo di Teresa Bucca; La strada del ritorno di Marina De Panfilis; Sibyllae di Sofia Gastaldo; L’infinito istante (the ongoing moment) di Martina Simonato.
Il Festival ospiterà inoltre la Masterclass Residenziale “Ivano Bolondi”, guidata da Simone Donati, dove sei giovani fotografi, in una settimana di residenza artistica, realizzeranno progetti fotografici e audiovisivi esplorando e interpretando il territorio. Le opere prodotte saranno esposte durante l’edizione 2025.

Il Festival ed un aggancio con la Storia

Il Festival ospita anche la mostra “Scatti di libertà“, di una delle prime reporter donna italiane, Eda Urbani (Livorno 1908, Torino 2001).
Nell’ottica del dialogo tra epoche, in questo prima edizione, fra le molte possibilità, è stata individuata questa donna che ha precorso i tempi, sfidando, giovanisima, qualsiasi convenzione dei tempi. Affrontando da sola, poco più che ventenne, lunghi soggiorni fuori dall’Italia, ha fotografato, con sguardo libero e fresco, ciò che accadeva attorno a lei negli anni ’30 del secolo scorso.

Il Festival e la valorizzazione dell’editoria fotografica

Il “Premio Editoriale MARIÆ NIVIS 1567 è dedicato esclusivamente ai libri fotografici di autori italiani, pubblicati da case editrici italiane o europee nei due anni precedenti. La selezione dei dieci finalisti, affidata a una Commissione specializzata, vedrà esposte le opere nel corso del Festival, mentre la cerimonia di premiazione, prevista il 7 settembre, sarà il culmine di un weekend interamente dedicato all’editoria fotografica, arricchito da presentazioni editoriali, talk e letture di fanzine.
In parallelo al “Premio Bibbiena”, il Festival presenterà anche i risultati della Call “Percorsi”, un’opportunità per opere fotografiche destinate alla pubblicazione in formato libro. E’ Stefania Adami, con “Adagio Napoletano” ad aggiudicarsi la pubblicazione nel volume edito da FIAF. Gli altri cinque Autori selezionati, che esporranno nella corrente edizione, sono: Nòstos di Andrea Agostini; Di là dai fiumi, tra gli alberi della Romagna di Andrea Angelini; Brenta – Sguardi lungo il fiume di Giorgio Bertoncello; Anánkē di Anella Tarantino; Foundations of a mirage di Filippo Venturi saranno esposte durante la corrente edizione del Festival.

Il Festival e le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale

Nel contesto delle sfide poste dall’innovazione tecnologica, il Festival della Fotografia Italiana intende anche esplorare in modo particolare il rapporto tra fotografia e intelligenza artificiale (AI) ed esaminare come queste tecnologie avanzate stiano trasformando le modalità di narrazione visiva e espandendo le possibilità espressive degli artisti.
Il Festival ha dato il via a questa esplorazione con il lancio della Call “Nuovi Sguardi”, competizione che ha invitato giovani fotografi under 30 a integrare l’intelligenza artificiale nelle loro creazioni fotografiche. Questa iniziativa ha stimolato un vivace dialogo tra tradizione e innovazione, permettendo ai partecipanti di sperimentare e reinterpretare il tema del festival “Dalla Terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana” attraverso l’uso dell’AI.
Inoltre, il festival è orgoglioso di presentare la nuova mostra della fotogiornalista Barbara Zanon, intitolata “Al di là dello Sguardo“. Il progetto rappresenta un esperimento pionieristico nel campo della narrazione visiva, avvalendosi dell’intelligenza artificiale per esplorare storie di viaggi estremi, al di là dei confini spazio-temporali usualmente raggiungibili.

Il Festival si apre agli “spazi informali”

Nel weekend 15-16 giugno, a Bibbiena, verranno allestiti, in spazi non convenzionali aperti a tutti, come i suoi invitanti caffè all’aperto, “angoli di conversazione estemporanea” sulla fotografia e sui progetti autoriali, tenuti da grandi Autori quali: Guido Harari, Maurizio Galimberti, Paola Mattioli, Paolo Ventura, Toni Thorimbert.
Questo dialogo “colloquiale” rende la manifestazione un punto di incontro vivace e stimolante, nello spirito dei tempi odierni, completando l’offerta culturale e formativa di professionisti ed appassionati.

Il Festival e Portfolio Italia – Gran Premio Fowa – tappa 25° Fotoconfronti

Apriranno il 1° giugno per chiudere giovedì 13 le prenotazioni dei lettori della terza tappa di Portfolio Italia – Gran Premio Fowa, “25° Fotoconfronti”, che si svolgerà nei giorni 15 e 16 giugno. Sono quattordici i lettori che si alterneranno ai tavoli: Massimo Agus, Leonello Bertolucci, Silvano Bicocchi, Alessandra Capodacqua, Mariateresa Cerretelli, Lorenzo Cicconi Massi, Simone Donati, Benedetta Donato, Michela Fabbrocino, Cosmo Laera, Massimo Mazzoli, Fulvio Merlak, Sara Munari, Barbel Reinhard, Stefano Schirato, Francesco Zizola. 

Il territorio in dialogo con il Festival

Il Festival della Fotografia Italiana celebra il ricco tessuto culturale e ambientale del Casentino, trasformando ogni angolo di questo territorio in una galleria vivente. Attraverso una serie di esposizioni dislocate in sedi prestigiose e siti di archeologia industriale, da Bibbiena a Poppi e Pratovecchio Stia, il festival invita a scoprire la storia e la cultura locali aprendo nuove prospettive sulle tradizioni e sull’identità della regione.

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Dip. Comunicazione
Susanna Bertoni

 

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