Beniamino Pisati / Lassù – 2° Premio ex-aequo

Opera finalista Portfolio Italia 2020

di Davide Grossi

Di un bianconero deciso e tagliente, quasi primordiale, di primo acchito. Curato, funzionale ed accattivante, quando considerato con la dovuta attenzione. Ancor prima di ogni descrizione, l’opera “Lassù” appare in questo modo. E piace. Ma questo lato puramente estetico ed immediato non è che il sapore primario del portfolio. Infatti questa narrazione presenta una doppia e ben marcata valenza, fotografica ed antropologica. La fusione della doppia chiave di lettura è elegantemente e delicatamente presente in tutto il portfolio, che diventa per questo una lungimirante ed importante testimonianza.

Beniamino Pisati, classe 1977, milanese di nascita sondriese di adozione, da corpo finale ad un portfolio che vede più di un decennio di lavoro, sul ben radicato fenomeno della pastorizia in quella terra di Valtellina, tradizionalmente legata al proprio mondo rurale. Gli alpeggi estivi rappresentano ancora oggi uno dei tratti culturali che contraddistinguono la vallata, un’attività che è stata tramandata da generazioni e che porta nel mondo prodotti di eccellenza assoluta, primo tra tutti il formaggio Bitto. Ma ciò che colpisce è la dedizione di questa gente, grandi lavoratori che conducono una vita dura, sfasata rispetto ai ritmi di oggi, dove animali, persone ed ambiente vivono in equilibrio e simbiosi. I pascoli, le mungiture, le fasi di produzioni, scandiscono le giornate estive di queste persone straordinarie. Il fotografo durante il lavoro ha conosciuto e condiviso vita con decine di alpeggiatori, persone di sorprendente impegno la cui affezione e frequentazione si è spinta oltre alla necessità del lavoro documentario. Ha ascoltato storie, condiviso preoccupazioni e sentimenti, ricercando luoghi ed emozioni vissuti nella propria infanzia, quando il suono dei campanacci, il vociare dei pastori e l’odore acre del fumo durante la cottura del latte sembravano elementi naturali e imprescindibili della vita. Da un punto di vista semantico, le immagini del fotografo richiamano gli stilemi del reportage classico, ma in ognuna vi sono più livelli di lettura. Ciò grazie al complesso ma delicato utilizzo di piani immagine in cui primo piano, soggetto e sfondo alternano la propria funzione. Così come l’apparentemente casuale accostamento di elementi fisici contiene ben precisi significati. Per tali ragioni anche i singoli fotogrammi non riducono il proprio valore intrinseco, attestando questa operazione come una eccellente opera documentaria.

Biografia

Nato nel 1977 a Milano risiede a Sondrio, dove lavora come fotografo professionista freelance. E’ specializzato in reportage geografico con all’attivo oltre centocinquanta viaggi in diverse aree del mondo. Collabora attivamente con riviste ed agenzie del settore. Dal 2009 organizza workshop di fotografia di viaggio in Italia e all’estero. Diversi sono i riconoscimenti nazionali ed internazionali ricevuti, tra cui il primo premio al Travel Photographer of the Year nel 2016 nella categoria Portfolio. Da oltre 10 anni sta documentando lo stretto rapporto tra uomo e ambiente negli alpeggi della Valtellina.

Back to top button