Risultati della 8^ Tappa 2026 – 16° Premio Maria Luigia – Colorno (PR)

Risultati del «16° Premio Maria Luigia» ottava delle dieci Selezioni aderenti al «23° Portfolio Italia 2026 – Gran Premio Ricoh GR»

Il «16° Premio Maria Luigia», organizzato dal “Gruppo Fotografico Color’s Light” di Colorno (PR), si è svolto (nell’ambito del «17° ColornoPhotoLife»), nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, a Colorno (PR), presso il Museo MUPAC, sito in Piazzale Vittorio Veneto, 22. Agli Incontri hanno partecipato 87 Autori con 118 Portfolio. Sono state effettuate 210 Letture. A conclusione delle due giornate, la Commissione Selezionatrice, composta dai Signori Federica Berzioli, Luciano Bobba, Davide Grossi, Stefania Lasagni & Massimo Mazzoli (Presidente di Giuria), Laura Manione, Fulvio Merlak, Antonella Monzoni e Paola Riccardi (Orietta Bay, Silvano Bicocchi, Mariateresa Cerretelli, Ascanio Kurkumelis e Sara Munari hanno svolto esclusivamente funzioni di Lettori, indicando comunque i loro Lavori preferiti), ha assegnato i riconoscimenti come segue:

 

1° Premio  a  «Cronofotografia del ricordo»  di Giancarlo BORGIOLI  di Colverde (CO)
(Portfolio composto da 24 Immagini a Colori realizzate nel 2026)
con la seguente motivazione   (redatta da Antonella Monzoni):

«Per aver trasformato i filmati amatoriali 8 mm del padre in una nuova narrazione della memoria, attraverso la selezione di fotogrammi, il loro riversamento in video e la successiva ri-fotografia. Per aver costruito un percorso intimo dai sei anni fino alla nascita, tra ricordi, identità e tempo. Per la capacità di mettere in dialogo fotografia e video, sguardo paterno e sguardo dell’autore. Per l’originalità del procedimento e la sua forza poetica, capace di trasformare una memoria privata in un racconto universale.»

2° Premio  a  «Come un alito di vento»  di Roberto PERS  di Massa (MS)
(Portfolio composto da 14 Immagini in Bianco&Nero realizzate fra il 2024 e il 2026)
con la seguente motivazione   (redatta da Stefania Lasagni):

«Quella che noi chiamiamo Rosa, anche se chiamata con un altro nome, avrebbe lo stesso profumo soave? Un fiore può dirsi ancora tale se privato del suo profumo e dei suoi colori? L’Autore, tramite un’operazione di estrema sottrazione e scarnificazione del reale suggerisce una possibile risposta. Resta la pura forma; resta l’essenziale; resta la grazia di esistenze eteree e suggestive. Resta, comunque, la vita.»

 

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