
Il Comune di San Cesario di Lecce – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’associazione “Tempo di Scatto” circolo FIAF, Servizio Civile Universale e Casa della Memoria, ha organizzato la mostra dedicata al racconto fotografico di Luciana Trappolino dal titolo “SUI BINARI DELLA MEMORIA” con la partecipazione degli alunni e delle alunne della scuola “A. Manzoni”.
Sarà possibile visitare la mostra presso la ex sala consiliare di Palazzo Marulli in Piazza Garibaldi nei giorni dal 28 gennaio al 2 febbraio tutti i giorni dalle 10:30-12:30/17:30-19:30.
L’inaugurazione della mostra fotografica è prevista per il 27 gennaio 2026 alle 18:30. Siete invitati a partecipare.

Riflessioni sulla Memoria e l’Impatto della Fotografia nel Contesto dell’Olocausto
“Luciana Trappolino intraprende un viaggio emotivo nei resti dei campi di concentramento, utilizzando la fotografia per immortalare dettagli strazianti che raccontano storie di generazioni perdute, massacri e genocidi. Attraverso il suo lavoro, si propone di preservare la memoria di coloro che hanno subito queste atrocità, rendendo visibile il dolore e l’umanità dietro le statistiche. La sua missione è di trasformare il linguaggio visuale in una narrazione universale che responsabili e società non devono dimenticare. Con il passare del tempo e l’inevitabile scomparsa dei sopravvissuti, l’importanza della testimonianza visiva e della memoria collettiva diventa imperativa. Trappolino invita a non lasciar scorrere via le storie delle vittime, conoscendo e raccontando i nomi e le vite spezzate, affinché le atrocità del passato non si ripetano, e le future generazioni possano imparare dal dolore e dalla resilienza di chi ha subito l’orrore dell’Olocausto. Ha documentato con coraggio i luoghi dei campi di concentramento, catturando immagini che riflettono le tragedie del Novecento. Attraverso il suo obiettivo, esplora il dolore delle generazioni perdute in guerre e genocidi, invitando a una riflessione profonda sulla memoria e sull’importanza di raccogliere testimonianze dei sopravvissuti. Le sue fotografie, insieme a dettagli strazianti come mucchi di occhiali e scarpe, offrono una connessione emozionale che trascende il tempo, toccando direttamente la sensibilità di chi osserva. L’obbligo morale di ricordare le vittime dell’olocausto è cruciale per la nostra società. Con il tempo che scorre, è fondamentale onorare le storie degli ultimi testimoni e mantenere viva la memoria di chi ha sofferto, nel contesto di un’organizzazione sistematica e crudele. In questo contesto, Luciana si fa portavoce del dolore e della memoria, raccontando la brutalità della deportazione e dell’assassinio sistematico degli ebrei. La sua testimonianza ci guida attraverso questa tragedia, sottolineando l’importanza di identificare e nominare coloro che sono stati privati della loro umanità. Attraverso la documentazione e l’insegnamento, possiamo assicurare che le atrocità del passato non siano dimenticate e che le future generazioni comprendano l’importanza di preservare la memoria storica. Una riflessione profonda sulla sofferenza umana, richiamando le parole di Primo Levi per esortare a considerare la dignità di chi vive in condizioni disumane. Attraverso la documentazione e l’insegnamento, si invita a tramandare le testimonianze di coloro che hanno sofferto, sottolineando l’importanza di ricordare e trasmettere queste esperienze alle generazioni future. La chiamata all’azione è chiara: scolpire nella memoria collettiva la consapevolezza della condizione umana, mettendo in discussione il benessere e la sicurezza di chi vive in un mondo lontano dalla sofferenza”.



