Mostre

Villaggi della mia Africa: sentieri che raccontano storie

Dal 21 al 30 agosto 2026 presso a Tolè di Vergato (Bologna) in esposizione il progetto di Elisabetta Faraone

La mostra fotografica “Villaggi della mia Africa: sentieri che raccontano storie”, in programma dal 21 al 30 agosto 2026 a Tolè di Vergato (Bologna), curata da Elisabetta Faraone, va ben oltre la semplice raccolta di ricordi di viaggio. Non si tratta di immagini isolate, ma di un’esperienza sensoriale e umana che nasce dall’incontro con persone straordinarie nei luoghi più autentici dell’Africa: le strade e i sentieri dei villaggi della Tanzania e dello Zambia, percorsi nel 2023 e nel 2025.

Le fotografie catturano momenti di vita quotidiana, volti segnati dalla fatica e dal dolore, ma anche illuminati da sorrisi esplosivi di gioia e speranza. Ogni scatto racconta storie di forza e semplicità, di una dignità disarmante che emerge dalle espressioni di chi, nonostante le difficoltà, accudisce i propri bambini con amore e affronta ogni giorno con coraggio. Sono storie che gli occhi riescono a comunicare meglio di mille parole, storie impresse nella pelle e nella memoria di chi ha camminato su quei sentieri.

Questi sentieri – polverosi, spesso battuti sotto il sole cocente o illuminati solo dalla luce della luna – sono veri e propri testimoni silenziosi di vite intense e di tradizioni radicate. Se potessero parlare, svelerebbero dettagli preziosi e profondi, piccoli frammenti di esistenza che Elisabetta ha percepito grazie alla sua sensibilità e al suo rispetto per queste culture.

La mostra non è solo una narrazione visiva, ma un invito a sentire, a capire e a entrare in contatto con una realtà lontana ma profondamente umana. Elisabetta Faraone, socia di TEMPO DI SCATTO circolo FIAF n.2554, condivide questo viaggio emotivo chiedendosi, con umiltà e passione: “Non sono sicura che le mie foto rendano giustizia alla bellezza delle storie di questi sentieri”.

Eppure, proprio in questo interrogativo si cela la forza del suo progetto: aprire una porta verso un mondo che ci parla attraverso l’intensità degli sguardi e il silenzio dei cammini africani, lasciando a ciascuno di noi la possibilità di ascoltarne il racconto.

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