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Frammenti di guerra di Francesco Cito – TALK FOTOGRAFICO

Presso Laboratorio di Cultura Fotografica di Città della Pieve

Frammenti di guerra di Francesco Cito

Sabato 10 Dicembre 2022

Ore 17:30

Presso Laboratorio di Cultura Fotografica di Città della Pieve 

Torna al Laboratorio di Cultura Fotografica il fotografo napoletano Francesco Cito dopo la commissione “Deus, Spiritus Homines, reportage sulle comunità religiose del territorio”, in esposizione al Laboratorio nel periodo di Pasqua, dove questa volta racconterà le sue esperienze fotografiche in un talk intitolato Frammenti di guerra.

“Ciò che l’uomo comune, il viandante che percorre le strade della vita di tutti i giorni, il fortunato essere che non deve scontrarsi con questa atroce realtà, difficilmente riesce a immaginare o percepire cosa essa realmente rappresenta. Puoi aver visto mille documentari, aver letto centinaia di volumi e articoli, aver guardato migliaia di fotografie, ma tutta la documentazione possibile mai riuscirà a trasmettere ciò che la guerra è ed esala.”

Frammenti di guerra

L’uomo moderno rapportato a l’uomo descritto nei testi antichi, è più violento, è più crudele di quanto non lo fossero allora. Gli eserciti nati per creare le civiltà, si fronteggiavano nonostante la loro spietatezza guardandosi negli occhi.

Le guerre si interrompevano a che fossero onorate le Olimpiadi. La Civiltà che noi crediamo di aver raggiunto, solo perché arrivati sulla luna, o creato lo smartphone, senza però aver mai intrapreso e completato il viaggio nel nostro io più profondo, e chiederci del perché ancora oggi, la così detta nostra civiltà non sia stata in grado di debellare da noi stessi, tutta la crudeltà che ancora si annida nel genere umano. Oggi, più di quanto accadesse nel passato, gli eccidi si commettono pronunciando il falso ideologismo della parola libertà e democrazia. Quello che è accaduto in Iraq, in Siria, e ancora in Afghanistan, è figlia di questo falso concetto, mentre la verità è altrove, in interessi che nulla hanno in comune con l’abusato ordine democratico, per poi lasciare un paese come l’Afghanistan nelle mani di oscurantisti esseri per ri-azzerare le lancette della storia. Nello Yemen è in atto una guerra in cui sono già morti ventimila bambini su duecentomila vittime nel conflitto per la supremazia territoriale dell’Arabia Saudita armata dagli americani. Nel Congo quattro milioni di morti nelle guerre regionali per il controllo del “Coltan” il minerale per far funzionare le batterie degli smartphone. Attualmente si sovvenziona una guerra che poteva essere evitata fra Russia e Ucraina, indotta da troppi interessi e futuri assetti geopolitici. In tutto questo la grande ipocrisia, si apre ai profughi ucraini, quelli che scappano per così dire con il cagnolino al seguito, e si spara o si affondano quelli provenienti dall’Afghanistan o dall’Africa. La società moderna, di questo XXI secolo sta dimostrando di essere peggiore delle precedenti, sta dando la peggior prova di se stessa. Oggi per pulire la nostra coscienza, abbiamo creato le così definite armi intelligenti. C’è forse differenza se dilaniati da un drone, o se ammazzati dal fendente di una spada? Demagogia o ipocrisia? Il mondo dei giusti è ancora da venire, la guerra è schifosa, da qualsiasi punto di vista la si guardi. sta solo ed esclusivamente a noi accettarla o rifiutarla. Tutto il resto è niente.

Associazione Il Forno Onlus
Laboratorio di Cultura Fotografica
Via F. Melosio 20/26 – Città della Pieve 06062 (PG)
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tel. 0578/299220
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