RF25 Le & Gli Autori / 1
Milli Lo Casto / Falsi d’autore
In questo mio lavoro ho pensato di riproporre opere d´arte in modo ironico e personale, unendo la passione per la fotografia con il piacere di costruire modellini, abbinando a una foto u modellino.
A volte inizio con una mia foto o con una mia costruzione e cerco un’opera d’arte, pittura o scultura, che ne riprenda l’aspetto o il contenuto.
Altre volte invece faccio l’inverso, scelgo un’opera d’arte e poi realizzo un modellino che ne riprenda la forma, i colori, il significato.
Autore delle opere d´arte e/o periodo storico sono variabili. L’importante per me è che si possano stabilire affinità ma anche interpretazioni fantasiose o divertenti.
Rosanna Mazzucco / Deserti
Viaggiando nel deserto colpisce come esso non sia mai uguale.
Nella sua apparente monotonia sono i colori che cambiano e lo rendono affascinante.
Stefano Malatesta in un suo articolo del 24 dicembre 2000 su la Repubblica, lo descrive così: “ …in realtà, il colore della sabbia cambia in continuazione, dall’ocra pallido all’aranciato, perché dipende dal sole e in certi giorni nuvolosi può essere grigio perla, per riprendere vivacità quando il bagliore del tramonto deforma ogni cosa con la luce avorio, cremisi e violetta…”
Donata Previato / Cianotìpia
La cianotipia consiste in un antico metodo di stampa fotografica, caratterizzata dal tipico colore Blu di Prussia (dal greco antico kyanos: blu).
Lo scienziato e astronomo inglese Sir John Herschel inventò questo procedimento nel 1842, a pochi anni dal varo della fotografia da parte di Fox Talbot in Gran Bretagna e Louis Daguerre in Francia.
Mentre i sistemi ideati da Talbot e Daguerre sfruttavano la fotosensibilità dei sali d’argento, il processo messo a punto da Herschel si basava su alcuni sali ferrici, precisamente il ferricianuro di potassio e il ferro ammonio citrato. Questi due sali, mescolati assieme, sono fotosensibili e reagiscono quando posti di fronte alla luce di tipo solare. Frapponendo un negativo tra la luce ultravioletta e un foglio di carta su cui è stata applicata la soluzione ai sali ferrici, si produce un’immagine fotografica.
Il cianotipo è rimasto famoso nella storia della fotografia anche perché venne sfruttato pochi anni dopo la sua scoperta da Anna Atkins, considerata da molti la prima donna fotografa della storia. Lo stesso procedimento di stampa, grazie alla sua versatilità, è rimasto in uso, oltre che in fotografia, anche per la produzione di disegni tecnici e di planimetrie, almeno fino agli anni quaranta del XX secolo. In queste applicazioni, sia pure nelle sue varianti, il procedimento ha preso anche il nome di cianografia o di “blueprint”.
Luigi Fazzi / Graphical Trees
Visioni di una natura stilizzata, che nei sogni prende vita e in un abbraccio ti porta nel suo universo parallelo.
Per rigenerarti con il suo ossigeno e farti viaggiare leggero in quella foresta che tu chiamerai casa.
Michele Santagostino / Ebridi: Terra di Fari e di Castelli
A luglio, le lunghe giornate scozzesi illuminano un itinerario epico tra Highlands ed Isole Ebridi.
II viaggio e un susseguirsi di panorami drammatici, dai leggendari Castelli di Eilean Donan e Duart (sull’Isola di Mull), fieri guardiani di loch e mare. L’esplorazione prosegue lungo la costa verso Gairloch, tra fari solitari e insenature selvagge.
Si raggiunge l’estremo nord a Durness, dove la natura trionfa nella spettacolare distesa di sabbia bianca di Balnakeil Beach. Un’immersione totale nel fascino storico e nella grandezza indomita della terra dei miti e della cultura celtica.
Francesca Sullis / Siberia – Lago Baikal
Presento le foto fatte nel mese di marzo 2025 sul Lago Bajkal, la più grande riserva naturale di acqua dolce sulla Terra. Contiene circa un quinto di quella di tutto il pianeta escludendo ghiacciai e calotte polari.
Le sue dimensioni sono più che ragguardevoli: lungo oltre 600 km e con una larghezza media di circa 50 Km. Ma è soprattutto la sua profondità che sbalordisce: nella parte centrale supera i 1600 metri, rendendolo il lago più profondo al mondo e quello con il maggior volume. Una vertigine blu che richiama alla mente quella della Fossa delle Marianne. Il Bajkal è nel territorio della Siberia orientale a circa 150 km dal confine nord della Mongolia. Camminare su questo lago ghiacciato a piedi, con gli hovercraft, e i famosi Uaz 4×4 è una sensazione, ed una esperienza, mai provata prima.
Michele Rizzi / Nel Nostro Tempo
C’è chi viaggia per arrivare e chi resta per osservare.
Michele Rizzi vive a Selvazzano e lavora tra i binari delle ferrovie, tracciando ogni giorno linee invisibili come quelle che compongono i suoi scatti.
Quando la luce cade giusta, impugna la vecchia Mamiya ereditata da suo padre e cerca volti, gesti, frammenti di vita.
Scatta in digitale ma non rinuncia alla magia chimica del bianco e nero che sviluppa e stampa da sé, trasformando la luce in materia.
“Nel nostro tempo” è il suo sguardo sul presente: una raccolta di istanti silenziosi, autentici, anche imperfetti – proprio come la vita che raccontano.
Pamela Palagi / L’arte di ricordare
Il mio lavoro fotografico si muove su più piani: quello artistico, quello metaforico e, naturalmente, quello tecnico. Attraverso la fotografia, e grazie al bagaglio che proviene dalla mia passione per la storia dell’arte, cerco di inquadrare i miei affetti con lo sguardo di una pittrice, o per meglio dire, di una pittrice che dipinge con la luce.
I momenti che scelgo di fermare sono al tempo stesso ludici e sospesi, abitano uno spazio che non appartiene del tutto al reale, ma ad un luogo dell’anima: l’anima delle mie figlie, della loro gioia, della loro complicità e, talvolta, delle loro piccole contrapposizioni.
In ogni immagine la luce diventa maestra, guida e pennello insieme.
È attraverso di lei che costruisco la memoria visiva dei miei affetti, cercando di restituire la loro essenza più intima, quella che, forse, solo lo sguardo della fotografia può conservare senza imprigionare.
Giancarlo Keber / la Processione di San Vito a Lequile, Lecce
E’ stato come fare un tuffo nel passato.
Mi sono trovato in questo paese del Salento nei giorni in cui si festeggiava il Santo Patrono.
Tutta la città era coinvolta, autorità religiose, amministrative, militari e civili; adulti ragazzi, bambini.
Le vie principali, come le piazze, erano state addobbate con luminarie grandiose; i musicisti della banda omaggiavano i partecipanti con le loro note…
Ho percepito il valore della tradizione.
Sonia Piovesan / Avrò Cura di Te
In questo mio progetto fotografico le persone raffigurate hanno tutte il mare che fa da sfondo, che le accomuna; il mare simbolo di vita e di rinascita, di infinito e di mistero, di rilassamento e di tranquillità, fonte di ispirazione, diventa in queste immagini testimone di promesse formulate dalle persone: “Avrò cura di te, cercherò di superare il mio egocentrismo, ti proteggerò dalle incurie, ti difenderò dai mali, cercherò di superare gli ostacoli che incontrerò.”
La bambina sta guardando il papà che è andato a nuotare al largo. Anche una figlia, seppur piccola, può prendersi cura del genitore attendendo con ansia il suo ritorno a riva.
Francesco Salandin / Riflessi di Paesaggio
Questa mostra è un viaggio visivo attraverso paesaggi vibranti, in cui la luce dà vita a scenari sospesi tra sogno e realtà. Il fotografo invita l’osservatore a rallentare e lasciarsi avvolgere dalla bellezza autentica che il mondo ha da offrire.
Antonio Sollazzo / Tracce di Luce
“Tracce di luce” raccoglie scatti fotografici dal linguaggio contemporaneo; idee, a colori o in bianco e nero, realizzate per occasioni particolari e/o collaborazioni con altri professionisti. La maggior parte di queste foto nascono in studio, dove è anche la luce dei flash sapientemente dosata a costruire spazi emozionali che abbracciano e fermano il soggetto in una bolla temporale. Non c’è più un adesso ma solamente quel tempo interpretato, antico o moderno che sia, e lì va in scena l’essere donna; una donna dal trucco semplice che non trasforma la sua naturale bellezza ma che la rende, insieme ai ricercati abiti ed accessori, raffinata e fashion. Antonio riesce a trasferire la propria creatività in immagini esteticamente efficaci che seppur gestite, sono caratterizzate da estrema naturalezza. Fondali dai colori uniformi, lasciano emergere in luce le forme dei corpi in posa; abiti leziosi, tacchi, sontuose acconciature e tulle rendono le modelle protagoniste. A volte, è solo un gioiello o un particolare accessorio a “vestire” le morbide nudità; altre volte il set si affolla con oggetti di scena, l’inquadratura cambia e, non più frontale, punta dall’alto in basso a scrutare una pirata riccamente vestita o a cercare le parti emerse fra la schiuma di un bagno caldo o ancora cambia il set di posa e si sposta in altro luogo, una pista insolitamente vuota e silente dove la modella, come circense, posa accanto ad una elefantessa dalla proboscide alzata.
Ogni scatto porta con se quelle “tracce di luce”, di bellezza, dove ogni singola scelta è complicità, dove ogni costruzione lascia spazio ad immaginare una storia.
Il confine fra reale ed imaginario diventa labile, loro, le divine, mollemente interpretano; enigmatiche, fiere, fragili, catturano lo sguardo e si lasciano guardare.
Daniela Sidari (Docente FIAF)






































