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Memorie – Lab. Di Cult 250 – Boretto (RE)

Racconti ed immagini dal Laboratorio 250

 

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MEMORIE DAL FUTURO
La Bottega Photographica

 La partecipazione collettiva al Lab Di Cult de “La Bottega Photographica” nasce dall’idea di
esplorare e raccogliere frammenti di realtà destinati ad essere inseriti una ipotetica capsula del tempo. Come un contenitore che racchiude memorie per un futuro lontano, il nostro progetto si propone di fermare attimi, sensazioni, luoghi e ricordi che, seppur appartenenti a ciascun individuo, sono destinati a unirsi in una collezione collettiva per il futuro.

Ogni partecipante ha contribuito con una propria visione del tema, portando il proprio vissuto, i propri ricordi, i dettagli significativi della vita quotidiana o delle esperienze più intime. Le fotografie e gli elaborati personali sono diventati il veicolo per raccontare il proprio legame con il passato, per fermare memorie che, a volte, sfuggono al nostro stesso sguardo.

Ognuno di noi ha messo a disposizione la propria “fetta di memoria”, consapevole che attraverso questa condivisione, quel frammento potrebbe essere conservato nel tempo, per essere scoperto e apprezzato da un futuro lontano.

È un atto di cura e di attenzione verso ciò che ci ha preceduti, ma anche verso ciò che verrà: un segno tangibile che, seppur nel tempo che scorre, c’è sempre un legame tra il passato, il presente e il futuro. 

In questo modo, le immagini non sono solo fotografie, ma vere e proprie finestre attraverso cui possiamo osservare un passato che si fa memoria collettiva, pronta a essere custodita e restituita da un luogo misterioso come quello di una capsula del tempo.

 

Le opere in mostra:

Museo del Po e della navigazione fluviale

 

Selezione Opere Autori:

LETTERA A MIA FIGLIA – FRANCESCA ARTONI

Queste foto sono una lettera aperta, un pensiero scritto con immagini e fantasia.
Ora siamo così: Il ritratto di me che conservo questa capsula e l’immagine di te che sei il mio inizio come madre, perché per me sei sia l’uovo che la gallina.
Per te, In questa capsula del tempo, metto questo frammento di tempo ed emozioni che ti arriverà quando ogni cosa sarà cambiata. Un messaggio dove speranze e sogni attraversano le epoche e le esperienze.

 

 

LA CASA – AMANDA CAVALLETTI

Ora non so dove sei
Vicino, lontano, che importa?
Consapevole del futuro, ecco come sarai
Quando tornerai troverai stanze vuote e il profumo di primavera
Ci sarà il sole, ci sarai tu con I tuoi sbagli
Ci saranno le bestemmie, le lacrime
Le ginocchia a terra, le finestre aperte fuori
Il giardino della tua infanzia, le foto attaccate al frigo
Ci saranno cassetti pieni
Pieni di vita, di pezzi di vita
Quella stanza diventerà una metropoli
Parigi, Londra, New York, piene di luci
Il cielo di Monet
La campagna di Van Gogh
Una pellicola di Eastwood
E io non ci sarò …
Ma il cuore resta sempre lì …”                 
[Stanze vuote – Nesli]

 

 

PREMALE’ – FRANCESCO DOLCI

Premaleto (Premalè) è il nome della collina sull’Appennino Reggiano dove mio nonno Bruno decise caparbiamente di costruire una casa e piantare un bosco.

Più simile ad un rifugio montano che ad un’abitazione, negli anni è diventata la gioia e il dolore della mia famiglia. Come fosse la manifestazione fisica dell’amore e dell’odio che è la vita famigliare. Come se ogni sua crepa possa ricondursi ad un ricordo ed una memoria, e come se il crescere e ricambiarsi del bosco indicasse di pari passo lo scorrere del tempo per noi.

Un luogo a cui tutti i discendenti di Bruno rimangono legati, come in una ragnatela di memorie a cui non si vuole fuggire, morbosamente attratti da questo ricordo.

Il mio progetto vuole esplorare fotograficamente la stratificazione dei miei ricordi emotivi, positivi e negativi, che ho collezionato in relazione a questo luogo.

Usando il mio corpo come manifestazione fisica delle emozioni e del mio modo di vivere questo luogo, ho voluto dare espressione a ciò che sento nel mio profondo. Dare visibilità a queste memorie sopite.

 

 

UN PO DI NOI – FLAVIO GHIRETTI

Sulle rive del nostro Po, si snoda il ricordo delle famiglie che hanno goduto, ma anche sofferto per le sue acque.
Il passato della mia famiglia mi è stato raccontato, come si usava un tempo, facendo “filosso”, senza però lasciarne traccia.
Immortalare attimi del mio tempo passato con i miei cari, è ricco del desiderio di creare un ricordo concreto.

 

L’EFFIMERA REALTA’ DEI RICORDI – MAURIZIO LIGABUE

Capita che il passato arrivi e ti suggerisca un’immagine, un’idea di cui ti innamori.
Effimera, si mostra più bella del ricordo che la custodisce e così cattura i tuoi pensieri.
Il tempo si fa elastico e non sai quale luogo sia meglio per te.
Le immagini di queste persone ricordano luoghi, situazioni, affetti, con il passare del tempo si trasformano in esperienze da tramandare.

 

 

VOLGERE LO SGUARDO – STEFANO RAMI

Memoria è la capacità di conservare traccia degli stimoli esterni sperimentati e delle relative risposte e scelte.
Se dovessi inviare nel futuro una capsula del tempo quali tracce conserverei che possano descrivermi ai posteri? Come verranno osservate da chi non mi ha mai conosciuto?
Vorrei allora non mettere nulla del mio vissuto se non gli sguardi che mi facevano “perdere tempo”. Sguardi verso ciò che mi circondava e viveva con me. Con cui entravo in relazione e lasciavano un segno.
Vorrei che osservassero le mie perdite di tempo mentre “volgevo lo sguardo”.
Perché volgere lo sguardo è più di guardare: è guardare come se fosse la prima e l’ultima volta, è un movimento degli occhi che smuove il cuore, i sentimenti e trattiene un attimo di gioia, o nostalgia, o tristezza; in una parola: un attimo di vita.
Le uniche cose, credo, che accomunano tutti gli uomini dei tempi passati, presenti e futuri.

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COORDINATORE LABORATORIO 250 : FRANCESCA ARTONI
COLLABORATORI : MARICA ARTONI

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