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La fotografia stenopeica nelle scuole

Se per me avvicinarmi alla fotografia stenopeica è stato quasi naturale, proporla alle nuove generazioni che non hanno avuto l’onore di conoscere “Messer Rullino” ma hanno un gran confidenza con “Mister Photoshop”, è stata una sfida, lanciata da una insegnante della locale scuola media, la Prof.ssa Caradonna, e inizialmente accolta con un po’ di incredulità dagli alunni.

Ma la semplicità del mezzo e la mancanza di perfezione che caratterizza questa tecnica, hanno messo i ragazzi a loro agio e in condizione di dare tutti il proprio meglio con entusiasmo e passione.

Il principio stenopeico permette di capire meglio la magia della luce, il fascino della fotografia e di apprezzare le piccole cose, e in questa società altamente tecnologica,  del tutto e subito e della noia quotidiana,  è importante far riscoprire ai giovani la manualità artigianale, il sapore dell’attesa e la meraviglia della scoperta.

In questi quattro anni insieme alle insegnanti, abbiamo cercato di far capire ai ragazzi il gusto di essere liberi dalla fretta, dalle convenzioni, dalla moda del “possedere”, per farli riappropriare del gusto di giocare con il tempo,

dell’ironia nel mostrarsi imperfetti, senza aver paura di rivelare i propri lati “bianchi&neri”.

Abbiamo fatto capire loro che non devono mai perdere di vista il risultato che vogliono ottenere, che è importante pre-visualizzare cosa sta per accadere e che l’agire presuppone sempre momenti di dovuta attenzione e riflessione,


mettendo in conto anche qualche delusione, perchè non sempre le cose andranno come desiderato.

Abbiamo usato l’immagine stenopeica per far capire loro che se anche intorno è buio al centro, in fondo, c’è la luce e ad avere rispetto del silenzio per ascoltare il mistero della vita.

Marco Palmioli

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13 commenti

  1. Oggi 29/04/2012 è la Giornata Mondiale della Fotografia a Foro Stenopeico “Worldwide PinholePhotography Day”, quindi il Post dipartimentale lascia lo spazio a chi tra di noi esercita questa fotografia con immensa passione da lungo tempo: Marco Palmioli. Con questo bel Post dedicato all’insegnamento di questa tecnica fotografica nelle scuole egli inizia un progetto di diversi Post d’introduzione a questo linguaggio tecnico dalle fortissime potenzialtà espressive.

    1. Complimenti a Marco per il lavoro. Mi fa piacere informarvi che anche qui a Sestri Levante con diversi soci di Carpe Diem, dal Novembre 2011 abbiamo avviato un “per-corso stenopeico” con 5 classi delle scuole elementari. In un mondo dove tutto si fa di corsa, questo laboratorio è stato un vero invito ad osservare attentamente tutto ciò che ci circonda e a capire il significato profondo del vedere per immagini.Il progetto è stato costruito con incontri in aula con ragazzi ed insegnanti, videoproiezioni, laboratori per la costruzione delle “scatole stenopeiche”, riprese fotografiche sul territorio. Le immagini realizzate, oltre che ad arricchire tanti inediti aspetti del nostro territorio, andranno poi a formare una mostra che sarà presentata a fine Maggio in occasione del 45°Festival Andersen 2012.Lavorare con i bambini, che spesso non avendo limiti vanno oltre i normali parametri,è stato davvero istruttivo, emozionante e stupefacente. Un’esperienza intensa, entusiasmante e molto gratificante.
      Roberto Montanari.

  2. Sono stato a Recanati per l’inaugurazione della mostra ” Quale Madre ” e dei lavori di alcune classi medie delle scuole di Recanati, sulla fotografia stenopeica e la fotografia digitale, pur costatando la validità di entrambi i metodi sul piano della didattica, penso che per comprendere con maggiore penetrazione, un mondo magico e poetico come quello della fotografia, questo metodo del foro stenopeico abbia un potenziale espressivo molto valido. Quindi un plauso va anche all’insegnante, Marco Palmioli che lo pratica con passione e disinvoltura di chi ne conosce la magia. Bellissima esperienza, Grazie

    1. Ciao Ivano, grazie mille! Va però riconosciuto che il corso di fotografia stenopeica avviene a seguito del percorso di fotografia digitale, che inizia già dal primo anno di scuola media e che è fondamentale per la maturazione dei ragazzi, perchè attraverso la didattica avranno poi i mezzi per sviluppare una loro ricerca espressiva. Marco

  3. Ieri per il quinto anno o partecipato alla giornata mondiale della fotografia stenopeica. Questo genere di fotografia è molto soddisfacente e poco costosa se fatta in maniera casalinga.
    Purtroppo non ho conoscenze nella scuola per proporla qui a Genova.
    Per il sito del mio fotoclub ho scritto 3 brevi articoli sul piccolo foro. http://www.fotoclubilforte.it/?cat=244
    Se volete delucidazioni non abbiate timore a contattarmi.
    Camillo

  4. Trovo il progetto entusiasmante. Il lavoro svolto nelle scuole stimolante e prdagogico. Il saper attendere, il mettere in evidenza i propri difetti,le mancate aspetative e quindi le delusioni da afforntare e superare, la manualità, la progettualità. Tutto questo è fondamentale e molto stimolante, specie nei ragazzi che oggi con la tecnologia hanno un approccio all’immagine troppo immediato e freddo, complimenti. Saluti. Paolo

  5. sembra proprio di partecipare a quello che i nostri maestri devono aver provato quando hanno potuto godere della visione delle prime immagini realizzate con questa tecnica. Il realizzarsi della magia della luce. Queste sono immagini da riscoprire non solo dai ragazzi ma anche da noi.
    Complimenti a Marco Palmioli.

  6. Trovo lo stenopeico un modo di fare fotografia essenziale e sorprendente. Mi complimento per la volontà di diffondere questa conoscenza ad una generazione che ha maggiore familiarità con la virtualità del quotidiano.

  7. Non ho mai provato la fotografia stenopeica ma credo offra l’opportunità di sentirsi “tutt’uno” con lo strumento che si utilizza in virtù di un processo che ti coinvolge in ogni sua parte. Credo sia un riappropriarsi dello stupore originario, della meraviglia … Sarebbe bello e istruttivo se ogni scuola si sensibilizzasse alla cultura fotografica in tutte le sue declinazioni …

  8. Quanti commenti indotti dalla magia della magica “Pinhole”!
    Anch’io devo dire che ne ho subito il fascino, complice l’entusiasmo dell’amico Roberto Montanari che con Carpe Diem sta concludendo un bel progetto scolastico.
    Devo dire che la cosa più affascinante della fotografia stenopeica è l’atteggiamento all’immagine diametralmente opposto alla fotografia tradizionale.
    Con il “foro stenopeico” l’attimo non ha più necessità di essere fissato ma, anzi, viene dilatato tanto da donare alla profondità dello spazio fotografato un’altra dimensione, quella temporale.
    Ed ecco così che ci troviamo a dare al tempo una “forma”, un “volume”, una “fisicità” tangibile.
    Bella esperienza!
    Isabella Tholozan

  9. In occasione della giornata mondiale del foro stenopeico, ho visitato le mostre organizzate a Tolmezzo (UD). Oltre a opere di maestri come Beppe Bolchi, erano presenti opere realizzate dagli alunni di una classe secondaria e un breve documentario sull’esperimento realizzato. A parte la poesia presente nelle immagini di questi bimbi, vedere come la semplicità e la magia del metodo li coinvolgeva mi ha convinto del fatto che sia il miglior modo per introdurre i giovanissimi alla fotografia.

    1. Grazie del tuo contributo, mi fa proprio piacere della tua visita a Tolmezzo! Infatti oltre alle foto della scuola locale era esposto anche un lavoro di questo post: “Impalpabili Evanescenze” della scuola di Recanati. Ciao Marco

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