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Francesca Woodman di Piera Cavalieri (I° parte)

Francesca Woodman 

di Piera Cavalieri, prima parte

Premessa : dopo la Sherman scrivere della Woodman può apparire una scelta bizzarra in quanto arcinote fotografe  e protagoniste dell’arte contemporanea  e  parlare di arte al femminile è anacronistico  e anche un po’ irritante, perchè le barriere di genere non esistono più . Mi sembra però interessante utilizzare questo  spazio di condivisione per riflettere sulla poetica  di recupero della corporeità delle prime maestre della fotografia internazionale (1) che esplose a livelli di notorietà  planetaria appunto negli anni ’60-’70 e di cui la Sherman , la Woodman e la Goldin  sono state naturali prosecutrici e interpreti .

"Senza titolo, Providence, Rhode Island, 1975-1978, stampa alla gelatina d'argento"

Studiare queste  fotografe  significa ricordare anche la fatica   delle artiste che a loro volta le hanno precedute tra ‘800 e ‘900 e che hanno scelto la fotografia in un momento storico in cui molte situazioni sociali e culturali , come quella relativa all’identità femminile , stavano cambiando . Tra fotografia , nell’ Ottocento non ammessa allo statuto d’arte  , e donne che fino ai primi del Novecento non potevano accedere alle Accademie se non come modelle , si stabilì  un fronte comune . Le donne per secoli “oggetti” dei desideri e delle rappresentazioni maschili si riscoprono soggetti ed è nella Body Art che le artiste si riappropriano del corpo indagandolo e rivivendolo . La fotografia diventa un nuovo strumento  nel quale le artiste  colgono i vantaggi in senso performativo e la possibilità di realizzare la strategia di autofigurazione per cercare il loro nuovo volto .

Self portrait at thirteen , Boulder,Colorado , 1972,stampa alla gelatina d'argento
BIOGRAFIA

Francesca Woodman nasce a Denver in Colorado nel 1958 , da genitori entrambi artisti . Impara a leggere e a scrivere in Italiano perchè vive un anno in Italia , ad Antella , nella campagna fiorentina dove i suoi genitori avevano comprato una casa e qui frequenta la scuola pubblica . Tornata a Boulder si iscrive alla Abbott Accademy , una scuola femminile con corsi d’arte ed è a questo periodo che risalgono le sue prime foto. In seguito si trasferisce a Providence per frequentare l’Accademia di Belle Arti : la Rhode Island School of Design (RISD).Nell’estate del 1977 la Woodman si trova a Roma per seguire i corsi europei del RISD . Sono gli anni di piombo e trova un ‘Italia violenta , lacerata dalla situazione politico – istituzionale ,stragi , lotta armata , pestaggi dei fascisti e brigate rosse , è l’anno dei violentissimi scontri a Bologna tra movimento studentesco e forze dell’ordine . Nell’estate dello stesso anno apre a Roma la libreria Maldoror , libreria antiquaria di arte e letteratura , piena di oggetti bizzarri e atipici alla maniera dei surrealisti .Tutti i giorni la giovane americana visitava la Maldoror e il 20 marzo del 1978 vi debutta con una mostra. Woodman frequenta prevalentemenrte pittori e in particolare il gruppo San Lorenzo ,operante all’interno dell’ex pastificio Cerere ed è in questi spazi che ambienta parecchi scatti .

Nel 1979 torna a Providence dove consegue il BFI in fotografia . In seguito si trasferisce a New York . Trascorre l’estate a Stanwood , Whashingtoon , e qui realizza una serie di fotografie con il tema dei corpi in comunione con la natura . Nel Novembre dello stesso anno allestisce presso la Wood- Gerry Gallery la personale “Swan Song ” dove il formato delle stampe diventa 1 metro quadrato l’una e rompe con la consuetudine di installare le opere alla

Dalla serie Swan Song 1978

altezza degli occhi ,alcune foto sono molto in alto altre completamente sole alla parete.”Swan Son “(Il canto del cigno ) oltre ad essere un omaggio a Marcel Proust è una vera installazione perchè corrisponde al canto del cigno e quindi al suo volo , dall’alto del soffitto allo zoccolo del pavimento . Nel 1980 lavora a Temple Project , una sorta di ricostruzione delle facciate di un tempio greco le cui cariatidi sono avvolte in panneggi classici . I vari elementi architettonici sono stampati a grandezza quasi naturale con la tecnica della cianografia mediante la quale i corpi assumono forme spettrali . Si trasferisce quindi nel New Hampshire. Realizza l’installazione Tree Piece nel bosco di Peterborough che verranno poi esposte nell’Alternative Museum di New York all’interno della mostra Beyond Photography 80 . Nel gennaio 1981 viene dato alle stampe l’edizione di Some disordered interiors geometries , uno dei 6 quaderni fotografici progettati durante il soggiorno romano . Il 19 dello stesso mese si suicida . (2)

TEMATICA
La Woodman soggiornò a Roma per qualche mese e fu in quel periodo che frequentò la libreria antiquaria Maldoror e ne conobbe i proprietari che la coinvolsero in una atmosfera dai forti richiami surrealisti e in una dimensione artistica profondamente caratterizzata dal sogno e dall’inconscio .

Yet another leaden sky,Roma , maggio 1977-agosto 1978,stampa alla gelatina d'argento

I due le fecero conoscere anche peculiari manuali di medicina criminale . Lei fu sedotta dalle foto che ritraevano arti sezionati e svincolati dalle loro funzioni fisiologiche al punto da inserire nel suo lavoro le anatomie disarticolate (Roma 1978). Tra gli scaffali di Maldoror la Woodman trova tra l’altro , alcuni quaderni della fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento , scritti a mano con grafia elegante . Ne sceglie alcuni per arricchirli con con degli interventi fotografici , a volte assecondando l’argomento (letteratura , storia , geometria , meccanica) altre volte inserendo brevi annotazioni a penna . E’ il caso dei due fascicoli di Esercizi graduati di Geometria l’unico libro fotografico stampato a Philadelphia all’inizio del 1981 : “Alcune disordinate geometrie interiori “. Si tratta di 15 fotografie applicate sulle pagine degli eserciziari dei bambini delle scuole elementari .

PROCESSO CREATIVO

La maggior parte delle sue opere sono autoritratti dove il volto è spesso tagliato dall’inquadratura o nascosto dai capelli e il corpo gioca e si confonde con il mondo circostante fatto di spazi , oggetti , abiti , intonaci , porte, finestre o con la natura . A volte invece sono altre parti del corpo che sono nascoste o tagliate , spesso il risultato finale delle immagini del periodo italiano è quello di suggerire un assorbimento nell’ambiente .

 

Then at one point I did not need to translate the note; they went directly to my hands , Providence , Rhode Island,1976,stampa alla gelatina d'argento

L’uso della doppia esposizione e dell’esposizione lunga le consentono di partecipare ai suoi scatti fondendosi con il contesto scenico .

 Piera Cavalieri

 

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7 commenti

  1. La illuminante premessa di Piera Cavalieri chiarisce con rara lucidità il senso del suo progetto su Francesca Woodman. Piera ha affrontato autonomamente l’analisi dell’esperienza artistica dell’autrice studiando gli aspetti che inevitabilmente occorre affrontare, cioè: il vissuto, la tematica, il processo creativo e la poetica. Nelle conclusioni ha espresso le proprie convinzioni portando scrupolosamente anche gli elementi che le supportano. Il suo è un approfondimento serio e ricco di informazioni che, anche se rivolto ad una fotografa di chiara fama, rivela aspetti non sempre noti a più, e nella sua sintesi rappresenta un sunto molto stimolante per chi vi si accosta oggi. Io penso che abbiamo bisogno di fare nostri i grandi autori proprio con un profondo lavoro di riflessione sulle loro opere e sulla letteratura dedicata, per poi formulare le nostre libere conclusioni, come ha fatto Piera Cavalieri.

  2. Interessante e formativo l’intervento di Piera Cavalieri, dico formativo perché la Woodman mi era, fino questa sera, completamente sconosciuta.
    Ho così scoperto un’artista straordinaria, le cui immagini, così come presentate in Internet, appaiono a mio avviso senza contesto spazio-temporale e, proprio per questo, potenti ed emotivamente cariche di energia pura ed istintiva.
    Mi fa meraviglia pensare al periodo di formazione di questa fotografa che vive i pochissimi anni di carriera in epoca femminista, di contestazione e di rivendicazione del ruolo femminile.
    Chi riesce ad esteriorizzare se stesso in maniera così totale e coraggiosa merita l’immortalità artistica.
    Un ringraziamento quindi a Piera per aver dato spunto per un nuovo oggetto di studio e crescita formativa.

    1. Concordo. Le sue immagini non ci fanno pensare a quegli anni così cupi. Lei era a Roma quando è stato rapito Moro

  3. Grazie a Piera Cavalieri per avermi fatto apprezzare un’artista a me prima sconosciuta e dalle tematiche così tormentate ; la scoperta è stata corroborata da una lucida ed esauriente presentazione della sua opera. E non è affatto irritante nè anacronistico parlare di arte al femminile, anzi se ne parla sempre troppo poco e dei post come quelli di Piera non possono che fare bene alla cultura e alla formazione di ciascuno di noi. Grazie ancora e tutta la mia ammirazione per la tua competenza e praparazione.

    1. Riguardando il tuo interessante post su Arno Raphael Minkkinen trovo ancora una volta molte affinità con la Woodman . E’ simile questo loro tentativo di confondersi nella natura , diventare betulla , fiume ,legno,terra (nella seconda parte del post su Francesca sarà più evidente).

  4. Ringrazio Piera per aver condiviso la sua ricerca su questa giovanissima autrice.La prima volta che sfogliai un libro di fotografia fu proprio quello di Francesca Woodman , la sua fotografia ti intriga, ti cattura,la guardi e capisci immediatamente che ti ritrovi davanti ad un talento fotografico innato, ogni scatto meticolosamente pensato ci si ritrova immersi nella sofferenza e nei tormenti fisicamente esposti e psicologicamente vissuti da questa giovane donna,

  5. Francesca Woodman è una fonte inesauribile di ispirazione per ogni donna che si avvicina alla fotografia.
    Anch’io ringrazio Piera per l’approfondimento riguardo alla sua opera su cui non si è mai detto abbastanza, la ringrazio soprattutto per averci fatto riflettere sul periodo storico così difficile in Italia ed averlo accostato a questa fotografa così importante.
    Mi innamorai. dell’opera di Francesca Woodman dal primo libro che vidi alcuni anni fa e che mi catturò: nessuna come lei in maniera così totale, una fusione tra mente e anima che non sono riuscita a trovare in nessun’altra artista.
    Grazie Piera

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