Migranti – di Angelo Pitrone

Migranti – di Angelo Pitrone a cura di Pippo Pappalardo.

 Momenti di vita quotidiana, canti, balli, condivisione di festa, sorrisi, gioia, è questo il volto dell’immigrazione e dei migranti che, ci offre, Angelo Pitrone nel libro “Migranti”.

Uomini, donne, bambini che forse sono arrivati con quei barconi della speranza partendo dalle coste africane senza avere la certezza di raggiungere le coste italiane ma che, in Italia, nella nostra Sicilia sono riusciti a trovare la loro casa, la loro nuova famiglia.

Forse sarebbe stato più facile riprendere e presentare l’immigrazione degli sbarchi, degli arrivi a Lampedusa ed invece Angelo Pitrone ci presenta la vita di tutti i giorni, le diversità che si incontrano si rispettano e si arricchiscono reciprocamente.

Un percorso fotografico che, come scrive Pippo Pappalardo nell’introduzione al catalogo, racconta in filigrana storie “di sacrifici, di sofferenze, di distacchi, di pregiudizi, di diffidenze, di indifferenze”, ma che è come un indice puntato che ci fa guardare alla realtà dei migranti non dal versante dell’emergenza, del sospetto e dell’ostilità ma da quello del superamento di pregiudizi, che smaschera stereotipi e descrive l’onesta e la grandezza d’animo dei più.

Immagini, quelle di Angelo Pitrone, in grado di raccontare storie che ridanno umanità al fenomeno migratorio troppo spesso raccontato solo in termini emergenziali, di sicurezza pubblica o di numeri di sbarchi sulle nostre coste.

Ogni scatto è una storia da “ascoltare con gli occhi”, da guardare per capire meglio, più a fondo nel rispetto e nella accoglienza della propria identità, di cui i siciliani da sempre, con l’invasore e con l’ospite, sono testimonianza.

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Angelo Pitrone – nota biografica.

Angelo Pitrone opera ad Agrigento, dove è nato il 5 agosto del 1955.

Fotografa dai primi anni Settanta, occupandosi soprattutto di fotografia di paesaggio e di ritratti di personaggi.

Con l’editore Vallecchi di Firenze pubblica il suo primo libro fotografico, Viaggio nella Sicilia di Pirandello (1984), alla ricerca dei luoghi della vita e dell’opera del noto drammaturgo ad Agrigento.

Il paesaggio diventerà il soggetto principale della sua ricerca.

Nasce così l’album fotografico Palermo Bandita (1997), con un testo di Giuseppe Tornatore. Le immagini in bianco e nero di Palermo rappresentano un momento di svolta, di passaggio tematico e di stile nella sua fotografia, che si concentra soprattutto sulla Sicilia, terra dove ha scelto di vivere e di lavorare.

Nel 1998 ritorna, col colore su Pirandello e i Luoghi del Caos con lo scrittore Matteo Collura, sul paesaggio del Caos, esponendo per la prima volta una mostra fotografica nella Casa Natale di Luigi Pirandello.

Con l’inizio del nuovo secolo pubblica due importanti volumi: il primo, Solarium, raccoglie oltre dieci anni di immagini a colori sul paesaggio e sulla costa della Sicilia, per le Edizioni dell’Epos di Palermo; il secondo è il catalogo della mostra che si inaugura al Museo Archeologico di Agrigento nel 2001, L’isola del mito, sui temi essenziali che costituiscono, per l’autore, gli aspetti propri del paesaggio siciliano, il mito, il mare, il mondo contadino.

Ancora il paesaggio della Sicilia è il protagonista del libro I luoghi del romanzo, con un testo di Matteo Collura, ripercorrendo con le immagini la Sicilia di Sciascia, di Pirandello e di Tomasi di Lampedusa, edito nel 2004 da Salvatore Sciascia di Caltanissetta.

E’ del 2005 la il libro fotografico Linea di terra. Viaggio in Sicilia per treni e stazioni, per la giovane Casa Editrice Linea di passaggio di Palermo.

Ed infine nel 2006 ha dato alle stampe per l’Editrice L’Epos un reportage di grande impegno civile sulla condizione degli immigrati in Sicilia: Migranti. E per le Edizioni di Passaggio Viaggio d’acqua, sui porti della Sicilia, con un racconto di Vanessa Ambrosecchio.

La letteratura e l’arte sono i due poli con cui si è maggiormente confrontato, ha esposto le sue fotografie del Caos con i quadri di Fausto Pirandello a Salemi nel 2010 con la cura di Vittorio Sgarbi, e nel 2011 a Roma alla Galleria Artspace 2000.

Il Museum, museo d’arte contemporanea di Bagheria, diretto da Ezio Pagano, ha pubblicato due importanti cataloghi Migranti e Palermo Cordoba Andata e Ritorno, relativi a due mostre che ha curato in Argentina, rispettivamente, a Mendosa nel 2009, e a Cordoba nel 2011.

Numerose sono state nel corso di questo ultimo quarto di secolo le mostre, personali e collettive, alle quali ha partecipato in Italia ed all’estero. In questa sede corre l’obbligo di ricordare la mostra che si è svolta a Vézelay, in Francia, nel 2008, presso la Maison Jules-Roy, curata da Edith de la Héronnière, sulla Sicilia: I luoghi del romanzo.

Per motivi professionali ha seguito diverse campagne archeologiche in Libia, ed ha illustrato per l’Assessorato Beni Culturali della Regione Sicilia, dove svolge la sua attività professionale, numerosi cataloghi di tema archeologico, architettonico ed artistico.

Dal 1984 collabora col Centro Culturale Pier Paolo Pasolini di Agrigento soprattutto per le mostre di fotografia e gli incontri culturali.

Ha insegnato Storia e Tecnica della Fotografia presso la facoltà di Lettere dell’Università di Palermo tra il 2001 e il 2008.

Hanno scritto di lui: Giuseppe Tornatore, Edith de La Héronnière, Matteo Collura, Roberta Valtorta, Diego Mormorio, Giuliana Scimè, Gaetano Savatteri, Andrea Camilleri, Melo Freni, Francesco Calabrese, Maurizio Calvesi, Renato Tomasino, Aldo Gerbino, Enzo Lauretta, Pippo Pappalardo. Sue principali mostre personali a: Grosseto, Milano, Assisi, La Spezia, Palermo, Agrigento, Roma, Mantova, Mendoza, Berlino, Vézèlai, Parigi, Cordoba.

 
 

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