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OBIETTIVO VOLONTARIO. Viaggio nel mondo delle associazioni – di Enrico Genovesi

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Una mostra ed un libro realizzati per CESVOT – Centro Servizi Volontariato Toscana. Una iniziativa realizzata nell’ambito del Progetto Nazionale FIAF “Tanti per Tutti – Viaggio nel volontariato italiano” di cui sono stato Testimonial Samsung.

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OBIETTIVO VOLONTARIO
Viaggio nel mondo delle associazioni
di Enrico Genovesi

 

Il miglior modo per presentare questo mio lavoro fotografico potrebbe essere farlo riportando alcuni passaggi fondamentali di una mia recente intervista. Un modo diretto, essenziale, per descrivere l’idea e il modo in cui è stata sviluppata:

“L’idea è stata quella di fotografare l’operato di alcuni volontari presi a riferimento per rappresentare associazioni o contesti di volontariato della mia regione: la Toscana.” […]

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“Per mettere in pratica la mia idea, alquanto ambiziosa, ho contattato il CESVOT (Centro Servizi Volontariato Toscano), un’importante realtà della mia regione che ha proprio come scopo fondante quello di sostenere e qualificare le attività di volontariato.” […]

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“Benché i miei intenti fossero già abbastanza chiari, si rendeva comunque indispensabile mettere meglio a fuoco l’idea concettuale, ovvero l’impronta da dare al lavoro, il “come” realizzare l’opera. La soluzione è stata quella di raccontare almeno una quindicina di realtà di volontariato toscano, ripartite per tematica di impegno (ambientale, assistenziale, culturale, sportiva ecc.) attraverso l’azione di alcuni volontari presi a riferimento. 

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Nello specifico sono stati individuati due volontari per ogni realtà. Questi aprono le singole storie con un ritratto ambientato corredato da una breve didascalia sulla persona. Segue la narrazione del contesto di azione attraverso la loro abituale opera di volontariato.” […]

(Intervista completa su: https://fiaf.net/tantipertutti/letica-e-un-patto)
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Secondo Federico Gelli, presidente di CESVOT, “questo progetto fotografico rappresenta una tappa importante nel percorso di conoscenza e di rappresentazione del volontariato toscano. Credo infatti che in un momento in cui le informazioni affollano le nostre menti sia importante usare, e sapere usare, tutti gli strumenti di comunicazione a nostra disposizione. 

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Questo vale in particolare per il mondo del Terzo settore che ha bisogno, più di altri, di incontrare altri mondi, di contaminare arti e professioni, di farsi rappresentare. E’ una strada lunga, a volte faticosa, ma è l’unica che potrà condurre le volontarie, i volontari e le loro organizzazioni di riferimento al giusto riconoscimento sociale che spetta loro”.

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Non è la prima volta che un progetto FIAF stimola la mia progettualità. E non è la prima volta che il lavoro realizzato per l’occasione si trasforma, per interesse degli enti coinvolti, in una opportunità editoriale. Anche in occasione di Immagini del Gusto, progetto inerente la tematica del cibo sviscerata a 360°, mi trovai a collaborare per una grande organizzazione, quella del Banco Alimentare.

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Anche loro individuarono nel mio progetto fotografico una valenza propedeutica per documentare e veicolare il loro impegno collettivo.

A seguito del progetto FIAF di quest’anno, realizzare la mia opera per CESVOT è stato il mio modo di rendermi utile a valorizzare i loro intenti. La possibilità di vedere pubblicato il lavoro è stata una grande soddisfazione, davvero gratificante. Spero che anche altri, partecipando al progetto FIAF “TANTI per TUTTI – Viaggio nel volontariato italiano”, abbiano potuto raccogliere simili soddisfazioni dal proprio fotografare.

Enrico Genovesi

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9 commenti

  1. “Obiettivo Volontariato” di Enrico Genovesi, è il suo ultimo libro realizzato nel contesto del progetto nazionale “Tanti per Tutti”.
    L’autore, insignito quest’anno della onorificenza MFI e Autore dell’Anno FIAF 2012 è orientato ai temi sociali. Il tema del Volontariato è stato per lui un argomento di grande interesse e, com’è nel suo stile, lo ha affrontato fotografando le realtà del suo territorio. E’ stato sorprendente vederlo intraprendere una ricerca a tutto tondo attraverso il CESVOT che lo ha messo in contatto con le più varie realtà promosse dal Volontariato toscano.
    Il processo creativo è iniziato dallo studio per poi passare alla pianificazione delle attività di ripresa, con quella ricerca dell’innovazione dello sguardo che da sempre anima il suo fotografare.
    L’autore è tra coloro che, una volta scelto il soggetto, sono molto attenti alla qualità dell’immagine, consapevole che il messaggio iconico va scritto secondo un’efficace composizione.
    Complimenti a Enrico Genovesi per la realizzazione di questo libro che ci offre uno scenario ampio dell’esercizio del Volontariato toscano raccontato con forza semantica ed estetica.

  2. Le qualità di Enrico sono note a tutti e non c’è bisogno di sottolineare i tanti successi che ha raggiunto con le sue immagini. Quello che personalmente mi affascina è la sua capacità organizzativa e di pianificazione di un progetto. Passare da una idea alla sua realizzazione è un percorso che può essere pieno di insidie. Enrico supera le difficoltà con una semplicità che -almeno all’esterno- appare disarmante. Parlando con lui e di lui sono certo che abbia i suoi dubbi e ripensamenti durante lo svolgimento dei lavori, ma una volta che ha raggiunto il suo “concept” non molla la presa. Se si associa questa capacità a un bell’occhio fotografico ecco che i suoi progetti riescono a emergere facilmente, ed è singolare come qualità e quantità non siano mai in contrapposizione.
    Grazie Enrico della tua ispirazione, che sia di esempio anche per i nostri progetti!

  3. Ancora una volta Enrico Genovesi ci insegna quale può essere il modo più efficace per riuscire a realizzare un progetto coinvolgente ed efficace.
    La forza espressiva dei suoi lavori ce li fa apprezzare fin da subito. Sentiamo che possiede una vera regia dello sguardo capace di vedere, organizzare e raccontare. Un operare valorizzando e caricando di significato il centro tematico anche con una sempre funzionale e attenta composizione.
    Grazie Enrico e complimenti!
    Orietta Bay

  4. Costruire un progetto significa appunto organizzarsi, documentarsi, decidere come raccontare ciò che noi abbiamo conosciuto in quella determinata esperienza ma che gli spettatori non sanno. Enrico lo spiega chiaramente attraverso un linguaggio essenziale e coerente che è sicuramente un grande e bello esempio.

  5. Pienamente concorde con i commenti precedenti mi piace sottolineare il particolare approccio umano ed etico con il quale si accosta alle varie realtà; un rigore ed un rispetto che traspaiono sempre nei suoi lavori.

  6. Ho pensato per tre giorni a cosa scrivere e stavo per giungere alla conclusione che di fronte a un autore di questo calibro potevo solo stare zitto ed ammirare. Però Giancarla Lorenzin ha espresso esattamente quello che volevo dire: l’approccio è fondamentale. Quando si ha il giusto modo di avvicinarsi ed interagire con le persone la fotografia smette di essere solo un “prendere” ma diventa anche, e sopratutto, un “dare”. Complimenti sinceri.

  7. E’ bello ritrovarsi nelle vostre parole. Grazie di cuore per l’apprezzamento che non mancate di dimostrare a me e soprattutto alla mia fotografia.

  8. Ho visto nascere il lavoro e l’ho seguito passo passo sino all’inaugurazione a Firenze. I suoi lavori sanno prendere per mano il visitatore e portarlo all’interno del progetto senza che mai lui ne esca protagonista. Una visione rispettosa del lavoro, ma nel solito momento caratteriale e decisa, senza calcare la mano con stereotipi, ma nel contempo armoniosa e delicata, insomma il suo modo di vedere la fotografia permette di confondere il suo punto di vista e farlo diventare storia comune. Complimenti Enrico per questo bel libro che conservo gelosamente tra le cose care.

  9. Ritrovare ad una anno di distanza lo stesso autore che per primo avevo guardato come ottimo esempio di un lavoro sul volontariato, quello se ben ricordo fatto in centro di ambulanze, che mi era apparso raccontato in modo eccellente ma forse un poco “freddino” sia per le luci artificiali presenti, ma anche per una certa “distanza” dai soggetti fotografati. Queste due mie sensazioni del tutto personali ora sono completamente annullate ammirando le sagge immagini qui postate, dove il fotografo è veramente dentro e parte delle situazioni fotografate. Credo che idealmente si possa chiudere tramite le immagini di Enrico il cerchio che mi ha visto partecipe, come tantissimi altri soci Fiaf, di un’esperienza entusiasmante ed appagante. Perché mi ha permesso di sentirmi anch’io parte di questo mondo fotografato, dedicando molto tempo al progetto nella provincia di cui sono delegato, ottenendo buoni risultati nel coinvolgere le istituzioni locali, le associazioni di volontariato e i circoli fotografici. Le mostre locali prodotte e l’essere stati presenti in buon numero a Bibbiena e sui cataloghi ne è testimonianza. Ringrazio il consiglio direttivo Fiaf per questa opportunità di crescita offerta a tutti, l’esempio positivo dei volontari, io mi reputo un volontario culturale per il tempo che dedico agli altri, perché la fotografia e la cultura fotografica è un modo per socializzare e portare nella società valori positivi, perché è stato un modo per uscire dall’individualismo e dall’auto compiacimento, che purtroppo tanti fotografi amatoriali ancora praticano pensando di essere loro stessi La Fotografia.

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