L’infra-ordinario, tra spazi identitari e geografie di relazioni
Nuovo Tema Lab Di Cult - 10° Ciclo 2026-2027
Annunciamo pubblicamente che
il tema Di Cult FIAF prescelto per il 10° ciclo dei Laboratori è:
L’infra-ordinario, tra spazi identitari e geografie di relazioni
Lo scrittore George Perec nel 1989 pubblica il libro:
L’infra-ordinario
“Quel che ci parla, mi pare, è sempre l’avvenimento, l’insolito, lo straordinario […] I treni cominciano a esistere quando deragliano […] gli aerei hanno diritto di esistere quando sono dirottati […] I giornali parlano di tutto tranne che del giornaliero […]
“Ci si interroga sull’esotico, sull’inusuale, sull’eccezionale, si mette in scena lo straordinario. Ma la domanda vera è: cosa succede ogni giorno? E dove? E come?”

Ma dov’è la nostra vita? Dov’è il nostro corpo? Dov’è il nostro spazio?”
“Quello che succede ogni giorno e che si ripete ogni giorno, il banale, il quotidiano, l’evidente, il comune, l’ordinario, l’infra-ordinario, il rumore di fondo”.
“Cosa sappiamo della nostra quotidianità? Delle nostre abitudini? Dei nostri gesti più ripetuti?”
“Cosa succede quando non succede nulla, se non il passare del tempo, delle persone, delle macchine e delle nuvole?”
” Come si fa a parlare di ciò che non ha storia, di ciò che accade ogni giorno? Come lo si interroga, come lo si descrive?”

” L’abituale lo viviamo senza pensarci, come se non contenesse ne domande ne risposte, come se non trasportasse nessuna informazione. Non è neanche più un condizionamento, è l’anestesia.”
Con il libro “L’infra-ordinario” Perec ci invita a rivolgere uno sguardo nuovo sul quotidiano, un’esplorazione poetica e analitica di tutto ciò che, nella nostra vita, è così comune da risultare invisibile.
Infra-ordinario indica ciò che è nel quotidiano, talmente comune e banale da passare inosservato. Non è il sensazionale, lo straordinario o l’eccezionale, ma ciò che ci circonda costantemente: le abitudini, gli oggetti, gli spazi e i gesti più ripetitivi della nostra vita.
Gli spazi identititari, le geografie di relazioni risultano decisive per l’analisi che non può che essere svolta tanto dentro quanto fuori noi stessi. L’interazione tra queste due dimensioni mostra come l’identità non sia un elemento statico, ma il risultato di processi relazionali continui, in cui i luoghi si trasformano attraverso gli scambi, le mobilità e le reti che li attraversano. In questo senso, il territorio emerge come uno spazio vissuto, costruito dall’incontro tra memoria, appartenenza e relazioni.

Con questo post sono aperte le candidature per ricevere l’assegnazione di un Laboratorio LAB Di Cult FIAF – Infra-ordinario, tra spazi identitari e geografie di relazioni.
Cliccate sul link relativo al mio nome per comunicare l’adesione.
Grazie.
Massimo Mazzoli
Direttore del Dipartimento Cultura Fiaf
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Silvano Bicocchi
Vice Direttore del Dipartimento Cultura Fiaf
Team Di Cult
Barbara Armani
Massimo Bardelli
Renza Grossi
Stefania Lasagni



