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Fotoromanzo – di Carolina Cuneo

FOTOROMANZO

 
E’ la storia di un incontro.
Viviamo nella moltitudine prigionieri dell’individualità alla ricerca di qualcuno che ci corrisponda.
Ognuno abita i propri spazi e le proprie abitudini dividendo con difficoltà il proprio tempo.
Quindi due diversità che si cercano, due mondi opposti alla ricerca di un punto di contatto.
Ci si osserva da lontano con diffidenza ma curiosi dell’altro.
Poi appare uno spiraglio.
Lentamente si aprono gli spazi all’altro e lo si accoglie.
Esplode la gioia della scoperta di una possibile condivisione.
E’ innamoramento e amore.
Ma può presentarsi un ostacolo, un errore di visione.
L’altro non è in realta come avremmo voluto che fosse.
Questo è difficile da accogliere.
Si prova ad entrare nel suo mondo, ma la diversità dell’altro non è accettabile.
I pensieri e le domande si accavallano e confondono.
Ci si lascia, ci si riprende.
Alla fine è impossibile continuare e ci si allontana.
Ognuno segue la sua strada, di nuovo solo, con la speranza di ricominciare.
Carolina Cuneo

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6 commenti

  1. “Fotoromanzo” di Carolina Cuneo è un’opera animata da un’idea creativa, perché la realtà è divenuta pretesto per “cosa altra”. Non mi è mai capitato di vedere un’opera di fotografia iconica come questa che rinuncia totalmente alla potenza della fotografia nel realizzare l’immagine somigliante al soggetto ripreso. Sono immagini che nascono da ombre e che ci comunicano il tono emozionale del racconto con i colori puri fondamentali o complementari che siano. La mimesi espressa nelle ombre scrive la storia consumata di una relazione amorosa come tante, nei momenti salienti: l’incontro, le difficoltà, l’abbandono. Per questa prevedibilità della trama ritengo molto ben scelto il titolo “Fotoromanzo”.
    Penso che l’importanza del lavoro che Carolina ha compiuto in quest’opera, sia la profonda scrittura iconica da lei compiuta in ogni immagine, perché con la scelta degli equilibri della composizione ha rappresentato diversi e alterni stati d’animo che ha anche ben espresso nella presentazione scritta. E’ quindi il mondo interiore che viene da lei indagato non gli avvenimenti in se. “Fotoromanzo” va letto lentamente come anche le parole che lo presentano. Immedesimatevi nell’uno o nell’altro personaggio, lasciatevi sollecitare dal colore e troverete i sentimenti complessi di una storia d’amore come tante, senza nome che lascia alla nostra immaginazione il darne i volti.

  2. Pur restando colpito dai forti contrasti cromatici, non riesco ad essere altrettanto colpito dalla forza fotografica delle “ombre”, non molto didascaliche nella costruzione del “racconto”. Regna un po’ di confusione e senza un testo esemplificativo si fatica un po’ ad individuare il filo conduttore del lavoro.

  3. mi piace l’idea creativa, il contrasto dei colore le ombre creano una visione astratta dei soggetti , è vero che qui la fotografia si annulla ,ma non è un difetto anzi forse come dice Massimo mi manca il fotoracconto, senza spiegazione della autrice faccio fatica acomprendere una storia d’amore al termine . comunque complimenti perchè esteticamente mi piace molto .

  4. Buongiorno,
    Prima di tutto, volevo complimentare l’autrice per la scelta visiva molto forte di queste immagine, con questi colori alla volta semplice ma che ci fa entrare in un mondo molto più complesso delle relazione umane.
    Sono fotografie prima di tutto molto grafiche e devo dire che mi piacciono quasi di più quando sono presentate in formato quadrato come nelle piccole immagine dell’articolo. Viste anche in formato più piccolo mi sembrano anche più leggibili. Forse perché si vede meno la tessitura molto presente. Ad esempio, riesco perfettamente a visualizzare l’ombra di una persona nella prima immagine quando è piccola. Al contrario, quando l’ingrandisco vedo solo un’immagine astratta e non vedo più nessuna ombra.
    Di conseguenza, la “storia” mi è più facilmente comprensibile in piccolo che in grande. Questo ci dimostra che le dimensione finali di un’immagine sono molto importanti nella percezione dell’opera.

    1. Ringrazio il direttore per l’analisi approfondita e attenta del mio lavoro. Vorrei solo aggiungere una spiegazione sulla creazione di queste immagini. Le foto sono state scattate istintivamente durante un vagabondaggio fotografico in città senza una consapevolezza di ciò che restava impressionato dalla macchina fotografica. Credo che il racconto attraverso i movimenti dell’uomo e della donna sia stata la scintilla. La ricerca di una modalità espressiva nuova e personale mi ha portato successivamente, dopo molti tentativi, a questa scelta stilistica forse un pò audace.
      Carolina Cuneo

  5. Trovo il portfolio molto espressivo e simbolico, perché sono i piccoli gesti che parlano, che raccontano la storia. L’immagine qui si costruisce a partire dalle ombre che danno forza agli attori, che sono gli attori, nascosti nel buio anonimo ed individuale dei colori dell’esistenza. Le immagini in silhouette, preferite a foto più accattivanti, e la scelta dell’uso del colore come sfondo, sono metafora di un’esperienza di vita, rappresentata qui con molta sensibilità. Complimenti.

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